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L’attualità di Scaravelli, Napoli, ESI 1991

1991 – SCARAVELLI (PDF)

Critica e metafisica in L. Scaravelli [1] 

Una benefica aria di serio ripensamento sembra percorrere riviste filosofiche e convegni: senza perciò mancare d’interessarsi alle novità interne e straniere, pare ci si voglia infine decidere al colloquio col pensiero italiano della prima metà del secolo, cui è toccata la strana sorte d’esser assolutamente dominante ai tempi in cui fu pensato e del tutto obliato poi; nei due casi, è difficile la serenità del giudizio, c’è sempre qualche esasperazione che solo quantitativamente bilancia l’altro squilibrio. Oggi da più parti si dice che è il tempo di avviare un dialogo sereno, per quanto possibile, ed è dunque, forse, il momento di provare a fare il punto, portando un contributo di riflessione; perché sono davvero tanti i volti interessanti del nostro 900, con figure che si stagliano quanto e più di tante oggi in auge. Perché partecipino ad un vero dialogo culturale, senza patire oltre la difficoltà di ascolto generata in gran parte, per ciò che riguarda i primi quarant’anni, dal continuo discorrere in filosofia di identità e distinzione, che generò una vera e propria retorica composta di specifici tropi, che rende difficile intendere il senso di singole polemiche senza tener presente questo linguaggio nel suo complesso. Esprimere il problema filosofico in un linguaggio precisamente datato non poteva che nuocere, nell’evolversi della storia del secolo: tanto più che per intendere occorre accettare quella lingua filosofica – in italiano, e saperla ripercorrere nelle sfumature significative, com’è vero per qualsiasi lingua, anche non così poco diffusa all’estero com’è oggi la nostra.

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DA BOTTICELLI A WARHOL – CONVERSAZIONI DI ECFRASTICA E LABORATORI MUSEALI

Un ciclo di lectures prevede un intervento per adulti e laboratori, così da poter giocare la giornata al museo sulla base dell’affluenza quotidiana. Gli argomenti sono svolti in slide di poche immagini, così da poter essere base ad una discussione anche per gli occhi di bue che ogni tanto interrompono la scena.

Il pubblico e i relatori sono tutor della discussione se si presenta; altrimenti, svolgono un copione.  Gli interventi sono un esempio di come attuino un approfondimento cognitivo nel senso della conoscenza estetica. A tutti corrisponde un laboratorio di Arte di Ragionare e di Visual Thinking;  dai 16 anni in su può bastare il primo – cioè la discussione del tema da ogni punto di vista, anche di storia dell’arte ma assolutamente non solo; i nomi a fianco agli autori mostrano come la successione sia un programma di estetica.

Il ciclo di lectures è una proposta di formazione estetica: perciò è prevista una parte teorica che argomenta con pochi autori questa diversa forma di conoscenza, la cui ignoranza sta conducendo gli uomini a credere ad ogni immagine della televisione. Bisogna educare al  Visual Thinking: bisogna conoscere le categorie dell’immagine ed approfondire le tecniche di scrittura di testi in figura.

Questo è appunto il senso della prima lezione proposta: una lettura della Primavera di Sandro Botticelli. Esiste una pittura più chiara? il nome di Vasari è continuato nei secoli, prima che Gombrich scoprisse il libretto su cui era composto, nelle Biblioteche fiorentine. È addirittura una lezione di morale ad un giovane sposo scavezzacollo, che si converta e divenga buon padre – Marsilio spiega tutto, indica tutto, Sandro Botticelli scrive. Con i segni della pittura: ad esempio, Zefiro, dolce amante nella Nascita di Venere, qui è uno stupratore pieno di sé e tutto blu.

Leggere questo quadro con i ragazzi, lasciarli parlare dopo aver elencato tante opinioni diverse di grandissimi interpreti, dimostra che sul più chiaro dei quadri del mondo c’è ancora molto da sapere.

Questa è una dimostrazione patente che un quadro è un testo e  che quindi merita una lettura ecfrastica (didattica medievale che fa commentare le immagini per perfezionare il linguaggio) per essere capito a pieno.

Sandro Botticelli – il quadro è un testo; Leonardo Da Vinci – la linea e lo sfumato; Tiziano Vecellio – il colore; Pieter Bruegel – il gioco; Iconografie borboniche – le feste ; WARBURG – tavole di montaggio; Gustav Klimt – barocco neogotico; Gaudy – Yo soy geometrico; Jackson Pollock – intrappolare il caso; Escher – Scrivere concetti; Andy Warhol – il quotidiano e la folla; Banksy  – la riconquista del mondo; Mostre d’arte – Alma Tadema e Champollion

Arcimboldo letto da Barthes è stato la base del modello della scuola dell’infanzia, un vero successo, che è nel libro La didattica della Bellezza. Il silenzio del fare, disponibile su Kindle (oltre che in carteceo). Accludo la pagina della scuola dell’infanzia – un bel laboratorio anche al museo.