Mese: Gennaio 2014

Laboratori d’arte: Palazzo Reale e Reggia di Capodimonte

di Clementina Gily, Editoriale

Il 29 gennaio si è consegnato il terzo premio DOCARTE assegnato dalla ricerca La Pedagogia della Bellezza, tenuto da LUPT-OSCOM USR Campania per organizzare corsi di formazione estetica per le scuole campane. Ha consegnato il premio la dr. Maria Grazia Vitelli per la 5 Circoscrizione di Napoli consistente in tre targhe per le tre scuole che hanno elaborato in classe il progetto di un documentario d’arte dedicati alla città di Napoli (Pompei ed oltre è il tema comune da a tre anni a questa parte, dopo il crollo della Schola Armaturarum).

Vincitori quest’anno sono stati il Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, l’IC Sauro Morelli di Torre del Greco, l’IC Aganor Marconi di Fuorigrotta. Come new entry in rappresentanza di 14 scuole su 20 totali nel 2014, ha partecipato alla manifestazione nella Sala dell’Accoglienza di Palazzo Reale anche l’IC di Montecalvario Scura. Le immagini sono sul sito Oscom.

Il premio consegnato ai ragazzi da LUPT-OSCOM è la penna USB siglata e arricchita delle proiezioni del premio: cioè i loro stessi lavori, alcuni dei loro amici degli anni scorsi, e soprattutto il filmato 2013 Laboratori a Palazzo Reale, girato l’anno scorso durante la visita delle scuole: l’allegria dei lavori resta così come memoria della sperimentazione; ma poi nel filmato sono ripresi passi delle interviste (che sono su Youtube, OSCOM.UNINA) ai proff. Tessitore, Lissa, Frauenfelder, agli artisti (spesso anche proff) Giuseppe Antonello Leone, Diana Franco, Ermanno Guida, Giovanni Ferrenti, Franco Lista, Mario De Cunzo, Riccardo Dalisi – tanti membri eminenti della cultura  napoletana e artisti di chiara fama che hanno manifestato interesse per l’iniziativa e che in molti casi hanno dato un vero contributo di riflessione e di azione – di cui vanno ringraziati, come i tutor che hanno consentito lo svolgimento dei lavori, la Soprintendenza che ci ha ospitato. E naturalmente i dirigenti, i professori, gli alunni, autori di un vero entusiastico operare, che dimostra come, nonostante tutti i bastoni tra le ruote che si creano ovunque per chi vuole lavorare da chi non crede nel lavoro serio ed onesto: se si vuole, il sistema funziona.

La notizia dei lavori 2014 è nella rubrica Formazione del Giornale di Filosofia: firmano gli articoli i tutor che stanno seguendo nelle scuole le due sperimentazioni (a seconda delle età e delle scelte) l’Arte di ragionare al tempo d’oggi e L’Arte di ragionare – MEDIA. Sono in organizzazione poi i laboratori comuni, che si terranno nella Reggia di Capodimonte, così da poter girare un altro film per l’anno corrente, l’ultimo di questa serie finanziata dall’USR.

È anche stato pubblicato il primo dei due volumi, per i tipi di Rubbettino, che sono nel progetto del corso, il mio La Didattica della Bellezza. Dallo specchio allo schermo, che segue la teoria estetica e didattica che fonda l’idea del corso; il secondo uscirà l’anno prossimo e avrà il titolo La Didattica della Bellezza, Il silenzio del fare – sarà invece una vera e propria guida didattica per i professori scritta dai docenti impegnati nell’iniziativa che avranno voglia di scrivere le loro esperienze. Sono il viatico che occorre, spesso nei corsi di studio per docenti ancora oggi non compaiono materie d’arte di nessun tipo, solo a volte la storia dell’arte, solo a volte le teorie della comunicazione. I docenti capiscono bene l’importanza di educare all’immagine – donde la loro entusiastica partecipazione. Ma non hanno nel loro bagaglio culturale altro che conoscenze di autodidattica. È un difetto che può colmare la formazione che due libri appositamente scritti possono chiarire, sul versante teorico e pratico.

W Editoriale 2-14 Laboratori d’arte

L’Europafest (8 e fine)

di Carmen Stellato

8. Finora sono state analizzate in maniera dettagliata quali sono le caratteristiche, la strategia operativa, l’organizzazione e la gestione che fanno dell’Europafest uno degli eventi di Berlino di forte interesse culturale e di richiamo internazionale, rivestendo un ruolo importante nello scenario dell’Europa unita. Avendo tra i suoi stakeholders primari diverse istituzioni dell’Unione Europea (prima fra tutte la rappresentanza della Commissione europea in Germania) e presiedendo all’evento ogni anno personalità politiche di spicco della politica europea, il FEZ ha dimostrato e dimostra di avere un forte peso nella vita culturale ed educativa della città e regione di Berlino.

(composto da tutte le persone coinvolte nell’event management, fin dalla fase di ideazione), partner e sponsor (che collaborano all’attuazione del progetto fornendo risorse materiali, immateriali o economiche), i fornitori (che forniscono prodotti e servizi dietro pagamento), i partecipanti, l’ente promotore. Stakeholders secondari sono invece: le istituzioni locali, la comunità ospitante (non solo residenti, ma anche esercizi commerciali, ristoratori, alberghi, cioè tutti coloro coinvolti nel sistema economico-produttivo del territorio in cui ha luogo l’evento), le imprese dei servizi pubblici (ad es. trasporti, parcheggi, ecc.) e dei servizi di emergenza.

A questo punto del lavoro, attraverso un’accurata SWOT Analysis, ci si è proposti di analizzare quali sarebbero le forze, debolezze, minacce ed opportunità che si presenterebbero nel tentativo di implementare l’Europafest in Italia, anche facendo un confronto su quelle che sono le iniziative realizzate in Italia in occasione della Festa dell’Europa.

Opportunità-forze:

  • L’Italia, data la presenza di numerosi spazi all’aperto di forte interesse culturale, offre la possibilità di realizzare l’evento in una location all’aperto, eliminando, tra l’altro, il problema di trovare una struttura adeguata ed enorme in grado di ospitare numerose attività e visitatori e di abbattere eventuali costi di locazione. È possibile, inoltre, pensare ad una soluzione di questo tipo in quanto le condizioni meteorologiche sono generalmente favorevoli nel periodo considerato (inizio Maggio).
  • La presenza di numerose strutture di accoglienza, ricettive ed alberghiere, permette ai potenziali visitatori di alloggiare nelle vicinanze del luogo dell’evento.
  • L’interesse culturale della collettività insieme ad una partecipazione attiva della popolazione derivante da una forte consapevolezza che la cultura può costituire un valido strumento per la ripresa economica del Paese rappresenta senz’altro un punto di forza in quanto si verrebbe ad attivare una piena collaborazione tra i cittadini e l’organizzazione.
  • Ulteriore punto di forza potrebbe essere la presenza, sull’intero territorio nazionale, di numerose associazioni, enti ed organizzazioni culturali con le quali sarebbe ipotizzabile una collaborazione. Dal momento che le finalità dell’evento sono di carattere educativo e formativo, lo stesso discorso può valere per le scuole.
  • Qualora l’evento dimostri di ricoprire un ruolo importante nella vita culturale del Paese non è da escludere, col passare degli anni, l’inizio di una collaborazione con istituzioni politiche dell’Unione Europea ed ambasciate e quindi poter beneficiare di fondi.
  • La realizzazione dell’evento potrebbe costituire un momento di apertura verso nuovi modi di concepire l’educazione e la formazione, e quindi di rinnovare ed innovare certe metodologie.

 

Opportunità-debolezze:

  • L’assenza, sul territorio nazionale, di enti o associazioni che hanno come obiettivo l’educazione e la formazione di bambini e ragazzi, e che non siano delle scuole, costituisce da un lato una debolezza, in quanto non si ha coscienza di un’educazione extra-scolastica, dall’altra può rappresentare un’opportunità perché costituisce una “novità”. Lo stesso discorso vale per l’assenza di enti o organizzazioni che propongono attività di svago e divertimento (ma allo stesso tempo formative) per tutta la famiglia.
  • Un discorso analogo va fatto per l’assenza di proposte culturali, luoghi fisici ed eventi il cui target di riferimento sia costituito da bambini, ragazzi e famiglie esclusivamente e simultaneamente. Esistono luoghi dove bambini e giovani possono incontrarsi, svagarsi, divertirsi, fare conoscenza, svolgere attività ricreative, sportive e culturali, ma non luoghi dove è previsto farlo con l’intera famiglia (se non vogliamo considerare ludoteche e parchi). Ciò è dovuto probabilmente ad un atteggiamento diverso: in Italia, sebbene la famiglia sia stata e rimane un valore molto importante, si tende a trascorrere poco tempo con i propri figli e quando avviene lo si fa “autonomamente”, forse proprio per la mancanza di eventi e proposte in grado di offrire numerose attività di diversa natura e in un unico spazio. Tale situazione può costituire una vera opportunità.
  • L’idea, fortemente radicata in Italia, che la formazione dei bambini e dei giovani spetti esclusivamente alla scuola costituisce una vera e propria debolezza; nonostante ciò essa può essere sfruttata come un’opportunità proprio perché sono poche le proposte di formazione culturale di natura non scolastica.
  • Attualmente la conoscenza dei giovani sull’Unione Europea e sui temi ad essa connessi è limitata a poche nozioni (apprese a scuola) o a propria cultura generale. Ciò evidenzia una debolezza nel sistema d’istruzione e formazione del nostro Paese non ad educare i giovani ai temi dell’Unione Europea ma anche, e soprattutto, a sviluppare in loro la coscienza di appartenere ad una comunità europea: se l’Italia è uno Stato membro dell’Unione Europea lo sono anche i suoi cittadini. Un evento come l’Europafesta potrebbe indubbiamente dare l’input necessario a sviluppare tale consapevolezza e a formare i giovani (ma non solo) nell’ottica europea. Tale discorso va esteso anche (e soprattutto) agli adulti.
  • Scarsità di iniziative per festeggiare la Festa dell’Europa (9 Maggio).

 

Minacce-forze:

  • Se da un lato la numerosità degli eventi di intrattenimento può costituire una minaccia in quanto l’Europafest potrebbe essere erroneamente confuso con essi, dall’altro lato essa può essere trasformata in un punto di forza per l’organizzazione grazie ad un buon piano di promozione e comunicazione capace di metterne in luce i caratteri distintivi.
  • Le iniziative sul tema Europa attualmente esistenti nel panorama nazionale rivolgono una particolare attenzione alle proposte per un pubblico adulto e istruito, costituendo una minaccia per l’organizzazione la quale dovrà essere capace di distinguersi e sviluppare un programma che costituisca il punto di forza dell’evento.
  • La scarsa conoscenza dei potenziali visitatori sulle tematiche europee costituirebbe una minaccia solo per le prime edizioni.

 

Minacce-debolezze:

  • Nel caso in cui l’organizzazione non fosse in grado di attuare un efficace ed efficiente piano di comunicazione e di promozione, la presenza di eventi dalle tematiche diverse da quelle proposte dall’Europafest potrebbe costituire una minaccia e trasformarsi in una debolezza.
  • L’assenza di organizzazioni di natura simile al FEZ potrebbe indurre a confondere la natura dell’evento. In Italia, infatti, un’organizzazione come quella del FEZ potrebbe essere confusa con un centro di assistenza sociale per famiglie disagiate, o con una ludoteca, un parco dei divertimenti.
  • Un punto di debolezza potrebbe essere rappresentato anche dalla dipendenza da sponsor e fondi privati qualora l’organizzazione non riuscisse ad emergere e a creare una forte rete di alleanze.
  • La presenza di una rete di trasporti pubblici poco efficiente può senz’altro impedire il facile e veloce raggiungimento del luogo dell’evento andando ad incidere sui sacrifici sostenuti dai potenziali visitatori.

 

Da un’accurata ricerca è emerso che gli eventi realizzati in occasione della Festa dell’Europa del 9 Maggio sono, come ribadito più volte sopra, piuttosto pochi. Facendo riferimento all’anno in corso, il sito ufficiale della rappresentanza della Commissione europea in Italia riporta i seguenti eventi come principali:

  1. “Festival d’Europa”, a Firenze, dal 7 al 12 Maggio,con numerosi workshop, conferenze, mostre, spettacoli, ecc. ;
  2. “Festa dell’Europa 2013 – Un viaggio nella tua cultura”, a Milano il 10 Maggio, al Teatro Franco Parenti ha presentato una serie di iniziative dedicate agli studenti e a tutti i cittadini. L’evento è stato realizzato dall’Ufficio di informazione del Parlamento europeo a Milano e dalla rappresentanza a Milano della Commissione europea con il patrocinio del Comune di Milano e dell’Ufficio scolastico per la Lombardia e prodotto dall’associazione culturale no-profit Ragnarock;
  3. “Festa dell’Europa 2013 – Un viaggio nella tua cultura”, a Roma il 10 Maggio. Quattro sale del museo MAXXI (Museo nazionale delle arti del XXI secolo) di Roma, intitolate a quattro grandi politici e statisti europei (Winston Churchill, Altiero Spinelli, Konrad Adenauer e Alcide De Gasperi) sono state allestite e dedicate a cinema, musica, visual art, teatro e letteratura ed hanno ospitato gli studenti di trenta classi delle scuole superiori per parlare attraverso l’arte dei valori su cui si fonda l’Unione Europea. Inoltre gli studenti Erasmus in Italia hanno incontrato gli studenti delle scuole superiori per raccontare la loro esperienza, ed un desk informativo di Parlamento europeo, Commissione europea e Dipartimento per le politiche europee è stato messo a disposizione di tutti gli studenti per informare sui programmi dell’Unione Europea che favoriscono la mobilità e l’apprendimento. È stata prevista anche un’attività per le famiglie: il fumettista Maurizio Ribichini ha coinvolto, attraverso il disegno e il colore, adulti e bambini nella realizzazione di un grande puzzle dell’Europa.

Tra i tre grandi eventi realizzati in occasione della Festa dell’Europa in Italia e qui proposti, il Festival d’Europa di Firenze sembra essere l’unico idoneo per poter avviare un’analisi di confronto con l’Europafest.

Innanzitutto si tratta di due eventi internazionali, quindi Grandi Eventi, in quanto entrambi attirano visitatori non solo dalla città in cui essi sono realizzati ma anche dalle regioni confinanti e da Paesi esteri e ottengono una notevole attenzione dai media.

La prima differenza riguarda l’”età”: il festival fiorentino è infatti alla sua seconda edizione mentre quello berlinese è alla sua nona edizione.

La seconda differenza riguarda la durata: due giorni a Berlino e cinque a Firenze.

Per quanto riguarda i contenuti, il festival di Firenze ha previsto diverse aree tematiche: cultura, didattica, economia, istituzioni, partecipazione, spettacoli, università, con attività quali gare sportive, concerti, workshop, open day, mostre, info-point, proiezioni di film, conferenze, seminari, dibattiti, spettacoli di teatro e di danza, open school e visite guidate, lezioni e mostre fotografiche e per finire la “Notte blu” , ossia 27 ore (una per ogni Paese membro) dedicate all’Europa, alle sue culture e alle sue tradizioni. La location è tutta la città di Firenze: Stadio Luigi Ridolfi, Palazzo Vecchio, Palazzo Medici Riccardi, Palazzo Rucellai, Piazza delle Murate, Piazza della Signoria, Museo nazionale Alinari della fotografia, Piazza della Repubblica, ecc. . Da questo punto di vista entrambi gli eventi propongono attività che abbracciano numerose e diverse tematiche; a differenziarli è forse l’approccio: più tradizionale a Firenze, più interattivo e innovativo a Berlino. Il secondo sembra essere pensato più per bambini e famiglie, mentre il primo si rivolge ad un pubblico più adulto, o comunque giovane, limitando l’offerta per le fasce d’età più basse.

Quanto alle collaborazioni il Festival d’Europa 2013, la cui progettazione e coordinamento appartiene alla Fondazione Sistema Toscana, ha visto come promotori la Regione Toscana, il Comune e la Provincia di Firenze e l’European University Institute. Ha goduto della collaborazione della rappresentanza della Commissione europea in Italia, l’Ufficio di informazione del Parlamento europeo in Italia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche europee in collaborazione con il Ministero degli Affari esteri, la Camera di commercio di Firenze, l’Università degli Studi di Firenze, il Movimento federalista europeo, l’Agenzia LLP Italia/Indire, mentre tra i media partner vi erano intoscana.it, presseurop, La Nazione, controradio e digitalculture. Anche il festival fiorentino gode di una forte rete di alleanze non solo con partner locali ma anche con istituzioni europee.

La differenza tra i due sta nella scelta del target e di conseguenza nell’offerta. Il festival fiorentino, tuttavia, rappresenta attualmente l’unico grande evento realizzato in Italia in occasione della Festa dell’Europa e che ha tutte le carte in regola per poter reggere un confronto con il (quasi) decennale Europafest.

9. Cosa succederebbe, allora, se un evento come l’Europafest venisse trasportato nella realtà italiana? Ma ancor prima: è possibile fare questo tentativo?

Il tentativo è certamente possibile, non c’è nessuna condizione che lo impedisca. Tuttavia ci sono alcuni fattori che potrebbero costituire un ostacolo all’implementazione dell’Europafest in Italia: il ruolo della cultura nell’economia del Paese, il concetto di educazione e formazione culturale, il modo di concepire un evento in occasione della Festa dell’Europa presentano delle differenze rispetto a quanto avviene in Germania.

Innanzitutto la cultura quale valido strumento per lo sviluppo economico del Paese è un concetto che in Italia stenta a trovare una realizzazione pratica. Basti pensare a quanti siti di interesse culturale si trovano e rimangono in stato di degrado nonostante le proposte di intervento (soprattutto di cittadini, studenti ed associazioni culturali) e i fondi messi a disposizione. L’Italia vanta un patrimonio culturale con il quale, ad avviso di chi scrive, pochissimi altri Paesi possono competere ma non è in grado (o non vi è la volontà) di fare in modo che anch’esso diventi parte integrante dell’economia e dello sviluppo del Paese.

In secondo luogo il concetto di educazione e formazione culturale nel nostro Paese è fortemente legato ai metodi tradizionali d’insegnamento e didattica; in questo modo la formazione e l’educazione di bambini e ragazzi avviene principalmente in ambito scolastico, senza prevedere modalità di apprendimento in istituzioni extra-scolastiche.

L’ultimo aspetto racchiude i precedenti: data la diversità di concepire la cultura e l’educazione e formazione culturale, un evento come l’Europafest rischierebbe di non avere gli strumenti a disposizione per poter essere un’esperienza di successo. Il Festival d’Europa di Firenze è l’unica iniziativa di grande richiamo ad essere organizzata in Italia in occasione della Festa dell’Europa. Come è emerso anche dal confronto tra i due eventi vi sono alcuni punti in comune quali la varietà e la numerosità delle proposte e dei temi, il target ampio (non solo adulti ma anche bambini e giovani), la collaborazione con le istituzioni europee e la presenza di rappresentanti politici europei, il supporto di partner e sponsor, il gran numero di visitatori provenienti non soltanto dai territori limitrofi ma anche dall’estero, l’attenzione dei media. Tuttavia il festival fiorentino predilige proposte quali workshop, seminari, conferenze, mostre, dibattiti, incontri, spettacoli di danza e teatro, concerti mentre l’Europafest è quasi esclusivamente incentrato sull’interattività e compartecipazione, invogliando e stimolando tutti i visitatori, anche coloro ai quali un’attività potrebbe non interessare. Inoltre il target del Festival italiano, sebbene sia costituito da pubblico appartenente alle diverse fasce d’età, predilige un pubblico giovane/adulto se si considera che quasi tutta l’offerta è interessante per questo tipo di visitatore mentre solo una piccola parte è destinata ai bambini e alle famiglie.

Implementare l’Europafest in Italia potrebbe dunque essere un rischio. Da un lato potrebbe rivelarsi un fallimento in quanto si tratterebbe di un prodotto offerto in una realtà non pronta ad accoglierlo; per quanto in Italia sia aumentata l’attenzione allo sviluppo di una coscienza e di un senso di appartenenza all’Unione Europea c’è ancora poca informazione per i cittadini sulle tematiche europee e le opportunità che l’Unione Europea offre, ma anche poca importanza alla figura del bambino (mentre in Germania si da estrema importanza ai bambini e ai giovani).

Dall’altro lato trasporre quel tipo di evento nel nostro Paese potrebbe costituire una vera e propria novità e rivelarsi un’opportunità per la nascita e lo sviluppo di realtà come il FEZ-Berlin e l’organizzazione e promozione di nuovi eventi culturali capaci di attirare nuovi tipi di pubblico attraverso proposte culturali innovative.

Il presente lavoro non costituisce di certo un punto d’arrivo ma ha voluto offrire una serie di stimoli per riflettere sul tema della gestione degli eventi culturali oggi numerosissimi nel panorama nazionale ed estero ed essere lo spunto per apportare novità in questo settore in Italia, ma ancor prima nel modo di concepire il ruolo della cultura e la formazione culturale nel nostro Paese.