Giorno: 8 Aprile 2019

Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica

di C. Gily Reda

Un libro da promuovere, questo di Carlo Improta, un artista da poco in mostra al PAN con le sue opere. Le più recenti somigliano a questa copertina, un volto tratteggiato a matita o a pastello, finissimo nel ritrarre l’essenziale di un sguardo – come questa bimba di Auschwitz, che sembra chiedersi perché, o meglio ‘cosa accade?’ sbalordita – lo sguardo allucinato che non è quello del bambino povero, cui è stata sottratta l’infanzia, ma che poi diventa Edgard Allan Poe, Stephan Mallarmé, John Ruskin… Lo sbalordito è schiacciato dalla crudeltà possibile. Oggi che il realismo modale riafferma la positività dei mondi possibili, dimentica, come Leibniz, che sono infiniti anche i volti della crudeltà.

Da promuovere perché si fa leggere e perché conosce l’arte della parabola, di figurare scene per far intendere messaggi. Difficili, ma resi perfettamente comprensibili; sono un’estetica più che una poetica – cioè riflessioni degli artisti sul fare arte; invece qui c’è filosofia, ricerca di verità. Carlo Improta viene da un’esperienza pittorica di ricerca, ha praticato l’informale – alla mostra del sacro dell’anno scorso a San Domenico Maggiore, nota ai lettori di wolf, espose una scultura informale (qui sotto). Tra le tante esperienze fatte imparando l’arte, ma anche mettendola da parte, per esperire il tempo e la sua moda. Che come disse Mallarmé, non è futilità ma compagnia con gli altri artisti e la comunità – cosa importantissima, che gli ha dato dubbi e certezze, nel disegno di una propria via libera, con i rischi ovviamente della libertà. Continue reading “Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica”