Addio a Edoardo Salzano

La sua lezione per l’urbanistica del nuovo millennio

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Un’altra grande figura della storia italiana che ha proiettato il suo messaggio dal novecento al nuovo millennio ci ha lasciato.

Fino alla sua recente morte, all’età di 89 anni, Edoardo Salzano ha scritto sulle pagine di eddyburg,it, il sito da lui stesso fondato nel 2003 per offrire un’agorà libera da vincoli a tanti intellettuali che hanno a cuore i temi della città, della società e della politica (urbs, civitas, polis), a favore di una cultura dell’abitare e del governo del territorio in grado di fornire democratiche e partecipate soluzioni ai cittadini, in un contesto che salvaguardi le risorse naturali, in uno con il patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico.

Nato a Napoli nel 1930, nipote di Armando Diaz, dopo la Laurea in Ingegneria Civile conseguita a Roma, acquisì la docenza presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e a Venezia visse per sempre, accrescendo l’impegno e la carriera universitaria. Non disdegnò anche esperienze amministrative (consigliere comunale a Roma, assessore all’Urbanistica a Venezia), oltre a ricoprire incarichi ministeriali  e regionali in commissioni e consigli attinenti la materia urbanistica. Professionalmente è stato attivo nella pianificazione sia a scala comunale che provinciale che regionale. Basti citare i suoi piani regolatori per Venezia o il Piano paesaggistico regionale della Regione Sardegna, 2006 che, condiviso con Renato Soru, impose finalmente una disciplina rigida per la tutela delle coste. Anche in Campania, dove ha mantenuto sempre contatti con amici e colleghi universitari, tutti appartenenti alla “cultura del piano”, Edoardo Salzano si è occupato di piani: prima commissario ad acta negli anni ’90 del comune di Positano per il piano regolatore, fu poi incaricato nel 2001 per la redazione del Piano territoriale di coordinamento della Provincia di Salerno e nel 2006 per redigere il Piano urbanistico attuativo della Linea di costa del Comune di Napoli. Oltre all’attività universitaria e professionale, molto fervida è stata l’attività editoriale svolta da  membro del Board della International Making Cities Livable Association, da Presidente dell’Associazione fra Imprese italiane produttrici del Cd-Rom Urbadisc “Archinet” e Vicepresidente dell’Associazione europea di produttori e diffusori di informazioni urbanistiche “Urbandata”.

Ultima, ma ancor più significativa tappa del corposo cammino di Edoardo Salzano è la fondazione nel 2003 del sito web eddyburg.it.  Il nome del sito si compone del soprannome con cui lo appellavano gli amici, Eddy, con l’aggiunta del burg (la city nella tradizione proto-sassone) per racchiudere in una sola parola la sintesi, il compendio tra i temi da lui trattati e il suo originale approccio, codificato nella sua magistrale opera Fondamenti di urbanistica. La storia e la norma. pietra miliare della cultura urbanistica e non solo. Infatti convinzione a lungo espressa da Edoardo Salzano è che l’urbanistica deve necessariamente interagire con altri saperi, a partire dalla storia e dalla geografia, ma senza tralasciare l’economia, le scienze sociali ed anche l’ecologia.

Perché per Salzano l’urbanistica è politica dovendo dare soluzioni per la gestione consapevole, responsabile ed equilibrata delle risorse naturali, culturali, sociali ed economiche, in sintesi per il governo del territorio, inteso come bene pubblico, da amministrare nell’interesse della comunità.

Proprio per continuare ad affermare e diffondere tali istanze nel 2005 è stata istituita la Scuola di Eddyburg, divenuta nel tempi efficace strumento per insegnare  e apprendere i temi della città, del territorio, del paesaggio, allargando l’area di influenza di eddyburg.it. Nel 2016, infine, si è costituita l’Associazione di Promozione Sociale Eddyburg, di cui eddyburg.it, così come la sua Scuola, sono attività statutarie.

Grande fautore della multidisciplinarietà e dell’urbanistica concertata nel saldo rapporto tra le amministrazioni pubbliche e la collettività, Edoardo Salzano è uno dei grandi riferimenti anche per il mondo ambientalista, sempre pronto a dare il suo sostegno nelle istanze di tutela del patrimonio paesaggistico e contro scempi dovuti all’abusivismo o anche a scelte fortemente impattanti promosse da enti locali e istituzioni.

Tra le principali iniziative sostenute da Eddyburg quella contro il Consumo di suolo (2005), a favore degli spazi pubblici (2008) ma in particolare la battaglia intrapresa negli stessi anni contro la “Legge Lupi” per il governo del territorio, e nel 2007 l’impegno, supportato da un’incredibile raccolta di firme, contro lo smantellamento del Parco Sud di Milano.

Ma gli indirizzi e gli apporti che Edoardo Salzano ha dato a tanti urbanisti e ambientalisti sono anche da ricondurre alle sue attente analisi sulle trasformazioni avvenute nel terzo millennio a seguito della globalizzazione e degli enormi conflitti che attanagliano intere aree del pianeta, sollecitati e supportati da politiche dissennate basate sullo sfruttamento dell’uomo sulla natura e dell’uomo sull’uomo. Oltre ai danni ambientali e sociali facilmente comprensibili, le ricadute sul piano degli assetti insediativi sono ancora tutte da analizzare al fine di procedere con azioni di  mitigazione e di riequilibrio, per evitare la cancellazione delle diversità culturali, ma io direi anche biologiche e naturali, con un appiattimento e una omogeneizzazione dettati dalla mera logica del profitto economico.

Edoardo Salzano ha posto alla nostra riflessione due temi (in parte in continuità con uno delle sue prime opere Urbanistica e società opulenta, edita nel 1969): il conflitto ambiente-lavoro e il ruolo assolto oggi dalla città.

Il primo tema, come ci ha indicato, richiede una ridefinizione del due termini per poter procedere alla ricerca di un nuovo equilibrio che garantisca sviluppo economico, ma anche qualità dell’ambiente e qualità della vita. Col secondo, egli ci invita a superare i ristretti confini di analisi della forma urbana consolidatesi nella civiltà occidentale, guardando all’emergere esponenziale delle civiltà soprattutto asiatiche (Cina, India, Giappone) per concentrare l’attenzione non più sulla città, bensì più correttamente e compiutamente sulla condizione urbana, perché compito precipuo dell’urbanista del nuovo millennio è migliorare le condizioni di vita degli abitanti dell’intero pianeta.

In definitiva il grande maestro Salzano ci ha lasciato in eredità un messaggio quanto mai attuale: di fronte ai grandi esodi dai sud ai nord del mondo, di fronte al crescere delle disuguaglianze, alla consapevolezza delle scarsità delle risorse, alle storture prodotte da un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento, al degrado ambientale aggravato dalla sfida climatica, l’urbanistica del nuovo millennio  deve svolgere il suo ruolo responsabile e consapevole, nella piena coscienza che le analisi da cui parte e le ricadute delle sue proposte pianificatorie trascendono i limiti disciplinari e professionali, perché il governo del territorio attiene alla politica, per l’intima connessione esistente tra urbs, civitas, e polis.

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