Categoria: Giornale di Filosofia

Francesco Alessio. Arte a scuola

di C. Gily Reda

Francesco Alessio ha seguito studi regolari, Liceo Artistico ed Accademia (con Augusto Perez), ma ha manifestato subito il suo carattere, la sua tendenza all’ascolto, a cercare il contatto con chi guarda, lavorando al restauro dei dipinti su tela e su tavola, nel Laboratorio napoletano presso la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici nella Pinacoteca Nazionale di Capodimonte e al restauro archeologico anche con il C.N.R.S. francese.

In questo quadro, del tutto coerente la scelta successiva di lavorare nella scuola, naturalmente al liceo artistico. Le sue opere cercano la linearità nascosta degli archetipi navigando tra materiali diversi, assemblati secondo logiche grafiche col filo di ferro ma poi anche ricostruiti con il caldo plastico della ceramica ma poi frequentando ogni materiale – come dice Vitaliano Corbi cercandone il battito cardiaco. È un navigare tra le materie come fossero vive che cerca di ascoltare la melodia che segna la loro metamorfosi in cultura dello spazio. Ciò perché non si sintetizzano gli elementi ma piuttosto li si compone, non nella tradizione ma nel pop: lasciando cioè accostate più che indagate le analogie della costruzione. Continue reading “Francesco Alessio. Arte a scuola”

La politica della comunicazione e le regole: Il Grande Tribunale dell’Opinione Pubblica (1)

di C. Gily Reda

Gaetano Filangieri
Gaetano Filangieri

1. Il problema della politica della comunicazione

Il tema della politica della comunicazione viene oggi affrontato spesso dalla scienza che le si dedica, perché in tutti i percorsi della governance la comunicazione ha un posto rilevante, perché si interseca praticamente con tutti i livelli della gestione del potere; la sua ottimizzazione è e deve essere obiettivo costante, perciò questa sociologia si divide in numerose altre scienze istituzionali, ciascuna delle quali mira appunto allo scopo della determinazione ulteriore del tema, nell’ottica in progress tipica della scienza, che consiste nel trarre conseguenze dalle premesse. Viene anche studiato dalla scienza politica, per osservare ed approfondire i metodi in quanto essi rioperano sulle forme di governo e contribuiscono a mutarne la concretezza storica: anche qui vale il motto più citato, forse, della scienza della comunicazione – Il mezzo è il messaggio, frase detta da McLuhan nel 1964, quando lo studio dei media non aveva ancora raggiunto linee generali di analisi teorica, mentre era già molto progredito come pratica tecnologica, artistica, di analisi scientifica. Un motto vero in special modo per i media, ma che riguarda tutta la tecnica come problema, staccarsi dal vero comporta la valutazione dei mezzi e l’adattamento ad essi. Perciò l’operato delle scienze sulla politica della comunicazione sono molto interessanti, anzi costituiscono una parte importante dell’esperienza del mondo. Perché anche se quel che viene in mente quando si pensa al termine esperienza è il fatto personale, la partecipazione ad un evento anche minimo- basta riflettere ed è chiaro come molte cose aiutino il contatto reale a divenire esperienza, anche prima del fatto virtuale c’è il senso comune, il gusto, il tessuto relazionale – tutte centrali esperienze. Oggi il mondo è globale e complesso, la vera esperienza in cui si acquista coscienza della storia, è sicuramente la seconda, analizzata appunto dalle scienza sociologiche e politiche. Continue reading “La politica della comunicazione e le regole: Il Grande Tribunale dell’Opinione Pubblica (1)”

Le radici montessoriane della ‘speciale normalità’

di Regina Brandolini

È oggi largamente diffusa nell’ambito della ricerca pedagogica l’idea che si debba sempre più arricchire la normalità del fare scuola di tutti gli strumenti, metodologie e più in generale di tutte le specificità tecniche codificate e utilizzate per gli alunni speciali, “normalizzandole e venendo da queste modificata in senso inclusivo”. Si auspica cioè l’inclusione dei principi attivi tecnici e speciali nella normalità, permettendo alla normalità e alla specialità di convivere ed essere contaminate l’una dall’altra, rendendo più efficace e vantaggiosa la vita scolastica di tutti gli alunni.

Questo arricchimento si rende ancor più necessario oggi, all’interno del mondo scolastico, dove gli insegnanti percepiscono, accanto alle consuete forme di disabilità, una nuova crescente complessità del disagio scolastico e delle nuove forme di difficoltà di apprendimento.

Nonostante la maggiore formazione degli insegnanti curriculari e l’ingresso di insegnanti di sostegno altamente formati, questa prospettiva incontra ancora oggi grandi resistenze. Indagarne le motivazioni richiederebbe largo spazio, qui invece mi interessa focalizzare l’attenzione sul fatto che questa prospettiva di speciale normalità affonda le sue radici nelle intuizioni che Maria Montessori ebbe già più di cento anni fa. Continue reading “Le radici montessoriane della ‘speciale normalità’”

Estetica e Musica. Alcuni temi (1)

di Vincenzo Curion

La conoscenza del sensibile.

Quando A. Baumgarten nel 1735 adotta per la prima volta il termine estetica, partendo da considerazioni sulla filosofia leibniziana, per la quale “la bellezza è il grado più alto della conoscenza sensibile, ancora ‘confusa’, per quanto non più ‘oscura’ come la mera sensazione, ma già ‘chiara’, sebbene non ancora ‘distinta’ come la conoscenza intellettiva”; egli sottolinea che si tratta pur sempre di una conoscenza sensibile. Nelle Meditatione philosophicae de nonnullis ad poëma pertinentibus, il filosofo tedesco muove dalla considerazione che, così come esiste una scienza dei contenuti intellettuali, la logica, allo stesso modo dovrebbe esistere una scienza dei dati sensibili della conoscenza, che andrebbe chiamata estetica.

“Si può chiamare aisthetiké (sottintendendo episteme) la disciplina che studia le sensazioni (táaisthetá) in modo simmetrico a quel che la logica (logiké episteme) fa con gli aspetti intellettuali e razionali (tánoetá)”.

Ricollegandosi a Leibniz, Baumgarten sottolinea che la conoscenza progredisce non solo attraverso le idee chiare e distinte fornite dall’intelletto, ma anche attraverso gli stimoli forniti dalle sensazioni. Nella sua visione, non c’è una contrapposizione radicale fra sensibilità e intelletto. Tra il sensibile e l’intellettuale-razionale c’è piuttosto un percorso ascendente, “così come si transita dal buio della notte alla luce del giorno con il progressivo diffondersi della luce dell’aurora”. Continue reading “Estetica e Musica. Alcuni temi (1)”

L’attualità di Giuseppe Toniolo e Frédéric Le Play

di Giuseppe Manzato – Doc. Sociologia, Università di Ca’ Foscari Venezia – Facoltà di Teologia del Triveneto e ISSR di Padova

Giuseppe Toniolo
Giuseppe Toniolo

Diverse e significative, le occasioni di riflessione e di studio intorno alla importante figura di Giuseppe Toniolo a cento anni dalla morte (1918), come il Convegno Nazionale di Studio del 24 novembre scorso all’Università Cattolica di Milano, che ha visto la presenza di valenti studiosi del mondo cattolico e non solo. Cuore del convegno, la vicenda intellettuale dell’economista e sociologo trevigiano, formatosi all’Università di Padova e che, a parte una breve parentesi all’Università di Modena, per tutta la vita è stato docente ordinario di Economia Politica all’Università di Pisa, un Ateneo – specie nella seconda metà dell’Ottocento – tutt’affatto vicino alla cultura cattolica; particolare non secondario e che rende ancor più significativo, il valore del pensatore veneto.

Profeta ineccepibile, di quella che potremmo definire una modernità mancata; basti pensare al cosiddetto principio di sussidiarietà, tutt’ora, praticamente, inattuato, e all’impegno profuso nella diffusione della Dottrina Sociale della Chiesa, a partire dalla Rerum novarum di Leone XIII, di cui fu stimato consigliere e amico. «Non tanto un uomo del suo tempo, ma un uomo del tempo, per il tempo», come ha affermato Stefano Zamagni in occasione del Convegno milanese. Ricorda Marco Zabotti, autore di un’agevole stesura intitolata, Giuseppe Toniolo Nella storia il futuro, e pubblicata dall’editrice AVE di Roma: «Il docente pisano (di adozione) promuove la nascita delle Settimane Sociali, che si inaugurano a Pistoia nel 1907, orientate a esaminare i problemi più sentiti delle realtà popolari, in linea con la dottrina sociale della Chiesa. Continue reading “L’attualità di Giuseppe Toniolo e Frédéric Le Play”

Il terrorismo nelle lettere di Mario Perniola

di Gily Reda

Luperini o Fofi o Perniola

Gerusalem! Pietra su pietra non c’è restata

È il nulla che opponete alla Coca Cola

Pier Paolo Pasolini in Nuovi Argomenti

Lo cita Perniola in Del terrorismo come una delle belle arti. Storiette, Milano, Mimesis 2016: i versi, francamente, mi erano sfuggiti. In coda al libro, come il libro è in coda alla sua vita, suona come un congedo con sberleffo, si direbbe, alla Arlecchino, o fu un ritorno di verità? Non solo di sincerità, perché non lo ha mai abbandonato, gli donò lo stile fluente del grande conversatore, come Voltaire. Un grande, che ha potuto coronare nella sua vita i suoi sogni. Continue reading “Il terrorismo nelle lettere di Mario Perniola”

La pedagogia e l’universo digitale (3)

di Franco Blezza – Università G. D’Annunzio Chieti

Marco Nereo Rotelli
Marco Nereo Rotelli

Circa l’educazione alle regole

Fra l’altro, non dimentichiamoci a proposito della ludicità che il comportamento secondo regole comuni e comunemente accettate costituisce una condizione necessaria e imprescindibile per l’accesso al computer. Anche l’allievo più ribelle alle regole all’ottemperanza alle quali è educato con altri mezzi accetta di buon grado le regole quando esse sono condizione necessaria per accedere al computer e ad Internet. Non si sottovaluti l’importanza di questo aspetto. Già l’impiego ludico del computer, in senso lato ma anche il senso stretto e riduttivo, è un importante aspetto dell’educazione alla necessità di agire secondo regole. Certo, una regola o un complesso di regole può essere oggetto di critica, di cambiamento, di riforma, e in genere ogni apparato di regole ha anche le modalità per la propria riforma; quello che deve essere un carattere essenziale di ogni educazione e di ogni atto culturalmente significativo, e di cui ancora oggi spesso ci dimentichiamo secondo cattivi insegnamenti e fraintendimenti di qualche decennio fa, è che comunque di un apparato di regole non si può fare a meno, che si tratti di cultura e di studio, che si tratti di socialità o relazionalità, che si tratti di qualunque modalità di esercizio della creatività umana. Al mito romantico e idealistico di “genio e sregolatezza” non crediamo, ed anzi ne comprendiamo il carattere retorico alla luce dello spirito borghese ottocentesco (ma propagatosi ben dentro il Novecento): oggi invece diamo delle regole una visione umanamente promozionale, e comunque le presentiamo come una necessità imprescindibile, che il computer e Internet digitalizzati possono adeguatamente esemplificare, testimoniare, riscontrare, facendole accettare anche ai più riottosi. Si può sempre sostituire una regola, ma con un’altra regola che presenti qualche carattere premiale nei confronti della prima; senza regole non c’è cultura, non c’è socialità, non c’è relazionalità, non c’è educazione. Continue reading “La pedagogia e l’universo digitale (3)”

Genealogie del soggetto moderno. Matrici della soggettività nella sociologia classica

di Anna Irene Cesarano

Secondo incontro del ciclo di seminari nell’ambito del dottorato di ricerca AMBITI DI INTERAZIONE E INTEGRAZIONE TRA LE SCIENZE UMANE E LE TECNOLOGIE AVANZATE. HUMANITIES AND TECHNOLOGIES: AN INTEGRATE RESEARCH PATH

Un tema caro alle scienze sociali, quello della soggettività, dell’identità, viene affrontato in un vivace dibattito tenutosi al Suor Orsola Benincasa il 18 Marzo da Emiliano Bevilacqua. Lo studioso partendo da un’accurata analisi della teoria smithiana, ne presenta aspetti inediti alquanto originali, ma altrettanto trascurati del pensiero del più grande economista scozzese del Settecento. Continue reading “Genealogie del soggetto moderno. Matrici della soggettività nella sociologia classica”

Nola ricorda Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Dagli infiniti Mondi alla Città del Sole

di Vincenzo Curion

In occasione del quattrocento diciannovesimo anniversario della salita al rogo di Giordano Bruno, sabato 16 febbraio si è tenuto, nei locali del Museo Archeologico un convegno dal titolo “Dagli infiniti Mondi alla Città del Sole”, durante il quale sono stati messi a confronto le figure di Giordano Bruno e di Tommaso Campanella i due filosofi meridionali, il primo nato a Nola il secondo a Stilo, comune attualmente in provincia di Reggio Calabria, che hanno segnato con le loro idee, e con il corso delle le loro vite, la seconda metà del cinquecento e l’inizio del seicento. La manifestazione, promossa dall’associazione “Giordano Bruno” presieduta dall’avvocato Paolino Fusco, e inserita tra le attività per commemorare l’illustre cittadino, ha permesso di tracciare, grazie ai relatori intervenuti, un parallelo tra le figure dei due studiosi. A moderare l’evento il presidente dell’associazione. Invitato per i saluti istituzionali, il sub-commissario prefettizio Mario Ambrosanio, ha anche annunciato che è in fase avanzata la creazione di un centro studi dedicato a Giordano Bruno, istituzione che da tempo Nola attendeva. Per tale centro, ha dichiarato il sub-commissario, si è già in fase di ricerca di idonei locali. In veste di relatori la storica Anna Maria Rao dell’Università degli studi di Napoli “Federico II” e Saverio Ricci, dell’Università della Tuscia, autori di corpose biografie rispettivamente su Giordano Bruno e su Tommaso Campanella. Assenti i filosofi. Continue reading “Nola ricorda Giordano Bruno e Tommaso Campanella. Dagli infiniti Mondi alla Città del Sole”