Categoria: Giornale di Filosofia

Invictus

di Vincenzo Curion

Recentemente la squadra Sudafricana degli Springboks è tornata sulle pagine di cronaca perché è venuto a mancare Chester Williams, unico giocatore di colore della squadra che, nel 1995, compì un’impresa straordinaria arrivando a vincere la coppa del Mondo contro gli All Blacks, la squadra pluripremiata di Jonah Lomu, a Johannesburg, davanti a Nelson Mandela, primo Presidente di colore del Sud Africa, eletto appena un anno prima. Il giocatore, stroncato da un infarto a soli 49 anni, era molto noto e rappresentava un simbolo per tutta la comunità nera che, nonostante il regime segregazionista sia stato formalmente abolito, ancora porta le cicatrici di decenni di sofferenze e di oppressione. Recenti drammatici fatti di cronaca, testimoniano purtroppo una certa recrudescenza del fenomeno razzista, che non è stato del tutto eradicato, malgrado i grandi sforzi, prima con Mandela, poi con i suoi predecessori, per creare una nazione multietnica e coesa. Continue reading “Invictus”

Abbandonata dal destino

di Vincenzo Curion

“…Capii che in quel momento dovevo fare una scelta: potevo arrendermi a quello che capitava e vivere una vita creandomi degli alibi, oppure potevo fare uno sforzo; potevo fare uno sforzo… potevo fare uno sforzo e rendere la mia vita migliore!” (Thora Birch, Elizabeth “Liz” Murray, Abbandonata dal destino)

La storia umana è costellata di episodi di riscatto eroico più di quanto si possa pensare. Anche se il mainstream culturale, con l’idea del successo “smart”, immediato e duraturo, sta facendoci dimenticare cosa sia l’impegno, il sacrificio e la sofferenza per la propria emancipazione sociale, sono molte le persone che hanno guadagnato o che si stanno guadagnando la propria affermazione al prezzo di duro lavoro, di scelte coraggiose e dolorose, prese anche in circostanze estreme. La pellicola Abbandonata dal destino (Homeless to Harvard: The Liz Murray Story) racconta proprio una storia di riscatto al prezzo di grosse e gravi scelte. Il film, che non è uscito nelle sale ma è stato distribuito attraverso le reti televisive, è un film del 2003, diretto da Peter Levin, con protagonista Thora Birch che racconta la storia della speaker statunitense Elizabeth “Liz” Murray. Fonte per il film è l’autobiografia di Liz Murray stessa, Breaking Night, pubblicato nel 2011. Continue reading “Abbandonata dal destino”

L’intelligenza artificiale, una possibile definizione

di Anna Irene Cesarano

L’intelligenza artificiale – d’ora in avanti utilizzeremo l’abbreviazione internazionale A.I. – è un concetto complesso di difficile definizione o quantomeno controverso e dibattuto, al centro di numerose dispute intellettuali che vedono studiosi di diversa vocazione scientifica divisi tra enunciazioni e categorizzazioni. Infatti risulta alquanto arduo proporre un concetto univoco dell’IA e dei suoi obiettivi, proprio perché si tratta di una disciplina che abbraccia due settori scientifici, collocandosi su due versanti: quello di chiara matrice ingegneristica, che si dà come scopo quello di costruire macchine ausiliari alle attività umane e in certi casi in grado di competere con l’uomo, in compiti soprattutto intellettuali, e quello di natura psicologica, orientato a costruire macchine il cui obiettivo è la riproduzione delle caratteristiche essenziali dell’attività cognitiva umana, destando l’attenzione su alcune tradizionali diatribe della filosofia e sugli enigmi della mente, ad esempio il tanto dibattuto problema mente-corpo (Cordeschi, Tamburini, 2001). Continue reading “L’intelligenza artificiale, una possibile definizione”

Edgard Morin, Sull’estetica, Cortina 2019

di C. Gily Reda

Morin e Gily al convegno OSCOM sulla formazione estetica, IISF 2008

Da leggere subito la traduzione del libro di Edgard Morin Sull’estetica, Cortina 2019, edito in francese nel 2016, sulla scorta di lezioni alla Maison Des Sciences. Anche OSCOM, nel 2008, pubblicò subito le sue parole sulla formazione estetica (atti del convegno; il testo è in questo numero di Wolf). Come si vede dalla foto, all’IISF Morin disse la sua sul tema, e si commosse pensando all’importanza che nella sua vita ha la musica, come il cinema. Una passione costante che negli anni ’50 pareva un populismo, a sinistra c’era aria di eresia quando disse di gradire i western. L’ha raccontato nell’autobiografia topografica, La mia Parigi, che ricostruisce i milieu del suo vivere, posizionandosi negli appartamenti successivamente abitati. Continue reading “Edgard Morin, Sull’estetica, Cortina 2019”

La formazione estetica

di Edgard Morin

Il 1 dicembre 2008 Edgard Morin ebbe la laurea honoris causa a Napoli in Scienze della Formazione, il 2 dicembre fu invitato dal prof. G. Gembillo direttore del Centro Studi a lui dedicato, al convegno all’IISF, organizzato dalla ricerca OSCOM dell’Università di Napoli Federico II, diretta da C. Gily Reda. (1)

Grazie della presentazione e dell’amicizia. Mi fa molto piacere di parlare dell’importanza dell’estetica per la formazione. Comincio col dire che, non possiamo totalmente identificare arte ed estetica. Possiamo dire che c’è un’estetica fuori dell’arte, se estetico si può definire il sentimento di ammirazione, emozione, abbagliamento, fascinazione, che può provenire da uno spettacolo naturale, come il tramonto del sole, come il volo di una farfalla, come la maestà di una montagna, come l’immensità del mare. Allora abbiamo un’emozione che possiamo definire con il termine di bellezza; ma, per me, c’è sempre presente anche un’altra emozione, più ampia, che chiamiamo poesia, bellezza come forma di poesia – e non parliamo solo di versi. È qualcosa di più ampio, che è parte della vita, dell’opposizione e della complementarietà. Alla prosa della vita, delle cose che facciamo per obbligo, senza piacere, senza gioia, è la poesia che dà l’emozione, che viene dalla comunione, dall’amore e dalla commozione, dal gioco e dall’estetica. Questo è quel sentimento estetico evidente nella coscienza che l’arte produce, che si riconosce in tante altre manifestazioni, che non sempre sono arte. Continue reading “La formazione estetica”

Le denunce del movimento artistico culturale “Esasperatismo – Logos & Bidone”

di Adolfo Giuliani

L’Esasperatismo è un Movimento fondato a Napoli dal sottoscritto, nel Maggio del 2000, a seguito della pubblicazione di un Manifesto che denuncia il grado di esasperazione raggiunto dalla società mondiale alle soglie del XXI secolo. In particolare, nel Manifesto, vengono indicati quattro aspetti nei quali è possibile ravvisare l’attuale degrado: 1) il vivere quotidiano; 2) la natura violentata; 3) la scienza incontrollata; 4) l’arte non più fruibile. Del primo aspetto, il vivere quotidiano, viene sottolineato il ritmo frenetico che caratterizza l’agire umano, tra aspettative e realizzazioni, tra attese e appagamenti, in nome di un apparente progresso che sfugge ormai ad ogni controllo e che crea forme estreme di nevrosi maniacali e depressive o, in generale, situazioni esistenziali patologiche, dovute, probabilmente, a eccessiva carica elettrica da inquinamento elettromagnetico. Del secondo aspetto, la natura violentata, si pone in luce lo sfregio perpetrato ai danni dell’ambiente ormai da decenni, senza più alcun freno e nonostante il grido d’allarme da parte di Movimenti, di ecologisti e di scienziati. Il terzo aspetto, la scienza incontrollata, pone l’accento su talune “forzature” della ricerca scientifica, su quei “traguardi” eticamente discutibili, come la vita in provetta, la clonazione e gli OGM. Continue reading “Le denunce del movimento artistico culturale “Esasperatismo – Logos & Bidone””

Stand and deliver. La forza della volontà

di Vincenzo Curion

Spesso il mondo del cinema e della televisione hanno raccontato storie di insegnanti e di scuola. Storie più o meno intense che hanno entusiasmato e fatto parlare di sé, alimentando quella discussione mai sopita su cosa si dovrebbe insegnare e su come si appassionare gli alunni, alla disciplina ed alla conoscenza. Chi non ricorda ad esempio, “L’attimo fuggente”, con uno straordinario Robin Williams nei panni di un appassionante insegnate, nel rigido college Welton di fine anni cinquanta, che spinge i ragazzi a cercare la propria voce, per non abbandonarsi, per dirla con Henry David Thoreau ad “un‘esistenza di quieta disperazione”? Chi non ha sperato di avere tra i propri insegnanti qualcuno che sapesse “far volare le ore”, rendendo entusiasmanti e vivide le lezioni? Continue reading “Stand and deliver. La forza della volontà”

Un’immagine mille storie – Capricorn One

di Vincenzo Curion

Il venti luglio scorso ricorreva il cinquantesimo anniversario del primo sbarco sulla luna. Il “piccolo passo” compiuto dal Neil Armstrong, “ma il grande passo per l’umanità” è stato ricordato con tutta una serie di manifestazioni e interviste che sono rimbalzate da tv a giornali, a riviste, al web, per ricordare la grandezza e l’eroicità di quei giorni lontani. La coralità dello sforzo che gli Stati Uniti d’America riuscirono a profondere per arrivare primi sul nostro satellite, rappresenta tutt’oggi un mirabile esempio di come il genere umano possa profondere grandissimo impegno per raggiungere un proprio traguardo. L’impresa vide il lavoro congiunto di tantissime persone, superando anche diversità e barriere che, nell’America dell’immediato post Right vote Act del 1965, che aveva abolito formalmente e definitivamente le leggi segregazioniste “Jim Crow”, sembravano insuperabili. Continue reading “Un’immagine mille storie – Capricorn One”

Lo stato di natura in Giambattista Vico

di C. Gily Reda

Si parla spesso della vita perenne dei classici, che sanno ritradursi nelle diverse epoche con straordinaria agilità, se letti con spirito sincero. Vico è da tempo riconosciuto ‘classico’, ma in questo libro di Marcheselli si presenta di un’attualità sorprendente, data soprattutto dall’approfondimento da lui compiuto sullo ‘stato di natura’. Lo dimostrano accurate e molteplici letture che iniziano dopo una breve ‘dedica’ a Benedetto Croce, autore non solo della Storia del Regno di Napoli, che cita per il rapporto costante con Vico, ma per quel capolavoro concettuale che è l’idea di contemporaneità della storia: riconoscere cioè che l’essenzialità della storia nasce dalla domanda autentica, dal desiderio di sapere che si confronta con un’altra storia e un’altra vita, quella di oggi, perché la storia non si ripete, e perciò non si muove per leggi astratte dal singolo caso, codificabili. Solo così la storia, che non è cronaca, nasce dall’interesse del presente come domanda; l’attualità risiede nella somiglianza della domanda, in Vico, in Croce, nei tempi di oggi. La Storia di Croce si data nel 1924, anno di grandi ripensamenti e grandi travagli, per Croce e per l’Italia tutta. Così il tempo di Vico e di questa nuova era, che oggi impone mille dubbi e tante rinnovate volontà di sopraffazione. Continue reading “Lo stato di natura in Giambattista Vico”