Categoria: Cultural Studies

Da Pierre Levy a oggi: Democrazia e Big Data (1)

di C. Gily Reda

Auspicava Levy, in un sogno così ardito da parere un’utopia lontana, che la democrazia diretta avesse infine realtà di governo, il sogno del Cittadino. Ma la previsione fu una volta di più utopia, a guardare dall’oggi, il processo non è automatico.

Il valore dell’utopia, predica sempre wolf insiste, è l’essere sogno predittorio, di quelli del mattino che si considerano utili nella vita – l’equivalente nella scienza di un’ipotesi da indagare, una via per l‘esplorazione di problemi e la discussione pluralista. La chiacchiera che diventa caos, la verità tempesta di fake news, rende chiara l’illusione… anche Adam Smith pensò che l’economia, una volta liberata, avrebbe trovato da sé la sua misura! Ciò non significa che si debba smettere di tentare. Piuttosto, si deve smettere di attendere che le cose si risolvano da sole; gli Stati non sono sistemi omeostatici, ma scenari di lotte continue. Il campo di simulazione bellica che è diventata l’informazione quotidiana in periodo elettorale, deve insegnare a riflettere sul nuovo mondo, è un teatro da memorizzare per quando scemerà la tenzone, così da meditare la politica e i suoi valori e metodi, alla luce delle nuova tecnologie della comunicazione e della mediazione relazionale. Continue reading “Da Pierre Levy a oggi: Democrazia e Big Data (1)”

Il mondo algoritmizzato. Il Saper Fare ai tempi della Rete

di Vincenzo Curion

Con l’avvento massiccio delle macchine programmabili, il mondo della produzione in primis e l’utenza in generale, ha scoperto l’importanza dell’algoritmo, una “procedura finita e completa che risolve un determinato problema attraverso un numero finito di passi elementari, chiari e non ambigui, in un tempo ragionevole, a partire da dati d’ingresso certi”. Non che si tratti di una immane scoperta, dal momento che il termine Algoritmo deriva dalla trascrizione latina del nome del matematico, astronomo, astrologo e geografo persiano Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, originario della regione di Corasmia, vissuto tra l’ottavo ed il nono secolo d.C. a Baghdad presso la corte del califfo al-Maʾmūn, dove fu nominato responsabile della biblioteca del califfo, la famosa Bayt al-Ḥikma, “Casa della sapienza”. Autore dell’al-Kitāb al-mukhtaṣar fī ḥisāb al-jabr wa al-muqābala (“The Compendious Book on Calculation by Completion and Balancing”), scritto verso l’820, egli ampliò il lavoro sulle equazioni algebriche del matematico indiano Brahmagupta e del matematico ellenistico Diofanto di Alessandria. La fama della sua opera fece sì che Girolamo Cardano, nella sua Ars Magna, lo ritenesse il creatore dell’algebra, poiché l’Aritmetica di Diofanto di Alessandria (III-IV secolo) fu scoperta solo in seguito. Sebbene al giorno d’oggi è noto che l’inizio dell’algebra si può far risalire al II millennio a.C. con la matematica babilonese ed egiziana, ciò non toglie importanza al lavoro di al-Khwārizmī, che raccolse materiale da tradizioni differenti (greca, indiana e siriaco-mesopotamica), introdusse la notazione posizionale e dello zero che non era nota al mondo occidentale e compilò un trattato dotato di sistematicità che divenne un punto di riferimento per lo sviluppo dell’algebra moderna. Questo trattato, fu tradotto in latino nel dodicesimo secolo. Dal suo titolo deriva il termine Algebra, quella parte della matematica che tratta lo studio di strutture algebriche, relazioni e quantità. Continue reading “Il mondo algoritmizzato. Il Saper Fare ai tempi della Rete”

Il libro di G. Galasso: Croce e il suo tempo

Una discussione su Croce a Suor Orsola nel 1990

di Clementina Gily Reda

Edito e riv.: G. GALASSO, Croce e lo spirito del suo tempo, in “Filosofia” 1991, 1.

La morte di Giuseppe Galasso ha colto molti di sorpresa: da poco lo si era incontrato a Suor Orsola, e la voce e lo spirito non facevano pensare alla sua età. È stato per molti e per tanti anni un maestro; ma in più è stato un uomo eminente, di quel raro equilibrio che porta luce. Il mio maestro Raffaello Franchini – che purtroppo in quel novembre 1990 era già assente – lo apprezzava molto, e spesso discutevano insieme, incontrandosi. Questo scritto allora pubblicizzò l’evento suscitato della presentazione del nuovo intervento di Galasso su Croce: era ben avviata l’edizione nazionale delle opere di Croce curata da Mario Scotti; il 21 poi aprivano i corsi all’Istituto Italiano per gli Studi Storici, con il senatore Giovanni Spadolini. (continua nel PDF allegato)

GF CS Il libro di G. Galasso, Croce e il suo tempo