Categoria: Storia

La Storia del Regno di Napoli e la vita della memoria

di C. Gily Reda

“A che cosa serve la cultura storica? A intendere il presente; e questa proposizione è poi una semplice reciproca dell’altra onde si afferma che la condizione per intendere il passato è il presente, un interesse del presente, e che ogni vera storia è storia contemporanea. Intendere il presente nella sua origine storica vuol dire intenderlo secondo verità e a fondo”. Così in breve, la frase riassume il senso dell’interesse che Croce seguita a destare: far storia è rivivere, anche senza essere magistra vitae, senza rivelare ‘leggi’ e oroscopi, insegna con la discussione. Se elementi concreti siano successi o insuccessi fa riflettere sui dubbi dell’oggi, su curiosità che richiedono soluzione originale nell’azione, – che perciò Croce insiste sia autonoma, come è da essa il giudizio individuale. Il mondo oggi vive in velocità e l’azione sembra una prospettiva storica complice l’alta virtualità del presente; giudizio e story telling si sovrappongono incrementando la confusione. Studiare Croce è ribadire la metodologia necessaria a capire e bene agire, ambizione anche del ‘costruttivismo’ attuale che riconosce l’ascendenza vichiana del suo voler ‘mandare ad effetto’ il pensare. Continue reading “La Storia del Regno di Napoli e la vita della memoria”

Storia della Turchia Repubblicana (2)

di Francesco Villano

Con le elezioni politiche del 3 novembre 2002 si afferma la forza politica islamico moderata fondata da Recep Tayyip Erdogan: Il Partito della Giustizia e dello Sviluppo (A.K.P.). E’ un vero radicale cambiamento che sarà confermato con l’eccezionale vittoria alle successive politiche del 2007.

Nel focalizzare l’attenzione sulle dinamiche politiche più generali abbiamo per un attimo tralasciato di approfondire ciò che era avvenuto nel rapporto tra islam e repubblica turca durante questi ultimi anni; è il momento di colmare la lacuna. Nel 1956 l’insegnamento religioso era stato reintrodotto nella scuola secondaria. I gruppi islamici (confraternite, movimenti ecc.) giocarono sia la carta politica delle destre, per ‘reislamizzare’ lo Stato, sia quella della cultura per occupare posti chiave nei Ministeri (dell’Interno e dell’Educazione) e diffondere il messaggio islamico attraverso i media. Nel 1971, imam, qadi, muftì ecc. diventano ‘funzionari di Stato’. Nel 1976, la Turchia aderisce all’O.C.I. (Organizzazione della Conferenza Islamica), di fatto un ritorno ufficiale nella Umma (Comunità dei credenti) islamica. L’islam riacquista forza e potenza, e la politica ne deve necessariamente tenere conto. La Costituzione del 17 novembre 1982, art. 14, rende obbligatorio l’insegnamento islamico in tutte le scuole primarie e secondarie. Nel 1983, viene fondato il Refah (Partito della Prosperità) di Necmettin Erbakan, che sale al governo nel 1996. Erbakan intraprende la reislamizzazione dell’amministrazione. Ma nel 1997, la pressione dei militari (un colpo di stato”soft”) e la Corte Costituzionale sciolgono il Refah per attività antilaiche. Da una scissione del Refah nascerà (2001), ad opera di Erdogan e Gul, un’altra formazione politica: l’AKP, liberale in economia, conservatore moderato in politica interna e orientato all’ingresso nell’Unione Europea. E’ opportuno ricordare che l’islam politico turco moderato ha avuto un legame costitutivo con un maestro sufi, lo shaykh Mehmet Zahid Kotku (1897-1980) della moschea İskanderpaşa di Istanbul, affiliata ad uno dei rami della Naqshbandiya, a sua volta la maggiore confraternita sufi mondiale. Fra i suoi allievi, seguaci di un’interpretazione dell’islam come elemento di modernizzazione soprattutto economica spiccano tre primi ministri: Turgut Özal, Necmettin Erbakan, che poi si è allontanato dalla confraternita per adottare posizioni rigidamente fondamentaliste, ed Erdoğan. L’AKP si è posto in un’ottica di integrazione e non di rottura con il passato. Fondamentale, in questo senso, è il processo di re-interpretazione dell’opera di Atatürk; infatti tra le novità della svolta che Erdoğan ha impresso all’islam politico turco dopo l’11 settembre 2001 vi è anche il tentativo di recuperare in una sintesi nazionale elementi dell’eredità di Atatürk, distinguendo fra giacobinismo e secolarismo, e tra “kemalismo” ed “atatürkismo”. Erdoğan sostiene che il secolarismo è accettabile come mezzo per portare la Turchia verso la modernità e l’Europa, ma non lo è in quanto un fine in sé, e questa sarebbe la visione del giacobinismo. Quindi una Turchia che, nel suo orizzonte politico, recupera l’islam ma che, allo stesso tempo, accoglie l’eredità kemalista scevra della sua radicalità. Questo processo inevitabilmente porta a rinunciare ad una visione fondamentalista della vita e della politica, sia essa religiosa o laica, per cui, la Turchia ha tutte le carte in regola per poter diventare un modello di riferimento politico per tutto l’universo islamico; e credo che l’ingresso nell’unione europea le potrà fornire quell’indispensabile sostegno per compiere quei passi che non ha ancora fatto Continue reading “Storia della Turchia Repubblicana (2)”

Islam politico: cause e finalità

di Francesco Villano

Il periodo della storia dell’islam che va fino alla fine del XVI secolo, cioè fino alla fine del suo primo millennio di vita, può essere definito come: ”islam classico“. In questa fase l’islam, anche se evidenzia notevoli trasformazioni, può essere trattato come un tutt’uno omogeneo, poiché i principi di fondo, pur evolvendosi e adattandosi al nuovo che lo svolgersi della storia andava a proporre, sono rimasti perlopiù immutati. Questa fase è stata caratterizzata dal principio del consenso della comunità (igmà) che, pur rimanendo fedele ai valori fondativi, ha permesso all’islam quelle innovazioni e quelle modifiche sollecitate dallo scorrere del tempo e dalle diverse caratteristiche delle aree in cui andava ad insediarsi; ha altresì permesso alla civiltà arabo-islamica di raggiungere l’acme del proprio sviluppo. Continue reading “Islam politico: cause e finalità”

Storia della Turchia Repubblicana (1)

di Francesco Villano

La repubblica di Turchia è costituita dalla penisola anatolica (la parte asiatica—756.236 Kmq), e dalla Tracia orientale (la parte europea—23.764 Kmq). Le due zone sono divise dagli stretti del Bosforo e dei Dardanelli oltre che dal mar di Marmara. La popolazione è di circa 80 milioni di abitanti (13.650.000 nel 1927). L’86% dei residenti è turco, a cui si affianca la comunità curda (tra i 10 e i venti milioni).La speranza di vita è di circa 72 anni e l’analfabetismo è fermo a circa il 15%, della popolazione. La zona del paese più densamente popolata è quella di Istanbul. Negli anni cinquanta contava circa 900.000 abitanti; oggi ne conta circa 12.000.000. Il termine Turchia deriva dalla parola turk (termine che rinvia al concetto di forza), con cui arabi e persiani designavano vari gruppi dell’Asia centrale intorno al X sec. d.C. In realtà queste popolazioni comprendevano un vasto e articolato ceppo noto con il nome di turcomanno. Queste popolazioni, ad un certo punto e per vari motivi, iniziarono a spostarsi verso occidente dalla natia zona dei monti Altai in Mongolia, le montagne dove vivono i lupi grigi (animali diventati simbolo dell’estremismo nazionalista turco). Intorno all’VIII secolo iniziano ad islamizzarsi; la conversione all’islam non avvenne – e questo è molto importante per gli sviluppi successivi – a causa di una conquista militare araba, ma a causa di predicatori itineranti che convertirono le tribù turche mentre si spostavano verso Occidente. Con la dinastia dei Selgiuchidi, nell’XII secolo, si radica l’ortodossia sunnita e si afferma la supremazia turca su quella araba. Nel 1299, nell’Anatolia occidentale, si rende completamente indipendente dai Selgiuchidi una nuova dinastia, quella degli ottomani, dal nome del suo fondatore, il re Osman (Othman in arabo). In seguito il re prese il titolo di sultano così da diventare il capo temporale di tutti i musulmani; quando in seguito si appropriò del ruolo di Califfo ne divenne anche il capo spirituale. Nel 1453 Mehmet II conquista Costantinopoli. Dopo questa data la storia dell’impero ottomano può essere divisa in tre periodi: 1) espansionistico, fino alla morte di Solimano in Magnifico nel 1566; 2) di equilibrio, fino al fallimento della seconda spedizione contro Vienna nel 1683; 3) di decadenza, dal 1683 alla deposizione dell’ultimo sultano Mehmet VI nel 1922. Continue reading “Storia della Turchia Repubblicana (1)”

Berlino, 13.08.1961: per non dimenticare

di Viviana Reda

Peter Leibing (1941-2008) - 'Leap To Freedom' - Berlin - 1961
Peter Leibing (1941-2008) – ‘Leap To Freedom’ – Berlin – 1961

La caduta del muro più celebre d’ Europa durò poche ore. Il 9 novembre 1989 dall’annuncio dell’apertura delle frontiere dato dal componente dell’Ufficio politico Gunter Shabowski alle 18.53 fino all’apertura di tutti i punti di passaggio della frontiera alle 00.02 tra Berlino est e Berlino ovest fu un vento veloce e sicuro che spazzò via una delle esperienze più agghiaccianti del dopoguerra europeo e non.
Alle soglie del trentennale della caduta del muro nel 2019, vale la pena di ricordare il momento in cui…

GF Storia Viviana Reda Berlino, 13.08.1961, per non dimenticare

Scoperto un tratto dell’Acquedotto Augusteo nell’area dei Miracoli alla Sanità

Presentazione in anteprima nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli

di Anna Savarese

Nell’ambito delle attività culturali svolte da Legambiente Campania nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, d’intesa con il suo Rettore, è stata recentemente presentata in anteprima alla stampa e ai cittadini l’eccezionale scoperta di un tratto dell’Acquedotto Augusteo nell’area dei Miracoli alla Sanità. (continua)

GF Storia Savarese Scoperto un tratto dell’Acquedotto Augusteo nell’area dei Miracoli alla Sanità

Cinque lettere inedite di Guido de Ruggiero a Mario Sturzo vescovo di Piazza Armerina

di Redazione

Mario Sturzo
Mario Sturzo

“Filosofia”, IIIs, XLVI, 3, set dic 1995

lettere de ruggiero sturzo filosofia IIIs, XLVI, III, set dic 1995

 

Violenza e Terrore. La storia, problemi di ieri e oggi

Peter McPhee: Robespierre una vita rivoluzionaria.
Il saggiatore 2015 (2012) (continua dal n. 23 del 2016)

di Gily Reda

9 Termidoro

GF Storia Gily Violenza e Terrore. La storia, problemi di ieri e oggi

 

Millenovecentosessantotto

di Alessandro Savy
Joan Baez canta We Shall Overcame
Joan Baez canta We Shall Overcame

Gli anni settanta secondo i più autorevoli studiosi del periodo, si possono definire come un decennio di grandi trasformazioni, cambiamento e di crisi.
Per l’Italia tale periodo inizia già con i moti studenteschi del 1968, con il ripudio della società capitalistica, seguono le lotte operaie legate al rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici del 1969, che si conclusero solo con il sequestro e la morte di Aldo Moro per mano delle Brigate Rosse il 9 maggio 1978. Continue reading “Millenovecentosessantotto”