Categoria: Wolf

Forze involutive ed evolutive nel Venezuela

di Gaia – Fedrico Giandolfi

Vorrei tentare una approssimazione spirituale alla situazione del Venezuela, basata anche sulla permanenza in quelle amate terre per più di trenta anni, con alcune considerazione sopra i lati occulti e oscuri della scena venezuelana attuale, dove i protagonisti sono balzati da alcuni giorni all’attenzione mondiale. Metto da parte emozioni, ansie e sentimenti di chi ha vissuto proprio lì, ha assistito a una insurrezione popolare e tre tentativi di colpo di Stato, ha legami permanenti con famiglia e persone care.

(Wolf perciò pubblica questo articolo per raccomandare la necessità e l’opportunità di considerare la terribile situazione venezuelana in modo personale, come un motivo per riflettere sul tempo di noi tutti anche in Europa – dove, come conclude il nostro autore di questo articolo fortemente ideologico (non nei sensi correnti delle ideologie ma attuando lettura dualistica della storia) il mondo va verso una situazione non democratica: l’entropia del termine ormai definisce chiunque, dimostrandosi termine collassato, insignificante. È l’orizzonte di una nuova aristocrazia cui manca solo l’esplicitazione, e questi anni di Trump stanno appunto facendo cadere l’ultimo velo sulla realtà del nuovo capitalismo finanziario e virtuale, che ha spostato le guerre fuori dai territori meglio approfonditi dalla cultura: in Europa e in Occidente le guerre si combattono per lo più in forma virtuale, con leggi ingiuste ed appropriazione indebite via web. Si tratta di un mondo nuovo, che per non diventare il Nuovo Mondo Selvaggio di Aldous Huxley avrebbe bisogno di letture sentite come questa – anche se il metodo corretto di condurle non è il calore dell’ideologia coi suoi giudizi invettivi: serve la via seria e carica di responsabilità della storia e della politica ad essa collegata.

Un’araba fenice il pensiero storico politico serio? Mai, questo non sarà mai). Continue reading “Forze involutive ed evolutive nel Venezuela”

Infiorata di Casatori. Un esempio di arte popolare tra sacro e profano

di Vincenzo Curion
(slideshow all’interno dell’articolo)

Si è conclusa domenica 16 settembre, la ventitreesima edizione dell’Infiorata di Casatori, la frazione del Comune di San Valentino Torio in provincia di Salerno. È dal 1996 che, nel terzo fine settimana di settembre, gruppi di persone, provenienti anche da diverse regioni d’Italia, e di bambini, delle scuole locali e dei comuni limitrofi, si ritrovano per realizzare con grande maestria e pazienza, tappeti di fiori per abbellire il passaggio della processione di Maria SS. Addolorata, patrona della comunità parrocchiale. Nata dallo spirito d’iniziativa della piccola comunità parrocchiale, la manifestazione ha saputo nel tempo diventare una piccola e gradevole attrazione per le persone dell’agro Nocerino Sarnese e degli agri vicini. È poi dal 2009 che l’Infiorata si è arricchita di un’ulteriore pregevole particolare, Il quadro floreale verticale, una parete di alcuni metri di altezza, realizzata con mazzetti di garofani, offerti alla Vergine Addolorata dagli abitanti della frazione organizzati in sei contrade. Il tappeto verticale, riproducente un’immagine religiosa, è posta in Largo Tringiale, all’ingresso del percorso floreale che si conclude presso la chiesa trecentesca di Santa Maria delle Grazie, edificata per volontà di Nannulo Capece Minutolo, Signore delle terre di Casatori e di San Valentino, donategli per meriti di guerra da Ladislao d’Angiò, Re di Napoli. Col passaggio della processione, le composizioni floreali vengono distrutte con la promessa di un futuro rinnovo all’anno successivo. Nel fine settimana dedicato all’iniziativa, si accede al piccolo giardino antistante la chiesa costeggiando i tappeti floreali realizzati dai piccoli infioratori, gruppi di bambini delle scuole primarie che possono cimentarsi nella realizzazione di tappeti con temi di carattere vario. Continue reading “Infiorata di Casatori. Un esempio di arte popolare tra sacro e profano”

Legambiente presenta il RAPPORTO ECOMAFIA 2018 – la Campania maglia nera negli illeciti ambientali

di Anna Savarese Architetto di Legambiente Campania

Ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente a cavallo degli anni ’90 quando si evidenziò l’ingerenza della malavita organizzata nella gestione dei rifiuti, del ciclo dell’edilizia e di numerose attività connesse al settore ambientale; il termine indica quindi quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto come nuovo grande business il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione, allargandosi nel tempo anche ai traffici clandestini di opere d’arte rubate e di animali esotici e a tanti attività che direttamente o indirettamente sono connesse alle tematiche ambientali e culturali.

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Il Labirinto

di Viviana Reda

Quando l’inventore dei mondi concentrici stava per terminare il suo lavoro si rese conto d’aver speso ormai gran parte dei suoi anni nella costruzione di un labirinto.

Aveva realizzato una fortezza di inestricabili gallerie fitte di mattoni o di cespugli, di corridoi ciechi, di finte porte (e di tutto ciò che insomma si confà ad un labirinto) ed era compiaciuto che, per quanto avesse letto e studiato, nessuno, neanche Dedalo, nessuno aveva mai creato un labirinto perfetto. Intendo dire assolutamente perfetto, murato, chiuso, cioè assolutamente inattraversabile. No, non aveva progettato una prigione; le tavole, gli studi, i rilevamenti da lui fatti testimoniano che si tratta proprio di un labirinto, ma unico nel suo genere, un labirinto all’interno del quale si nasce e fin da piccoli si comincia a cercare la via per raggiungere il centro. (Prima di essere travolti da quelle che sono le crisi adolescenziali del labirinto che coincidono con la messa in discussione dell’esistenza del centro). Continue reading “Il Labirinto”

Il tema di storia e le parole del ministro Bussetti

di Elena Falco

Alla insensata abolizione del tema di storia, in un movimento la cui politica predilige esplicitamente lo story telling, si uniscono parole di offesa ai professori del Sud. Ma davvero questo ‘movimento’ non avalla la nascita di un nuovo e più potente Nord? La gloria del Sud, la nostra tradizione storica e culturale, messa da parte a favore della finanza – un simbolo purtroppo parlante.

Wolf pubblica perciò il commento esasperato di una esperta prof. di storia e filosofia (come ne Il Giornale l’analisi del prof. Mario di Giovanni) offesa nel suo giornaliero impegno di lavoro e studio, con cui Wolf aveva commentato l’abolizione del tema di storia. Abbiamo chiesto a diversi prof. esperti della materia: ma davvero era così inutile? Risposta “I migliori lo sceglievano, per avere un’occasione per dimostrare il loro studio già nel compito scritto. Certo non era scelto dagli svogliati”. Ecco le parole che una docente rivolge poi a Bussetti:

“Impegno, lavoro e sacrificio”… inaccettabili le parole che Bussetti ha rivolto a noi professori del Sud, quello stesso Sud che, arrabbiato e stanco, ha contribuito alla determinazione di una scelta politica che ancora non ha dato risultati rilevanti per il nostro paese.

Caro ministro, il vostro orizzonte pensabile non è il migliore fra quelli possibili.

Esercitiamo già quotidianamente il nostro lavoro di educatori con tante energie, fisiche e spirituali, con abnegazione e sacrificio…

Ben venga il sollecitato impegno, ma soprattutto, come dice Giordano Bruno, per “ridestare gli animi sonnecchianti” dei più “devoti amatori di reliquie”, nella speranza di un risveglio trionfatore sulle tenebre di una politica irriguardosa dell’operato di donne e uomini che, facendo leva sulle proprie forze, danno impulso al motore scuola, rendendolo sempre più efficiente.

W Falco Il tema di storia e le parole del ministro Bussetti

Non voltatevi all’altra parte. L’ultima sponda – contro la secessione dei ricchi un Sud unito su un fronte unitario

di Vincenzo Curion

Wolf ricorda che l’intento è stato condiviso da molti meridionali (Viesti con gli articoli sul Mattino, Mario Coppeto di Articolo Uno): possibile si crei una unità d’intenti solo su questo punto? L’autonomia veneta sarebbe la fine del Mezzogiorno, un nuovo 1860 – Torinesi, ora Veneti: ben più dannosi che gli emigrati!! Gli effetti ormai sono evidenti, ancora nella seconda guerra mondiali Napoli ed il Sud non erano gli straccioni d’Italia. Matera, che è in rimonta, non ha treni né aerei… Non parliamo della Calabria, che non ha trovato il petrolio.

Si è tenuta Sabato 9 febbraio presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, in Napoli, la manifestazione “Non voltatevi dall’altra parte. Contro la secessione dei ricchi”. Concepita come spazio per riflettere e per denunciare il preoccupante silenzio che ammanta il delicatissimo passaggio che avverrà il prossimo 15 febbraio prossimo e che, a detta dei bene informati, potrebbe rappresentare il passo finale di una lenta eutanasia per il Meridione tutto, la manifestazione ha visto il coinvolgimento di esponenti del mondo politico e diverse personalità della società civile partenopea. Questi i fatti in sintesi. Il 15 febbraio prossimo è previsto l’incontro che dovrebbe portare alla firma dell’intesa con la quale l’obiettivo del “regionalismo a geometria variabile”, correttamente federalismo differenziato, storicamente sostenuto dalla Lega e promosso dalla stessa nell’accordo di governo, vedrebbe finalmente luce. Con il che le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna acquisirebbero il diritto a gestire in autonomia i trasporti, la sanità e la scuola, acquisendo una forma di autonomia per certi versi analoga a quella a disposizione delle sole regioni a statuto speciale. A inchiostro asciugato, il Presidente del Consiglio Conte non avrà che presentare i documenti sottoscritti, alla Camera ed al Senato per l’approvazione a maggioranza assoluta. La procedura adottata non ammette emendamenti. Si vota e basta. Continue reading “Non voltatevi all’altra parte. L’ultima sponda – contro la secessione dei ricchi un Sud unito su un fronte unitario”

14 gennaio. Il Mattino: Adinolfi vs Polito

di Gily Reda

cfr. (Il Mattino, 14 gennaio 2019, con il titolo: Perché i filosofi possono aiutare i nostri ragazzi a capire il mondo)

Due campani di provincia, brillanti come sono spesso i figli del Vesuvio. Ma che non sempre ricordano la grandezza del Regno. Consiglio perciò a tutti la lettura di Benedetto Croce, Storia del Regno di Napoli. Senatore amico di Giustino Fortunato – che sarebbe oggi felice del riconoscimento della Cultura Materana – non era molto d’accordo, a ben leggere, con lui e la sua invenzione, la Questione Meridionale: una previsione che si auto avvera. Da città amata e desiderata persino da Carlo V, evidentemente per le sue fortune naturali ed economiche, è diventata un divertimento per i tifosi bergamaschi, infine orgogliosi delle loro nebbie e terre gelide. Napoli fu la Città del Sole, il modello per Luigi XIV che scelse quel nome per via di Tommaso Campanella – ospite di Richelieu nei suoi ultimi anni tranquilli, fuori del carcere papale: bisognerebbe ricordare agli spettatori di Gomorra, che a volte c’è, il sole a Napoli. Gli emigranti, una volta, avevano buona memoria e cantavano canzoni che piacquero a Lucio Dalla, a Fabrizio de André.

Fu anche patria di altri grandi filosofi, Napoli: Giordano Bruno, Giambattista Vico, Gaetano Filangieri amico di Franklin: letto da Napoleone che ne prese ispirazione per il Codice.

Mauro Calise il 14 gennaio ricorda che l’Università Federico II anche oggi lavora alla grande, i suoi MOOCS non rigiocano sul passato, come si vuol dire dei filosofi: altroché Pisa – a proposito della recente polemica sulla Normale, che fu fatta grande, si ricordi, da Giovanni Gentile, che invano tentò di restare alla Federico II. E che dire della facoltà di Ingegneria, di cui OSCOM parla spesso, per le collaborazioni continue col CREAMI dei Proff. Ingg. Lanzotti e Martorelli per la stampante 3D a scuola, metodologie molto adatte alla formazione estetica. Questo per non parlare dei classici vanti della Federico II, Discipline umanistiche (dove ancora si aprono i Papiri Ercolanesi) e Giurisprudenza. Senza dire della Apple a San Giovanni… i ragazzi del Righi vincono concorsi di coding in America… Tutti filosofi attardati????

E veniamo a Adinolfi e Polito: Adinolfi ribatte su “Il Mattino” al Polito del “Corriere del Mezzogiorno”, che si mostra una volta di più o tendenzioso o ignorante. I vanti della Federico II di oggi resistono alla tradizione. Ma lui lo nega, aspettava con ansia Pisa e la sua Scuola Normale, cioè, in origine, Magistero. Ma anche qui da quel punto di vista l’Università (ex Magistero) Suor Orsola Benincasa non è seconda a nessuno. Vogliamo continuare?

Polito deve pensare alla filosofia come metafisica, non sa manco dov’è la filosofia oggi, che avrebbe molto bisogno di metafisica come quella di Bruno – cioè filosofia naturale. Non sa di filosofia e non conosce Napoli. Forse a Castellammare tutto è rimasto com’era: a Napoli no.

L’ignoranza dei giornalisti arriva ad ignorare che le facoltà di filosofia a Napoli sono in crisi, grazie alla politica universitaria. E la mancanza della filosofia si sente: dice Adinolfi per difendere ciò che non ha nessun bisogno di essere difeso: persino le parole non sarebbero se non fosse la filosofia, madre di letterature e linguaggi. Ma forse all’Illustre Campano occorreva ricordarlo. Troppi anni a Milano annebbiano!!! Solo diné diné diné… come diceva un comico.

Va bene andarsene da Napoli, ma almeno conoscere la città … per scrivere a lettori di Napoli…

Il Sud è solo una fonte di ricchezza per l’Italia, per prendere le banche solide, per venderci di tutto. Ora perciò il Sud ha deciso: dateci la paghetta. Mah… Condivido l’immagine e lo sconcerto con Adolfo Giuliani, in questo numero. Lo ricordo a tutti, autore dell’esasperatismo, l’avanguardia del Bidone di cui abbiamo spesso parlato.

Mettete la parola nel campo ‘CERCA’ e vedrete.

 

 

La Cop 24 in Polonia e la delusione degli ambientalisti

di Anna Savarese
Architetto di Legambiente Campania

A Katovice, in Polonia dal 2 al 15 dicembre 2018 si è svolta la COP24, la Conferenza ONU delle Parti tanto attesa perché durante i suoi lavori i 198 Paesi membri avrebbero dovuto valutare anche alla luce del Rapporto 2018 dell’IPCC le azioni messe in campo da ciascuno per la riduzione delle emissioni di gas serra e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Ciò nel quadro di quanto sottoscritto nella COP21 con l’Accordo di Parigi del 2015 (ratificato per ora da 184 Paesi) che indica gli obiettivi dell’azione globale sul clima, delineando uno scenario a cui tutti devono contribuire per tenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C nello sforzo di non superare la temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali.

Nonostante le grandi aspettative, purtroppo sono state confermate le perplessità della vigilia sulla debolezza della presidenza polacca rispetto alle difficoltà oggettive di negoziare pacchetti di misure proposte dai tecnici al confronto con i rappresentanti politici. La scarsa coesione delle rappresentanze istituzionali è stata addirittura motivo di una proroga di un giorno (la COP24 doveva chiudersi infatti il 14 dicembre) dei lavori per consentire ai 196 governi di trovare un’intesa e non far fallire i negoziati. Continue reading “La Cop 24 in Polonia e la delusione degli ambientalisti”

Fantocci esaltati e Gente impazzita

di Adolfo Giuliani

E’ l’epoca dei fantocci? Delle persone esaltate? Sì, è vero! Molti si autogratificano, si autonominano, si definiscono quello che non sono, non solo in politica, ma anche nei vari posti di comando, tra l’altro spesso assegnati politicamente, nelle amministrazioni pubbliche e, fatto grave, ovunque vi siano persone bisognose di aiuto e comprensione che, con fiducia e speranza, chiedono assistenza e, a volte, anche una semplice informazione. Purtroppo spesso trovano referenti incapaci, incompetenti e privi di sensibilità.

L’umiltà e la professionalità non esistono più sui posti di lavoro, per i motivi detti prima, spesso c’è personale scostumato, arrogante e impreparato. In questo modo non può funzionare niente. Questo succede anche nella sanità dove i posti di primari negli ospedali sono quasi tutti occupati da politici o protetti, senza alcuna assegnazione per merito: questo è il motivo della cattiva gestione sanitaria e della scarsa funzionalità ospedaliera. Reparti interi vengono abbandonati a se stessi per incapacità e/o per assenza del personale dirigente, talvolta vengono affidati al personale infermieristico, professionalmente mediocre e scostumato nelle relazioni interpersonali. Continue reading “Fantocci esaltati e Gente impazzita”

Report IPCC 2018: orientarsi verso un mondo ad emissioni zero

di Anna Savarese
Architetto di Legambiente Campania

L’ IPCC Intergovernmental Panel On Climate Change è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Istituito per volontà dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione 43/53 del 6 dicembre 1988) dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall’ United Nations Environment Program (UNEP) è un organismo scientifico, cui partecipano a titolo volontario migliaia di scienziati, che non fa direttamente attività di ricerca, ma analizza le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte a livello mondiale per la comprensione dei cambiamenti climatici. Ciò al fine di fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico e dei rischi ad esso connessi, così come sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici, oltre che delle possibili strategie di risposta, delle opzioni di adattamento e di mitigazione e degli elementi da inserire in una possibile futura convenzione internazionale sul clima. Va ricordato che fu proprio il Report dell’IPCC del 1995 a fornire un contributo chiave per l’adozione del Protocollo di Kyoto (1997) che attua la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC, Rio 1992). L’IPCC ha, inoltre, prodotto diverse relazioni speciali su vari argomenti di crescente interesse e molti altri documenti e contributi ai progressi della scienza del cambiamento climatico. Continue reading “Report IPCC 2018: orientarsi verso un mondo ad emissioni zero”