Categoria: Wolf

Elsewhere perhaps – l’Utopia e la Distopia di Ghisi

di C. Gily Reda

Per chi vuol leggere e vedere l’intervento di Marc Luyckx Ghisi al Sum #03 basta vedere i filmati, il suo ultimo è del 6 aprile.

Vi si disegna insieme un’utopia ed una distopia: un modo di impostare un discorso politico e di riaprire il dibattito, che sembra sopito, sulle idee politiche – che non sono più quelle dei due secoli trascorsi, eguaglianza e libertà… o almeno, esse si articolano molto diversamente dai due secoli trascorsi, così terribilmente lontani nel tempo e nello spazio.

La Digital Democracy più che una ‘dottrina politica’ è un fatto, ma non si può riportare il discorso politico all’alzata di mano: come invece si vuole da tutti. Dal Rinascimento ad oggi si è lavorato perché si ragionasse sui diritti dell’uomo e sulla sua libertà di pensiero e di stampa: la democrazia digitale non facilita la partecipazione diretta e ragionata. Lo ha già dimostrato la storia recente, la liberaldemocrazia non si afferma con il voto one-to-one e il populismo partecipativo. C’è bisogno di nuovi metodi.

Forse che le grandi democrazie, coi loro referendum tipo Brexit, con le loro elezioni tipo Trump e tipo Bush jr non hanno dimostrato che la conta dei voti è un sistema che ha portato moltissimi a non votare, e i votanti ad andare pari? Accade persino che perde chi ha più voti. Continue reading “Elsewhere perhaps – l’Utopia e la Distopia di Ghisi”

La gabbia

di Viviana Reda

La fuga era finita, finalmente. Quando mi voltai, in affanno, all’indietro, mi accorsi che i miei inseguitori erano svaniti, che di loro non era rimasta traccia. Solo un vago agitarsi del vento ricordava ancora i fremiti della corsa e le ansie del viaggio. Non so quanto tempo era durata la mia prigionia, non so se ore o secoli mi dividevano dalle cose note, dai sentieri inesplorati della mia terra. Tutti, ricordo, avrei voluto percorrerli, per giungere sempre qui, come oggi, in questa radura. Non so precisamente quale sia stato il luogo della reclusione, in cui le ore passavano, lente, a contare le ombre che cadevano tenui all’interno della gabbia. Forse qualcuno pensava che avessi un segreto nascosto, forse un tesoro, o un terribile mistero che tutti avrebbe annientato alla sua rivelazione. Continue reading “La gabbia”

Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il grande scalpore destato dal recente spiaggiamento a Porto Cervo del capodoglio femmina con in pancia un feto morto e ben 22 chili di plastica “indigesta” ha, pur nella sua gravità, dato risalto alla novità prodottasi proprio il giorno prima dell’evento.

Infatti Il 27 marzo, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha dato parere positivo alla votazione della direttiva che riguarda la messa al bando sul territorio europeo di alcuni oggetti in plastica monouso. Tali oggetti se non smaltiti correttamente, finiscono troppo spesso in mare, passando per i fiumi e i laghi. L’Europa è, infatti, il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130mila tonnellate di microplastiche.

Il voto ha fatto seguito all’accordo raggiunto nel dicembre 2018 da parte dell’Europarlamento con il Consiglio, introducendo in questo anche dei miglioramenti. Questi sono scaturiti dalla volontà di vietare alla fonte, e cioè alla produzione e al consumo, alcuni oggetti di ampia diffusione, che costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini, di cui esistono “alternative ecologiche facilmente disponibili”. Continue reading “Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?”

Tra Scilla e Cariddi

di Gaia (Federico Giandolfi)

Questa è una favola della nostra navigazione umana, spinta da venti favorevoli, ma tra pericolose sponde. Da un certo punto di vista spirituale, l’evoluzione umana è l’opera d’arte più grande che mai si sia vista, in progress. Occorre però avere la vista adatta. Come in ogni opera d’arte, vi sono gli errori, le prove, i rifacimenti e gli scarti. Alla nostra corta visione sembra infatti di stare alla soglia di piccole e grandi apocalissi. Abbondano le situazioni di disagio e sofferenza intorno a noi, molteplici e variate, vicine e lontane, e potremmo caratterizzarle come modalità di manifestazione del Male. Forse la vita non può essere disgiunta dalle sofferenze, e dunque dal Male. Le sofferenze possono comunque essere una lezione e una opportunità di trasformazione. Sappiamo anche che esse possono scemare, mutare in sollievo, che può apparire il Bene, e che forse una legge della vita sia proprio questa altalena. Forse l’incontro con le sofferenze e quindi col Male ci apre una porta per capire come raggiungere il Bene e acquistare quella visione dell’evoluzione nonostante gli scarti e gli errori. Continue reading “Tra Scilla e Cariddi”

Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica

di C. Gily Reda

Un libro da promuovere, questo di Carlo Improta, un artista da poco in mostra al PAN con le sue opere. Le più recenti somigliano a questa copertina, un volto tratteggiato a matita o a pastello, finissimo nel ritrarre l’essenziale di un sguardo – come questa bimba di Auschwitz, che sembra chiedersi perché, o meglio ‘cosa accade?’ sbalordita – lo sguardo allucinato che non è quello del bambino povero, cui è stata sottratta l’infanzia, ma che poi diventa Edgard Allan Poe, Stephan Mallarmé, John Ruskin… Lo sbalordito è schiacciato dalla crudeltà possibile. Oggi che il realismo modale riafferma la positività dei mondi possibili, dimentica, come Leibniz, che sono infiniti anche i volti della crudeltà.

Da promuovere perché si fa leggere e perché conosce l’arte della parabola, di figurare scene per far intendere messaggi. Difficili, ma resi perfettamente comprensibili; sono un’estetica più che una poetica – cioè riflessioni degli artisti sul fare arte; invece qui c’è filosofia, ricerca di verità. Carlo Improta viene da un’esperienza pittorica di ricerca, ha praticato l’informale – alla mostra del sacro dell’anno scorso a San Domenico Maggiore, nota ai lettori di wolf, espose una scultura informale (qui sotto). Tra le tante esperienze fatte imparando l’arte, ma anche mettendola da parte, per esperire il tempo e la sua moda. Che come disse Mallarmé, non è futilità ma compagnia con gli altri artisti e la comunità – cosa importantissima, che gli ha dato dubbi e certezze, nel disegno di una propria via libera, con i rischi ovviamente della libertà. Continue reading “Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica”

La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il capodoglio – lutto ecologico
Il capodoglio – lutto ecologico

Le immagini sconcertanti dell’esemplare femmina di capodoglio la cui carcassa è approdata a Cala Romantica di Porto Cervo il 28 marzo sono un atto di accusa che rimanda alle nostre responsabilità e ai nostri errati stili di vita e modelli produttivi che impattano sulla biodiversità.

Aver trovato ad occupare i due terzi dello stomaco del cetaceo, un esemplare lungo otto metri e mezzo e pesante otto tonnellate, ben 22 chili di plastica ci dà la dimensione dello stato in cui versa il bacino del Mediterraneo.

Luca Bittau il biologo che con la sua associazione, la Onlus SeaMe Sardegna, che si occupa di tutela e conservazione del mare, è intervenuto insieme all’istituto zooprofilattico sardo per il recupero dell’animale, ha precisato che i capodogli vivono nel Mediterraneo senza varcare mai l’Oceano per cui la plastica trovata nello stomaco proviene senza dubbio dai fondali del Mediterraneo, nemmeno dalla superficie perché questi cetacei “pescano” il loro nutrimento nelle profondità marine. Continue reading “La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica”

L’homo sapiens

di Adolfo Giuliani

L’homo sapiens, sin dalla sua comparsa in Africa orientale, e per tutta la sua successiva colonizzazione della Terra, ha cercato sempre di dare il meglio di sé, per la sua ed altrui sopravvivenza, preoccupandosi, prima inconsciamente ed in seguito con sempre maggiore consapevolezza, di migliorare progressivamente le condizioni di vita, in modo che il suo lavoro ed il suo comportamento potessero essere utili ed esemplari per il futuro dell’essere umano. Non pensava egoisticamente solo a se stesso, ma a tutti, con la speranza che il suo impegno potesse servire non solo per proseguire e a migliorare la vita , ma anche a lasciare un buon ricordo di sé negli altri.

Questo pensiero lo rendeva più forte, più sicuro e lo aiutava a superare tutti gli ostacoli del quotidiano. Ma quelli erano altri tempi… o meglio, fino a tempi non molto lontani, che le persone anziane possono ancora ricordare, è stato così. Oggi, invece, è difficile raccontarsi e lasciare ricordi di sé, perché l’anziano, paragonabile all’homo sapiens di allora, non trova spazio per raccontare agli altri le esperienze e i ricordi del suo vissuto, nessuno lo ascolta più, nessuno è interessato al suo passato, nessuno ha voglia di trarre da lui insegnamenti.

Così anche il sentimento d’amore ed il ricordo per chi muore sono finiti e quanti valori di conseguenza vengono perduti e non ci sono più! L’essere umano, assente ed egoista, rifiuta di capire il pericolo che sta correndo e si avvia ad un mondo virtuale, di solitudine, generato da un eccesso di tecnologia, di cui noi non conosciamo gli sviluppi e le conseguenze. Si aggiunge il degrado ambientale difficile da controllare, con un clima impazzito, dalle previsioni presumibilmente catastrofiche. Certamente questo modo di vivere non è di buon auspicio per il futuro del genere umano. Abbiamo dimenticato l’uomo sapiens, abbiamo distrutto tutto quello che ha costruito! Qualcuno dice che in giro si avverte un segnale di ravvedimento, auguriamoci che sia vero…

W editoriale 6-19 Giuliani L’homo sapiens

Le meraviglie del 3D inventano le materie dell’arte

di Redazione

Apprendiamo da Focus del gennaio 2019 dei lavori di ricostruzione in 3D in atto ormai nei siti dei mondi devastati dalle guerre, che possono ridiventare visibili attraverso le meraviglie della tecnica. Aleppo, Palmira e tante altre zone di guerra devastate dai nemici della civilizzazione non solo occidentale, sono già all’opera meritoria quanto stupefacente.

“Con uno scanner laser della Leica, il team di CyArk ha “registrato” in 3D la piramide di Quetzalcoatl, a Teotihuacan (Messico). Dai dati ricavati con questo e altri metodi si ottiene una “nuvola di punti” (a destra, la piramide e un fregio), che rappresenta la geometria di una struttura e si usa per poi creare modelli 3D. Utilizzando i droni vengono scattate foto dall’alto, documentando anche i punti meno accessibili di un edificio. I templi di Bagan sono una delle meraviglie d’Oriente… nel maggio 2016 a Bagan era arrivata una squadra di CyArk, organizzazione Usa che da anni realizza scansioni tridimensionali dei monumenti più importanti del mondo, usando foto ad altissima risoluzione, droni e scanner laser… poco dopo, nell’agosto del 2016, un violento terremoto ha colpito la zona, danneggiando centinaia di templi. Così il team è tornato subito dopo il sisma, questa volta per condurre rilevamenti d’emergenza su 7 importanti templi. «Dal nostro lavoro a Bagan», spiega John Ristevski, amministratore delegato di CyArk, «abbiamo creato disegni architettonici utili per il restauro dell’Ananda Ok Kyaung, tempio scelto dall’Unesco per un pro-getto pilota di ripristino dei monumenti danneggiati dal sisma del 2016; dai rilevamenti abbiamo ottenuto un modello 3D estremamente realistico, da cui è stato possibile ricavare “sezioni” utilizzate dagli ingegneri che hanno messo a punto la strategia per il ripristino» “. Continue reading “Le meraviglie del 3D inventano le materie dell’arte”

Un’immagine, mille storie. Donne – Il diritto di contare

di Vincenzo Curion

Il diritto di contare (Hidden Figures) è un film statunitense del 2016 diretto da Theodore Melfi. Basato sul libro di Margot Lee Shetterly, “Hidden Figures: The Story of the African-American Women Who Helped Win the Space Race”, che copre un periodo di circa trent’anni, la pellicola è quasi interamente ambientato tra il 1961 e il 1962. Racconta la storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, tre delle menti più geniali dei loro tempi, che lavorarono alla NASA come calcolatrici e parteciparono ai programmi Freedom 7, Mercury e alla missione Apollo 11, la missione spaziale che per prima portò gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin sulla luna, il 20 luglio 1969.

Uscito in Italia l’otto marzo 2017, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, la storia è ambientata nella Virginia segregazionista degli anni Sessanta, dove la legge non permette ai neri di vivere insieme ai bianchi. Uffici, toilette, mense, sale d’attesa, bus sono rigorosamente separati. Da una parte ci sono i bianchi, dall’altra i neri. Continue reading “Un’immagine, mille storie. Donne – Il diritto di contare”

Donne: Innovazione e valorizzazione nel campo della cultura digitale

di Vincenzo Curion

In occasione della giornata internazionale della Donna dello scorso otto marzo, l’Ordine degli Ingegneri di Napoli ha organizzato, presso l’aula Magna del CFS-Napoli una conferenza internazionale dal titolo “Donne: Innovazione e valorizzazione nel campo della cultura digitale.” La giornata di studio, divisa nelle due sessioni mattutina e pomeridiana, ha visto esponenti del mondo professionale nazionale e locale, confrontarsi con i rappresentanti delle associazioni europee e tunisine per riflettere sul ruolo delle ingegnere in un mondo professionale e in settori, che sono stati lungamente territorio esclusivo maschile. Una giornata per riflettere sul ruolo, sulle problematiche e sulle prospettive d’incarichi professionali da libere professioniste ma anche da dipendenti in organizzazioni dove la forte focalizzazione e l’importanza di avere una “mentalità orientata ai risultati”, ha lungamente penalizzato le donne, per anni considerate in una posizione scomoda perché “poco concentrate sulla carriera”. Come riferito dalla relatrice dott.ssa Macinante, che faceva riferimento ai dati del Global Gender Gap Report del 2018, “solo in sei Nazioni su quarantanove esaminate esiste la parità di genere; perfino in Europa vi sono forti disparità di ruolo ed economiche tra donne e corrispettivi maschili. Dunque molto deve essere fatto per restituire dignità salariale e professionale alle donne impegnate a vario titolo nei settori produttivi”. Dopo i saluti istituzionali dell’ing. Paola Marone, presidente del CFS -Centro Formazione e Sicurezza Napoli- e della Fondazione degli Ordini degli Ingegneri di Napoli, del Prof. Ing. Edoardo Cosenza, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri, i lavori sono cominciati con una serie di testimonianze circa la figura dell’ingegnere donna. Primo problema individuato quello dell’autorevolezza professionale. Nel modello gerarchico, proprio delle organizzazioni che lavorano per progetti e commesse, la figura della professionista femminile, stenta ancora ad imporsi perché permangono idee distorte circa il modo in cui si debbano governare i processi produttivi. Continue reading “Donne: Innovazione e valorizzazione nel campo della cultura digitale”