Categoria: Iconografia

Il collegio del Cambio di Perugia e la sua Natività

di Rossella D’Antonio

Perugino, Natività

Il Perugino pittore dolcissimo dall’aria angelica, affrescò alla fine del XV secolo le sale dalla Collegio del cambio di Perugia, che risplendono ancora della luce divina di un pittore celestiale. 

Le cose della maniera sua furono tenute in pregio grandissimo” così Giorgio Vasari ne Le Vite descriveva la produzione artistica di Pietro di Cristoforo Vannucchi, detto il Perugino, il ‘divin pittore’. Più tardi nell’Ottocento John Ruskin dirà: “nel Perugino non c’è tenebra, nessun errore, qualsiasi colore risulta seducente, tutto lo spazio è luce. Il mondo appare divino, ogni tristezza rientra nell’armonia generale, ogni malinconia nella pace”…

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La mostra “Il corpo dell’idea”. Un viaggio fra i testi antichi e le opere di Giambattista Vico e Giacomo Leopardi

di Rossella D’Antonio

Gli autografi de L’infinito e de La Ginestra

Tutto è materiale della nostra mente e facoltà. Intelletto non potrebbe niente senza la favella, perché la parola è quasi il corpo dell’idea più astratto. Giacomo Leopardi. Zibaldone

Che la prima Scienza da doversi apparare sia la mitologia, ovvero l’interpretazione delle favole, perché, come si vedrà,tutte le storie gentilesche hanno favolosi principj, e che le favole furono le prime storie delle nazioni gentili[…] Giambattista Vico. Scienza Nuova.

La mostra, conclusasi a luglio al Palazzo reale di Napoli, è parsa come il giusto approdo di diversi anni di studio da parte del Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati e l’Istituto per la storia del pensiero filosofico e scientifico moderno del CNR di Napoli. L’accordo è sorto col preciso intento di studiare e approfondire le relazioni esistenti tra il pensiero di Giambattista Vico e quello di Giacomo Leopardi, sia in ambito filosofico che letterario. Il progetto è stato pensato come attuazione della celebrazione per il 350° anniversario della nascita di Giambattista Vico (già celebrato durante tutto il corso del 2018) e il bicentenario dell’Infinito di Leopardi, la cui prima versione risale al 1819…
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