Categoria: Mondo ambiente

Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il grande scalpore destato dal recente spiaggiamento a Porto Cervo del capodoglio femmina con in pancia un feto morto e ben 22 chili di plastica “indigesta” ha, pur nella sua gravità, dato risalto alla novità prodottasi proprio il giorno prima dell’evento.

Infatti Il 27 marzo, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha dato parere positivo alla votazione della direttiva che riguarda la messa al bando sul territorio europeo di alcuni oggetti in plastica monouso. Tali oggetti se non smaltiti correttamente, finiscono troppo spesso in mare, passando per i fiumi e i laghi. L’Europa è, infatti, il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130mila tonnellate di microplastiche.

Il voto ha fatto seguito all’accordo raggiunto nel dicembre 2018 da parte dell’Europarlamento con il Consiglio, introducendo in questo anche dei miglioramenti. Questi sono scaturiti dalla volontà di vietare alla fonte, e cioè alla produzione e al consumo, alcuni oggetti di ampia diffusione, che costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini, di cui esistono “alternative ecologiche facilmente disponibili”. Continue reading “Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?”

La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il capodoglio – lutto ecologico
Il capodoglio – lutto ecologico

Le immagini sconcertanti dell’esemplare femmina di capodoglio la cui carcassa è approdata a Cala Romantica di Porto Cervo il 28 marzo sono un atto di accusa che rimanda alle nostre responsabilità e ai nostri errati stili di vita e modelli produttivi che impattano sulla biodiversità.

Aver trovato ad occupare i due terzi dello stomaco del cetaceo, un esemplare lungo otto metri e mezzo e pesante otto tonnellate, ben 22 chili di plastica ci dà la dimensione dello stato in cui versa il bacino del Mediterraneo.

Luca Bittau il biologo che con la sua associazione, la Onlus SeaMe Sardegna, che si occupa di tutela e conservazione del mare, è intervenuto insieme all’istituto zooprofilattico sardo per il recupero dell’animale, ha precisato che i capodogli vivono nel Mediterraneo senza varcare mai l’Oceano per cui la plastica trovata nello stomaco proviene senza dubbio dai fondali del Mediterraneo, nemmeno dalla superficie perché questi cetacei “pescano” il loro nutrimento nelle profondità marine. Continue reading “La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica”

Pendolaria 2018: lo stato del trasporto ferroviario in Italia

di Anna Savarese

Architetto di Legambiente Campania

È stato presentato a fine 2018 il Rapporto 2018 “Pendolaria” di Legambiente che anche quest’anno registra la situazione e gli scenari del trasporto pendolare ferroviario in Italia: mentre l’opinione pubblica è dirottata dall’informazione sulle grandi opere, in primis la TAV, poca attenzione viene rivolta alla situazione della rete ferroviaria a servizio della grande maggioranza dei cittadini che quotidianamente si sposta per lavoro, studio, cultura, turismo, salute e altro ancora.

Dal 2008 il Rapporto Pendolaria di Legambiente aiuta a raccontare i cambiamenti che sono avvenuti nell’utilizzo del trasporto pubblico su ferro, anche nel quadro dei mutamenti avvenuti nei modelli insediativi, sempre più densificati nei grandi poli urbani o metropolitani, tanto che oggi nelle aree urbane vive il 42% della popolazione nazionale, ed è proprio nelle città che invece si registrano i maggiori ritardi infrastrutturali rispetto al resto d’Europa con i conseguenti effetti soprattutto di congestione del traffico e di innalzamento dei tassi di inquinamento. Continue reading “Pendolaria 2018: lo stato del trasporto ferroviario in Italia”

Bene Pubblico o ricchezza Privata? Il Rapporto 2019 di OXAM Forum economico Mondiale di Davos

di Anna Savarese

Architetto di Legambiente Campania

Anche quest’anno l’OXFAM ha pubblicato il suo Rapporto da presentare al meeting del Forum Economico Mondiale, tenutosi a Davos in Svizzera dal 22 al 25 gennaio.

L’OXFAM (Oxford Committee for Famine Relief – in italiano, Comitato per l’aiuto alle vittime della carestia e delle calamità naturali) è una confederazione internazionale di organizzazioni no profit che operano per ridurre la della  povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo. Ne fanno parte 18 organizzazioni di Paesi diversi che collaborano con quasi 3.000 partner locali in oltre 90 nazioni per individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. Continue reading “Bene Pubblico o ricchezza Privata? Il Rapporto 2019 di OXAM Forum economico Mondiale di Davos”

Legambiente presenta il RAPPORTO ECOMAFIA 2018 – la Campania maglia nera negli illeciti ambientali

di Anna Savarese Architetto di Legambiente Campania

Ecomafia è un neologismo coniato da Legambiente a cavallo degli anni ’90 quando si evidenziò l’ingerenza della malavita organizzata nella gestione dei rifiuti, del ciclo dell’edilizia e di numerose attività connesse al settore ambientale; il termine indica quindi quei settori della criminalità organizzata che hanno scelto come nuovo grande business il traffico e lo smaltimento illecito dei rifiuti, l’abusivismo edilizio e le attività di escavazione, allargandosi nel tempo anche ai traffici clandestini di opere d’arte rubate e di animali esotici e a tanti attività che direttamente o indirettamente sono connesse alle tematiche ambientali e culturali.

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La Cop 24 in Polonia e la delusione degli ambientalisti

di Anna Savarese
Architetto di Legambiente Campania

A Katovice, in Polonia dal 2 al 15 dicembre 2018 si è svolta la COP24, la Conferenza ONU delle Parti tanto attesa perché durante i suoi lavori i 198 Paesi membri avrebbero dovuto valutare anche alla luce del Rapporto 2018 dell’IPCC le azioni messe in campo da ciascuno per la riduzione delle emissioni di gas serra e per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Ciò nel quadro di quanto sottoscritto nella COP21 con l’Accordo di Parigi del 2015 (ratificato per ora da 184 Paesi) che indica gli obiettivi dell’azione globale sul clima, delineando uno scenario a cui tutti devono contribuire per tenere il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2°C nello sforzo di non superare la temperatura di 1,5 ° C rispetto ai livelli preindustriali.

Nonostante le grandi aspettative, purtroppo sono state confermate le perplessità della vigilia sulla debolezza della presidenza polacca rispetto alle difficoltà oggettive di negoziare pacchetti di misure proposte dai tecnici al confronto con i rappresentanti politici. La scarsa coesione delle rappresentanze istituzionali è stata addirittura motivo di una proroga di un giorno (la COP24 doveva chiudersi infatti il 14 dicembre) dei lavori per consentire ai 196 governi di trovare un’intesa e non far fallire i negoziati. Continue reading “La Cop 24 in Polonia e la delusione degli ambientalisti”

Report IPCC 2018: orientarsi verso un mondo ad emissioni zero

di Anna Savarese
Architetto di Legambiente Campania

L’ IPCC Intergovernmental Panel On Climate Change è il principale organismo internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici. Istituito per volontà dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite (risoluzione 43/53 del 6 dicembre 1988) dalla World Meteorological Organization (WMO) e dall’ United Nations Environment Program (UNEP) è un organismo scientifico, cui partecipano a titolo volontario migliaia di scienziati, che non fa direttamente attività di ricerca, ma analizza le più recenti informazioni scientifiche, tecniche e socio-economiche prodotte a livello mondiale per la comprensione dei cambiamenti climatici. Ciò al fine di fornire ai governi di tutto il mondo una chiara visione scientifica dello stato attuale delle conoscenze sul cambiamento climatico e dei rischi ad esso connessi, così come sui suoi potenziali impatti ambientali e socio-economici, oltre che delle possibili strategie di risposta, delle opzioni di adattamento e di mitigazione e degli elementi da inserire in una possibile futura convenzione internazionale sul clima. Va ricordato che fu proprio il Report dell’IPCC del 1995 a fornire un contributo chiave per l’adozione del Protocollo di Kyoto (1997) che attua la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC, Rio 1992). L’IPCC ha, inoltre, prodotto diverse relazioni speciali su vari argomenti di crescente interesse e molti altri documenti e contributi ai progressi della scienza del cambiamento climatico. Continue reading “Report IPCC 2018: orientarsi verso un mondo ad emissioni zero”