Categoria: Narrazioni

Una fiaba antroposofica

di Federico Giandolfi

Le fiabe nascono dalla realtà ma ne rappresentano al tempo stesso alternativa di narrazione più ricca, complessa e gravida di speranza. Ognuno è libero di intrepretare queste righe come vuole, prenderle per una favola o racconto fantastico. Ma faccio appello al sentimento per la verità che alberga in ciascuno di noi. Esso dapprima germoglia in solitudine, ma poco a poco quella verità si avvicina all’anima e le permette una maggiore comprensione degli enigmi dell’esistenza quando essa si dispone ad ascoltare senza pregiudizi. Continue reading “Una fiaba antroposofica”

Trasfigurazione o trasmutazione

Basato su uno studio preliminare di Bradford Riley

di Federico Giandolfi

Il 6 agosto si è compiuto un altro anniversario della esplosione nucleare nella città di Hiroshima avvenuta nel 1945. Voglio ricordare qui la tradizione cristiana che ha da secoli celebrato in quella stessa data la Trasfigurazione del Cristo sul Monte Tabor. Coincidenza di date?

Queste brevi note vogliono tentare una spiegazione esoterica ed antroposofica di tale intrigante parallelo. E’ nostra profonda convinzione che l’annunciata presenza eterica del Cristo nel Mondo a partire dal secolo XX sia stata ostacolata dalle forze avversarie. La luce derivata dall’esplosione nucleare, quel sole artificiale portatore di morte che falciò tante vite umane, rappresenta la tragica caricatura della Luce eterica che accompagna la Parusia di Cristo e ne vuole essere la orribile scimmiottatura. Un attacco in piena regola alla natura eterica della Terra e dell’Umanità che vive sostenuta dal Sole. Non dovremmo costruire un sole artificiale perché è un tentativo globale di oscurare l’impulso di Cristo nelle coscienze e nei corpi. Solo aggiungo qui che il primo test atomico negli USA ad Alamogordo fu chiamato Trinità in codice. Altra coincidenza, o sarcasmo? La trasmutazione della materia ha voluto essere l’inizio della trasformazione della Terra, dove le forze eteriche datrici di vita che provengono dal Sole sono state caricaturizzate orribilmente, mentre si sono prodotte altre forze per fini distruttivi. Continue reading “Trasfigurazione o trasmutazione”

La pietra filosofale

di Viviana Reda

L’inseguimento della pietra filosofale mi era già costato lunghi anni di lavoro ossessivo ed infruttuoso. L’ostinata ricerca di una metempsicosi che avrebbe trasformato i più lugubri e angosciosi incubi in una distesa di prati verdi di felicità sembrava essere giunta al suo punto più doloroso.

L’inesorabile alambicco meccanico d’un orologio a muro scandiva le accidiose ore del pomeriggio che, per una tragica necessità, continuavano ad inseguire quelle ancora più stanche della mattina. Le carte sul tavolo in perenne disordine indicavano stravolte i passaggi meticolosi della strada percorsa alludendo sgomente a cifre, formule e simboli che si illuminavano spegnendosi nel languore. Doveva esserci in quegli appunti un segno, anche accidentale, che indicasse il senso: esso sarebbe comparso all’improvviso, come per caso, dischiudendo la via alla parte pratica dell’esperimento, quella più terribile, che mi avrebbe finalmente condotto nel regno dell’insondabile, lì dove tutto avviene per allucinazione. Spesso ci ero andato molto vicino tanto vicino da sentirmi già travolto dalla forza potente del mistero dei sensi, e, cadendo in preda al delirio dello svenimento, mi era sembrato di scorgere i sentieri che conducono al Segreto del Mondo. Continue reading “La pietra filosofale”

Il nostro passato lunare

di Federico Giandolfi

Ora che si compiono 50 anni dalla discesa sulla Luna, grazie a R. Steiner, Eduard Schurè e Adam Michaelis sorgono i ricordi spirituali di quei tempi remotissimi quando la Luna si separò dalla Terra. Noi esseri umani abbiamo le facoltà attuali grazie a un processo cosmico complesso, in cui hanno agito mutevoli condizioni ambientali e successivi impulsi spirituali. I nostri organismi dovettero passare per profonde trasformazioni prima di ospitare l’Io individuale, a differenza degli animali che si sviluppavano parallelamente. Beninteso, mai avremmo attraversato le temibili tappe che ci hanno portato dalla animalità istintiva a una certa forma di animalità cosciente, senza gli Esseri superiori che ci dettero forma nei lunghi tempi dell’evoluzione cosmica. Fu allo stesso tempo una creazione e una cooperazione, un incessante rinascere e perfezionare. Gli Spiriti guida agirono di due forme, per impulsi spirituali, oppure assumendo corpi e camminando fra di noi. Fummo plasmati da dentro e da fuori. Siamo nostra propria opera e opera divina. In quei tempi, la Terra era una con la Luna e il Sole, una sola unità necessaria nelle fasi iniziali per gettare le basi dell’embrione di ciò che sarebbe divenuto l’essere umano. Continue reading “Il nostro passato lunare”

Chiamate presto Frida

di Massimo Luongo

“CHI NON HA AVUTO UN CANE NON SA COSA SIGNIFICHI ESSERE AMATO” 

Arthur Schopenhauer

Certo capiterà che non mi troverete,

quando sarà così, chiamate presto Frida,

la cagnolina che “mi ha adottato”

e poi cercatemi nel punto più profondo

della melanconia sognante nei suoi occhi;

 

Ma se nemmeno là potrò mostrarmi,

provate a veder bene l’angolo su in cima

a quelle orecchie buffe da morire

che proprio non riescono a star dritte

e mollemente, pigre, si piegano in avanti;

 

Se dopo questo, ancora risultassi assente

fissate il centro della sua testa bionda,

c’è un cuoricino bianco come il latte:

è il punto in cui mi sono perso in lei

dal primo giorno, quando le giurai l’amore.

W Luongo Chiamate presto Frida

Educare alla narrazione. Championnet al Largo delle Pigne – nel 220º anno dal 1799

di Redazione

Un interessate modo di coinvolgere allo studio chi tende a leggere poco, e di guidare paradigmi di scrittura alternativi.

Un documentario richiede una serie di attività di studio, anche molto profondo, conoscere poeti, scrittori giusto per svolgere il proprio lavoro di raccontare una storia.

Oscom nel progetto di ricerca azione 2018-9 sta per concludere un discorso venuto di lontano, per ricordare il 220° anniversario d una rivoluzione che l’accademia riconosce passiva: il giudizio di Vincenzo Cuoco, che aveva partecipato a tutto e ne era rimasto profondamente deluso. Invecchiato prima del tempo o troppo attento a ciò che s’era perduto… quanti giovani intellettuali morti o costretti all’espatrio… Napoli ridotta ad una pese invaso, di nuovo, dalla paura dei Borboni, dopo tanto sangue sparso nelle strade… Continue reading “Educare alla narrazione. Championnet al Largo delle Pigne – nel 220º anno dal 1799”

A Jonta

di Adolfo Giuliani

Me pare ajere,

i’ ero piccerillo e m’arricordo

quanno arrivav’ ’a casa

’a palatella ’e pane

e vicino ce steva sempe ’a jonta.

Comme era sapurita ’a jonta,

era chella ca s’aspettava cchiù assaje!

Ma po’ si ce mettive ’ncoppa

nu poco ’e sale e nu poco d’uoglio,

o nu poco d’acqua d’ ’e fasule,

che taggi’ ’a dicere

sarà stata ’a famma

ma fatta accussì

era meglio d’ ’o babà.

È passato tantu tiempo

e mo aggio capito

ca ’a jonta ce po’ stà sempe

e ca pure ’a vita

’e vvote tene ’a jonta.

W Giuliani A Jonta

Il viale delle suggestioni

di Massimo Luongo

Ho imboccato l’ultima curva

che porta sul viale delle suggestioni;

l’ho percorso come un enigma,

che non garantisce risposte.

Mi sono calato nelle vesti

di un ladro sprovveduto,

incapace di scassinare porte

e ho venduto il resto dell’anima

al dottor “So tutto io”;

mi ha pagato la metà del giusto,

era il biglietto per assistere

alla proiezione di uno strano film.

Ho visto cuori disfatti ricomporsi

e anime vive ricongiungersi

fino a raggiungere potenze

simili a fusioni nucleari;

angeli e satiri di bosco

governare l’impeto anarchico 

di due cavalli maremmani,

portavano una carrozza di fuoco

dagli abissi profondi verso il cielo

per violarne l’innocenza.

Un flusso di sangue insano

ha rischiato di accecarmi,

ma il sorriso delicato di una madre

che aspettava il ritorno del figlio

ha trasformato l’emorragia

di quest’anima malconcia

in canto, musica e poesia.

Ho messo alla porta il tempo,

mi ha travolto una potenza,

era il richiamo, la presenza di Dio;

gli ho chiesto tre semplici cose:

un’ora di riposo per ritrovarmi

un bicchiere di vita per ubriacarmi

e una pagina bianca, profetica, velenosa

da riempire d’amore, solitudini e visioni.

W Luogo Il viale delle suggestioni

Oi Barbaroi

di Viviana Reda

Taluno fa ancora irruzione nel tempo, come un barbaro al tempo dei barbari, quando orde di visigoti rosicchianti armati di orologi e clessidre sfuggirono negli anfratti dell’ombra sfuggendo gli ultimi riflessi della luce.

Qui dove tutto tace e dove il nulla giace e ristagna, anche le gocce d’acqua che scendono nella fogna sembrano assecondare il lento stillicidio delle ombre.

Dal tempo lontano in cui i ratti conquistarono, con poco affanno degli dei superiori, il regno delle blatte, quest’anno, questo giorno, questo infinito, appare dominato da un silenzio aritmico. Volumi e volumi di storie e vite disperse scendono lenti verso il basso, navigando i rivoli putridi di questo regno oscuro. Nella profondità labirintica delle fogne, il vento –un vento umido e soffocante- confonde in sé esodi ed esordi, segnali e stagioni che tutti si rincorrono cercando ancora il tempo, il segreto ineffabile del tempo, nascosto perduto, assente. Continue reading “Oi Barbaroi”

La festa delle Ninfe Tristi

di Massimo Luongo

Nel gran villaggio delle ninfe tristi

era l’attesa del giorno di festa;

persino i girasoli, quella notte

danzarono aspettando il sole nuovo.

L’alba sbocciò come una rosa in cielo

alla finestra della Gran Regina,

milioni di farfalle e colibrì

la ricondussero al più bel sorriso.

Un ospite d’onore fu invitato

per rallegrare il cuore delle ninfe,

veniva da un paese molto strano:

il borgo dei bugiardi stralunati.

Quel popolo, senza capo né coda,

scelse l’eletto in sua rappresentanza;

il delegato al viaggio fu un poeta

da tutti conosciuto come “Il pigro”.

Partì a cavallo di una nuvoletta

dormendo per sei giorni e sette notti;

quando arrivò alla corte delle ninfe

s’accorse che era nudo più di un verme.

Restò sorpreso, il pigro stralunato,

vedendo l’accoglienza del villaggio;

capì di essere un asino tra i suoni,

entrando nella sala delle feste.

Ma la regina delle ninfe tristi

con generosità gli offrì il suo seno

ed il poeta ricambiò quel gesto

riempendole il calice di versi.

Fu festa grande fino a notte tarda,

un tempo di felice cambiamento:

non ci fu più tristezza per le ninfe

e a quel poeta andò una veste nuova.

W Luongo La festa delle Ninfe Tristi