A luminous whole. Collingwood e la formazione estetica

Robin George Collingwood era noto come archeologo, quando scrisse il suo primo lavoro filosofico, Religion and Philosophy. I suoi scavi della Britannia Romana, allestiti d’estate in tutta la sua vita, contribuirono ad una archeologia che nel ‘900 ha fatto progressi notevoli. Ma dal 1916 la sua attività prevalente diventa filosofica e storica, ed è oggi il motivo della sua fama; è attiva la pubblicazione dei manoscritti conservati alla Bodleian Library di Oxford – una mole di appunti, bozze dei libri e conferenze, che ampliano il quadro dei campi già noti e moltiplicano gli scritti antropologici, una antropologia filosofica che mostra il suo valore ne The New Leviathan 3, una raccolta di osservazioni che si costruisce come le osservazioni di Wittgenstein e conquista una forma organica a tanti approfondimenti sul tema centrale della civilizzazione. Poche sono le sue opere tradotte in italiano, ma è stato studiato con attenzione, anche se oggi in Italia è poco noto, il suo nome non compare nell’edizione italiana di Wikipedia. Di qui l’intento anche informativo di questo articolo, sulla filosofia di Collingwood sino al 1924 – il periodo del comune ragionare con Guido de Ruggiero e dell’elaborazione di quella che si può definire fenomenologia speculare, di cui va delineata l’importanza per vedere il carattere estetico della formazione, in questa filosofia dello sviluppo spirituale, che definisce il pensare con quadri figurali. …

DE RUGGIERO - l'intero - arte e formazione
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