Introduzione

In questa pagina si trovano i ‘seminari’, i dialoghi, che nel tempo della tecnologia tendono a costruire reti tra le competenze con metodi diversi.

Nel 1997 la necessità di trattare problemi in un campo aperto a più competenze portò a costruire OSCOM, l’osservatorio di comunicazione per la teoria e pratica degli ortotesti multimediali (adatti a comunicare argomentazioni e non bandiere).

Valore comune: la formazione estetica per l’analisi dei nuovi linguaggi complessi.

Book Film Licei

Book Film Licei Brochure illustrativa in PDF

Iniziativa in partnership con la prima edizione di Napoli Città Libro a fine maggio 2018

(terza di copertina)

Piccolo approfondimento suggerito agli studenti del Carducci di Nola sul tema della traduzione, per avviarli alla riflessione sul tema.

George Steiner, Dopo Babele. Aspetti del linguaggio e della traduzione, Garzanti, Torino 2004 (1975)

p. 14 “In Dopo Babele suggerisco che la forza costruttiva della lingua nella concettualizzazione del mondo ha avuto un ruolo cruciale nella sopravvivenza dell’uomo di fronte a costrizioni biologiche ineluttabili, in altre parole di fronte alla morte. E’ questa miracolosa (mantengo l’aggettivo) capacità delle grammatiche a generare realtà alternative, frasi ipotetiche e, soprattutto, i tempi del futuro che ha permesso alla nostra specie di sperare, di proiettarsi ben al di là dell’estinzione dell’individuo. Perduriamo, e perduriamo creativamente, grazie alla nostra imperativa capacità di dire no alla realtà… l’utopia e il messianismo sono figure sintattiche. Ogni lingua umana traccia una planimetria diversa del mondo”.

p. 43 “Il linguaggio… è il modello più notevole di flusso eracliteo, in quanto si modifica ad ogni istante nel tempo percepito. La somma di eventi linguistici né non soltanto accresciuta ma alterata da ciascun nuovo evento”.

pp. 265-6 “Ernst Bloch col suo ‘sognare in avanti’ la sua storia del futuro è verso quel che Malraux definisce anti-destino, ‘il nervo principale dell’agire umano’– vede la svolta linguistica proiettare l’uomo verso il futuro proprio con “il linguaggio, che è lo strumento principale del rifiuto dell’uomo di accettare il mondo com’è”

Alternanza scuola lavoro 2017-2018

Alternanza scuola lavoro 2017-2018 Brochure illustrativa in PDF

(terza di copertina)

Il processo dei laboratori Visual Thinking, che forma team di lavoro nelle scuole, nelle libere associazioni e nei musei, è rivolto alla creazione di nuovi testi (DOCARTE documentari sul territorio; Design Thinking progettazioni anche in 3D sviluppabili in solido dalla stampante).

Nei laboratori tutorati dal coaching didattico si attuano strategie di didattica innovativa con tecniche costruttive (project solving).

Esse comprendono il

  • brain storming, per individuare il progetto sostenibile
  • progettazione di studi e di realizzo
  • tempi di approfondimento bibliografico e di apprendimento di tecniche
  • controlli e interazione
  • confronto e crasi ragionata
  • sviluppo del prototipo
  • valutazione
  • postproduzione
  • pubblicità

Il prodotto DOCARTE / Design Thinking è come tutti i progetti dinamici un vero e proprio medium, cioè un mezzo di comunicazione e di valutazione di qualità, sia del lavoro fatto che dell’impegno messo in opera da ciascuno dei partecipanti: ciò grazie alla doppia produzione richiesta di ogni prototipo: un DOC o un prodotto da mostrare al pubblico interessato e a cui fare pubblicità; un backstage che registri tutto il lavoro fatto attraverso foto e diari giornalieri. Nei corsi che richiedono attestato ed a scuola, ciò è necessario per assicurare la valutazione personale della frequenza e della qualità del lavoro compiuto.

Il feedback del pubblico dà l’opinione oggettiva sulla validità del prodotto che si è riusciti a formare, consigliando nel modo più opportuno sulle modifiche da compiere per ottimizzare il processo. Il giudizio valutativo critico ed autocritico consente di dare senso compiuto ad un attestato, oppure anche solo a discutere i passaggi per correggere gli ‘errori’ che possono essere anche solo momenti da perfezionare o da volgere ad ulteriori sviluppi. Le tecnologie, introdotte da un “addestramento” calibrato e personalizzato, vero e proprio training allo strumento tecnologico, saranno guidati da un coach esperto per favorire la collaborazione tra pari, l’apprendimento cooperativo, l’uso condiviso e multifunzione. Ci sarà attenzione agli alunni con bisogni educativi speciali, per creare comunità di apprendimento.

Bibliografia Ragionata sul tema Violenza e Media

Violenza e Media

La rassegna bibliografica illustra i princi­pali studi rivolti all’oggetto della ricerca sul rapporto dei ragazzi in età evolutiva e la rappresentazione della violenza in televisione ed ai suoi ef­fetti sul pubblico. È un tema lanciato negli anni ’40, la risposta, chiara a livello di analisi, non ha prodotto alcun effetto sulle didattiche istituzionali. Si propone perciò lo studio compiuto nel 2003-2004, aggiornando parzialmente l’analisi già ben condotta da quasi trent’anni.

La didattica della bellezza IL SILENZIO DEL FARE

Dopo il primo libro teorico, rivolto ai cultori di ricerca, questo traduce i risultati di convegni internazionali sulla formazione estetica in una didattica collaudata direttamente nelle scuole. Dopo un primo articolo riassuntivo della ricerca approfondita nel primo libro, questo scrive la didattica in modo conforme ai programmi scolastici, specificando ruoli, compiti, progetti e strumenti necessari.

in libreria

La didattica della bellezza DALLO SPECCHIO ALLO SCHERMO

Cosa cambia nell’immagine quando si passa dallo specchio allo schermo? Il modo di capirla: non è un mistero da evocare ma un testo da leggere, una macchina linguistica. Non l’estatica ammirazione ma la conoscenza dei linguaggi consente di capirla. Di qui l’intento di istituire la formazione estetica, non con nuove materie ma con una nuova didattica. Per mostrarne quanto sia urgente educare la creatività e il pensare analogico, occorre allacciare tante diverse opinioni, confrontarsi con tanti diversi teorici. Scegliere degli esempi vale a capire come nelle teorie d’oggi si possa disegnare una linea paradigmatica che consente di vedere nell’estetica la via regia dell’educazione che parte dall’immagine, dall’Iconic Turn…

in libreria

Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica

Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica. Seminario del 2004 interno al Corso di Estetica dell’Università Federico II, prof. Clementina Gily, sede Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

La moralità della vita politica è una questione annosa, che si ripropone sempre di nuovo: al potere si connettono decisioni che sconvolgono tutto e recano fortuna anche senza giocare al caso. Chi detiene il potere talvolta valica il rispetto dei cittadini, non agisce nel senso del bene pubblico anche ingenuamente. Perciò, il tema dell’etica necessaria nel politico per evitare si riproponga l’illecito – ma anche che sia chiaro il suo agire nel senso del bene pubblico anche nei progetti e nei controlli di quanto accade nelle segrete stanze – torna sempre attuale.

Nel 1924 Croce diceva queste cose, che è importante richiamare oggi che si propone un Manifesto per l’Etica Pubblica, che rivendichi il diritto del cittadino comune a garantirsi sugli effetti dovuti al suo libero esercizio del diritto di voto. Perché, se il politico è responsabile delle sue azioni solo dinanzi alla legge, non essendo il mandato elettorale un incarico da parte degli elettori per l’effettuazione di compiti ma un’elezione, l’eletto resta libero di prendere le decisioni opportune sui singoli casi. Se ne assume quindi la responsabilità piena. Ma ciò non risulta dalla comune esperienza dell’estrema longevità della vita politica, che non prevede pensionamenti obbligati.

Il politico, allora, può essere giudicato da chi lo eletto, solo se correttamente informato. Altra cosa che esula dalla comune esperienza.

Proprio per questo il genuino spirito liberale sin dal suo sorgere ha dato molta importanza al controllo dell’eletto da parte degli elettori, oltre che al controllo reciproco dei poteri come Montesquieu. Esercitato il diritto di voto, il cittadino anche se non vuole disinteressarsi dell’opera del rappresentante, o ha il tempo di seguirlo passo passo, oppure difficilmente è messo in condizine di giudicare. Oggi che l’informazione si lascia facilmente distrarre dalle questioni polemiche, oggi che i partiti politici sono in disarmo, oggi che le riunioni degli organismi politici danno luogo ad incomprensibili comunicati – l’organizzazione dal basso della società civile può rinverdire la moralizzazione della vita pubblica, pubblicizzando alcuni indicatori di qualità dell’azione politica con eventi sui normali dubbi di ogni elettore. Questo il senso dell’iniziativa trasversale del Manifesto per l’Etica Pubblica. http://slideplayer.it/slide/972073/

L’anno di questa iniziativa coincide con l’80° anniversario delle pubblicazione di Etica e Politica di Croce, la cui attualità si mostra in più punti, e la si discuterà il 26 maggio all’Istituto di Studi Filosofici in una lezione di Clementina Gily (Università di Napoli Federico II) e Patrick Ostermann (Università Di Dresda), cui presenzierà il prof. Lorenzo Zoppoli dell’Università di Napoli che inviterà a pubblicizzare il Manifesto. Essa consiste anche nella riflessione su quale sia la qualità predominante del liberalismo, teorizzando la differenza di qualità che separa il liberismo economico dal liberalismo, che non è solo il diritto ad eliminare le costrizioni statali all’economia (liberismo), ma è invece piuttosto una concezione della vita, basato sul rispetto che ogni cittadino ha per il diritto dell’altro. Non si tratta allora di formare un partito di galantuomini – disse Croce nel ’24 – l’onestà è la premessa indispensabile della vita civile – non è un criterio di adesione a un partito. Si tratta di avere a disposizione regole efficaci per attuare il patto di mutuo rispetto, eletto, elettore.

Insomma, l’etica nella politica non è un comando morale, ma l’esplicitazione di una corretta visione dell’utilità, che governa l’attività politica, ed ha anch’essa un polo positivo ed un polo negativo, ha un soggetto singolare e plurale – quel che vale in entrambi i casi è il conseguimento di un equilibrio che per eccellere in soddisfazione provochi anoressia o bulimia.

Il Manifesto per l’Etica Pubblica usa il nome di Etica, perché nel linguaggio corrente è necessario: ma in realtà l’etica pubblica è solamente una buona politica contro una cattiva politica, per i singoli e per la comunità: nel 1924 lo riconobbe persino il filosofo della distinzione. Non esiste una buona politica che non sia ispirata da criteri di etica profonda, da un mondo di valori – buoni o cattivi.

Ed ecco il saggio su Ostermann, pubblicato in Wolf

GF Saggi Ostermann Il concetto della stilistica nel lavoro di Karl Vossler

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa

L’articolo compare in Wolf no. 22 del 2017 per segnalare che nel sito clementinagily.it compariranno man mano le revisioni scritti ormai difficili da reperire, ma che sono interessanti per i lettori giusti.

Napoli è una città in cui si avvicendano le occasioni di filosofia, di teatro, di musica… Da sempre e tuttora, questa vita colta e raffinata fa poco rumore, ma tutti sanno che Gomorra quasi tutti i napoletani la vedono alla televisione, e si chiedono: fa sul serio Saviano? Come a Roma e Milano…

Sono tanti i resoconti di cose belle, che fa bene ricordare ad anni di distanza: ancora quest’anno a Suor Orsola Emma Giammattei e Giuseppe Galasso, hanno dialogato dei loro studi.

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa

L’attualità di Scaravelli, Napoli, ESI 1991

1991 – SCARAVELLI (PDF)

Critica e metafisica in L. Scaravelli [1] 

Una benefica aria di serio ripensamento sembra percorrere riviste filosofiche e convegni: senza perciò mancare d’interessarsi alle novità interne e straniere, pare ci si voglia infine decidere al colloquio col pensiero italiano della prima metà del secolo, cui è toccata la strana sorte d’esser assolutamente dominante ai tempi in cui fu pensato e del tutto obliato poi; nei due casi, è difficile la serenità del giudizio, c’è sempre qualche esasperazione che solo quantitativamente bilancia l’altro squilibrio. Oggi da più parti si dice che è il tempo di avviare un dialogo sereno, per quanto possibile, ed è dunque, forse, il momento di provare a fare il punto, portando un contributo di riflessione; perché sono davvero tanti i volti interessanti del nostro 900, con figure che si stagliano quanto e più di tante oggi in auge. Perché partecipino ad un vero dialogo culturale, senza patire oltre la difficoltà di ascolto generata in gran parte, per ciò che riguarda i primi quarant’anni, dal continuo discorrere in filosofia di identità e distinzione, che generò una vera e propria retorica composta di specifici tropi, che rende difficile intendere il senso di singole polemiche senza tener presente questo linguaggio nel suo complesso. Esprimere il problema filosofico in un linguaggio precisamente datato non poteva che nuocere, nell’evolversi della storia del secolo: tanto più che per intendere occorre accettare quella lingua filosofica – in italiano, e saperla ripercorrere nelle sfumature significative, com’è vero per qualsiasi lingua, anche non così poco diffusa all’estero com’è oggi la nostra.

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