Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica

Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica. Seminario del 2004 interno al Corso di Estetica dell’Università Federico II, prof. Clementina Gily, sede Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

La moralità della vita politica è una questione annosa, che si ripropone sempre di nuovo: al potere si connettono decisioni che sconvolgono tutto e recano fortuna anche senza giocare al caso. Chi detiene il potere talvolta valica il rispetto dei cittadini, non agisce nel senso del bene pubblico anche ingenuamente. Perciò, il tema dell’etica necessaria nel politico per evitare si riproponga l’illecito – ma anche che sia chiaro il suo agire nel senso del bene pubblico anche nei progetti e nei controlli di quanto accade nelle segrete stanze – torna sempre attuale.

Nel 1924 Croce diceva queste cose, che è importante richiamare oggi che si propone un Manifesto per l’Etica Pubblica, che rivendichi il diritto del cittadino comune a garantirsi sugli effetti dovuti al suo libero esercizio del diritto di voto. Perché, se il politico è responsabile delle sue azioni solo dinanzi alla legge, non essendo il mandato elettorale un incarico da parte degli elettori per l’effettuazione di compiti ma un’elezione, l’eletto resta libero di prendere le decisioni opportune sui singoli casi. Se ne assume quindi la responsabilità piena. Ma ciò non risulta dalla comune esperienza dell’estrema longevità della vita politica, che non prevede pensionamenti obbligati.

Il politico, allora, può essere giudicato da chi lo eletto, solo se correttamente informato. Altra cosa che esula dalla comune esperienza.

Proprio per questo il genuino spirito liberale sin dal suo sorgere ha dato molta importanza al controllo dell’eletto da parte degli elettori, oltre che al controllo reciproco dei poteri come Montesquieu. Esercitato il diritto di voto, il cittadino anche se non vuole disinteressarsi dell’opera del rappresentante, o ha il tempo di seguirlo passo passo, oppure difficilmente è messo in condizine di giudicare. Oggi che l’informazione si lascia facilmente distrarre dalle questioni polemiche, oggi che i partiti politici sono in disarmo, oggi che le riunioni degli organismi politici danno luogo ad incomprensibili comunicati – l’organizzazione dal basso della società civile può rinverdire la moralizzazione della vita pubblica, pubblicizzando alcuni indicatori di qualità dell’azione politica con eventi sui normali dubbi di ogni elettore. Questo il senso dell’iniziativa trasversale del Manifesto per l’Etica Pubblica. http://slideplayer.it/slide/972073/

L’anno di questa iniziativa coincide con l’80° anniversario delle pubblicazione di Etica e Politica di Croce, la cui attualità si mostra in più punti, e la si discuterà il 26 maggio all’Istituto di Studi Filosofici in una lezione di Clementina Gily (Università di Napoli Federico II) e Patrick Ostermann (Università Di Dresda), cui presenzierà il prof. Lorenzo Zoppoli dell’Università di Napoli che inviterà a pubblicizzare il Manifesto. Essa consiste anche nella riflessione su quale sia la qualità predominante del liberalismo, teorizzando la differenza di qualità che separa il liberismo economico dal liberalismo, che non è solo il diritto ad eliminare le costrizioni statali all’economia (liberismo), ma è invece piuttosto una concezione della vita, basato sul rispetto che ogni cittadino ha per il diritto dell’altro. Non si tratta allora di formare un partito di galantuomini – disse Croce nel ’24 – l’onestà è la premessa indispensabile della vita civile – non è un criterio di adesione a un partito. Si tratta di avere a disposizione regole efficaci per attuare il patto di mutuo rispetto, eletto, elettore.

Insomma, l’etica nella politica non è un comando morale, ma l’esplicitazione di una corretta visione dell’utilità, che governa l’attività politica, ed ha anch’essa un polo positivo ed un polo negativo, ha un soggetto singolare e plurale – quel che vale in entrambi i casi è il conseguimento di un equilibrio che per eccellere in soddisfazione provochi anoressia o bulimia.

Il Manifesto per l’Etica Pubblica usa il nome di Etica, perché nel linguaggio corrente è necessario: ma in realtà l’etica pubblica è solamente una buona politica contro una cattiva politica, per i singoli e per la comunità: nel 1924 lo riconobbe persino il filosofo della distinzione. Non esiste una buona politica che non sia ispirata da criteri di etica profonda, da un mondo di valori – buoni o cattivi.

Ed ecco il saggio su Ostermann, pubblicato in Wolf

GF Saggi Ostermann Il concetto della stilistica nel lavoro di Karl Vossler

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa

L’articolo compare in Wolf no. 22 del 2017 per segnalare che nel sito clementinagily.it compariranno man mano le revisioni scritti ormai difficili da reperire, ma che sono interessanti per i lettori giusti.

Napoli è una città in cui si avvicendano le occasioni di filosofia, di teatro, di musica… Da sempre e tuttora, questa vita colta e raffinata fa poco rumore, ma tutti sanno che Gomorra quasi tutti i napoletani la vedono alla televisione, e si chiedono: fa sul serio Saviano? Come a Roma e Milano…

Sono tanti i resoconti di cose belle, che fa bene ricordare ad anni di distanza: ancora quest’anno a Suor Orsola Emma Giammattei e Giuseppe Galasso, hanno dialogato dei loro studi.

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa