Introduzione

In questa pagina si trovano i ‘seminari’, termine che ha molti sensi, e quindi nessuno specifico. Di solito sostituisce ‘convegno’ o ‘lezione’: e si comporta in affinità con essi. Io lo intendo come un discorso in cui confrontarsi, ed è perciò un’occasione per concludere.

Nel tempo della tecnologia a tanto alta velocità da cambiare il senso di termini e scienze in troppo breve tempo, il metodo del seminario è il più appropriato. Questo lavoro inizia negli anni ’90 del secolo scorso, riunendo per trattare di un problema colleghi dell’Università Federico II di Napoli, di varie facoltà, e altri di Salerno, di Suor Orsola Benincasa, in cui insegnavo, ma poi esperti di ogni nazionalità, alcuni eminenti come Edgard Morin, Hayden White, David Boucher, Wendy James, Rik Peters … – si è discusso di pubblicità, di gioco intelligente e formativo, della lingua dei media e dell’informatica nel mondo della complessità. E si è concluso: la formazione estetica è come necessaria al mondo d’oggi, è la chiave dell’educazione alla creatività e al lavoro in team. In conseguenza, si sono iniziati solidi percorsi di didattica con ricerche azioni condivise con i docenti degli Uffici Scolastici Regionali, diretti con stage universitari ben organizzati.

Da un altro punto di vista, in diversi incontri al Centro Dorso di Avellino e all’IISF di Napoli, si sono chiariti aspetti del valore del pensiero politico meridionale e del liberalsocialismo, nell’Italia a due velocità tra Nord e Sud. Brillanti teorie di Croce, Dorso, de Ruggiero, sono rimaste prive di audience, mentre avevano buone carte da giocare per meditare l’armonia tra libertà, eguaglianza e fratellanza, che non sono alternative, sono una sola visione di politica forte, basata sul diritto e non sulla violenza. Guardati nel loro insieme, i libri mostrano le conclusioni, che si raggiungono con la una corretta impostazione del problema – che ha suggerito la scelta degli interlocutori.

Per badare a tutto ciò, dal 1997 si istituì presso il Dipartimento di Filosofia Antonio Aliotta della Federico II la ricerca Osservatorio di Comunicazione OSCOM dotata di direttivi e gruppi di lavoro ampi, che cambiavano anno per anno, inserendo competenze diverse, temi diversi, che trovavano unità nella lettura e scrittura dei testi complessi – gli ortotesti multimediali che vivono il mondo della politica e della formazione suscitando problemi analoghi ed enormi. Si sono anche approfonditi temi che esulano dai nostri seminari, partecipando ad altri sull’arte della memoria, sulla percettologia (estetica), sulla formazione, su tratti di storia della filosofia utili a dar forma al problema. Perciò qui ci sono tre sezioni diverse.

L’uno nasce dai molti, se essi sono scelti sulla guida di un problema; una visione del mondo si fa di diverse prospettive. Quando si organizza una discussione selezionando gli autori sulla base dei loro scritti, è possibile rendere costruttiva una discussione, se si conosce quella che Plutarco definiva “L’arte di saper ascoltare”. Ora la pubblicazione di seguito degli atti, che OSCOM ha sempre pubblicato, dà a tutti la possibilità di seguire il percorso. Ne risultano discorsi unitari, che danno delle risposte.