Categoria: Economia

L’Europafest (6, 7)

di Carmen Stellato

6. Attenendoci a quella che è l’organizzazione di un evento dal punto di vista della gestione, dall’ideazione alla pianificazione alla realizzazione di tutte le attività risulta opportuno, a questo punto, fornire le indicazioni e gli strumenti necessari per comprendere cosa significa programmare e gestire il progetto Europafest.

Qualsiasi tipo di evento va inteso come un sistema di offerta culturale, in quanto prodotto offerto al consumatore. Con il termine “sistema” ci si riferisce alla combinazione di una molteplicità di fattori interdipendenti tra loro dove, cioè, ogni elemento acquista valore solo se posto in relazione agli altri: modificare uno di loro significa generare degli effetti sull’equilibrio complessivo.

Gli elementi del sistema evento sono le persone che vi partecipano, i contenuti, i servizi, gli organizzatori e gli stakeholders, che vanno a costituire il marketing mix dell’evento, è importante che essi siano coordinati nel miglior modo possibile affinché si raggiunga l’obiettivo prefissato.

All’interno di questo sistema esistono diversi attori, ognuno dei quali ricopre un’importante funzione e di cui bisogna tener conto nella realizzazione di un evento fin dalla fase della progettazione. Distinguendo tra attori, o meglio stakeholders principali e secondari, includiamo nel primo gruppo le seguenti categorie:

lo staff (composto da tutte le persone coinvolte nell’event management, fin dalla fase di ideazione), partner e sponsor (che collaborano all’attuazione del progetto fornendo risorse materiali, immateriali o economiche), i fornitori (che forniscono prodotti e servizi dietro pagamento), i partecipanti, l’ente promotore. Stakeholders secondari sono invece: le istituzioni locali, la comunità ospitante (non solo residenti, ma anche esercizi commerciali, ristoratori, alberghi, cioè tutti coloro coinvolti nel sistema economico-produttivo del territorio in cui ha luogo l’evento), le imprese dei servizi pubblici (ad es. trasporti, parcheggi, ecc.) e dei servizi di emergenza (ad es. protezione civile, assistenza medica, addetti alla sicurezza, ecc.), le organizzazioni turistiche (tour operator, agenzie di viaggi, ecc.), mass media.

Un evento culturale è concepito come l’insieme dei fattori di attrattiva estetico-culturale percepiti sotto forma di esperienze multidimensionali e complesse in grado di soddisfare bisogni specifici e di procurare benefici ricercati, di raggiungere, cioè, il fine ultimo di ogni evento: creare valore per coloro che vi partecipano. Nella prospettiva esperienziale, infatti, il valore di un evento dipende essenzialmente dalle esperienze create nel vissuto dei partecipanti a livello cognitivo, affettivo e sensoriale, e quindi dalla capacità del suo sistema di offerta di generarle1. Getz afferma che ad un evento possono collegarsi diversi significati2: sociale, in quanto riunisce nello stesso luogo molteplici individui (la cui presenza è elemento imprescindibile per la realizzazione di un evento) oltre che sviluppare in essi un senso di appartenenza o di soddisfazione di bisogni di socializzazione; economico, per la capacità di attrarre investimenti, finanziamenti, turisti, consumi; comunicativo, in quanto, oltre ad inglobare gran parte delle forme di comunicazione, è esso stesso strumento di comunicazione. Tali significati fanno sì che l’evento sia concepito simultaneamente quale sistema economico, sociale e comunicativo. Da un punto di vista esperienziale ciò che assume importanza rilevante ai fini della progettazione dell’offerta e della valutazione dei risultati è il significato personale, tanto da poter parlare di event experience in cui il legame tra evento ed esperienza è molto stretto e ricco di implicazioni manageriali3. Da un lato le esperienze sono viste come eventi che coinvolgono gli individui in maniera personale e degna di essere ricordata4, dall’altro gli eventi sono considerati un importante strumento per creare esperienze5 ed esperienziare beni e servizi6, nonché le imprese e le marche secondo una logica di event marketing7.

Sebbene l’espressione event experience non sia chiaramente definita, è certamente pensabile come il risultato di fattori cognitivi, emozionali, sensoriali e di percezione che vengono attivati dalla persona nel momento in cui essa si relaziona all’evento. Essendo, dunque, qualcosa di estremamente soggettivo è difficile prevedere e tantomeno gestire le esperienze soprattutto se si considera che la relazione tra individuo ed evento non è circoscritta al momento della realizzazione dell’evento in senso stretto, ma si sviluppa dalla fase antecedente a quella susseguente ad esso. L’event experience sarà quindi il risultato delle percezioni dell’evento suddiviso in: evento atteso, che ha luogo prima dell’inizio dell’evento stesso; evento realizzato, che ha luogo durante l’effettivo svolgimento dell’evento stesso; evento ricordato, evento che si sviluppa nel tempo successivo all’evento in senso stretto. Gli aspetti rilevanti dell’evento atteso riguardano le modalità attraverso cui si viene a conoscenza dell’evento, le emozioni con cui si vive l’attesa, la ricerca delle informazioni riguardo programma, location e servizi, la pianificazione della partecipazione all’evento, ecc.. Tutto questo va a creare la percezione dell’evento da parte del consumatore, ovvero del servizio atteso. L’esperienza vissuta durante la fase dell’evento realizzato riguarderà le sensazioni suscitate, le conoscenze acquisite dall’arrivo sul posto alla fine dell’evento, attraverso il contatto con l’ambiente e la fruizione dei servizi. L’evento ricordato è essenzialmente l’insieme delle percezioni e delle sensazioni suscitate nel consumatore nel momento in cui egli ricorda l’evento, a partire dal momento immediatamente successivo alla fine dell’evento realizzato. Sicuramente esso terrà conto della differenza tra l’evento atteso e l’evento percepito durante la fase di realizzazione: quanto più è ampio il gap tra il livello di servizio atteso e quello percepito, tanto più il ricordo sarà negativo, e la soddisfazione del consumatore/cliente sarà minore. È importante cercare di colmare e ridurre tale gap quanto più possibile in quanto il successo di un evento (nella prospettiva esperienziale) si determina quando la sequenza evento atteso-realizzato-ricordato idealmente si traduce in desiderio per una successiva edizione dell’evento o di rivivere la stessa esperienza.

L’organizzazione di un evento culturale, in quanto processo lungo e complesso volto a dare vita ad una combinazione unica ed irripetibile di prodotti, servizi e persone, segue le fasi di quello che viene definito project management, vale a dire la gestione sistemica di un’organizzazione complessa, unica e di durata determinata, rivolta al raggiungimento di un obiettivo mediante processo continuo di pianificazione e controllo di risorse differenziate e con vincoli di costi-tempi-qualità8. Esso prevede sei fasi:

  1. ideazione, in cui viene ideato l’evento da realizzare;
  2. analisi di fattibilità, che produrrà un documento che consente di descrivere il progetto indicando tutti i fattori principali che lo caratterizzano: mission e obiettivi, contenuto del progetto, attori coinvolti, luogo di svolgimento, periodo di svolgimento, sostenibilità economica e organizzativa;
  3. pianificazione e programmazione delle attività necessarie alla realizzazione del progetto-evento, con la quale si conclude il processo di traduzione degli obiettivi strategici in obiettivi operativi;
  4. definizione de piano operativo, che porterà alla produzione di un documento in cui vengono indicati: obiettivi del progetto, attività da svolgere, definizione dei ruoli, definizione dei tempi, definizione e assegnazione delle risorse, gestione economico-finanziaria, sistema informativo, sistemi di controllo del rischio;
  5. controllo, in cui si cerca di individuare le aree di rischio (cioè la natura dei rischi connessi e le cause che li generano), valutare la criticità dei rischi (cioè la probabilità dell’evento connessa alle sue conseguenze), definire le modalità di intervento più corrette predisponendo anche un piano di interventi di emergenza che permetta di ridurre il più possibile il tempo tra la decisione e l’azione;
  6. chiusura, nella quale si giudica l’effettivo raggiungimento degli obiettivi strategici sviluppando un’analisi critica del processo organizzativo, degli errori causati dagli scostamenti e delle risorse umane.

È chiaro che ad ogni evento culturale, in quanto combinazione di un mix di elementi quali persone, risorse, tempi, ecc. attraverso la definizione di un piano operativo che sia espressione pratica degli obiettivi strategici, è possibile approcciare secondo le logiche del marketing, e dunque delle tradizionali 4 P del marketing mix: Product, Place, Price, Promotion. Il marketing applicato agli eventi terrà conto sia degli elementi appartenenti al marketing tradizionale, sia di quelli appartenenti al marketing dei servizi, se si tiene conto del fatto che un evento offre sia un prodotto che un servizio, oltre che un’esperienza.

Il prodotto (Product) di un evento è essenzialmente un servizio, o meglio un insieme di servizi se si considera che vi è un servizio principale, centrale (il servizio core) che ha che vedere con l’evento in senso stretto ossia l’esperienza offerta al consumatore, e poi una serie di servizi accessori o periferici che non riguardano l’evento direttamente ma concorrono a definire il sistema evento e l’esperienza di chi vi partecipa. Andando ad influire sui livelli di soddisfazione e la qualità percepita dal pubblico.

Per quanto riguarda il luogo (Place), mentre per il marketing tradizionale esso è rappresentato dalle modalità di distribuzione attraverso le quali il consumatore può entrare in contatto con il prodotto ed usufruirne, per il marketing degli eventi esso è essenzialmente la sede dell’evento in cui questo si svolge e nel quale i partecipanti devono confluire per potervi assistere: il luogo di erogazione e distribuzione del prodotto/servizio coincide con quello di fruizione dello stesso. Esso è quindi quello che viene definito servicescape, ossia il supporto fisico del servizio offerto, l’ambiente materiale in cui viene erogato il servizio.

Nell’ambito degli eventi il prezzo (Price) non si riferisce solo ai costi in termini economici sostenuti dal consumatore per poter accedere all’evento (es. biglietto) ma a tutti i sacrifici che egli deve sopportare (tempo per organizzare la partecipazione, raccogliere informazioni, raggiungere la sede dell’evento, ecc.). Tuttavia, trattandosi di un servizio caratterizzato da un alto grado di intangibilità, risulta alquanto difficile stabilire il prezzo del biglietto; solitamente esso si basa su un confronto tra i costi sostenuti dall’organizzazione e i ricavi attesi. Il prezzo, in senso economico, è uno degli elementi rilevanti alla creazione dell’immagine dell’evento: se l’organizzazione fissa un prezzo elevato, il livello di servizio atteso sarà sicuramente alto, o comunque più alto rispetto a quanto ci si aspetterebbe se il prezzo fosse basso o addirittura nullo.

Infine, la promozione (Promotion) dell’evento si avvale di tutti gli strumenti di comunicazione di cui si serve il marketing tradizionale. A differenza, però, del settore dei prodotti, la comunicazione nell’ambito degli eventi è volta prima di tutto a rendere nota l’esistenza dell’evento e poi a persuadere i potenziali partecipanti. Essa, inoltre, contribuisce, insieme agli altri elementi del marketing mix, a creare l’immagine dell’evento che influisce sul livello di interesse da parte del pubblico e di tutti gli altri stakeholders.

Tenendo conto della prospettiva esperienziale, per progettare il sistema di offerta di un evento orientato all’esperienza di fruizione è possibile fare leva su tre elementi che costituiscono l’event mix9:

  1. il programma, con cui si identifica l’evento stesso e costituisce il motivo principale per cui una persona sceglie di partecipare;
  2. la location, vale a dire il luogo dove ha sede l’evento, tenendo conto sia del supporto fisico che della dimensione emozionale e sensoriale (ad es. atmosfera creata)
  3. i servizi, che comprendono tutte le interazioni tra l’organizzazione e i partecipanti per produrre valore in termini di appropriabilità dell’esperienza attraverso forme di comunicazione, informazione e assistenza (ad es. guide personali, rappresentazioni virtuali, punti informativi, box office, sistemi di prenotazione, punti di ristoro, pubblicità, trasporti, parcheggi, ecc.).

Per ciascuna fase dell’event experience (evento atteso, realizzato e ricordato) è possibile utilizzare diverse leve dell’event mix e in maniera diversa al fine di coinvolgere più dimensioni della sfera esperienziale dei fruitori e accrescere il valore dell’evento. È importante chiarire che l’esperienza di fruizione è propria della persona e pertanto non può essere oggetto di gestione; essa deve, piuttosto, fungere da orientamento delle scelte degli event manager nella gestione del sistema di offerta, utilizzando le leve e gli strumenti forniti dall’event marketing10.

7. A questo punto analizziamo in che modo gli organizzatori dell’Europafest hanno combinato le 4 P del marketing mix per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Partiamo dal Product. Il 2013 è stato proclamato, su proposta della Commissione europea, l’anno europeo dei cittadini per sottolineare il ventesimo anniversario dell’introduzione della cittadinanza dell’Unione Europea nel Trattato di Maastricht. Obiettivo generale è di rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell’Unione Europea al fine di permettere ai cittadini di esercitare pienamente i propri diritti, con particolare riferimento al diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Tale decisione si pone anche l’obiettivo di stimolare un dibattito sui benefici e sulle potenzialità del diritto di circolare e soggiornare liberamente quale aspetto inalienabile della cittadinanza dell’Unione Europea al fine di incoraggiare la partecipazione civica e democratica attiva dei cittadini e rafforzare la coesione sociale, la diversità culturale, la solidarietà, la parità tra i sessi, il rispetto reciproco e un senso di identità comune europea sulla base dei valori fondamentali e fondanti dell’Unione e sanciti soprattutto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Tutto ciò è confluito nel prodotto offerto dalla nona edizione dell’Europafest in quanto, come già ribadito più volte, si tratta di un evento che rientra in un insieme di iniziative organizzate nell’ambito dell’Europawoche la quale non può che incentrarsi sul tema dell’anno europeo. Il motto dell’Europafest 2013 è stato “Du bist Europa!” (“Tu sei l’Europa!”) proprio per sottolineare l’importanza del cittadino nel contesto europeo. L’evento si è svolto in due giorni, sabato e domenica, dalle ore 13 alle 19 per il primo giorno e dalle 12 alle 18 per il secondo.

Il prodotto offerto è, nel complesso, un insieme di attività riguardanti l’Europa che trasferiscono conoscenza ed informazioni a bambini e famiglie in maniera divertente e non tradizionale. L’organizzazione dell’offerta è stata, nello specifico, affidata a diversi team ognuno dei quali ha avuto il compito di ideare, sviluppare e pianificare una singola area facente parte del tutto. Le aree sono state le seguenti:

  1. Informazioni e attività partecipative sul tema UE. In essa rientravano:
  • stand informativi e di presentazione dei partiti presenti nel Parlamento tedesco
  • informazioni sulle principali organizzazioni e associazioni dell’UE
  • piccola presentazione dei Paesi membri dell’UE attraverso una sezione intitolata “Tipps für Reisen in Europa” (“Consiglio per viaggi in Europa”)
  • Europa-Familien-Parcours, un percorso con otto stazioni nel quale l’intera famiglia, attraverso un lavoro di squadra, poteva testare le proprie conoscenze riguardo i Paesi membri, le loro culture e l’Unione Europea
  • Europapuzzle, da comporre mettendo al posto giusto bandiere, fiumi, attrazioni turistiche, piatti tipici, ecc.
  • Europa-Memory, un gioco di carte sull’Unione Europea
  1. Irlanda: Paese della Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea per i primi sei mesi del 2013. L’area prevedeva:
  • quiz sull’Irlanda costituito da circa quindici domande sulla cultura, le tradizioni, gli sport e la geografia dell’Irlanda. A coloro che avrebbero risposto esattamente a tutte le domande sarebbe stato dato un premio
  • esibizione di un gruppo di ballerini irlandesi, per far conoscere i balli popolari, e di una band di musica popolare irlandese
  • mostra fotografica sull’Irlanda
  • costruzione di un mini-biliardo dove poter giocare
  1. Paesi Bassi, Spagna, Malta:
  • informazioni turistiche
  • assaggio di specialità culinarie
  • sport più praticati
  1. 2013 – Anno europeo dei cittadini. In quest’area le famiglie erano chiamate a fare un lavoro di squadra per superare delle prove aventi come tema la storia, lo sviluppo e l’attuale situazione della democrazia in presenza di un personaggio, Solone di Atene, padre della democrazia, il quale poteva dar loro consigli o esprimere giudizi riguardo le scelte da loro effettuate. Solo superando tutte le prove avrebbero ricevuto l’attestato del buon cittadino
  2. Teatro di storie, racconti e favole europee, in cui venivano raccontate o recitate (anche con la partecipazione dei visitatori stessi) favole e racconti tipici di un Paese e facendo un confronto con la propria cultura (se i personaggi erano gli stessi o meno, se il racconto era diverso, ecc.) con la possibilità di far continuare a chi volesse il racconto
  3. Viaggio di Alice attraverso l’Europa. Attraverso un viaggio immaginario i visitatori venivano accompagnati dal personaggio Alice e i suoi amici alla scoperta di alcuni Paesi europei e rispondendo agli indovinelli della regina di cuori avrebbero ottenuto una ricompensa
  4. “Prima Klima in Europa?!” (“Ottimo clima in Europa?!”). In quest’area è stato allestito un percorso nel quale i visitatori erano chiamati, in maniera interattiva e divertente, a trovare soluzioni e rispondere a domande sul tema ambientale e climatico (ad es. fonti di energia maggiormente utilizzate in Europa, fonti di energia rinnovabili, o cosa può fare il singolo per la protezione dell’ambiente)
  5. Programma teatrale, il quale prevedeva la presentazione delle diverse culture europee attraverso il teatro, la musica e la danza e dove gli spettatori erano chiamati, a turno, a salire sul palco e partecipare in prima persona.

Come si evince chiaramente da quanto finora riportato, il prodotto presentato è in linea con la strategia propria del FEZ: educare e formare divertendo. In occasione dell’Europafest il tema diventa l’Unione Europea per un motivo ben preciso: la Germania fa parte dell’Unione Europea e in quanto tale tutti i cittadini, bambini compresi, devono essere consapevoli di essere cittadini non della Germania ma dell’Europa perché solo agendo con questa consapevolezza potranno far crescere il proprio Paese e quindi l’Europa.

Per quanto riguarda il Place, il luogo di svolgimento è il Freizeit- und Erholungszentrum le cui finalità e strategie sono state ampiamente descritte nel capitolo precedente. In occasione dell’Europafest l’intera area del FEZ si trasforma in una piccola parte della mappa dell’Unione Europea.

Facendo riferimento al Price, fin dalla sua prima edizione l’Europafest non ha previsto alcun costo di ingresso eccezion fatta per l’ultima edizione per la quale è stato stabilito il pagamento di un ticket pari a 2 euro per il biglietto singolo e 6,50 euro per le famiglie. Tale decisione ha inevitabilmente determinato un numero di presenze minore rispetto agli altri anni.

Infine, l’ultima P del markting mix: Promotion. Sulla base delle esperienze precedenti il piano di promozione ha previsto anche per quest’anno una massiccia campagna pubblicitaria per promuovere il più grande evento a Berlino nel contesto dell’Europawoche.

Il primo mezzo utilizzato è stato indubbiamente il sito internet www.europafest-berlin.de. Ad esso si sono affiancati i tradizionali mezzi e in particolare è stato previsto l’utilizzo di:

  • 20.000 flyer formato A4 ripiegati
  • 20.000 flyer
  • 1.000 manifesti formato A1 affissi in tutta la città
  • 1.000 manifesti formato A3
  • trasmissione dello spot sullo schermo per i passeggeri (“Berliner Fenster”) nei treni della metropolitana di Berlino per 7 giorni, 40 spot al giorno
  • comunicato stampa ai giornalisti.

Anche radio e televisione sono stati utilizzati come mezzi di promozione come ad esempio l’emittente televisiva TV. Berlin o le stazioni radio Hundert,6, Radiosender 88.8 o Radio eins diventata media partner del FEZ. Oltre a promuovere l’evento nelle settimane precedenti le stazioni radio seguivano l’Europafest per tutta la durata, anche se ad intervalli di tempo.

Fin dai primi anni della sua esistenza il FEZ ha sempre potuto contare sull’aiuto e il sostegno di sponsor e di collaborazioni con partner, grazie all’impegno costante nella ricerca di aziende, organizzazioni e associazioni in linea con i suoi stessi obiettivi e pronte ad offrire adeguato sostegno. Questo è stato dovuto essenzialmente a due caratteristiche che distinguono questa struttura dalle altre presenti sul territorio della regione Berlino: da un lato la natura pubblica (fin dai tempi della DDR essa è stato un organismo di pubblica utilità e pertanto ha potuto godere dei fondi pubblici) dall’altro lato l’offerta è talmente variegata ed ampia da avere numerosi settori di interesse per i potenziali partner. Infine, ma non per ultimo, non esiste, nel Land di Berlino, alcun concorrente diretto: il FEZ è l’unica organizzazione che persegue obiettivi di educazione, formazione e svago contemporaneamente. Se è vero che esistono strutture che si occupano di educazione pedagogica, altre che propongono a bambini e ragazzi attività ludico-ricreative, altre che offrono sostegno alle famiglie o che costituiscono un punto di riferimento per i giovani, solo il FEZ racchiude tutti i diversi aspetti in un unicum: svago, relax e divertimento per i giovani ma anche per tutta la famiglia, apprendimento extra-scolastico per bambini e ragazzi, musica, sport, teatro, cinema, laboratori, eventi e manifestazioni. Il tutto in una struttura accessibile a chiunque, dai bambini agli anziani.

Tutto ciò ha permesso al FEZ di creare un’ampia e solida rete di contatti che ha saputo ben mantenere nel corso degli anni. In questa sede si prenderanno in considerazione le collaborazioni, gli sponsor e i partner dell’Europafest.

Innanzitutto è importante sottolineare che tutte le edizioni dell’Europafest sono state realizzate in collaborazione con la rappresentanza della Commissione europea in Germania, alla quale annualmente si affiancano i seguenti partner: l’Ufficio informazioni del Parlamento europeo in Germania, gli Istituti di cultura nazionali dell’Unione Europea (EUNIC), gli uffici turistici degli Stati membri dell’Unione Europea e la Coca Cola. A sostegno di alcune edizioni (in base al tema e alle aree previste) sono intervenuti anche le ambasciate della Polonia, della Bulgaria, della Romania, della Danimarca, dell’Irlanda, dei Paesi Bassi, di Malta e della Spagna a Berlino, l’amministrazione di Treptow-Köpenick, LEGO, Hitschler e altre associazioni, società ed organizzazioni che hanno a che fare con l’Unione Europea (ad es. l’EURES).

Per quanto riguarda l’aspetto economico-finanziario, la rappresentanza della Commissione europea in Germania sostiene ogni anno economicamente le edizioni dell’Europafest. Prendendo in esame gli ultimi quattro anni è possibile affermare che l’importo è andato via via diminuendo. Nel 2009 il fondo erogato era pari a circa 27.900, somma ben più alta rispetto ai 20.000 dell’ultima edizione. Negli anni 2010, 2011 e 2012 si è avuta una progressiva diminuzione di tale aiuto passando dai circa 25.000 euro del 2010 ai 22.000 del 2011 e solo 19.000 del 2012. Stesso discorso vale per le somme erogate da sponsor o derivate da terzi (ad esempio locali dati in locazione): si è passati dai 13.000 euro del 2010 ai 5.000 euro del 2012 per arrivare ai 3.500 euro della nona edizione. Tuttavia il FEZ ha saputo ben fronteggiare le spese per la realizzazione dell’evento gestendo al meglio i fondi erogati dalla rappresentanza della Commissione europea, le somme ottenute dagli sponsor e da terzi e le proprie risorse.

 

 

 

 

1Cherubini S., Bonetti E., Iasevoli G., Resciniti R., op. cit.

2Getz D., Event studies. Theory, research and policy for planned events, Butterworth-Heinemann, Elsevier 2007

3Ferrari S., Resciniti R., La gestione degli eventi turistico-culturali nella prospettiva esperienziale, in Annali della Facoltà di economia di Benevento, 12, 2007

4Pine II B.J., Gilmore J.H., The experience economy, Harvard Business School Press, Boston, Mass 1999

5Schmitt B.H., Experiential marketing, Free Press, New York 1999

6Pine II B.J., Gilmore J.H., op. cit.

7Ferrari S., op. cit.

8Archibald R.D., Project management. La gestione di progetti e programmi complessi, Franco Angeli, Milano 2003

9LaSalle D., Britton T.A., Priceless: turning ordinary products into extraordinary experiences, Harvard Business School Press, Boston 2003

10Resciniti R., Il marketing orientato all’esperienza. L’intrattenimento nella relazione con il consumatore, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli 2004

L’Europafest (4, 5)

di Carmen Stellato

4. Nel corso degli anni il FEZ non ha modificato i suoi obiettivi e la sua natura. In quanto istituzione che tiene e conto e rispetta quanto enunciato nel Kinder- und Jugendhilfegesetz, il FEZ elabora proposte ed attività che incoraggiano e contribuiscono allo sviluppo individuale dei giovani insieme alle loro famiglie e all’abbattimento delle barriere innalzate dai pregiudizi e dalle discriminazioni.

 

Dal punto di vista giuridico il FEZ si configura come una società di pubblica utilità con responsabilità limitate, il cui unico socio è la regione (più propriamente Land) Berlino.

85 dipendenti (in realtà il termine utilizzato è “collaboratori”), un numero variabile di tirocinanti, stagisti e apprendisti, collaboratori esterni, pedagoghi, giardinieri, istruttori di nuoto, insegnanti di teatro, organizzatori di eventi e tante altre figure professionali contribuiscono alla gestione, all’organizzazione e al buon funzionamento del Kinder- und Jugendfreizeitzentrum Wuhlheide – Landesmusikakademie – gBmbH1.

Il FEZ si autodefinisce come un’istituzione radicata nella regione Berlin-Brandeburg che opera quale centro sovraregionale (nel senso che si rivolge non solo a coloro che risiedono all’interno del Land Berlin-Brandeburg, bensì a chiunque), luogo per il tempo libero, di formazione, di incontro e di eventi, che sviluppa relazioni internazionali grazie alla sua apertura a tutti gruppi sociali ed etnici. La gestione è organizzata in tre settori differenti: il centro per bambini e ragazzi, l’accademia musicale e le piscine (sia la piscina coperta che la scoperta)2.

Gli obiettivi prefissati sono conseguiti adottando metodi partecipativi e democratici che aiutano a formare la personalità dei giovani secondo principi di comprensione, tolleranza e rispetto. Sempre nell’interesse dei ragazzi ci si pone l’obiettivo di sviluppare in loro capacità critiche, il senso del dovere e della responsabilità sociale, essendo così in grado di sviluppare un grado di autonomia e di indipendenza3.

Elemento centrale per la vita culturale di bambini e ragazzi di Berlin-Brandeburg, impulso e stimolo a livello federale, quest’istituzione vuole essere un punto di riferimento per la vita di famiglia, nel tempo libero e nel lavoro, un sostegno ed aiuto nell’educazione e formazione dei ragazzi. A tale scopo aiuta, in qualità di partner, le scuole di Berlino nel compimento dei doveri formativi, in quanto luogo di apprendimento extra-scolastico. Attraverso le numerose collaborazioni allarga e rafforza la rete di contatti in tutti i campi di interesse del Jugendarbeit a Berlino e mette a disposizione dei partner gli spazi e gli aiuti necessari per realizzare le proprie idee4. La struttura persegue i suoi obiettivi attraverso l’utilizzo di risorse economiche provenienti dalla regione e da mezzi propri, grazie ai finanziamenti provenienti dai fondi federali ed europei così come da sponsorizzazioni e donazioni. L’obiettivo è di riuscire a coprire le spese cercando di aumentare le fonti economiche provenienti da terzi. Inoltre, in quanto struttura che offre dei servizi, il FEZ dichiara di mettere le competenze e le risorse di cui dispone a disposizione dei partner e degli organizzatori di eventi al fine di aumentare il grado di autonomia di copertura delle spese5.

Le numerose proposte del FEZ riguardano i seguenti campi:

  • tecnica
  • scienze naturali
  • ecologia
  • alimentazione
  • arti dello spettacolo
  • arti figurative
  • danza
  • musica
  • sport
  • educazione ai media
  • educazione alla politica
  • pedagogia

e si concretizzano in:

  • fine settimana, grandi manifestazioni ed eventi incentrati su un tema prestabilito e di volta in volta differente
  • corsi ed attività durante festività e vacanze
  • progetti con scuole ed asili
  • incontri internazionali
  • laboratori
  • assistenza ai gruppi di giovani auto-organizzati
  • corsi di formazione e di pratica per alunni, studenti e tirocinanti
  • corsi di aggiornamento per i genitori
  • concerti, spettacoli teatrali e film per bambini e ragazzi
  • concerti per studenti
  • mostre soprattutto interattive per bambini e ragazzi
  • workshop, corsi e gruppi di lavoro
  • corsi di aggiornamento e perfezionamento per musicisti, musicisti dilettanti, pedagoghi in campo musicale e maestri
  • incontri e dibattiti
  • convegni, conferenze, laboratori, colloqui, seminari, congressi
  • locazione, a terzi, degli spazi per l’organizzazione di convegni ed eventi
  • noleggio di materiali in caso di necessità da parte di altre organizzazioni che si dedicano a bambini e ragazzi6.

Nel corso degli anni il FEZ ha saputo creare e mantenere salda una fitta rete di relazioni (con scuole, istituzioni, associazioni, società, fondazioni, ambasciate, aziende) che gli ha permesso non solo di acquisire sempre più prestigio e migliorare la sua immagine a livello regionale, federale ed internazionale, ma anche di ottenere grandi entrate monetarie7. Ciò è stato possibile grazie a principi quali tolleranza, sincerità, creatività e fiducia che hanno da sempre caratterizzato e caratterizzano ancora il suo rapporto con partner, sponsor, visitatori ed ospiti8.

Tutti coloro che lavorano all’interno del FEZ, siano essi dipendenti o tirocinanti, sono organizzati in team tra loro collegati ma indipendenti, nel senso che ognuno gode di autonomia propria ma è pronto ad offrire il proprio aiuto in caso di bisogno9. Da quanto riportato finora si evince chiaramente che alla base dell’organizzazione vi è un forte orientamento umanitario: vivere e lavorare in un ambiente pacifico e in armonia con gli altri, scoprendo e sviluppando il potenziale proprio e degli altri secondo principi quali il rispetto reciproco e la tolleranza, preservando l’unicità di ognuno e sviluppando idee volte al miglioramento e al cambiamento futuro10.

5. Abbiamo già chiarito e descritto cos’è l’Europafest,ma è opportuno fare ulteriori precisazioni a proposito di come nasce e della sua evoluzione dalla prima edizione del 2004 ad oggi, al fine di comprendere al meglio l’evento oggi.

L’Unione Europea dedica ogni anno ad un determinato tema con lo scopo di sensibilizzare i cittadini riguardo una questione specifica. Durante l’anno le istituzioni europee e di ciascun Stato membro intraprendono azioni sul piano legislativo, politico e sociale in linea con la tematica prescelta. L’iniziativa nacque nel 1983, battezzato “Anno europeo delle PMI”, e il successo che ne derivò fu tale che si decise di continuare ad usare lo strumento dell’anno europeo negli anni successivi. La scelta del tema può provenire dalla Commissione europea (in base all’importanza dell’argomento o l’interesse che suscita), dal Parlamento europeo o dal Consiglio. Successivamente il Parlamento e il Consiglio congiuntamente adottano la proposta attraverso un’apposita decisione. Una volta approvata, la Commissione europea si assume la responsabilità dell’organizzazione dell’evento. Oltre ad essere un modo per sensibilizzare e avvicinare i cittadini a tematiche di portata europea è anche un’opportunità per l’Europa e gli Stati per capire di cosa ha bisogno la società.

Dal momento che l’Europafest si inserisce all’interno dell’Europawoche, e poiché la stessa Europawoche nasce con l’intento di celebrare l’Unione Europea, l’evento realizzato dal FEZ è incentrato sul tema dell’anno europeo di riferimento.

Nella prima edizione del 2004 (anno europeo dell’educazione attraverso lo sport), il FEZ propose numerose e diverse attività con il motto “Fit für Europa” (ossia “In forma per l’Europa”) e proseguì seguendo la stessa linea d’azione per gli anni successivi. Il successo riscosso già alla prima edizione fu notevole, come riportò anche il quotidiano tedesco “Der Tagesspiegel”: più di 30.000 visitatori durante il fine settimana nonostante il tempo instabile. Il raggiungimento di tale risultato fu sicuramente dovuto ad un ottimo piano di comunicazione e di promozione che prevedeva non solo l’utilizzo di cartelloni pubblicitari e flyer, ma anche pubblicità nelle metropolitane e una collaborazione con i media, in particolare le stazioni radio Hundert,6 e 88,8 seguirono l’evento per l’intera giornata. Il risultato fu comunque talmente alto da indurre gli organizzatori a prendere la decisione di ripetere l’evento negli anni successivi. L’idea di fondo sarebbe rimasta la stessa, ovvero organizzare il tutto tenendo presente il tema dell’anno europeo in corso, proponendo attività interattive e stimolando, così, alla partecipazione e allo stesso tempo educando.

Nel 2008 il tema dell’anno era il dialogo interculturale e a tal fine l’Europafest si proponeva di raggiungere i seguenti obiettivi: mostrare la varietà della cultura europea, informare riguardo le possibilità e le opportunità che offre l’Europa, rafforzare il dialogo interculturale, presentare la vicina Polonia, abbattere i ponti tra Paesi, culture e lingue europee. L’evento avrebbe previsto momenti di attività pratiche, momenti di discussione e di informazione su tutti i Paesi dell’Unione Europea. Inoltre sarebbero stati presentati i due nuovi Paesi membri: Bulgaria e Romania. Se il tema del festival era l’Europa nel suo insieme, la Bulgaria, la Romania e la Polonia costituivano i punti chiave dell’Europafest del 2008. in collaborazione con le ambasciate e gli istituti di cultura dei tre Paesi si prevedeva: presentare le diverse città e regioni, dare informazioni di tipo turistico, far conoscere i prodotti tipici (anche specialità culinarie), organizzare diverse mostre (sui bambini e la famiglia, la cultura, la storia, l’economia, la flora e la fauna, i rapporti con l’Unione Europea), presentare artisti bulgari, rumeni e polacchi (moderni e non: musica, canto, ballo, artigianato) e i giochi per bambini in Romania, Bulgaria e Polonia.

Le numerose attività sarebbero state divise in dieci aree: area informazioni sull’Europa (sia sulle istituzioni che sui Paesi, attraverso materiale cartaceo ma anche mostre e proiezioni di video); area Berlino (in cui sarebbero stati presentati i progetti in ambito europeo della città di Berlino e dintorni); isola politica (con l’allestimento di un Europa-Info-Point dove reperire informazioni sul funzionamento del Parlamento europeo e dei diversi partiti e sulle politiche europee messe in atto dal governo federale); area interattiva sull’Europa (ad es. comporre un puzzle posizionando bandiere, fiumi, mari, attrazioni turistiche, tipici piatti, nomi, auto, ecc.; costruire la carta geografica dell’Europa; creare e colorare le diverse bandiere); percorso sull’Europa (durante il quale poter scoprire la cultura dei diversi paesi); area delle specialità europee (dove poter assaggiare le specialità culinarie di diversi Paesi); percorso storico (dove imparare la storia d’Europa e simboli dell’Unione Europea e dei suoi Paesi); area sportiva (pr conoscere gli sport più praticati in ogni Paese); area circo (dove viene presentata la cultura circense in ogni suo aspetto; tema ambientale. Era previsto anche una sorta di programma teatrale anch’esso articolato in sub-aree: area danza (con gruppi di ballerini provenienti da alcuni dei Paesi dell’Unione Europea che oltre ad esibirsi coinvolgevano gli spettatori con attività interattive) e un’area in cui si raccontavano fiabe, racconti e storie tipiche dei diversi Paesi.

Il 2009 fu l’anno europeo della creatività e dell’innovazione, ma il FEZ decise di porre l’attenzione su un altro tema altrettanto importante in quell’anno: le elezioni al Parlamento europeo. Il motto era “Berlin wählt Europa” (“Berlino vota Europa”) e l’obiettivo era quello di fornire maggiori informazioni alle famiglie e nello stesso tempo educare i bambini e i ragazzi al tema politico, spiegando loro il funzionamento e i compiti del Parlamento europeo e in che modo i cittadini influenzavano le sue decisioni. I candidati insieme ai partiti rappresentati nel Parlamento tedesco e i parlamentari europei erano presenti all’evento illustrando i loro programmi e fornendo informazioni in appositi stand. Accanto a questo aspetto prettamente politico rimasero invariate le aree già previste negli anni precedenti con le numerose attività interattive ed educative.

A fare da sfondo all’Europafest del 2010 fu il motto “Europa in Vielfalt geeint” (“L’Europa unita nella diversità”) con il quale si diede particolare importanza ai temi sociali e alla diversità religiosa, come anche al tema del cambiamento climatico in Europa. La suddivisione dell’offerta in aree rimase pressoché invariata ma furono introdotti altri giochi ed attività, ad esempio la messa in palio di un viaggio a Torino per la famiglia che avrebbe vinto l’Europa-Familien-Quiz. Complessivamente si registrò un afflusso di circa 14.000 visitatori per entrambi i giorni, nonostante le temperature molto basse e la presenza di altri eventi nei quartieri vicini.

Il 2011 fu invece l’anno europeo del volontariato, tema molto caro al FEZ dal momento che si potrebbe dire che esso vive grazie al lavoro dei volontari, dai tirocinanti e gli stagisti ai volontari che ogni anno giungono al FEZ, tanto che il motto proposto per l’edizione di quell’anno fu “Freiwillige: Helden von heute” (“Volontari: eroi di oggi”). Tra gli obiettivi del progetto accanto a quelli tradizionali vi erano: l’impegno nel campo del volontariato in Europa e in particolare a Berlino, la politica ambientale in UE e le energie rinnovabili, la diversità sociale e religiosa in Europa e i progetti di integrazione per gli immigrati in particolare nella città di Berlino. Rispetto all’anno precedente il numero di visitatori crebbe, passando a 16.000, esattamente 8.000 per ciascuna giornata.

“Generation Europa” è il motto che fece da sfondo all’ottava edizione dell’Europafest nell’ambito dell’Europawoche del 2012, anno europeo per un invecchiamento attivo e solidarietà tra le generazioni. Proprio per questo tema fu allestito una sorta di Cafè, chiamato “Cafè ohne (Alters) Grenzen” (“Cafè senza limiti (di età)”) aperto a tutti dove poter praticare diverse attività ricreative insieme o fare giochi sul tema Europa e discutere di importanti temi sociali e politici. Inoltre, accanto al tradizionale Europa-Parcours fu allestito un altro percorso chiamato “Mehr-Generationen-Parcours” dove giovani e adulti avrebbero dovuto partecipare insieme per poter giocare e vincere. Oltre al tema dell’anno il FEZ decise che i sei Paesi fondatori dell’Unione Europea (Belgio, Germania, Francia, Lussemburgo, Italia e Paesi Bassi) si sarebbero presentati con le loro specialità culinarie, la cultura, le attrazioni turistiche, le leggende, la geografia e altri temi di attualità al fine di avvicinare i visitatori alle loro realtà. Ulteriore tema dell’Europafest sarebbe stata la Danimarca, sia perché è uno dei Paesi con cui confina la Germania sia perché la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea era tenuta dalla Danimarca per i primi sei mesi del 2012. Il Paese fu presentato come “Paese dei ciclisti”, furono presentati tantissimi diversi modelli di biciclette e fu allestita un’area Lego dove potersi divertire con le costruzioni Lego. Per questa edizione purtroppo si registrò il più basso numero di visitatori mai avuto nella storia dell’Europafest: solo 2.500 il sabato e 5.500 nella giornata di domenica.

Nel 2013 si è tenuta la nona edizione dell’evento il cui motto è stato “Du bist Europa!” (“Tu sei l’Europa!”) per sottolineare l’importanza dell’essere cittadino dell’Unione Europea e presentare il tema di quest’anno:l’anno europeo dei cittadini. Come per l’anno precedente si è deciso di presentare la cultura e le tradizioni, sempre attraverso attività interattive, di tre Paesi membri dell’Unione Europea: Paesi Bassi, Spagna e Malta. Il Paese che, invece, ha sostituito la Danimarca è stata l’Irlanda (in quanto ha tenuto la presidenza del Consiglio dell’Unione Europea per i primi sei mesi dell’anno in corso) con un’offerta molto variegata di proposte e attrazioni non solo per i bambini ma anche per gli adulti quali mostre fotografiche, giochi tradizionali, musica popolare, figure mitologiche e leggendarie. Il tema dell’anno europeo è stato inserito tra le numerose tradizionali attività con un gioco situazionale in cui bambini e adulti sono chiamati a fare un gioco di squadra con l’obiettivo di risolvere problemi inerenti il buon funzionamento della società; solo riuscendo a trovare una soluzione ad ogni problema essi ricevono un attestato da Solone di Atene, il padre della democrazia, che attesta che essi sono dei buoni cittadini.

1Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Präambel), 2006

2Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere Einrichtung), 2006

3Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere Ziele), 2006

4Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere Bedeutung), 2006

5Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere materielle Basis), 2006

6Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unser Angebot), 2006

7 Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere Partner), 2006

8 Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unser Auftreten), 2006

9 Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Unsere Arbeitsstruktur), 2006

10 Leitbild, Das FEZ-Berlin. Kinder-, Jugend- und Familienzentrum. Landesmusikakademie Berlin (Leitidee), 2006