{"id":3186,"date":"2019-02-14T16:40:48","date_gmt":"2019-02-14T15:40:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3186"},"modified":"2019-02-14T16:42:15","modified_gmt":"2019-02-14T15:42:15","slug":"la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/","title":{"rendered":"La pedagogia e l\u2019universo digitale (2)"},"content":{"rendered":"<p>di Franco Blezza<br \/>\nUniversit\u00e0 G. D\u2019Annunzio Chieti<\/p>\n<figure id=\"attachment_3125\" aria-describedby=\"caption-attachment-3125\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/2019\/02\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-1\/84099-marco_nereo_rotelli_2_\/\" rel=\"attachment wp-att-3125\"><img data-attachment-id=\"3125\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-1\/84099-marco_nereo_rotelli_2_\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_.jpg?fit=520%2C390&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"520,390\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Marco Nereo Rotelli&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_.jpg?fit=520%2C390&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-3125\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_-300x225.jpg?resize=300%2C225\" alt=\"Marco Nereo Rotelli\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/84099-MARCO_NEREO_ROTELLI_2_.jpg?w=520&amp;ssl=1 520w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3125\" class=\"wp-caption-text\">Marco Nereo Rotelli<\/figcaption><\/figure>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">L&#8217;uomo nelle sue creazioni<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Tuttavia, per chi abbia anche una limitata esperienza della materia, \u00e8 invece chiarissimo che dietro a qualunque manifestazione dell&#8217;una e dell&#8217;altra digitalizzazione, anche dietro ai personaggi dei videogames, anche dietro Facebook che tanto tempo fa perdere ai nostri figli e talvolta anche ai nostri coetanei, dietro i gruppi elettronici (E-group) e dietro My Space, anche dietro Second Life e tutte le possibili virtualit\u00e0, ci sono uomini, pienamente tali e che semmai trovano ulteriori opportunit\u00e0 di mettere in atto talune rispettive potenzialit\u00e0 nei confronti di quanto non potrebbero fare senza strumenti digitalizzati.<\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Da un punto di vista che non \u00e8 solo pedagogico-sociale e neppure solo scolastico, il vero problema \u00e8 vedere pienamente l&#8217;uomo dentro quelle che altro non sono se non sue creazioni. Questo pu\u00f2 anche non essere facile, per l&#8217;educazione dell&#8217;uomo e per la sua cultura. Ma questo pu\u00f2 non essere facile, neppure dove viene fatto pi\u00f9 frequentemente: ciascuno di noi ricorda certamente quante lezioni e quanto impegno dispiegavano i nostri validi insegnanti di letteratura italiana per consentirci di cogliere l&#8217;uomo che c&#8217;era e c&#8217;\u00e8 dentro, poniamo, la Divina commedia, ovvero I promessi sposi o l&#8217;Infinito; questo \u00e8 tutt&#8217;altro che facile, tanto da richiedere per Dante o per Manzoni addirittura anni di studio e numerose riprese di notevole entit\u00e0 da un anno all&#8217;altro. A questo proposito il ricordo del vostro conferenziere va con gratitudine e deferenza a quel grande maestro di umanit\u00e0 e di vita, prima che non di letteratura italiana ed anzi contestualmente ad essa, che ha avuto in Giovanni Battista Baroni, anche a distanza ormai di una quarantina d&#8217;anni. Nessuno si sognerebbe di mettere in dubbio tanto per quel che riguarda anche le letterature straniere moderne, o il latino e il greco, o la storia dell&#8217;arte. Non cambia assolutamente nulla, salvo la maggiore importanza e altres\u00ec le pi\u00f9 gravi inadempienze, per quel che riguarda la cultura tecnica e per quel che riguarda la cultura scientifica: come nella fattispecie cogliere l&#8217;uomo dietro l&#8217;informatica digitalizzata pu\u00f2 non essere pi\u00f9 difficile, secondo chi vi parla sarebbe perfino pi\u00f9 facile con un&#8217;educazione scolastica meno squilibrata: ci\u00f2 non toglie che vada fatto e vada fatto con la massima cura, con finalit\u00e0 specialmente umane, educative e culturali anche quando coesistono finalit\u00e0 di ordine pratico operativo ovvero a carattere di procedura di uso quotidiano.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">Circa il ruolo odierno della scuola, in generale\u2026<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Per portare un semplice esempio al riguardo, potremmo ipotizzare che nella scuola ci fosse il fine di far conseguire la patente di guida agli studenti; sul patentino gi\u00e0 si fa qualcosa di apprezzabile. Ovviamente la risposta \u00e8 no, anche se la cosa sarebbe possibile: lo scopo fondamentale \u00e8 che si dovrebbe porre la scuola al riguardo sarebbe sostanzialmente un altro e cio\u00e8 in questo caso (proprio come nel caso alla nostra attenzione qui oggi per il digitale) educare gli studenti a fare di uno strumento potente e fortemente invasivo sulla nostra vita e nella nostra societ\u00e0 un impiego umanamente e socialmente congruo, mettendoli in guardia rispetto ad impieghi che invece contraddicono l&#8217;umanit\u00e0 che si trova anche dentro le progressive fasi che hanno condotto alla invenzione e alla costruzione delle automobili con il motore a combustione interna come sono quelle che impieghiamo ormai da oltre un secolo. E spieghiamoci meglio, perch\u00e9 non \u00e8 un fatto n\u00e9 tanto di educazione stradale e neppure di dimestichezza con alcuni meccanismi per comandare l&#8217;automobile: dobbiamo domandarci e far comprendere agli allievi perch\u00e9 quei meccanismi vi siano, siano disposti in un certo modo, quale evoluzione essi abbiano avuto in questa breve storia dello strumento, e sono tutti motivi umani; impartire delle lezioni sul codice della strada, \u00e8 opportuno che le impartiamo, ma non tanto perch\u00e9 conoscano le regole della circolazione stradale, bens\u00ec prima di tutto perch\u00e9 capiscano il motivo o il complesso di motivi di certe regole, se sono cambiate e come potranno cambiare, quali regole siano critiche (e cos\u00ec via) avendo sempre riguardo per l&#8217;essenza del problema umano e relazionale; ed ancora, che succederebbe se queste regole non ci fossero. Occorre cio\u00e8 praticare dell&#8217;educazione stradale.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Per il digitale vale esattamente l&#8217;analogo, con la differenza che la sua storia \u00e8 di pochi decenni.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Da lungo tempo ormai siamo tutti convinti che il compito fondamentale della scuola non sia fornire informazione, bens\u00ec educare ad una gestione dell&#8217;informazione fin dalle et\u00e0 pi\u00f9 tener. E del resto, se non lo fa la scuola, chi volete che lo faccia, chi lo potrebbe fare al posto della scuola e con una maggiore professionalit\u00e0 della scuola e degli insegnanti? Si tratta di una responsabilit\u00e0 pesante, che n\u00e9 la scuola n\u00e9 gli insegnanti possono scuotere da loro stessi.<\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/b><\/h1>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u2026 e nello specifico<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Questo discorso acquista una forza e una specificit\u00e0 maggiori nei riguardi del digitale con riferimento all&#8217;informatica e alla telematica, proprio perch\u00e9 si tratta di gestione e trasmissione dell&#8217;informazione, come certo gli ascoltatori hanno compreso perfettamente.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Potremmo cominciare con l&#8217;osservare e con lo studiare con attenzione e senza pregiudizi l&#8217;immensa variet\u00e0 di corsi che troviamo continuamente in edicola, spesso in abbinata con noti quotidiani o periodici, con CD-ROM, DVD ed altro materiale elettronico, e spesso prevedendo la possibilit\u00e0 di integrare tanto con taluni collegamenti telematici dedicati. Ne troviamo di lingue moderne, di musica, di teatro, di disegno, di letteratura e sulla Divina Commedia, di varie attivit\u00e0 artistiche e di ancor pi\u00f9 varie attivit\u00e0 artigianali, e via elencando a piacere, non senza dimenticare l&#8217;informatica e la telematica stesse, oggetto di approcci e discorsi generali ovvero di corsi specifici per alcune particolari applicazioni per alcuni particolari pacchetti di programmi, nonch\u00e9 per una buona navigazione in Internet. L\u00e0 dove sarebbero occorsi volumi su volumi, cospicui apparati di dischi analogici, filmati o diapositive, riproduzioni e complicazioni di ogni genere, il tutto enormemente costoso e non per tutte le tasche, ora abbiamo un ammontare limitato e compatto di materiali digitalizzati ad un prezzo accessibile a chiunque.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Indubbiamente si tratta di una evoluzione positiva, non v&#8217;\u00e8 chi non se ne renda conto, in quanto ogni ambito del sapere \u00e8 a piena disposizione di chiunque, e spesso con qualit\u00e0 elevata, anche se occorrerebbe un sano discernimento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Abbiamo messo in guardia da pregiudizi facili quanto infondati: l&#8217;offerta \u00e8 vastissima ed estremamente articolata, comprende anche dei corsi allestiti con grande perizia e dai quali gli allievi possono trarre un profitto enorme, e il relativamente basso costo di questi corsi dovrebbe essere apprezzato come un pregio ulteriore, esattamente come la modalit\u00e0 di diffusione estremamente capillare della promozione che le case editrici e spesso le pubblicazioni che li promuovono possono effettivamente assicurare. Ma la miglior accessibilit\u00e0 sia come sedi e diffusione che come costo rispetto a trattati blasonati di anni recenti \u00e8 uno dei tanti pregi, e nemmeno il principale a ben vedere.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">L&#8217;accesso al sapere e ai saperi attraverso questa variet\u00e0 di strumenti digitalizzati, una volta acquistati ed inseriti nel computer connesso in rete, sta interamente e senza residui nelle mani dello studente o, meglio, di quello che potremmo chiamare pi\u00f9 propriamente l'&#8221;utente&#8221; del corso stesso. \u00c8 proprio lui e lui solo, a quel punto, a decidere senza alcuna riserva come, quando, con quali ritmi studiare, per lo pi\u00f9 anche seguendo un itinerario a scelta tra una variet\u00e0 oppure scegliendo in totale libert\u00e0 i moduli nei quali il corso si articola e l&#8217;ordine nel quale affrontarli, \u00e8 lui stesso a decidere se procedere anche con scelte ramificate, soffermarsi oppure ritornare, quando e quante volte, su determinati argomenti, e attraverso strumenti di autovalutazione se considerarsi adeguatamente preparato allo scopo oppure no e che cosa fare di conseguenza.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Non dimentichiamoci, poi, che quasi tutti questi corsi hanno un finalit\u00e0 pratiche. Questo consente a ciascuno di constatare se \u00e8 in grado di leggere una lingua straniera o di parlarla, di suonare uno strumento musicale di impiegare gli strumenti di un pittore, di fare buon uso di pacchetti informatici ovvero di un programma per la navigazione nel Web (Browser), in che misura, con quale dimestichezza con quali limitazioni, e quindi responsabilmente su quali argomenti tornare.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">Un rovesciamento nel paradigma della didatttica<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Tutto ci\u00f2 integra un vero e proprio ribaltamento di paradigma nella didattica, e ricordiamo bene l&#8217;avvertenza data in apertura di non considerare la didattica come una scienza della scuola, bens\u00ec una scienza dell&#8217;educazione con dominio sociale enormemente pi\u00f9 ampio. Dopo decenni e decenni di enunciazioni di principio autorevoli sulla necessit\u00e0 di decentrare l&#8217;attenzione nella didattica dal docente ai discenti, con fortuna alterna e risultati sempre molto parziali, ora siamo di fronte alla realizzazione integrale di questo principio. Il discente ora \u00e8 assolutamente al centro di tutto il processo didattico e di apprendimento, e tutto il resto, anche il docente in rete o in Chat, \u00e8 a sua completa e incondizionata disposizione. Dopo decenni o secoli che parliamo di insegnamento individualizzato, di insegnamento personalizzato (che non \u00e8 la stessa cosa), di una didattica centrata sul discente, di una educazione centrata sulle educando, e per questo non sono bastate enormi aliquote tra le pi\u00f9 pregiate risorse umane dei docenti e degli educatori nonch\u00e9 degli esperti, ora tutto ci\u00f2 \u00e8 realizzato \u00e8 disponibile a chiunque. Adesso il discorso didattico ed educativo \u00e8 nelle mani del discente, e questo \u00e8 fondamentale.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Qualcuno potrebbe obiettare che tutto questo \u00e8 comodo, non essendovi per il discente-utente altre persone con le quali fare i conti continuamente, come gli insegnanti ed i compagni. Comodo lo \u00e8 per la fruizione e il basso costo, ma per il resto va tenuto presente che la responsabilit\u00e0 \u00e8 tutta, interamente e senza residui nelle mani dello stesso utente. Se riesce, oppure no e in che misura, dipende solo da lui: non pu\u00f2 prendersela con nessuno n\u00e9 scuotere comunque da s\u00e9 e da s\u00e9 solo la responsabilit\u00e0 qualunque fallimento. Cos\u00ec come. si capisce, \u00e8 tutto e solo suo il merito di qualunque successo.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Si ribadisce quindi come alla scuola competa innanzitutto un compito metodologico, cio\u00e8 di insegnare all&#8217;allievo a fare buon uso di questi strumenti e ad ottimizzarne la fruizione, ed inoltre di fornirgli gli strumenti culturali e critici per orientarsi all&#8217;interno di un&#8217;offerta pletorica, strabocchevole, di entit\u00e0 chiaramente superiore alla possibilit\u00e0 anche del migliore degli studenti-utenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Notiamo, inoltre, che questa centralit\u00e0 dell&#8217;allievo lo mette nelle condizioni migliori anche per poter cogliere e comprendere appieno quell&#8217;uomo che c&#8217;\u00e8 dentro l&#8217;oggetto di studio, in quanto e lui uomo da solo ma nella pienezza delle sue prerogative umane che si applica secondo propri principi e proprie decisioni ad un determinato sapere, e ne controlla l&#8217;acquisizione anche mediante le possibili applicazioni.<\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/b><\/h1>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">Tra le caratteristiche peculiari della didattica digitalizzata<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Vi sono altre caratteristiche fondamentali di questa didattica digitalizzata e connessa, intendendo il termine &#8220;didattica&#8221; nel senso lato che ciascuno ormai intuisce, sulle quali \u00e8 necessario che diamo almeno alcuni cenni schematicamente.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Un primo esempio ci \u00e8 offerto dalla cosiddetta &#8220;ipertestualit\u00e0&#8221;. Anzich\u00e9 dover seguire un ordine prefissato, si tratta di una caratteristica che gi\u00e0 abbiamo potuto intravvedere nella didattica digitalizzata che consente una scelta, pi\u00f9 o meno ampia, ma tendenzialmente crescente e in prospettiva totale, dell&#8217;ordine nel quale seguire l&#8217;oggetto di studio da parte dell&#8217;allievo-utente. Va tuttavia precisato che gli ipertesti c&#8217;erano gi\u00e0 prima che la digitalizzazione entrasse nella didattica: il vostro relatore ricorda perfettamente negli anni &#8217;60 taluni volumi al termine di ciascun capitolo dei quali vi era una serie di alternative su come procedere, e ha potuto appurare come queste risorse fossero presenti, anche se in casi assolutamente eccezionali, anche nel decennio precedente, e forse prima ancora. L&#8217;idea di fondo, si capisce, \u00e8 di responsabilizzare l&#8217;allievo nella fruizione dello strumento didattico, fosse anche un tradizionalissimo libro cartaceo, consentendogli di adattare alle sue peculiari esigenze il percorso da seguire e non vincolandolo all&#8217;ordine delle pagine che \u00e8 comunque una scelta astratta e centrata non sull&#8217;allievo ma sull&#8217;autore, il quale pu\u00f2 essere pi\u00f9 o meno sensibile e pi\u00f9 o meno edotto circa le esigenze dei possibili fruitori, i quali peraltro potrebbero avere esigenze diversissime e fin divergenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il problema vero era che non tutti gli utenti erano in grado di usare questi strumenti nel modo migliore. L&#8217;abitudine ad affrontare il volume cartaceo nella sequenza delle pagine finiva spesso per imporsi o quanto meno per condizionare le scelte, ed inoltre i casi nei quali lo studente era indotto a ritornare a pagine precedenti, senza che questo significasse ricominciare daccapo, era vissuto e considerato come una sorta di sconfitta o di inadeguatezza personale, anzich\u00e9 positivamente come un importante adattamento a s\u00e9 stesso della risorsa ipertesto, per quanto assolutamente confondibile con un testo ordinario una volta chiuso.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Nella didattica digitalizzata si capisce come non sussistano simili condizionamenti, ed anzi la tendenza che prende piede immediatamente nel fruitore \u00e8 proprio quella di andare in volta a volta all&#8217;argomento che pi\u00f9 gli interessa e che gli sembra meglio funzionale al proprio personale itinerario di sviluppo e di apprendimento; non dimentichiamoci che la responsabilit\u00e0 di eventuali errori anche in questo \u00e8 tutta e solo sua. Aggiungiamoci un dato importante: che in molti corsi e materiali didattici digitalizzati, specie se \u00e8 organica e forte l&#8217;interazione con la rete e ancor pi\u00f9 se \u00e8 prevista la connessione continua on Line come quando si \u00e8 in possesso di un collegamento ADSL, spesso non vi \u00e8 neppure una indicazione progressiva di argomenti, ma solo una giustapposizione di trattazioni modulari di argomenti ciascuna in s\u00e9 compiuta ed autosufficiente, al fine di consentire qualsiasi possibile scelta di ordine nell&#8217;affrontare i moduli da parte dell&#8217;allievo, come anche nell&#8217;integrarli con altri materiali ovvero nell&#8217;omettere taluni argomenti, di principio senza limite alcuno. Anche solo per questo, le possibilit\u00e0 di personalizzazione sono realmente infinite.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">O quanto mutatus ab illo\u2026<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Si r4ifletta su quanto sia cambiato, dai tempi nei quali affrontare una materia significava partire necessariamente da un determinato oggetto di apprendimento: tipico il rosa rosae del latino elementare, o i monomi dell&#8217;algebra scolastica!<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Un&#8217;altra caratteristica emergente della didattica digitalizzata \u00e8 costituita dalla multimedialit\u00e0, altro neologismo che pu\u00f2 sembrare arduo ma che in realt\u00e0 si comprende facilmente nel suo significato, come avviene spesso per i termini composti originariamente in lingua inglese, anche quando i componenti possono essere latini come nella fattispecie. Qualche studente, alla domanda su che cosa sia questa prerogativa, crede di cavarsela dicendo semplicemente che abbiamo a disposizione molti mezzi, molti media, e raccomanderei di pronunciare la parola come \u00e8 scritta, trattandosi di termine latino, e non indulgere al vezzo di pronunciarlo all&#8217;inglese. Si tenga presente che anche la declinazione al nominativo plurale \u00e8 quella latina e non certo quella anglosassone. Comunque, sbaglia quello studente o chiunque altro creda che multimedialit\u00e0 significhi semplicemente avere a disposizione molti media: manca il concetto essenziale cio\u00e8 la contestualit\u00e0 immediata della disponibilit\u00e0 di tutti questi media e l&#8217;attivabilit\u00e0 diretta secondo scelte dello studente-utente.<br \/>\nGi\u00e0 lo vediamo in tanti materiali in CD-ROM, e lo vediamo continuamente quando siamo connessi con la rete: in genere abbiamo un testo con immagini fisse e piuttosto modeste, come base, ma gi\u00e0 questo presenta una serie di collegamenti o link; con questi o con altri strumenti \u00e8 possibile secondo scelte delle quali \u00e8 responsabile dello studente-utente, materiali sonori, altri materiali iscritti od conici fissi, con l&#8217;interattivit\u00e0 di ingrandire e di coglierne particolari di questi secondi ovvero di confrontare tra loro immagini, ed inoltre se disponibili immagini in movimento con o senza sonoro, un sonoro di commento o anche il sonoro originale.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00c8 chiaro che solo per argomenti che si collocano nell&#8217;ultimo secolo o gi\u00f9 di l\u00ec questa multimedialit\u00e0 pu\u00f2 essere piena, non possiamo certo disporre della voce di Cicerone ovvero del filmato della guerra del Peloponneso; ma anche in quel caso la disponibilit\u00e0 contestuale di cartine, magari animate, di ricostruzioni e delle immagini dei luoghi come essi sono attualmente, nonch\u00e9 di commenti di storici e critici e di altro materiale analogo costituiscono una risorsa di intuibile pregio.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ma pensiamoci approfonditamente. Se per esempio stiamo studiando il Seicento, con riferimento al barocco, certo non avremo immagini in movimento storiche: ma possiamo integrare a quello che il multimediale \u00e8 disponibile in storia le varie espressioni artistiche del barocco, cos\u00ec con correndo ad una pi\u00f9 piena comprensione del tempo storico e dei suoi fenomeni. Dobbiamo poter disporre di letteratura barocca, a lungo sminuita e oggi forse oggetto di un qualche recupero, sia in modo testo che ad esempio recitata. Dobbiamo poter disporre di musica barocca, possibilmente non sempre e solo le Quattro stagioni di Vivaldi, e pur riconoscendo il primato dell&#8217;Italia non dimenticandoci di inserire adeguati contenuti di musica tedesca e in particolare di Bach, di musica inglese ed in particolare di H\u00e4ndel, di musica coeva di altri paesi; e magari filmati di brani di melodrammi, forma artistica appena creata in quel secolo e presto prioliferata, ovviamente nell&#8217;un caso \u00e8 nell&#8217;altro in interpretazioni filologicamente il pi\u00f9 accurate possibili. anche se le attuali; e non deve certo mancare l&#8217;attenzione per il barocco delle arti figurative, non solo anche se primariamente dell&#8217;architettura, la quale anche in Italia ha sue zone di assoluto elevatissimo valore artistico e storico.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Sono la contestualit\u00e0 e l&#8217;integrazione che segnano la differenza sostanziale dal punto di vista didattico, culturale, educativo: la semplice molteplicit\u00e0 dei media non basta ed anzi pu\u00f2 ingannare.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La vera \u00e8 corretta multimedialit\u00e0 \u00e8 incomparabilmente pi\u00f9 interessante, e in questo \u00e8 un&#8217;altro pregio che dobbiamo tenere nel giusto conto.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ancora. Oggi anche uno strumento frivolo come i videogames diventa prezioso per ricostruire in modo comprensibile le dinamiche di certe battaglie oppure di certi altri eventi storici, e sarebbe un errore di superbia e di spocchia non vederne la positivit\u00e0 per l&#8217;apprendimento e la comprensione da parte degli utenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00c8 chiaro che in questo ambito allignano con facilit\u00e0 anche materiali sedicenti multimediali ma che in realt\u00e0 sono solo aggiunte, accozzaglie di materiali di scarso valore ad un testo base: l&#8217;importanza di educare ad un corretto accesso ed approccio a questi materiali, che \u00e8 poi educazione alla scelta, appare ancora pi\u00f9 chiara alla luce di riflessioni come queste. D&#8217;altra parte, una buona multimedialit\u00e0 anche con simulazioni \u00e8 un efficace antidoto anche nei confronti di trattazioni di fatti storici dell&#8217;antichit\u00e0 o del medioevo puramente verbose, libresche nel senso pi\u00f9 spregiativo (riduttivo) del termine, o magari di altisonante retorica con fini non educativi ma di condizionamento, di convincimento con un fondo politico e ideologico, come anche nel nostro Paese \u00e8 avvenuto dopo l&#8217;Unit\u00e0 con programmi di storia improntati alla scelta di episodi e aneddoti che servivano solo a costruire una falsa ed ingannevole continuit\u00e0 tra la cultura italiana e la cultura e la storia dell&#8217;antica Roma, e una immagine di questo guazzabuglio come di una sequenza di eroismi, mettendo in un unico calderone Muzio Scevola, Orazio Coke lite, Clelia, Giulio Cesare, Costantino, Pier Capponi, Francesco Ferrucci, Ettore Fieramosca, le repubbliche marinare, la lega lombarda e il carroccio, Pietro Micca, Balilla e via elencando, chi ha i capelli grigi come il vostro relatore non fatica certo a riconoscerne quelle che sono state forse, speriamo, le ultime propaggini di questo modo di diseducare con una storia falsata su un nucleo realistico ancorch\u00e9 di scarso rilievo. \u00c8 chiaro che noi pensiamo all&#8217;insegnamento della storia oggi con tutt&#8217;altre finalit\u00e0 pedagogiche, a comprendere il passato nelle sue cause e dei suoi effetti onde poter comprendere e razionalizzare pi\u00f9 pienamente il presente e progettare un futuro realistico per il quale valga la pena di impegnare se stessi.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">D&#8217;altra parte, il ricorso a simulazioni, specie dove non vi siano e non vi possano essere immagini originali \u00e8 comune in altri campi, perfino nei quali sarebbe possibile avere immagini originali, e spesso le due tipologie di immagini si integrano reciprocamente. Pensiamo a corsi di chirurgia oppure di fisioterapia o di altre risorse della cultura medica. Oppure pensiamo alla simulazione di terremoti od altri eventi catastrofici in geologia, od anche all&#8217;arricchimento semantico di quelle immagini di difficilissima interpretazione che caratterizzano la fisica degli ultimi 60 e pi\u00f9 anni. Al solito, si tratta di una risorsa, di uno strumento: pu\u00f2 anche essere usato male, ma dobbiamo fare di tutto perch\u00e9 sia usato bene, in quanto l&#8217;uomo ne ha moltissimo da guadagnare. <\/span><\/p>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/b><\/h1>\n<h1 style=\"margin-top: 0.0pt; margin-bottom: 0.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-size: 14.0pt; font-family: 'Calibri';\">A proposito di ludicit\u00e0<\/span><\/b><\/h1>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La centralit\u00e0 dell&#8217;allievo-utente in qualche modo riassume tutte le propriet\u00e0 salienti di una didattica digitalizzata: e non dimentichiamoci che a scuola avviene esattamente il reciproco, e pi\u00f9 si procede negli studi e pi\u00f9 la centralit\u00e0 si sposta, in qualche modo necessariamente, verso il docente allontanandosi dai discenti. All&#8217;universit\u00e0 questo \u00e8 portato alle estreme conseguenze, anche con il massimo di perizia da parte di noi docenti. Il docente ha ben precisi doveri nello stabilire programmi, orari, scadenze, tempi da dedicare ai vari argomenti, bibliografie e quant&#8217;altro: certo pu\u00f2 compiere ogni sforzo per avvicinare queste scelte alle caratteristiche e alle compatibilit\u00e0 degli allievi, e lo si fa; ma rimane necessariamente un complesso di determinazioni la cui responsabilit\u00e0 \u00e8 nel docente e non potrebbe essere altrimenti, a meno di un docente negligente e manchevole dai propri doveri pi\u00f9 elementari.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Le propriet\u00e0 tipiche della didattica digitalizzata sono tante, ma l&#8217;uditorio mi consenta di dedicare ancora almeno alcune parole ad un&#8217;altra di queste, vale a dire la ludicit\u00e0, il carattere fondamentalmente ludico della didattica digitalizzata e connessa. Non \u00e8 certo necessario che ricordi in questa sede che il termine latino ludus ha molti significati, per esempio riguarda il teatro e riguarda aspetti della vita sociale, non solo il gioco e il divertimento puerile, fine a s\u00e9 stesso. Lo diciamo o meglio lo ricordiamo proprio perch\u00e9 non si fraintenda non tanto il significato del termine &#8220;ludicit\u00e0&#8221; con riferimento alla didattica digitalizzata, ma le valenze positive dal punto di vista culturale ed educativo di una attivit\u00e0 che \u00e8 intrinsecamente ludica, nel senso detto ma anche nel senso stretto di divertimento giocoso, come lo \u00e8 sempre l&#8217;attivit\u00e0 al computer, meglio se connesso. Eppure, si deve denunciare come ancora oggi troppo spesso tocchi a chi vi parla e a chiunque si occupi della materia si appuntino critiche salaci e pesanti, nonch\u00e9 distruttive, a tutti quanti lavorino per una didattica che si centri sul computer sbeffeggiandola e svillaneggiandola come se si trattasse in sostanza di nient&#8217;altro che di un videogame in un po&#8217; trasfigurato, o appena appena mascherato. Non \u00e8 difficile immaginare che anche presso persone di elevata cultura possano esistere sacche di ignoranza anche cos\u00ec vistose relativamente a tematiche degli ultimi decenni e alle quali esse non abbiano ritenuto di applicarsi, o lo abbiano assolutamente rifiutato. Si crede proprio, insomma, che di un vero e proprio gioco si tratti, fine a s\u00e9 stesso e al sollazzo: gli studi seri sarebbero solamente quelli che si fanno ascoltando il docente nella lezione frontale e poi con i libri cartacei, ovviamente da studiarsi nell&#8217;ordine numerico delle pagine. Senza nulla togliere alla seriet\u00e0 e anche alla non sostituibilit\u00e0 totale di questi secondi, eredi di una tradizione millenaria, si deve ribadire che le cose non stanno questo modo negativo per quanto riguarda le risorse informatiche e telematiche digitalizzate, al contrario esse dimostrano sempre pi\u00f9 ampiamente in campi sempre pi\u00f9 diversificati di essere preziose e di costituire un grande aiuto per l&#8217;evoluzione della cultura e del suo insegnamento, e per renderne partecipi strati sempre pi\u00f9 ampi della popolazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Sia ben chiaro: non ci si deve fermare all&#8217;idea che con i primi calcolatori tascabili si sono liberati gli studenti da certi procedimenti noiosi e di scarso valore educativo come l&#8217;estrazione a mano della radice quadrata oppure l&#8217;impiego dei logaritmi (in base 10) e relative tabelle, ovvero ancora il trattamento delle funzioni trigonometriche sempre mediante tabelle. Ci siamo liberati di quei gravami e abbiamo risultati pi\u00f9 precisi in un tempo enormemente pi\u00f9 breve, ma questo libera risorse perch\u00e9 si imparino meglio ad esempio la teoria dei logaritmi, la teoria delle funzioni trigonometriche, e le loro ricchissime applicazioni che non sono certo solamente interne alla matematica ma anzi schiudono orizzonti enormi nella fisica come nell&#8217;economia. nella musica come nell&#8217;elettronica e via elencando.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ma se il discorso fosse limitato al campo scientifico o a quello tecnico tradiremo l&#8217;essenziale: oggi l&#8217;impiego di strumenti di scrittura e di consultazione digitalizzate sta dimostrando da tempo la sua elevatissima proficuit\u00e0 anche nello studio delle lingue classiche, come il latino, il greco ed anche ad esempio l&#8217;ebraico, ma altres\u00ec in studi di antichistica che possono raggiungere una efficienza e una valenza probatoria enormemente superiori che non per il passato. Ricordiamo sempre che \u00e8 l&#8217;uomo a servirsi di questi strumenti, e non ne \u00e8 mai sostituito, e il fatto che questo ricorso abbia caratteri ludici \u00e8 un pregio, un vantaggio, una marcia in pi\u00f9.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La letteratura italiana, le letterature straniere, la storia dell&#8217;arte, la storia della musica costituiscono altri esempi di campi nei quali l&#8217;applicazione di una didattica digitalizzata \u00e8 connessa con le propriet\u00e0 che abbiamo visto e con le altre sulle quali potrebbe intrattenerci hanno gi\u00e0 dimostrato risultati enormemente pi\u00f9 validi ed apprezzabili che non tecniche tradizionali. Purtroppo il pregiudizio secondo il quale un farmaco per far bene deve essere cattivo \u00e8 tardo a morire, come tutta quella che la saggezza contadina chiama &#8220;l&#8217;erba cattiva&#8221;.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\"><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/2019\/02\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/gf-blezza-la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/\" rel=\"attachment wp-att-3194\">GF Blezza La pedagogia e l\u2019universo digitale (2)<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3186\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3186\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3186\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3186\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Franco Blezza Universit\u00e0 G. D\u2019Annunzio Chieti L&#8217;uomo nelle sue creazioni Tuttavia, per chi abbia anche una limitata esperienza della materia, \u00e8 invece chiarissimo che dietro a qualunque manifestazione dell&#8217;una e dell&#8217;altra digitalizzazione, anche dietro ai personaggi dei videogames, anche dietro Facebook che tanto tempo fa perdere ai nostri figli e talvolta anche ai nostri [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3186\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3186\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3186\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3186\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-e-luniverso-digitale-2\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[17],"tags":[41],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-Po","jetpack-related-posts":[{"id":2746,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/ripensare-du-beauvoir-pedagogia-professionale-e-problemi-di-genere\/","url_meta":{"origin":3186,"position":0},"title":"Ripensare Du Beauvoir? 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