{"id":3297,"date":"2019-03-16T18:50:33","date_gmt":"2019-03-16T17:50:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3297"},"modified":"2019-03-16T18:52:06","modified_gmt":"2019-03-16T17:52:06","slug":"unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/","title":{"rendered":"Un\u2019immagine, mille storie. Il premio Oscar Green Book"},"content":{"rendered":"<p>di Vincenzo Curion<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/2019\/03\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/green-book-locandina\/\" rel=\"attachment wp-att-3298\"><img data-attachment-id=\"3298\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/green-book-locandina\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina.jpg?fit=347%2C550&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"347,550\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Green Book locandina\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina.jpg?fit=189%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina.jpg?fit=347%2C550&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3298\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina-189x300.jpg?resize=189%2C300\" alt=\"\" width=\"189\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina.jpg?resize=189%2C300&amp;ssl=1 189w, https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Green-Book-locandina.jpg?w=347&amp;ssl=1 347w\" sizes=\"(max-width: 189px) 100vw, 189px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ispirato ad una storia vera, Green Book ha vinto quest\u2019anno il Premio Oscar come miglior film e per la Migliore sceneggiatura originale. Nella 91 esima edizione degli Academy Awards, il pi\u00f9 prestigioso titolo cinematografico, la statuetta per la migliore pellicola \u00e8 andata al film, diretto da Peter John Farrelly e ambientato nel 1962 che tratta la storia dell\u2019incontro tra l\u2019italo americano Tony \u201cLip\u201d Vallelonga e l\u2019afro americano Don \u201cThe Doctor\u201d Shirley.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il primo, impersonato da Viggo Mortensen, \u00e8 il buttafuori, poco istruito e dai modi spicci, del Copacabana, \u201cuno dei migliori club di New York\u201d. Il secondo, impersonato da Mahershala Ali, che per questo ruolo ha avuto il Premio Oscar come miglior attore non protagonista, \u00e8 il celebre Donald Walbridge Shirley, compositore e pianista statunitense di colore, tra i pianisti jazz pi\u00f9 famosi al mondo, nell\u2019America ancora divisa tra bianchi e neri.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il club Copacabana, conosciuto anche con il nome \u201cThe Copa\u201d, apr\u00ec il 10 novembre del 1940 al numero 10 east della sessantesima Strada di New York City. Sebbene il proprietario ufficiale del locale fosse Monte Proser, egli aveva un socio molto potente: il boss mafioso Frank Costello. Costello deleg\u00f2 l&#8217;incarico di amministratore a Jules Podell, il quale in pochi anni riusc\u00ec ad allontanare Proser, ottenendo l&#8217;esclusiva sul Copacabana, che manterr\u00e0 fino al decesso nel 1973. In linea con le leggi razziali degli anni trenta e quaranta, il locale seguiva una politica razzista e, nel 1944 Harry Belafonte, che allora militava nella marina statunitense, fu cacciato e interdetto dal club a causa del colore della pelle. In seguito Podell fu persuaso a cambiare politica, e Belafonte pot\u00e9 tornare negli anni cinquanta ad esibirsi come artista principale del club.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Luogo di esibizione di tantissime celebrit\u00e0, -nelle sequenze iniziali del film canta per il folto pubblico Bobby Rydell- e tra le altre, Frank Sinatra, Dean Martin, Bobby Darin, Jackie Gleason, Peggy Lee, Lena Horne, Ella Fitzgerald, Tony Bennett, fu il trampolino di lancio per la coppia comica Dean Martin e Jerry Lewis, che frequentarono il palco del club assiduamente fino al 25 luglio del 1956, quando fecero l&#8217;ultimo spettacolo al The Copa. La storia del locale si intreccia pi\u00f9 volte e anche tristemente con la storia tumultuosa dell\u2019integrazione razziale. La sera del 16 marzo del 1957, il Copacabana fu lo scenario del triste incidente che coinvolse dei giocatori dei New York Yankees. Quella sera Mickey Mantle, Whitey Ford, Hank Bauer, Yogi Berra, Johnny Kucks e Billy Martin insieme alle mogli andarono al nightclub per festeggiare il compleanno di Billy Martin. Sul palco si stava esibendo Sammy Davis, Jr., quando avvenne che un gruppo di clienti, evidentemente ubriachi, cominciarono ad insultare con offese di stampo razzista il cantante. Questo comportamento irrit\u00f2 i giocatori, soprattutto Billy Martin, compagno di stanza di Elston Howard, il primo giocatore afroamericano a giocare negli Yankees. La tensione crebbe fino allo scontro, finendo il giorno dopo su tutte le prime pagine dei giornali. Vari giocatori vennero sanzionati, e Bauer venne denunciato da un cliente per aggressione aggravata, risultando poi innocente.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><s><\/s><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Nel film, quando il locale dove lavora il \u201cworking class hero\u201d Tony Vallelonga viene chiuso temporaneamente, il personale tutto \u00e8 costretto a una \u201cvacanza forzata senza soldi\u201d. Malgrado le proposte di \u201cpiccioli facili\u201d, allusive a lavori non proprio puliti che gli arrivano dagli italoamericani che bazzicano la New York dell\u2019epoca, Tony, detto Tony Lip per la sua capacit\u00e0 oratoria, sceglie di starne fuori e di cercarsi a tutti i costi un lavoro onesto per mantenere la sua famiglia. Dopo alcune vicissitudini tragicomiche e giornate sbarcate a forza di espedienti,- la gara di hot dog vinta ne \u00e8 un esempio-, gli viene proposto di diventare autista e tutto fare in un tour nel sud degli Stati Uniti, di Don \u201cDoc\u201d Shirley. Tony, del tutto ignaro di chi si tratti, anche se nella realt\u00e0 l\u2019anno prima nel 1961, Don Shirley ha pubblicato il singolo &#8220;Water Boy&#8221;, che raggiunse il numero 40 della Billboard Hot 100 e rimase in classifica per 14 settimane, accetta chiedendo, oltre ad un salario di 125 dollari, di poter tornare a casa per Natale, per onorare la promessa fatta alla moglie Dolores Vallelonga, la quale, secondo quanto narrato nel film, venne contattata da Shirley, per sapere se fosse d\u2019accordo a lasciar partire il marito.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La casa discografica di Don impone a Tony il rispetto completo delle scadenze dei concerti. Consapevoli del forte razzismo contro i neri di cui l\u2019America \u00e8 impregnata, gli consegna una copia del Green Book, dove sono indicati alberghi e ristoranti nei quali gli afroamericani vengono accolti. Sar\u00e0 proprio il Green Book a guidare l\u2019itinerario dei due.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Questa pubblicazione, nota nella comunit\u00e0 afroamericana dell\u2019epoca, deve il nome al suo ideatore ed editore, l\u2019ex impiegato delle poste newyorchese di Harlem, Victor Hugo Green. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Stampata e diffusa nel 1936, per la prima volta, come \u201cThe Negro Motorist Green Book\u201d \u2013 poi divenuta \u201cThe Negro Travelers\u2019 Green Book\u201d, era una guida annuale per viaggiatori afroamericani pi\u00f9 conosciuta come Green Book. Si trattava di una vera e propria mappa di motel, ristoranti e pompe di benzina in cui anche gli afroamericani erano accetti. Nell\u2019America ancora fortemente impregnata di razzismo contro i neri, le leggi Jim Crow, furono abrogate solo dal Civil Rights Act del 1964 e dal Voting Rights Act del 1965, l\u2019integrazione e la dimostrazione di essersi emancipati, seppur relativamente dalla propria condizione, passava anche attraverso il possesso di un\u2019automobile. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Anche se difficilmente, a causa della discriminazione razziale e della povert\u00e0, i neri potevano possedere un&#8217;auto, gli esponenti dell&#8217;emergente classe media afro-americana comprarono le automobili non appena fu possibile, ma dovettero affrontare molti inconvenienti lungo i loro viaggi, sconosciuti alla maggior parte dei bianchi. Dal rifiuto di essere serviti nei ristoranti o di fornire loro un alloggio, fino a violenza fisica o all&#8217;arresto arbitrario, tutto era ammissibile e alla discrezione dei camerieri, dei proprietari dei ristoranti e dei negozi, delle forze di polizia lungo il percorso. Gli episodi di violenza erano estremamente brutali e frequenti. In risposta a queste problematiche. Green ide\u00f2 e pubblic\u00f2 il Green Book &#8220;per dare al viaggiatore nero informazioni che gli impediscano di incorrere in difficolt\u00e0, imbarazzi e rendere il suo viaggio pi\u00f9 piacevole&#8221;. Non si trattava tuttavia di una novit\u00e0. Altri avevano prima di lui avevano sperimentato in questo senso e, pubblicazioni analoghe erano note e diffuse anche nella comunit\u00e0 degli ebrei americani praticanti. Se nella prima edizione l\u2019area coperta era quella di New York, i numeri successivi del Green Book arrivarono a coprire la maggior parte degli Stati Uniti e parti del Canada, del Messico e delle Bermuda. Lo stesso Green fond\u00f2 inoltre un&#8217;agenzia di viaggi.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Malgrado i disagi imposti dalle Jim Crow Laws, leggi locali e dei singoli stati degli Stati Uniti d&#8217;America emanate tra il 1876 e il 1965 che di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di &#8220;separati ma uguali&#8221; per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi, o forse proprio per evitare la segregazione sui mezzi pubblici, dove erano costretti in condizioni disagiate, molti afroamericani iniziarono a guidare, continuando quel lento processo di emancipazione che era iniziato decenni prima. Ma la strada era ancora lunga. Mentre uomini di spettacolo, musicisti e letterati afroamericani dopo il 1890 erano riusciti a farsi in qualche modo accettare nel mondo della cultura e dell&#8217;arte, per tutti gli altri vi furono continui ostacoli, malgrado i neri americani impiegati come atleti, intrattenitori e venditori viaggiassero spesso anche per motivi di lavoro. Fino al 1900 ad esempio, l&#8217;opposizione dei bianchi tenne pugili, giocatori di baseball, corridori e giocatori di pallacanestro afroamericani a distanza, limitando il loro campo di azione in tutte le maniere, anche se il loro valore e le loro capacit\u00e0 in tutte le discipline sportive non potevano essere negati. Il cambiamento delle convenzioni sociali e l&#8217;esempio di figure come Jackie Robinson, che per primo riusc\u00ec ad entrare in una squadra professionistica di baseball interamente composta da bianchi nel 1947 (anche se inizi\u00f2 a giocare dapprima in Canada) aiutarono ad abbattere le barriere. A partire dagli anni cinquanta e sessanta la presenza degli afroamericani in tutti gli sport principali inizi\u00f2 a crescere rapidamente ed oggi essi rappresentano la maggioranza degli atleti di primo piano negli Stati Uniti. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Green scrisse una guida ai servizi e ai luoghi relativamente amici degli afro-americani. Oltre a informazioni essenziali su alloggi, stazioni di servizio e garage, la guida forniva dettagli sulle strutture per il tempo libero aperte agli afroamericani, tra cui saloni di bellezza, ristoranti, discoteche e country club. Gli elenchi erano divisi in quattro categorie principali: hotel, motel, case turistiche (residenze private, di solito di propriet\u00e0 di afro-americani, che fornivano alloggio ai viaggiatori) e ristoranti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il Green Book divenne di fatto &#8220;la Bibbia del viaggio nero&#8221; durante le leggi Jim Crow e permise ai viaggiatori neri di trovare alloggi, attivit\u00e0 commerciali e stazioni di servizio che li avrebbero serviti lungo la strada. Era poco conosciuto al di fuori della comunit\u00e0 afro-americana e, poco dopo che fu promulgato il Civil Rights Act del 1964, che bandiva le discriminazioni razziali per colpa delle quali era nato il Green Book, la sua pubblicazione cess\u00f2.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Le leggi Jim Crow furono delle leggi locali e dei singoli stati degli Stati Uniti d&#8217;America emanate tra il 1876 e il 1965. Esse inasprirono le differenze che erano gi\u00e0 esistenti grazie ai Codici neri del periodo 1800-66 che a loro volta gi\u00e0 avevano ridotto i diritti e le libert\u00e0 civili degli afroamericani. Di fatto servirono a creare e mantenere la segregazione razziale in tutti i servizi pubblici, istituendo uno status definito di &#8220;separati ma uguali&#8221; per i neri americani e per i membri di altri gruppi razziali diversi dai bianchi. L&#8217;origine della frase &#8220;Jim Crow&#8221; \u00e8 stata spesso fatta risalire a Jump Jim Crow, una canzone-balletto caricatura degli afroamericani comparsa per la prima volta nel 1832. Le vere origini potrebbero per\u00f2 essere anteriori. La frase si trasform\u00f2 in un aggettivo verso il 1838 e la locuzione Legge Jim Crow comparve per la prima volta sul Dizionario di Inglese Americano nel 1904. Tuttavia ben prima di entrare ufficialmente nel dizionario, per lo meno dal decennio del 1890, Legge Jim Crow era un modo di dire di uso comune.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Fu durante il periodo della Ricostruzione, tra il 1865 e il 1877, nel sud uscito sconfitto dalla guerra, che la legge federale protesse i diritti civili dei <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">freedmen<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, gli schiavi di origine africana liberati. Nel decennio del 1870 i democratici ripresero gradualmente il potere negli stati del sud, spesso grazie ad elezioni durante le quali gruppi paramilitari intimidivano gli avversari, attaccavano i neri o impedivano loro di votare. Per vari anni in Louisiana le elezioni per il governatore furono sospese o contestate per l&#8217;estrema violenza che si scatenava durante la campagna elettorale. Nel 1877 un accordo nazionale fatto per ottenere l&#8217;appoggio del sud nelle elezioni presidenziali si tradusse nel ritiro delle truppe federali dagli stati del sud. Dapprincipio questo episodio non parve modificare l\u2019assetto sociale di quei territori, tant\u2019\u00e8 che alcuni neri continuarono ad essere eletti in cariche locali fino al decennio del 1880. Poi i democratici approvarono leggi che rendevano pi\u00f9 difficili la registrazione nelle liste elettorali e la partecipazione alle elezioni, con il risultato che la partecipazione della maggioranza dei neri e di molti bianchi poveri inizi\u00f2 a calare. I governi bianchi e democratici guidati dai Redeemers che vennero dopo il ritiro dell&#8217;esercito iniziarono a emanare le leggi Jim Crow che separarono gli afroamericani dalla popolazione bianca degli Stati. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">A partire dal Mississippi nel 1890, fino al 1910 gli ex Stati Confederati approvarono nuove costituzioni o emendamenti che di fatto privarono nuovamente del diritto di voto la maggioranza dei neri e decine di migliaia di bianchi poveri grazie ad una combinazione di tasse da pagare per votare, test di alfabetizzazione e di comprensione di testi scritti, e requisiti di residenza e registrazione all&#8217;anagrafe. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La Clausola del \u201cnonno\u201d &#8211; la tutela di un diritto acquisito riconosciuta a un specifico individuo o ai suoi discendenti per un periodo di tempo determinato, che stabiliva che se il nonno di un aspirante elettore aveva votato nel 1860, non era necessario soddisfare i soliti requisiti di voto, oppure, in alternativa, un decreto che diceva che solo i cittadini bianchi potevano partecipare alle primarie, il che eliminava a tutti gli effetti gli afroamericani dalla vita politica nel Sud monopartitico &#8211; permise temporaneamente ad alcuni analfabeti bianchi di continuare a votare, ma complessivamente a seguito di tali leggi il numero dei votanti in tutto il sud si ridusse drasticamente.<\/span> <span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Privati della possibilit\u00e0 di votare, i neri e i poveri non potevano nemmeno fare parte delle giurie nei tribunali locali. Non potevano influenzare la formazione delle assemblee statali e prevedibilmente, i loro interessi finirono con l&#8217;essere del tutto trascurati. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Malgrado il Civil Rights Act del 1875, proposto da Charles Sumner e Benjamin Butler, garantisse che ciascuno, indipendentemente dalla razza, dal colore della pelle o dalla precedente condizione di schiavit\u00f9 avesse diritto allo stesso trattamento nei luoghi pubblici, come alberghi, trasporti pubblici, teatri e altri luoghi di svago, la convivenza pacifica era molto incerta e v\u2019erano pesanti discriminazioni. Ad esempio le legislature del periodo della Ricostruzione avevano fondato molte scuole pubbliche, ma quelle per neri erano abbondantemente sotto finanziate, anche tenendo conto delle dissestate casse del sud la cui economia era prevalentemente agricola e legata al prezzo del cotone, che cal\u00f2 per favorirne l\u2019acquisto. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Una successiva sentenza del 1883 della Corte Suprema stabil\u00ec che il Civil Rights Act era incostituzionale sotto vari aspetti. La Corte Suprema degli Stati Uniti afferm\u00f2 nelle celebri Cinque sentenze sui diritti civili del 1883, che il Quattordicesimo emendamento non concedeva al governo federale il potere di dichiarare illegali le discriminazioni in ambito privato e ribadiva nella Plessy v. Ferguson del 1896, che le leggi Jim Crow erano costituzionali, fin tanto che concedevano l&#8217;esistenza di strutture per &#8220;separati ma uguali&#8221;.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Negli anni successivi la Corte rese il requisito del &#8220;separati ma uguali&#8221; una formula vuota, appoggiando di fatto leggi discriminatorie a dispetto dell&#8217;evidenza che indicava che in pratica servivano a mettere in atto profonde ingiustizie. Dal momento che i democratici del sud all&#8217;interno del Congresso formavano un blocco solido, disponendo di un potere molto superiore alla percentuale di popolazione che effettivamente rappresentavano, il Congresso non approv\u00f2 altre leggi sui diritti civili fino al 1957.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">In alcuni casi i Progressisti tentarono di ridurre le frodi elettorali perpetrate contro i neri e i poveri analfabeti, ma la separazione degli afroamericani dal resto della popolazione fu legalizzata e formalizzata durante l&#8217;epoca del Progressismo (tra il 1890 e il 1920), e anche in quei contesti socio-economici in cui tale separazione non era espressamente sancita essa divent\u00f2 in breve tempo una consuetudine. Nel 1890 lo stato della Louisiana ad esempio approv\u00f2 una legge che ordinava alle ferrovie di allestire posti e sale d&#8217;aspetto separati per i passeggeri. La legge distingueva tra &#8220;bianchi&#8221;, &#8220;neri&#8221; e &#8220;colorati&#8221; (vale a dire persone di origine razziale mista). Era gi\u00e0 stato stabilito per legge che i neri non potessero viaggiare con i bianchi, ma prima di quella data perlomeno le persone di razza mista lo potevano fare. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">A New Orleans un gruppo di persone di tutte le razze, preoccupate per la decisione, fond\u00f2 un&#8217;associazione con l&#8217;intento di far abolire tale legge. Convinsero Homer Plessy, un uomo di bell&#8217;aspetto e con solo un ottavo di sangue afroamericano nelle vene, a testarne gli effetti. Nel 1892 Plessy acquist\u00f2 un biglietto di prima classe da New Orleans sulla East Louisiana Railway. Una volta a bordo del treno spieg\u00f2 al controllore la sua composizione razziale e occup\u00f2 un posto in una carrozza riservata ai soli bianchi. Gli venne ordinato di lasciare la carrozza e andare invece a sedersi in una per &#8220;colorati&#8221;. Plessy rifiut\u00f2 e venne immediatamente arrestato. Il Consiglio cittadino di New Orleans sostenne il caso in tutte le sedi, arrivando fino alla Corte Suprema. Nel 1896 persero la causa, nota come Plessy contro Ferguson, in quanto la Corte nella sentenza stabil\u00ec che le strutture create per il principio di separati ma uguali erano costituzionali. Il verdetto contribu\u00ec a far durare per altri 58 anni la discriminazione razziale legale contro neri e persone di razza mista negli Stati Uniti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ma la Louisiana non fu un caso isolato. Esempi di leggi Jim Crow furono la segregazione razziale organizzata dagli stati nelle scuole \u2013vennero dichiarate incostituzionali dalla Corte Suprema nel 1954 con la sentenza Brown v. Board of Education -, nei luoghi pubblici e sui mezzi di trasporto e la differenziazione dei bagni e dei ristoranti tra quelli per bianchi e quelli per neri presenti in quasi tutti gli stati. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><s><\/s><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Con il presidente Woodrow Wilson, Premio Nobel per la pace nel 1919, un democratico nato nel sud e primo presidente del sud nel periodo successivo alla guerra di Secessione, la segregazione razziale venne introdotta perfino negli uffici federali, nonostante le molte proteste.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Anche all&#8217;interno dell&#8217;esercito venne applicata la segregazione razziale e, anche se tali leggi non arrivarono a vietare espressamente agli afroamericani di partecipare alle attivit\u00e0 sportive, ai momenti di svago o alle funzioni religiose, avevano creato una cultura della separazione cos\u00ec radicata nella societ\u00e0 meridionale che, di fatto v\u2019era ugualmente e tacitamente differenziazione. Tale differenziazione dur\u00f2 fino a che le leggi Jim Crow furono abrogate dal Civil Rights Act del 1964 e dal Voting Rights Act del 1965.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Oltre alle leggi Jim Crow, con le quali erano gli stati a creare la segregazione razziale, anche aziende, partiti politici, sindacati e altre associazioni private avevano creato dei propri regolamenti Jim Crow impedendo ai neri di acquistare case in determinati quartieri, di lavorare o fare acquisti in certi negozi o di svolgere determinate occupazioni. Nel XX secolo la Corte Suprema inizi\u00f2 ad abolire le leggi Jim Crow contrastandole sul piano costituzionale. Nella sentenza Buchanan v. Warley del 1917 la Corte stabil\u00ec che una legge del Kentucky non poteva imporre la segregazione su base residenziale, costringendo le persone a vivere in zone separate. Nel 1946 con la sentenza Irene Morgan v. Virginia dichiar\u00f2 incostituzionale la segregazione sui mezzi di trasporto che collegavano stati diversi, in osservanza della cosiddetta Clausola sul Commercio presente nella Costituzione stessa. Inoltre, con la sentenza Shelley v. Kraemer del 1948 la Corte mise fuori legge alcune di queste forme di discriminazione in cui afferm\u00f2 che le &#8220;clausole restrittive&#8221; che impedivano la cessione di case a neri o ebrei o asiatici erano incostituzionali, non v\u2019era da parte della stessa corte la volont\u00e0 di attaccare altre forme di discriminazione privata. Si riteneva infatti che i regolamenti privati non violassero la Clausola della pari protezione della Costituzione, perch\u00e9 non si trattava di &#8220;entit\u00e0 statali&#8221; come quella clausola specificava.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Dopo la seconda guerra mondiale gli afroamericani iniziarono a sfidare con frequenza sempre maggiore il sistema della segregazione, in quanto ritenevano, grazie al fatto di aver prestato servizio militare e ai sacrifici sostenuti anche dalla loro comunit\u00e0, di essersi guadagnati il diritto di essere considerati cittadini statunitensi a pieno titolo. Il Movimento per i diritti civili degli afroamericani prese forza anche a causa di alcuni episodi chiave, come l&#8217;aggressione razzista al veterano di guerra Isaac Woodard avvenuta mentre ancora indossava l&#8217;uniforme dell&#8217;esercito. Mentre il movimento per i diritti civili si diffondeva e si serviva dei tribunali federali per attaccare gli statuti e le leggi Jim Crow, i governi di molti stati del sud, dominati dai bianchi, rispondevano approvando forme alternative per applicare la segregazione.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Bisogner\u00e0 arrivare al 1954 e alla sentenza Brown v. Board of Education of Topeka perch\u00e9 la Corte dichiari illegale la segregazione in strutture pubbliche come le scuole, ribaltando di fatto la Plessy v. Ferguson e mettendo fuori legge i provvedimenti Jim Crow anche in altri ambiti della societ\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il gesto di disobbedienza civile di Rosa Parks del 1955, quando si rifiut\u00f2 di cedere il proprio posto a sedere sull&#8217;autobus ad un uomo bianco, fu una specie di catalizzatore per il movimento per i diritti civili degli anni successivi. Il suo gesto e le dimostrazioni pubbliche che provoc\u00f2 fecero da apripista per una serie di decisioni dei legislatori e dei tribunali che contribuirono a indebolire il sistema delle leggi Jim Crow.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il boicottaggio degli autobus di Montgomery, guidato dal reverendo Martin Luther King, successivo alla ribellione di Rosa Parks, non fu tuttavia il primo di quel tipo. <a name=\"_GoBack\"><\/a>Per tutti gli anni trenta e quaranta c&#8217;erano stati numerosi boicottaggi e dimostrazioni contro la segregazione razziale. Quelle prime lotte avevano conquistato risultati positivi e acceso l&#8217;attivismo politico dei neri. Ad esempio K. Leroy Irvis della Lega Cittadina di Pittsburgh nel 1947 aveva guidato una manifestazione contro la discriminazione nell&#8217;assegnazione dei posti di lavoro nei grandi magazzini, iniziando cos\u00ec la propria carriera politica.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Quando avvengono i fatti narrati nel film l\u2019America del Sud \u00e8 ancora fortemente impegnata di razzismo contro i neri. Gli Stati che i due dovranno attraversare, partendo da New York per arrivare fino in Alabama per il ciclo di concerti, sono proprio quelli della segregazione razziale. Per di pi\u00f9 la sgangherata convivenza tra Shirley, un afroamericano istruito, raffinato e con un dono per la musica, e Tony Lip, l\u2019italoamericano ignorante dai modi grotteschi \u00e8 problematica perch\u00e9 i due non potrebbero essere pi\u00f9 diversi l\u2019uno dall\u2019altro. Tony, prima di accettare l\u2019incarico \u00e8 pieno di pregiudizi. Don invece ha un carattere altezzoso e mal sopporta le abitudini del suo tuttofare. Il viaggio attraverser\u00e0 quegli Stati, dove la gente ai tempi trovava normale applaudire un celebre concertista e poi impedirgli di usare il bagno in casa ma chiedergli piuttosto di usare un box di legno all\u2019aperto perch\u00e9 aveva la pelle scura.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Pian piano per\u00f2 Tony si rende conto dell&#8217;evidente talento di Don e comprende che, nonostante il pianista sia accolto trionfalmente durante i suoi concerti, subisce vessazioni e violenze a causa dei forti pregiudizi contro i neri ancora vigenti in America. Il rude italoamericano si accorge inoltre che, il grande pianista \u00e8 imprigionato in una solitudine dolorosa. Dopo un aspro confronto tra i due Don gli confessa che non potr\u00e0 mai integrarsi alla comunit\u00e0 americana, ma anche quella afro lo rifiuta perch\u00e9 ha ripudiato le sue origini, pertanto sar\u00e0 per sempre costretto a vivere a met\u00e0 tra i due mondi. Le otto lunghe settimane di viaggio si snocciolano tra concerti dall\u2019accoglienza trionfale, un\u2019aggressione a Don ubriaco, da parte di un gruppo di bianchi in un bar, dove Tony sfodera tutto il suo sangue freddo per salvare il suo datore di lavoro- amico; il quasi arresto di Don, con Tony che corrompe con una mazzetta i poliziotti perch\u00e9 lo liberino; questo fa infuriare il pianista, che avrebbe preferito essere arrestato piuttosto che ricorrere a un mezzo \u201ccos\u00ec vile\u201d. Successivamente i due vengono fermati da alcuni agenti in una citt\u00e0 dove vige il coprifuoco per i neri. Tony ne aggredisce uno per difendere Don, cosa che causa l&#8217;arresto di entrambi. Don riesce a contattare il suo avvocato, e grazie all&#8217;intervento di Robert F. Kennedy i due vengono rilasciati. A punteggiare il lungo itinerario le lettere che Tony invia alla moglie e che, con l\u2019aiuto di Don, diverranno pi\u00f9 romantiche. La sera dell&#8217;ultimo concerto a Birmingham, in Alabama, a Don viene impedito di cenare con i suoi amici nella sala dove si terr\u00e0 lo spettacolo, riservata ai soli bianchi. Dopo una discussione con il proprietario, la scelta se tenere o meno il concerto viene data a Tony, il quale, pur mettendo a repentaglio il suo stipendio, decide di annullare l&#8217;esibizione; porta cos\u00ec Don in un locale di ritrovo per afroamericani, dove il pianista ha modo di suonare un&#8217;improvvisazione jazz che entusiasma tutti i presenti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Don e Tony tornano a New York; durante il viaggio vengono nuovamente fermati dalla polizia, ma stavolta gli agenti si mostrano amichevoli nei confronti di Don. Sul finire del viaggio, Tony si sente troppo stanco per guidare, ed \u00e8 Don a prendere il volante e a portare l&#8217;amico a casa in tempo per festeggiare con la sua famiglia la Vigilia di Natale. I due amici si separano e Don torna nel suo appartamento solitario sopra la Carnegie Hall; tuttavia poco dopo si reca a casa di Tony, dove viene accolto calorosamente da tutta la famiglia.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Commovente, leggero eppure stimolante, il film prova, in maniera spettacolare e divertente, che le distanze- quelle geografiche, quelle sociali, quelle emotive, possono arricchire e che quando serve si possono e si devono superare. Don impara da Tony un senso pratico della vita, un\u2019autentica fierezza, apprende la sottile arte di aprirsi e ad affrontare la propria solitudine. Apprende come scendere dal trono dei privilegi apparenti -\u00e8 proprio un trono quello in cui siede Mahershala Ali all\u2019inizio del film-, per avere un confronto diretto con s\u00e9 stessi e con il sistema sociale, il primo passo che deve compiere in direzione della libert\u00e0. Don, afroamericano che \u00e8 sconosciuto alla comunit\u00e0 da cui proviene e che \u00e8 estraneo ad essa, \u00e8 condotto dall\u2019amico ad un confronto e ad una crescita. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Tony, d\u2019altro canto impara da Don che si pu\u00f2 dare spazio ai sentimenti, che le parole hanno magia e valore. Don gli insegner\u00e0 l\u2019ambizione, che la vita non \u00e8 solo lavoro- sacrificio e che sta ad ognuno di noi cogliere le opportunit\u00e0 quando arrivano. Egli tenter\u00e0 perfino di impartire a Tony delle \u201cripetizioni\u201d di onest\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Quando due esseri umani si trovano a condividere un pezzo di strada e di vita, scoprono che non \u00e8 cos\u00ec difficile capirsi, e migliorarsi a vicenda. Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre da migliorare. Non ci sono neri e bianchi, non ci sono buoni e cattivi. Ci sono uomini e donne imperfetti che possono ambire a migliorarsi, come pure ve ne sono altri che le esperienze di vita hanno indurito tanto da non essere pi\u00f9 in grado di cogliere un\u2019opportunit\u00e0 quando arriva. Partendo dal confronto emotivo, un terreno di nessuno dei due e perci\u00f2 di parit\u00e0, Tony e Don riescono a incontrarsi, e a ripensare le propria vita attraverso gli occhi dell\u2019altro, fino a gettare le basi di una amicizia significativa, che edificher\u00e0 entrambi.<\/span><\/p>\n<h2 style=\"margin-top: 2.0pt; margin-bottom: 0.0pt; line-height: 108%;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: normal;\">Bibliografia<\/span><\/h2>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%;\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.esquire.com\/it\/cultura\/musica\/a26012361\/cinque-dischi-per-riscoprire-don-shirley-green-book\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.esquire.com\/it\/cultura\/musica\/a26012361\/cinque-dischi-per-riscoprire-don-shirley-green-book\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.biography.com\/people\/don-shirley\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.biography.com\/people\/don-shirley<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.biography.com\/news\/don-shirley-tony-lip-friendship\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.biography.com\/news\/don-shirley-tony-lip-friendship<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2013\/04\/29\/arts\/music\/donald-shirley-pianist-and-composer-dies-at-86.html\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.nytimes.com\/2013\/04\/29\/arts\/music\/donald-shirley-pianist-and-composer-dies-at-86.html<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leggi_Jim_Crow\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Leggi_Jim_Crow<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.billboard.com\/music\/don-shirley-trio\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.billboard.com\/music\/don-shirley-trio<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/digitalcollections.nypl.org\/collections\/the-green-book\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/digitalcollections.nypl.org\/collections\/the-green-book#\/?tab=about<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Don_Shirley\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Don_Shirley<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.thecopacabana.com\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.thecopacabana.com\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.greenbookfilm.com\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.greenbookfilm.com\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/movieplayer.it\/news\/oscar-2019-green-book-stereotipi-afroamericani_64542\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/movieplayer.it\/news\/oscar-2019-green-book-stereotipi-afroamericani_64542\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/dp.la\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/dp.la\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/digitalcollections.nypl.org\/items\/786175a0-942e-0132-97b0-58d385a7bbd0\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/digitalcollections.nypl.org\/items\/786175a0-942e-0132-97b0-58d385a7bbd0#\/?uuid=7a746550-942e-0132-cd62-58d385a7bbd0<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"http:\/\/italians.corriere.it\/2019\/03\/04\/la-lezione-della-piazza-e-di-green-book\/?refresh_ce-cp\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">http:\/\/italians.corriere.it\/2019\/03\/04\/la-lezione-della-piazza-e-di-green-book\/?refresh_ce-cp<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/wp\/green-book-occhi-sulla-strada\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">http:\/\/www.minimaetmoralia.it\/wp\/green-book-occhi-sulla-strada\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><u><span style=\"color: blue; font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><a href=\"http:\/\/www.nathankramer.com\/donshirley\/bio.htm\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">http:\/\/www.nathankramer.com\/donshirley\/bio.htm<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"http:\/\/www.instoria.it\/home\/jim_crow_giullare_oppressore.htm\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">http:\/\/www.instoria.it\/home\/jim_crow_giullare_oppressore.htm<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Civil_Rights_Act_(1875)\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Civil_Rights_Act_(1875)<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/about-the-white-house\/presidents\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.whitehouse.gov\/about-the-white-house\/presidents\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Paragrafoelenco\" style=\"margin-left: 18.0pt; text-indent: -18.0pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Symbol';\">\uf0b7 <\/span><u><a href=\"https:\/\/www.whitehouse.gov\/about-the-white-house\/presidents\/woodrow-wilson\/\"><span style=\"font-size: 12.0pt;\">https:\/\/www.whitehouse.gov\/about-the-white-house\/presidents\/woodrow-wilson\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/2019\/03\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/gf-curion-unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/\" rel=\"attachment wp-att-3307\">GF Curion Un\u2019immagine, mille storie. Il premio Oscar Green Book<\/a><\/span><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3297\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3297\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3297\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3297\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Curion Ispirato ad una storia vera, Green Book ha vinto quest\u2019anno il Premio Oscar come miglior film e per la Migliore sceneggiatura originale. Nella 91 esima edizione degli Academy Awards, il pi\u00f9 prestigioso titolo cinematografico, la statuetta per la migliore pellicola \u00e8 andata al film, diretto da Peter John Farrelly e ambientato nel [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3297\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3297\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3297\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3297\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-il-premio-oscar-green-book\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[5],"tags":[48],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-Rb","jetpack-related-posts":[{"id":9863,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/numero-17-del-2020-2\/","url_meta":{"origin":3297,"position":0},"title":"Numero 18 del 2020","date":"5 Ottobre 2020","format":false,"excerpt":"Wolf On Line Redazione, MOSTRA DEL SACRO Maria Lista, Passione materica. 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