{"id":3474,"date":"2019-05-05T14:05:19","date_gmt":"2019-05-05T12:05:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3474"},"modified":"2019-05-05T14:05:19","modified_gmt":"2019-05-05T12:05:19","slug":"rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/","title":{"rendered":"Rino Vellecco, il libro fotografico sullo studio di Giuseppe Antonello Leone"},"content":{"rendered":"<p>di C. Gily Reda<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg\"><img data-attachment-id=\"3475\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/il-leone-di-napoli\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg?fit=288%2C413&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"288,413\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"il Leone di Napoli\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg?fit=209%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg?fit=288%2C413&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3475\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli-209x300.jpg?resize=209%2C300\" alt=\"\" width=\"209\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg?resize=209%2C300&amp;ssl=1 209w, https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/il-Leone-di-Napoli.jpg?w=288&amp;ssl=1 288w\" sizes=\"(max-width: 209px) 100vw, 209px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Quando un fotografo frequenta pittori ed artisti, esercitando la sua propria arte pu\u00f2 riuscire a disegnarne il profilo con le immagini. \u00c8 il caso di questa <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">graphic story<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">, i pu\u00f2 dire, che bene descrive il volto di un artista come il Leone di Napoli (titolo del libro di Philippe Daverio). Rino Vellecco ha saputo sfruttare l\u2019icasticit\u00e0 dell\u2019immagine ferma, che si sottrae al gioco perverso dell<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u2019Image mouvement<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> (Gilles Deleuze) che si attua nel filmato: cos\u00ec simile al quotidiano da conservarne l\u2019istantaneit\u00e0. La causa di quel camminare senza capire per l\u2019eccesso di cose e suggestioni, che collassano l\u2019attenzione nella semplice presenza. <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Blow up,<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> il film di Antonioni, oggi gi\u00e0 antico, fece capire l\u2019importanza dell\u2019istantanea, che fissa il panorama completo e consente al viandante affannato di fermare il tempo e godere una pausa nel flusso della vita. Quando la fotografia conquist\u00f2 l\u2019istante, nell\u2019800, con le parole di Baudelaire inizi\u00f2 l\u2019autocoscienza del nuovo mondo del corpo e della velocit\u00e0, allora agli albori.<\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">L\u2019istantanea mostr\u00f2 l\u2019importanza del Caso, la Fortuna che vince sulla Posa \u2013 e cos\u00ec si vide che nemmeno essa era lo Spirito di Laplace, l\u2019ipotesi scientifica del determinismo assoluto che finalmente elude il caso: \u00e8 il perenne idolo del pensiero binario, la mente onni-calcolante che domina il futuro. Un sogno pi\u00f9 che una ipotesi, ma continua a riproporsi con diverse vesti nel pensiero dell\u2019uomo, dall\u2019antico pi\u00f9 antico. Perch\u00e9 forse ancora pi\u00f9 della Morte, la Fortuna \u00e8 il vero problema di ognuno: perch\u00e9 aiuta gli audaci e penalizza gli onesti? Bene, il fotografo sa molto presto che per quanti sforzi faccia per inquadrare secondo la sua sola volont\u00e0, il mondo si presenta poi nella foto a modo suo, e ognuno vi scorge cose diverse. Se da un lato rimane frustrato nel suo desiderio di dominio, il filosofo \u00e8 un pragmatico, subito risolve il problema come si risolvono nel mondo dei frattali e del quotidiano: ripetendo \u2013 ed ecco l\u2019invenzione del motore nella foto, anche dopo la scoperta dei Lumi\u00e8re della pellicola dentata. \u00c8 l\u2019affermazione netta e circostanziata dell\u2019importanza dell\u2019occhio sulla tecnica &#8211; l\u2019immagine si giudica nell\u2019esistente, nel risultato, \u2018dopo\u2019 &#8211; e non nell\u2019idea o nel contenuto. La bellezza agognata da ogni artista anche in pectore vive di vita propria se sa nascere, e mostrarsi suscitando pensieri ed emozioni speciali e diversi, come fa ogni cosa di questa terra. Occorre che si incarni, che prenda forma, ed \u00e8 questo che spiega la differenza tra foto ricordo e foto d\u2019arte. Perch\u00e9 arte sia, occorre la padronanza del medium, ma il centro \u00e8 l\u2019occhio. Lo rivela lo sguardo inconsapevole dell\u2019istantanea, che apr\u00ec i cammini della retorica della memoria visiva, indagando cosa nell\u2019immagine realizzi il dialogo sussurrato che \u00e8 il pensiero visivo. Il sapere estetico coglie la bellezza nella percezione, nella sua compiutezza di bello e brutto. <a name=\"_GoBack\"><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Lo studio di Giuseppe Antonello Leone, come tanti studi d\u2019artista, vive di confusione. Ovunque opere ingombranti sono le sparse tracce del microcosmo dell\u2019Opera. La casa invece, che sta pi\u00f9 in alto, ha il suo ordine, custodito prima del portone da un antico cancello di ferro che sottolinea il suo status di cassaforte in cui realizzare un ordine <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">homely<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Un termine che uso come la <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">livability <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">ricordata da Bruno Zevi, l\u2019abitabilit\u00e0 dell\u2019architettura, che comprende anche lo spazio vissuto, libero di ruotare: gi\u00e0 lui lamentava non vi sia il corrispettivo in italiano se non forse \u2018familiare\u2019. <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Oikos<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> diceva il greco \u2013 per indicare il luogo dove si gode l\u2019armonia del vivere e ci si sente a posto; e resta oggi nel prefisso del sostenibile, l\u2019ecologia, l\u2019eco ambiente di vita, dove si inizia con un \u2018buongiorno\u2019. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ed ecco, basta entrare dalla porta per illuminarsi d\u2019immenso: la finestra dirimpetto apre sulle colline, il primo insediamento di Napoli, Pizzofalcone. Dovunque si guardi, in su e in gi\u00f9, ci si trova immersi in un\u2019oasi di verzura, nel sole e nel mare: incredibile a dirsi, ma in quel sito pi\u00f9 frequente di quanto s\u2019immagini; casa e studio sono attigui alla Scuola Militare della Nunziatella. Ma venendo dai vicoli del Monte di Dio si \u00e8 colti da una sensazione claustrofobica, e ci\u00f2 racconta meglio di tante sociologie i problemi di Napoli. La grande bellezza sua resta oltre i muri eretti da stranieri e dalle corti ossequienti: il vento ne contrabbanda il respiro nell\u2019anima della gente. Al balcone sedeva Antonello, negli ultimi tempi, quando mi mostrava un suo recente ritratto del Filosofo Cacciari. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">L\u2019inquadratura del guardare camminando \u00e8 l\u2019arte propria della fotografia, che cerca il silenzio delle cose, il sublime senso nascosto. Lo inseguiva Cezanne, nel racconto di Merleau Ponty, quando cercava il posto per piazzare il cavalletto. Quel posto giusto Rino Vellecco lo ha trovato, girando nella casa studio dell\u2019artista. Se guardiamo il sito di Rino, troviamo film e fotografie documentarie di azioni sociali collettive come le processioni e i quartieri di Napoli. Vi si raccontano le storie degli uomini nel vivente corpo del popolo, si fa attenzione alle storie e ci si distrae dalla ripresa \u2013 se il montaggio \u00e8 abile, fa scomparire il taglio. Ma qui che l\u2019attore \u00e8 scomparso, cos\u00ec vivo nella memoria mentre pure l\u2019ambiente sta per sparire, fedele come il cane che insegue il padrone fino alla tomba, Rino mostra che le cose possono raccontano l\u2019anima di quell\u2019amore ricambiato. E cos\u00ec chi segue il percorso delle fotografie, riconosce quella caratteristica di Giuseppe Antonello Leone che lo fa diverso da tanti altri, la pacata gioia di vivere: l\u2019ambiente \u00e8 <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">homely<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">, \u00e8 una casa confortevole, ma in realt\u00e0 per Antonello \u00e8 il mondo che \u00e8 <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">homely<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Vissuto in epoca nichilista, patendo le consuete traversie degli artisti non sostenuti da ben condotte scelte di mercato (raccontava scherzando la fortuna di Guttuso, che aveva sconfitto nei primi concorsi) ha saputo mantenere l\u2019anima della scoperta. La rinascimentale <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Anima Mundi<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> gli parla nelle grandi cose, ma anche nelle piccole. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">E cos\u00ec da artista oper\u00f2 nelle istituzioni, dirigendo scuole d\u2019arte, ebbe famiglie vive d\u2019affetto, e tutto ci\u00f2 contribu\u00ec a conservargli il sorriso \u2013 ma la vita insegna che amare la vita ed amare l\u2019arte, la pi\u00f9 vera caratteristica di Antonello Leone, \u00e8 una scelta difficile. Ma essa arricchisce tutto di senso, e l\u2019anima sa connettere il senso del tutto, lega le pietre e le plastiche dorate alle grandi opere di scultura e pittura che si possono vedere nei siti a lui dedicati. \u00c8 un artista che sa essere <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">fanciullino<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">, come diceva Pascoli, per la fiducia semplice che non si lascia impaurire. Leone ama col genio artigiano perfezionato nelle arti plastiche e visive, ma sempre va, come un guascone, alla conquista dell\u2019occhio, il terzo occhio dell\u2019equilibrio metavisivo, o il sesto senso esaltato dal puro visibilismo\u2026 quello che sa scorgere l\u2019infinito, come la filosofia. Concretamente, il vedere traccia possibilit\u00e0 nelle cose e anche nei rifiuti; sulla pietra scartata dai costruttori, Pietro, Ges\u00f9 eresse la sua Chiesa. L\u2019ipotesi, l\u2019idea di un\u2019opera, come anche il possibile riuso, nascono se si cambia punto di vista; l\u2019opera d\u2019arte mostra la forma del processo creativo, basta mettere frutta in un cestello e inseguire la luce, e si pu\u00f2 cambiare la storia dell\u2019arte, come Caravaggio. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">L\u2019artefatto \u00e8 sempre umile opera d\u2019artigiano che pensa grandi cose e usa scalpelli e colori per far emergere il nascosto. Anche nei fustini in plastica (oggi poco fustini in realt\u00e0) dei detersivi del supermercato c\u2019\u00e8 poesia. La maledetta plastica esaltata da Koons e in senso feticistico collezionata da Renzo Arbore, diventa con Antonello Leone un modo di rivivere, sorridendo, le storie di antichi cavalieri e animali mitologici. Cos\u00ec aveva riconosciuto la Forma nelle pietre che esibivano l\u2019intrinseca capacit\u00e0 di Ermes, l\u2019arte di ordinare il mondo ridendo, dissolvendo la solidit\u00e0 per aprirla al futuro dell\u2019arte e conquistare la Bellezza. E se non danno forma al mondo pietre, fiori e plastiche \u2013 e tutte le opere dell\u2019ingegno umano \u2013 come potrebbe farlo l\u2019artista? Amichevolmente nel silenzio gli artefatti parlano nel quotidiano della mano divina dell\u2019Opera, che ovunque <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">splende nell\u2019aria e per li campi esulta <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">diceva quel malinteso pessimista che fu Leopardi. Basta <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">saper vedere<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">: \u00e8 la parola stessa del riconoscimento \u2013 cos\u00ec aulica, cos\u00ec banale, cos\u00ec familiare. La verit\u00e0 \u00e8 semplice, diceva Aristotele.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ho conosciuto Antonello Leone ai suoi quasi novant\u2019anni per merito di Franco Lista, nelle prime sperimentazioni della Federico II che davano forma alla didattica della bellezza: una scuola estiva per bambini. Ricordo la sorpresa di tanta naturalezza nel tratto, nel parlare con i piccoli diretto e divertente, che si faceva rispettare generando silenzio con continue trovate, come il parlare incomprensibili linguaggi futuristi\u2026 Lo sconcerto e la splendida oratoria del gesto\u2026 per poi tornare, sconcertando viepi\u00f9, dalla performance istrionesca alle indicazioni sul da farsi. Una lezione in immagine, un teatro del sapere: cosa si pu\u00f2 dir meglio per far capire che la spontaneit\u00e0 non esclude i vocabolari e le tecniche? O, dall\u2019altro lato, che anche una buona argomentazione ha bisogno di colore, per parlare a tutti? Erano chiare indicazioni della sua familiarit\u00e0 al mondo, del suo voler vedere e voler sapere senza troppa ironia \u2013 ne basta poca se non ci si vuole nascondere nel genio maledetto. Gli artigiani operano cos\u00ec, gli Artisti preferiscono i paludamenti. Mi era tutto chiaro, ma solo la <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">graphic story<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> (non <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">novel, <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">come si dice dei romanzi) di Rino Vellecco, ha saputo illustrarla, distraendo dalla purezza delle opere e ricomposto il cammino incerto del rapporto di vita e arte. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Con una sensibilit\u00e0 cromatica che sarebbe piaciuta ad Antonello, le foto seguono l\u2019iter della ricezione della voce dell\u2019ambiente che svela il segreto del vivere d\u2019arte nelle parole delle cose. Come documenti, le foto sono una pittura della crasi, l\u2019accostamento senza sintesi, che si presta al cambiamento di punto di vista. La porta aperta al silenzio, non \u00e8 l\u2019allestimento del museo che sottolinea l\u2019effetto, non c\u2019\u00e8 la sindrome di Stendhal a distogliere dal capire. Si rivive la creazione nel suo nascere nella gioia di creare e partecipare. La mostra idolatra la bellezza senza le dovute misure \u2013 Hans Belting indica nel sacro dell\u2019arte il punto della conquista del sublime, quando essa conserva in s\u00e9 la vita tutta: la brutta madonnina nera che ha raccolto tante speranze, parla al cuore pi\u00f9 dei capolavori, e connette arte, artigianato, vita e capire in una. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">La cattura magica della foto rivive <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il<\/span><\/i> <i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">gioco degli occhi <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">(titolo dell\u2019autobiografia di Elias Canetti), per comunicare il <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Visual Thinking<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">, (titolo di Rudolf Arnheim) che si ritrova oltre lo sguardo \u2013 nell\u2019empatia che ogni artista cerca. La casa studio di Leone mostra il suo il compiacimento di vivere perch\u00e9 la bellezza consola. L\u2019itinerario tra le cose illumina la vita nella casa, bisogna che la foto la ordini seguendo l\u2019aura diffusa, immergendo nel cammino. Si inizia dall\u2019<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">homely:<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> antichi reperti declinano sulle carte intagliate, pagina 1 e 2, tra la madonnina di plastica e la poltrona comoda. Tavoli e libri non danno concessioni a romanzi e politica, ma non ci sono zoomate a rivelarlo; seguono subito fotografie e disegni della memoria, gli amati defunti, moglie, fratelli, genitori, parroci\u2026 tra le bottiglie di liquore e gli interruttori della luce. Subito dopo le opere degli ultimi anni, gli intagli in plastica; Riccardo Dalisi ne ha realizzati tanti in latta, educando lattonieri e bambini: Leone ha sagomato strutture in carta, solide come statue; ma poi le plastiche trasformate in personaggi del teatro si sono rivestiti di oro con un po\u2019 di vernice dorata\u2026 la solita bugia d\u2019artista, il riciclo d\u2019arte, il sogno del futuro, la trasformazione alchemica. La plastica diventa oro grazie alla pietra filosofale, che tritura e mescola in forme nuove il mondo. Sperimentare i materiali, l\u2019ossessione del Novecento di tecniche e tecnologie, \u00e8 antico costume dell\u2019arte. Se eccedere la misura dell\u2019arte rischia il virtuosismo, il <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Saper Vedere <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">(titolo gi\u00e0 di Marangoni e di Zevi) di Antonello Leone media il miracolo dell\u2019apparire della forma. L\u2019oro dell\u2019arte \u00e8 la visione organica di un tutto che non si fa di parti \u2013 che le accosta guidato dalla luce; in s\u00e9 \u00e8 l\u2019oltre, l\u2019uno dov\u2019\u00e8 compreso il mistero, il domani. Saper vedere \u00e8 lo scorgere nella pietra la figura di Michelangelo, \u00e8 intuire il punto della trasformazione del legno in madonna, della bottiglia di plastica in guerriero. L\u2019arte transustanzia, disse Duchamp, anche solo dislocando, se sa essere scrittura dell\u2019indicibile, l\u2019essenziale fatto forma. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Quest\u2019anima \u00e8 l\u2019oggetto delle prime otto pagine della <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">graphic story<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Vellecco, poi si passa all\u2019illustrazione della collezione domestica, ambientata tra cappelli sull\u2019attaccapanni e quadri di questo Novecento lunghissimo, per chi guardi alle rivoluzioni della comunicazione, ben presenti all\u2019artista. Secolo vissuto quasi per intero da Antonello Leone (1917-2016), dall\u2019epoca dei media terrestri del futurismo a quella dei media della comunicazione, e poi della tecnologia incalzante e della rete\u2026 un millennio non ha fatto di pi\u00f9 di questo secolo, eppure vissuto nell\u2019<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">espace d\u2019un matin<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> dell\u2019istantaneo, dei fotogrammi ripetuti. Altroch\u00e9 <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">secolo breve<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">! <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Gli stili, la variet\u00e0 delle opere di Antonello documentano questa necessit\u00e0 di ricominciare da capo giorno per giorno \u2013 e cantano la solidit\u00e0 consistente nel sapersi ancorare alle tecniche e ai valori comuni. Vellecco cos\u00ec passa agli strumenti e scende nello studio; dove c\u2019\u00e8 anche il gesso del suo famoso gallo, quello che guarda Napoli e l\u2019<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">home<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Antonello \u2013 dalla vetta di Castel dell\u2019Ovo. Forse frutto anche della stagione esasperatista.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00a0Tecniche che sono sapienze del sapere e del fare occorrono, ma anche strumenti di falegnameria e pitture, colla e chiodi. \u00c8 il minimo bagaglio di chi pratica le lingue dell\u2019arte. Ma ovviamente anche qui sono protagonisti gli affetti e i valori: compaiono subito i busti di due donne, Irene Sbriziolo e Maria Padula Leone, e a fianco gli amici, Rocco Scotellaro, Marcello Gigante, Aniello Montano. Fu il filosofo Montano a presentare all\u2019Istituto di Marotta a Monte di Dio la scultura delle pietre di Antonello Leone. E tra altre pietre una che ricorda tanto l\u2019immagine di Maria che forse \u00e8 proprio il calco del busto in bronzo\u2026 basta il dubbio per intendere il realismo della filosofia delle pietre\u2026 visionario Leone! C\u2019\u00e8 una misura aurea, dicevano i Pitagorici, la musica delle stelle \u00e8 scritta nel cuore dei girasoli, oltre che nell\u2019aritmetica della misura. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Giuseppe da studente era un viandante maratoneta; studiava a Napoli e quindi, in quel mondo di poche ferrovie, camminava da Pratola ad Avellino, poi dalla stazione all\u2019Accademia: e raccoglieva pietre, materie economiche, che con pochi tocchi diventano figure. C\u2019era gi\u00e0 nel gesto il segno dell\u2019amicizia del mondo creato che ispira ogni artista \u2013o la si canta o la si implora maledicendola. Sembra dire questo il busto di Marcello Gigante, il papirologo, che risvegli\u00f2 gli antichi rotoli con una scuola gloriosa, anch\u2019essa passata di mano \u2013 una scuola capace di editare i frammenti dei papiri in molti libri, tra cui il <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Per\u00ec Physeos<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Epicuro, maestro di Lucrezio, cultore di Venere. Tutti personaggi che con la loro opera hanno costruito l\u2019argomentazione del vivere in armonia, procedendo per\u00f2 nella strada della gloria \u2013 ad onta di tutto. Il gallo di Castel dell\u2019Ovo racconta proprio questo, l\u2019arte d\u00e0 la sveglia, forse meno poeticamente dell\u2019allodola di Giulietta: col <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">chicchirich\u00ec <\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">del gallo rinasce il sole, ed un giorno di pi\u00f9 per fare, per chi ha buona volont\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">La storia si chiude come era cominciata: con la pagina 30 compare Rosellina, la figlia, dirimpetto alla mamma, nel busto di bronzo che torna nella foto per esaltare la somiglianza di due anime d\u2019artista, figlia e madre, che si sono espresse in modo cos\u00ec diverso ma con pari passione ed inventiva \u2013 e infine ecco Antonello, l\u2019immagine della maturit\u00e0 che non cambi\u00f2 molto negli ultimi dieci anni. Aveva proprio il cuore del leone di cui portava il nome, ma si identificava col gallo: era, per non essere altro che un risvegliatore, uno che ti insegna a guardare.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Anche per non ami l\u2019eccesso di immagini senza parole, che spesso deraglia dalla strada segnata dall\u2019autore e l\u2019interpretazione, credo, \u00e8 valida solo se si \u00e8 capito il testo: qui il percorso \u00e8 molto chiaro e, come spero di aver mostrato, scrive una storia che raduna le idee anche di conosce gi\u00e0 l\u2019argomento ma non lo ha espresso in modo chiaro. Cambiare punto di vista rivela verit\u00e0 inaspettate. Per leggere le opere di Giuseppe Antonello Leone \u00e8 importante sottolineare questo legame con la vita vissuta, sempre importante ma negli artisti spesso involgarita dalla scarsa capacit\u00e0 di ascolto umano di tanti. Sono spesso pessimi familiari, troppo centrati in s\u00e9, amici su cui \u00e8 inutile contare, quando non sono geni maledetti &#8211; l\u2019arte occupa tutti i momenti liberi, l\u2019egocentrismo \u00e8 un rischio di sordit\u00e0 necessario\u2026 ed ecco il vate intento all\u2019auto celebrazione per concentrarsi sulla nuova opera. I grandi artisti sono in esempio per essere grandi, ma non grandi uomini, insistono sempre le malelingue dei critici, raccoglitori di aneddoti divertenti, che umanizzano tanto irraggiungibile splendore \u2026 ecco, Antonello Leone era invece uomo vero prima di tutto, lo si avvertiva nel parlargli, non poneva la sua grandezza a piedistallo su cui ergersi dinanzi ad una Corte di inabili, come tanti. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Si esprimeva da uomo leale che cerca l\u2019altro quel che era; sapeva che i dialoghi danno ricchezza se lo scambio \u00e8 sincero e non finge interesse n\u00e9 vanta tecnica e opere \u2013 l\u2019esposizione \u00e8 tutt\u2019uno con la vita vissuta come la tecnica lo \u00e8 con la mano, in equilibrio organico da tanto tempo. Mente e mano del pittore lavorano in equilibrio, come le due gambe nel camminare \u2013 e disegnano un uomo libero, senza compromessi, aspro come le sue pietre, pieno del senso della vita. Lo dimostra Rino Vellecco, con la sua tecnica che si fa arte nello stesso modo, anche superando la mano e la sua abilit\u00e0 compositiva: allo stesso modo ordina le emozioni, scrive frammenti, dosa i colori: ed infine compone la ricostruzione dell\u2019uomo intero, dietro l\u2019artista.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\"><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/GF-Gily-Rino-Vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-Giuseppe-Antonello-Leone.pdf\">GF Gily Rino Vellecco, il libro fotografico sullo studio di Giuseppe Antonello Leone<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3474\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3474\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3474\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3474\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di C. Gily Reda Quando un fotografo frequenta pittori ed artisti, esercitando la sua propria arte pu\u00f2 riuscire a disegnarne il profilo con le immagini. \u00c8 il caso di questa graphic story, i pu\u00f2 dire, che bene descrive il volto di un artista come il Leone di Napoli (titolo del libro di Philippe Daverio). Rino [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3474\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3474\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3474\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3474\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[27],"tags":[36],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-U2","jetpack-related-posts":[{"id":3493,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/invito-a-giuseppe-antonello-leone-lo-stile-e-luomo-29-5-19\/","url_meta":{"origin":3474,"position":0},"title":"Invito a GIUSEPPE ANTONELLO LEONE Lo stile \u00e8 l\u2019uomo 29-5-19","date":"5 Maggio 2019","format":false,"excerpt":"di Redazione Mercoled\u00ec 29 Maggio 2019, dalle ore 17.30, nella Sala \u201cMassimo della Ciampa\u201d al quarto piano della sede della Fondazione Humaniter \u2013 Societ\u00e0 Umanitaria, Piazza Vanvitelli, 15 \u2013 Vomero - Napoli, per la serie \u201cConversazioni\u201d,\u00a0 in collaborazione con l\u2019Associazione Nazionale Sociologi \u2013 Dipartimento Campania \u00a0e con la cooperativa sociale\u2026","rel":"","context":"In &quot;Eventi&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/libro-Vellecco-Leone-300x212.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":3689,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/g-antonello-leone-nelle-immagini-di-rino-vellecco\/","url_meta":{"origin":3474,"position":1},"title":"G. Antonello Leone nelle immagini di Rino Vellecco","date":"18 Luglio 2019","format":false,"excerpt":"di Maurizio Vitiello L\u2019artista Giuseppe Antonello Leone resta dentro di noi. Chi lo ha conosciuto ha percepito la sua dimensione, il suo spessore, la sua umanit\u00e0. Nel bel fotolibro \u201cGIUSEPPE ANTONELLO LEONE: lo stile \u00e8 l\u2019uomo.\u201d, con le immagini chiare, nitide realizzate da un dinamico e intelligente Rino Vellecco, da\u2026","rel":"","context":"In &quot;Recensioni&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":3679,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/un-biglietto-da-visita-per-la-navigazione-sui-costumi-e-sui-riti-della-campania\/","url_meta":{"origin":3474,"position":2},"title":"Un biglietto da visita per la navigazione sui costumi e sui riti della Campania","date":"18 Luglio 2019","format":false,"excerpt":"di C. Gily Reda Presento nuovi amici che consentono ai team OSCOM, che si riuniscono il 18 luglio 2019, di ampliare i loro programmi. Abbozzo una linea programmatica da discutere insieme. Rino Vellecco \u00e8 un operatore visivo di varia esperienza lavorativa nel teatro, nella cinematografia e nella fotografia. Ha lavorato\u2026","rel":"","context":"In &quot;Culture&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/oscom-300x286.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":11270,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/numero-12-e-13\/","url_meta":{"origin":3474,"position":3},"title":"Numero 12 e 13 del 2023","date":"26 Luglio 2023","format":false,"excerpt":"Wolf online Clementina Gily Reda, Editoriale, New wave Redazione, Kissinger in Cina Franco Lista, Stracciarsi le vesti per la Venere degli Stracci? Alessia De Santis, Andrea Purgatori Viviana Reda, Henry Bergson \u2013 il FOCUS oggi lo discute Redazione, GUIDO DE RUGGIERO Lo svolgimento della filosofia di Henry Bergson Clementina Gily\u2026","rel":"","context":"In &quot;Beni culturali&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/CGR-EDITORIALE-pdf-212x300.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":2933,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/seminario-saper-vedere-una-mostra-darte-il-senso-del-sacro\/","url_meta":{"origin":3474,"position":4},"title":"Seminario Saper vedere una mostra d\u2019arte \u2013 Il Senso del sacro","date":"16 Dicembre 2018","format":false,"excerpt":"di Gily Reda La mostra \u201cIl senso del sacro\u201d: I ragazzi del Genovesi e del Galiani sono I primi destinatari del \u2018kit\u2019 \u2013 in questo numero i testi dei licei: semplici commenti a caldo Il seminario ha dato gli illustri pareri - favorevoli - degli esperti di educazione e di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Formazione estetica&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":10938,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/numero-19-del-2022\/","url_meta":{"origin":3474,"position":5},"title":"Numero 19-20 del 2022","date":"31 Ottobre 2022","format":false,"excerpt":"Wolf on line Clementina Gily Reda, Dalla \u201cMOSTRA IL SENSO DEL SACRO\u201d: l\u2019opera di Maria Pia Daidone \u201cCristo, luce del mondo, tecnica mista; acrilici, smalti dorati, rame su cartone, cm. 200x25x4, anno 2022\u201d Viviana Reda, Gabriele D\u2019Annunzio: miti primigeni e povert\u00e0. \u00a0 Mirella Napodano,\u00a0La domanda delle domande. Clementina Gily Reda,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Arte&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2022\/10\/2022.20.1-Daidone-pdf-212x300.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3474"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3474"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3474\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3482,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3474\/revisions\/3482"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3474"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3474"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3474"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}