{"id":3489,"date":"2019-05-05T14:16:10","date_gmt":"2019-05-05T12:16:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3489"},"modified":"2019-05-05T14:16:10","modified_gmt":"2019-05-05T12:16:10","slug":"unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/","title":{"rendered":"Un\u2019immagine mille storie. Benvenuti a Marwen"},"content":{"rendered":"<p>di Vincenzo Curion<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg\"><img data-attachment-id=\"3478\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rino-vellecco-il-libro-fotografico-sullo-studio-di-giuseppe-antonello-leone\/marven\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg?fit=600%2C857&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"600,857\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Marven\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg?fit=210%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg?fit=600%2C857&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3478\" src=\"https:\/\/i2.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven-210x300.jpg?resize=210%2C300\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg?resize=210%2C300&amp;ssl=1 210w, https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/Marven.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il percorso artistico e personale non necessariamente \u00e8 lineare e preordinabile. Anzi, il pi\u00f9 delle volte, \u00e8 tortuosa e complessa la strada che conduce a una propria identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0, che fanno di un autore e della propria opera una manifesta conquista del genere umano. La storia vera da cui \u00e8 stato tratto questo film ne \u00e8 un esempio e, stando a quanto dicono le critiche piovute, la pellicola, malgrado la cura nella realizzazione, potrebbe non essere il miglior modo di scoprire e conoscere la vicenda umana e artistica del protagonista. Uscito all\u2019inizio del 2019 nelle sale cinematografiche italiane, il film <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u201cBenvenuti a Marwen<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u201d, non ha raccolto il consenso di pubblico sperato malgrado la regia di Robert Zemeckis, -regista di <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Ritorno al futuro<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">, <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Cast Away<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> e <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">Contact<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> fra gli altri-, e la valida interpretazione di Steve Carell, nei panni del protagonista Mark Hogancamp, artista-fotografo che ha trovato nell\u2019arte una propria cura e ragione di vita dopo la terribile aggressione che gli ha fatto perdere la memoria. Il film di Zemeckis \u2013 che unisce scene con attori veri a scene d\u2019animazione ambientate a Marwen \u2013 \u00e8 in genere abbastanza fedele alla storia di Hogancamp, ma \u00e8 stato criticato per questioni tecniche e anche perch\u00e9, come ha scritto Chris Nashawaty su Entertainment Weekly,<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> \u00abmentre Marwencol, il documentario del 2010, voleva farti conoscere Hogancamp, questo film ti allontana da lui\u00bb<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">.<\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u00c8 l\u20198 Aprile del 2000 e Mark, all\u2019uscita di un bar, dopo l\u2019ennesima sbronza, viene aggredito e pestato da cinque ragazzi, tutti attorno ai venti anni, che lo riducono in fin di vita, calciandolo ripetutamente sulla testa. Gli invasati neonazisti, Freddy Hommel, Richard Purcell, Charles DeGroat, David Mead e Noah Rand, mal tollerano che poco prima Mark abbia ammesso di essere un cross-dresser. Lasciato quasi esanime, Hogancamp passa i successivi nove giorni in coma. Si risveglia, ma per le botte prese, ha perso la capacit\u00e0 di parlare e di camminare ed \u00e8 costretto in ospedale per altri lunghi 40 giorni. La diagnosi \u00e8 di danno cerebrale che gli ha compromesso la memoria. Della sua vita precedente non ricorda pressoch\u00e9 nulla. Grazie alle cure dei medici, Hogancamp ricomincia lentamente a riacquisire le sue abilit\u00e0 e sprazzi di ricordi, imparando a bere caff\u00e8 e a fumare, piuttosto che tornare ad alcolizzarsi. Ma, trascorsa questa prima convalescenza, Mark torna alla propria roulotte alloggio, con scarsi mezzi di sussistenza ed una terapia da seguire per la quale l\u2019assicurazione medica non paga pi\u00f9 e lui non ha soldi. Nato nel 1970 a Kingston, a circa 150 chilometri da New York, fino a quel fatidico giorno dell\u2019aggressione, Mark era stato un muratore, un carpentiere appassionato di modellismo, un marinaio nella marina militare, un carcerato ed uno showroom designer. Si era sposato, ma il matrimonio non aveva retto ai problemi di alcool. Divorziato, il vizio del bere era diventato ancora pi\u00f9 grave, tant\u2019\u00e8 che solo saltuariamente lavorava, quando sobrio, in un ristorante della citt\u00e0 natale. Ma di tutto questo lui ricorda molto poco. Davanti a s\u00e9, una tabula rasa. Una vita tutta da inventare. A cosa dedicare la propria esistenza? Passa il tempo davanti la tv. Si mette anche a leggere i diari che teneva in precedenza e, fra disegni e appunti scopre che aveva avuto una passione per la Seconda Guerra Mondiale. Il nonno, tedesco, aveva combattuto per la Wehrmacht, mentre lui era stato in marina per cinque anni. Gli consigliano di trovarsi un passatempo che lo aiuti a recuperare la destrezza manuale. Finisce cos\u00ec in un negozio di modellismo, il J&amp;J\u2019s Hobbies di Kingston, e l\u00ec nota una replica di un pilota americano della Dragon Models Limited, alto come una Barbie, che gli somigliava. Lo compra e compra varie divise e armi. \u00c8 complesso cambiarlo, richiede una certa abilit\u00e0, esattamente quel che gli serve come esercizio. Ne compra qualcun altro, somigliante ai suoi familiari o ai quei pochi amici che gli sono rimasti. In quelle bambole scorge delle personalit\u00e0 e, facendole interagire le une con le altre, inizia a creare delle storie. Nel giardino intorno alla casa-roulotte in cui vive, inizia col costruire delle ambientazioni in scala, che formeranno una cittadina belga durante la Seconda guerra mondiale. La chiama Marwencol, dalla fusione fra il suo nome, Mark, e quelli di due ragazze di cui s\u2019era innamorato anni addietro, Wendy e Colleen. La popola con quelle bambole che ha scovato e che rappresentano se stesso e le persone pi\u00f9 importanti della sua vita, creando cos\u00ec una personalissima versione della terapia seguita in ospedale. Quotidianamente inizia a dare vita a vere e proprie rappresentazioni teatrali tratte dai suoi ricordi, andando a ripescare tra i flash che gli affioravano, fatti ed avvenimenti che avevano come protagonisti lui e le persone che gli erano care e che riesce a ricordare. Soprattutto donne, le sue amiche, quelle che lo aiutavano prima e che in qualche misura avrebbero, poi, restituito un senso alla sua vita. Quei \u201cpersonaggi\u201d iniziano a muoversi nel \u201cloro\u201d spazio secondo storie che Mark inventa, rielaborando le nozioni acquisite nel corso della terapia. Ogni giorno una sceneggiatura, ogni giorno un copione in base al quale costruire episodi, microstorie che sarebbero andate a ricomporre la sua storia, quella principale. Marwencol, i suoi luoghi e i suoi abitanti, diventano cos\u00ec la maniera in cui Mark elabora il trauma sub\u00ecto. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u201cIn fondo la vita non \u00e8 che una lunga sceneggiata, della quale siamo i protagonisti\u201d<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">. L\u2019idea funziona. Pian piano, giorno dopo giorno, rappresentazione dopo rappresentazione Mark fa scorta di ricordi e esperienze. Recuperando il bandolo della matassa della propria esistenza, egli riannoda a s\u00e9 le persone della sua vita precedente, si riappropria di se stesso e di tutto quello che \u201cquella notte\u201d gli aveva fatto perdere. Ne trae giovamento anche sul piano fisico. Incrementa la propria mobilit\u00e0, i movimenti si coordinano meglio e a questo contribuisce anche un\u2019altra decisione: fotografare quelle figure e le loro azioni, creando una specie di storyboard che corra parallelo alla vita vera che sta rielaborando. Quella che era nata come una fantasiosa rielaborazione diventa il centro nevralgico di un progetto che va avanti da quasi vent\u2019anni. Marwencol non \u00e8 pi\u00f9 un giardino con bambole in abiti anni Quaranta. Si anima di storie complesse, articolate, drammatiche che parlano di violenza, di rabbia, di paura e prendono le mosse da uno spunto preciso: le donne che, sole e senza uomini, abitano la citt\u00e0, salvano il pilota di un caccia americano abbattuto dal nemico, Captain Hogie alter ego di Hogancamp. Con una cicatrice sul volto, che simboleggia la violenza sub\u00ecta dal vero Mark. Una vecchia Pentax lo aiuta a fissare quelle vicende con migliaia di foto, un\u2019attivit\u00e0 compulsiva, necessaria, vitale. Al centro delle immagini, le sue bambole. <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">\u201cSto mettendo insieme un esercito di donne<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\"> \u2013 dir\u00e0 in un\u2019intervista \u2013 <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">sono loro che fanno muovere il mondo\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; line-height: 108%; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">La vicenda, gi\u00e0 pressoch\u00e9 surreale, ha per\u00f2 un seguito davvero speciale. Marwencol, nella mente del suo creatore non \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte. Non lo \u00e8 stato per molto tempo. La citt\u00e0 immaginaria per Hogancamp ha funzionato come una terapia, l\u2019unico modo che ha trovato per continuare ad esistere dopo la personale tragedia accadutagli. Il caso vuole per\u00f2 che, nel 2009 David Naugle, un fotografo, vide per caso Mark sul ciglio della strada che trainava la piccola jeep militare sempre in scala uno a sei con quattro soldati sopra. In quell\u2019occasione era vestito come il suo alter ego, con la divisa dell\u2019ultima guerra. Due chilometri di statale fino al The Anchorage, un\u2019osteria, dove impasta polpette. Naugle ebbe la prontezza di spirito di fermarsi e scambiare quattro chiacchiere con Mark. Si fece mandare le foto che faceva, poi le diede a Tod Lippy, direttore della rivista Esopus Magazine che decise di pubblicarle. Il 16 settembre del 2010 le foto di Mark Hogancamp sono state per la prima volta oggetto di una mostra all\u2019Esopus Space di Manhattan. Ma soprattutto sono state il centro di un documentario struggente firmato da Jeff Malmberg, che ha poi vinto premi in diversi festival iniziando dal South by Southwest. \u00c8 cos\u00ec cominciata la terza esistenza di Mark Hogancamp, quella dell\u2019artista involontario e sui generis. \u201cMark non sta speculando n\u00e9 simulando\u201d, spiega Lippy. \u201cEcco la differenza fra lui e i tanti artisti che lavorano con i giocattoli strizzando l\u2019occhio al pubblico. Ed \u00e8 una differenza fondamentale\u201d. Marwencol non \u00e8 il ritratto ironico della societ\u00e0 fatta attraverso dei balocchi, n\u00e9 manifestazione di una cultura underground legata al modellismo. \u00c8 la costruzione di una memoria alternativa che ha preso il posto di quella andata distrutta dall\u2019aggressione. Un passato che \u00e8 universo narrativo. Lo spessore e gli intrecci sono quelli di un serial o di un fotoromanzo. \u201cTutti prima o poi hanno desiderato una seconda chance nella vita\u201d, racconta ancora Mark nel documentario di Jeff Malmberg. \u201cPoter fare le cose che non siamo mai riusciti a fare. Essere davvero se stessi. \u00c8 quel che accade ai personaggi del mio villaggio. Vivono la loro seconda possibilit\u00e0. \u201c<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"http:\/\/playground.blogautore.repubblica.it\/2016\/01\/13\/marwencol-nel-mio-mondo-in-miniatura\/\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">http:\/\/playground.blogautore.repubblica.it\/2016\/01\/13\/marwencol-nel-mio-mondo-in-miniatura\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"http:\/\/www.clickblog.it\/post\/9740\/marwencol-un-piccolo-mondo-tra-arte-e-terapia-scatto-dopo-scatto\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">http:\/\/www.clickblog.it\/post\/9740\/marwencol-un-piccolo-mondo-tra-arte-e-terapia-scatto-dopo-scatto<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/promo\/benvenuti-a-marwen\/storia.html\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">https:\/\/www.repubblica.it\/promo\/benvenuti-a-marwen\/storia.html<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"https:\/\/www.nytimes.com\/2011\/04\/07\/garden\/07marwencol.html\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">https:\/\/www.nytimes.com\/2011\/04\/07\/garden\/07marwencol.html<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"https:\/\/web.archive.org\/web\/20060511082836\/http:\/www.esopusmag.com\/archivesubright.php?Id=3199&amp;pID=3014\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">https:\/\/web.archive.org\/web\/20060511082836\/http:\/\/www.esopusmag.com\/archivesubright.php?Id=3199&amp;pID=3014<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"http:\/\/cultstories.altervista.org\/mark-hogancamp-marwencol-bambole-e-memoria\/\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">http:\/\/cultstories.altervista.org\/mark-hogancamp-marwencol-bambole-e-memoria\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/01\/11\/marwencol-mark-hogancamp\/\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">https:\/\/www.ilpost.it\/2019\/01\/11\/marwencol-mark-hogancamp\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"line-height: 108%;\"><u><a href=\"https:\/\/www.cinematographe.it\/rubriche-cinema\/focus\/benvenuti-a-marwen-storia-vera\/\"><span style=\"font-size: 11.0pt; font-family: 'Calibri';\">https:\/\/www.cinematographe.it\/rubriche-cinema\/focus\/benvenuti-a-marwen-storia-vera\/<\/span><\/a><\/u><\/p>\n<p class=\"Normale\">\n<p><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/W-Curion-Un\u2019immagine-mille-storie.-Benvenuti-a-Marwen.pdf\">W Curion Un\u2019immagine mille storie. Benvenuti a Marwen<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3489\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3489\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3489\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3489\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Curion Il percorso artistico e personale non necessariamente \u00e8 lineare e preordinabile. Anzi, il pi\u00f9 delle volte, \u00e8 tortuosa e complessa la strada che conduce a una propria identit\u00e0 e riconoscibilit\u00e0, che fanno di un autore e della propria opera una manifesta conquista del genere umano. La storia vera da cui \u00e8 stato [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/unimmagine-mille-storie-benvenuti-a-marwen\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su 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