{"id":3543,"date":"2019-05-25T10:19:18","date_gmt":"2019-05-25T08:19:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3543"},"modified":"2019-05-25T10:19:18","modified_gmt":"2019-05-25T08:19:18","slug":"la-filosofia-arabo-islamica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/","title":{"rendered":"La filosofia Arabo-Islamica"},"content":{"rendered":"<p>di Francesco Villano<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg\"><img data-attachment-id=\"3549\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/064-7\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg?fit=658%2C450&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"658,450\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"064-7\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg?fit=300%2C205&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg?fit=658%2C450&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3549\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7-300x205.jpg?resize=300%2C205\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg?resize=300%2C205&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/064-7.jpg?w=658&amp;ssl=1 658w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Iniziamo focalizzando l\u2019attenzione su di un fenomeno che troppo spesso sfugge alla nostra comprensione, ma che riveste un\u2019importanza straordinaria nella corretta percezione che ogni civilt\u00e0 dovrebbe avere di s\u00e9.<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Parafrasando un celebre titolo di un libro del grande mistico cristiano, Thomas Merton: \u201cNessun uomo \u00e8 un isola\u201d, possiamo affermare che nessuna cultura o civilt\u00e0, di ogni tempo e ogni luogo, abbia avuto origine e si sia sviluppata da s\u00e9 sola, da un \u201cnulla\u201d iniziale, ma che ci sia stata sempre una circolazione e un mutuo scambio di saperi, alle volte pi\u00f9 intenso, altre volte meno, a conferma, se ce ne fosse bisogno, che la famiglia umana \u00e8 ed \u00e8 stata sempre una. A sostegno di questa tesi possiamo citare Burkert Walter, il grande storico della filosofia greca. Egli ha sottolineato come: \u201cil pensiero filosofico greco, pur imponendosi come modello epistemologico, nasca debitore nei confronti della tradizione orientale. La prima filosofia greca deve molto alle tradizioni precedenti e orientali, in particolare alla ricchissima fonte di tradizioni costituita dai miti cosmogonici e dalla letteratura sapienziale. Per rimanere nel campo degli esempi pi\u00f9 segnatamente scientifico, basta ricordare quanta parte ebbero, nell\u2019opera dei pre-socratici, la matematica e l\u2019astronomia mesopotamica, la cosmogonia dell\u2019acqua in Talete, la uranografia iranica in Anassimandro, l\u2019ordine cosmologico e la percezione del tempo cos\u00ec come erano stati tramandati dalla letteratura sapienziale accadica\u201d.<\/span><!--more--><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Dopo il Concilio di Efeso (431 d.C.), e quello di Calcedonia (451 d. C.), dove erano state riconosciute come dottrine eretiche rispettivamente sia il nestorianesimo che il monofisismo, e dopo la chiusura dell\u2019Accademia Neoplatonica ad Atene nel 529 d. C., ad opera di Giustiniano, ci fu una migrazione di \u201ccristiani eretici\u201d e \u201csapienti pagani\u201d verso Oriente. In breve da Atene, Alessandria, Antiochia, solo per citare alcuni tra i pi\u00f9 importanti centri di quell\u2019epoca, ci si diresse verso Oriente, prima a Edessa e poi a Nisibi, quest\u2019ultima in territorio iranico-persiano sasanide. La posta in gioco, per il sapere ellenistico, era molto alta: quale sarebbe stato il destino del patrimonio di scienze, lettere, arti e con tutto il lascito di studi medici e anatomici ereditato dagli autori classici, quando i cristiani sembravano disinteressarsi a quei valori e non accettare di proporsi come i continuatori della tradizione ellenistica?<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Alla fine di questo peregrinare, in particolare nestoriani ed esponenti dell\u2019Accademia ateniese conversero nella celebre citt\u00e0 di Jundishapur (sud ovest della Persia), fondata da Shapur I. L\u00ec sorse una grande scuola per gli studi scientifici (in particolar modo di medicina) e filosofici; una vera e propria Accademia con una grande biblioteca e un osservatorio astronomico. La citt\u00e0 divenne un centro di traduzioni del sapere ellenistico dal greco al siriaco, e da questi al pahlevi ( medio persiano), ma anche approdo della sapienza persiana e indiana. Non solo traduzioni, ma anche sviluppi, originali elaborazioni e riformulazioni di queste conoscenze. In sintesi: tutto il sapere della tarda antichit\u00e0, sia occidentale che orientale, si incontr\u00f2 per dare origine a nuovi saperi. Con l\u2019arrivo dell\u2019islam, che dava grande importanza alla scienza, basandosi su un verso del Corano che dice: \u201ccercate il sapere fino in Cina\u201d, questi scienziati si spostarono prima a Damasco e poi a Baghdad dove, nel 815 d.C., il Califfo Al-Mamun fond\u00f2 la celeberrima Bayt-Al-Hikma (La Casa della Sapienza). Uno stuolo di traduttori, tra cui si distinsero dei saggi nestoriani provenienti da Jundishapur, mise a disposizione del mondo arabo-islamico, e in lingua araba, tutto lo scibile a disposizione. Per due secoli Baghdad fu il perno della cultura e della ricerca di tutta l\u2019ecumene, non solo islamica. Filosofia, letteratura, matematica, medicina, astronomia, ottica, geometria, fisica, farmacologia, chimica, botanica, etc., sono alcuni dei nomi delle discipline che fiorirono a quel tempo. Non una pura e semplice trasmissione del sapere, ma una rivoluzione vera e propria del sapere stesso, dove un\u2019altrettanta fondamentale importanza ebbero i grandissimi scienziati, tra tutti ricordiamo Al Biruni, provenienti da citt\u00e0 dell\u2019Asia centrale quali: Merv, Bukhara, Balkh, Gurganj, Nishapur, Tus, etc.; tutti centri che gi\u00e0 da alcuni secoli, precedenti l\u2019affermarsi dell\u2019islam, avevano sviluppato una plasticit\u00e0 culturale di altissimo livello che gli aveva permesso di confrontarsi e relazionarsi con i massimi sistemi di pensiero, religiosi e non, che nel corso del tempo si erano affacciati nel cuore dell\u2019Asia: il buddhismo, lo zoroastrismo, il manicheismo, il cristianesimo nestoriano, l\u2019ebraismo, il sapere ellenistico ed infine l\u2019islam. A Baghdad, la biblioteca della Casa della Sapienza arriver\u00e0 a contare sino a 500000 volumi. Tutto questo sapere, quest\u2019immenso patrimonio culturale, migrer\u00e0 per tutto l\u2019ecumene arabo-islamico, sia ad Oriente che ad Occidente, fecondando anche il mondo ebraico e greco-ortodosso, e infine raggiungendo anche l\u2019Al-Andalus, la Spagna islamica dove, alcuni secoli pi\u00f9 tardi, a Toledo, dopo la Reconquista cristiana, sorger\u00e0 la celeberrima scuola dei traduttori che permetter\u00e0 all\u2019Europa cristiana-latina di attingere anch\u2019essa a questo immenso serbatoio di conoscenze.<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Questa virtuosa contaminazione culturale tra mondo islamico e cristiano-latino si ebbe anche in altre aree del mediterraneo, ovverosia nella Sicilia medioevale e negli stati cristiani del Medio Oriente che erano sorti in conseguenza delle prime crociate. Tutto ci\u00f2 consent\u00ec se non addirittura l\u2019avvio, almeno una formidabile accelerazione di quelle dinamiche che condurranno a uno dei pi\u00f9 fecondi periodi della storia occidentale: il Rinascimento. Il debito culturale che l\u2019occidente cristiano-latino ha contratto con il mondo arabo-islamico, in queste tre aree del Mediterraneo, \u00e8 imperituro! <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">All\u2019interno di questa ampia e vasta cornice, spazio&#8211;temporale, prende l\u2019avvio la storia della filosofia in terra islamica. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-bottom: 8.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il fondamento metafisico, i pilastri centrali e basilari, della filosofia arabo-islamica classica o cosiddetta medievale, sono l\u2019unit\u00e0-unicit\u00e0 (tawhid) e trascendenza (tanzih) di Dio. Quindi, nella quasi totalit\u00e0, i filosofi prima di essere tali erano musulmani. Partendo da ci\u00f2, notiamo come il rapporto tra l\u2019unicit\u00e0 e trascendenza di Dio con il pensiero greco-ellenistico abbia caratterizzato, in particolare, la <\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">filosofia classica<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">; mentre il problema della prassi e del rapporto con la modernit\u00e0, quello con la <\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">filosofia contemporanea<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Il concetto di filosofia, nel mondo arabo-islamico, si pu\u00f2 articolare in tre modi principali: Falsafa, Hikma e Ma\u2019rifa o Irfan. Il termine arabo che designa questo approccio alla realt\u00e0 \u00e8<\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\"> \u2018aqliyya<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> (<\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">le scienze speculative<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">). Il primo termine, falsafa, che si rif\u00e0 al greco philosophia, fa esplicito riferimento alla tradizione di pensiero, all\u2019orizzonte culturale, al metodo argomentativo, ai presupposti teorici che hanno origine dal contatto e dall\u2019interazione con la Grecia classica. La falsafa, comunque,<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> \u00e8 stata relativamente marginale rispetto alla <\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">scienze fondamentali dell\u2019islam, dette tradizionali o \u201ctramandate\u201d (naqliyya in arabo): Corano, hadith (detti, fatti e silenzi del profeta Muhammad), diritto (fiq in arabo, con le quattro scuole giuridiche: hanafita, malikita, sciafeita e hanbalita), kalam (la teologia speculativa nella sua triplice articolazione: Mu\u2019tazilita-Ash\u2019arita e Maturide), o le stesse scienze della natura.<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Il secondo termine, hikma, che si trova anche nel Corano e usato spesso in relazione ai profeti, sta per sapienza o saggezza. Utilizzato in un contesto filosofico, denota una \u201cfilosofia\u201d maggiormente legata, anche se non necessariamente subordinata, alla prospettiva religiosa islamica.<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Ha cercato una via di mediazione tra pensiero razionale, rivelazione e sistemazione giuridica che per\u00f2 non si \u00e8 rivelata particolarmente durevole.<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Il terzo termine, ma\u2019rifa o irfan, rinvia ad una conoscenza non tanto razionale quanto spirituale, pi\u00f9 che altro una gnosi, una teosofia esoterica. Comunque \u00e8 da sottolineare che il rapporto tra l\u2019\u2019aqliyya e naqliyya, seppur problematico, dovrebbe crescere dialetticamente, alla ricerca di un comune orizzonte epistemologico e di una riforma del pensiero islamico. Detto questo, dobbiamo anche ricordare che la civilt\u00e0 arabo-islamica non ha avuto una tradizione \u201cclassica\u201d di cultura e scienza che l\u2019abbia preceduta; cosa che invece \u00e8 avvenuto per l\u2019occidente cristiano. La cosa straordinaria, il miracolo di questa civilt\u00e0, \u00e8 stato di aver creato pressoch\u00e9 dal nulla, pur attingendo copiosamente alle antiche civilt\u00e0 della Persia e dell\u2019India da un lato e al mondo greco-siriaco post ellenistico dall\u2019altro, come abbiamo detto precedentemente, una delle pi\u00f9 straordinarie esperienze intellettuali dell\u2019umanit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-top: 5.0pt; margin-bottom: 5.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Secondo la tradizione, ci\u00f2 che da inizio all\u2019interesse degli arabi per la filosofia \u00e8 il leggendario \u201csogno di al-Mam\u016bn\u201d<\/span><\/b> <span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">(786-833) <\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">califfo della dinastia abbaside, nipote di H\u0101r\u016bn al-Rash\u012bd, il califfo delle \u201cMille e una notte\u201d. In questo sogno gli sarebbe apparso Aristotele e lo avrebbe esortato a guidare il suo popolo verso il bene e la conoscenza. In realt\u00e0, al fondo di questa missione culturale vi \u00e8 una precisa idea politica, per cui l\u2019impero degli abbasidi si sarebbe presentato non solo come l\u2019erede diretto del Profeta e, anzi, di Dio, bens\u00ec anche come l\u2019erede diretto del sapere scientifico greco-ellenistico. <\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il califfato abbaside ader\u00ec alla teologia mutazilita, che proclamava il libero arbitrio umano e la legittimit\u00e0 della ragione per spiegare o formulare la verit\u00e0 della fede. Questa corrente teologica suscit\u00f2 lo scandalo dei musulmani ortodossi e conservatori, legati alla lettera del Corano e della Sunna. Al-Ma\u2019mun la proclam\u00f2 dottrina di stato nell\u2019827. A<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Baghdad, alcuni traduttori, sia cristiani che musulmani, si riunirono attorno alla figura di <\/span><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">al-Kind\u012b<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> (m. 873), il \u201cprimo filosofo degli arabi\u201d, oltre che astrologo, musicologo, matematico e fisico. Costui ricevette l\u2019incarico di dirigere la traduzione dei testi dal califfo al-Mam\u016bn e prosegu\u00ec il suo lavoro anche sotto i successori di quest\u2019ultimo, cadendo poi successivamente in disgrazia. L\u2019intento di al-Kind\u012b, che traspare anche nelle sue opere personali, \u00e8 quello di formulare una \u201cteologia razionale\u201d che, armonizzando le filosofie di Aristotele, Platone (nell\u2019esegesi sistematica di Plotino), Proclo (ossia, il tardo-platonismo) e l\u2019esegesi peripatetica di Alessandro di Afrodisia, permettesse di coniugare la filosofia greca con il dogma islamico del taw\u1e25\u012bd, cio\u00e8 l\u2019unicit\u00e0 di Dio. Egli riteneva, infatti, che si potesse conciliare la ragione speculativa con la rivelazione coranica, sostenendo che la filosofia fosse soprattutto scienza delle cause. <\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">A questo primo circolo di traduttori si deve la versione in lingua araba di una vasta gamma di trattati, tra cui: la<\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Metafisica<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Aristotele, le ultime tre <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Enneadi<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Plotino, destinate a divenire la cosiddetta <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Teologia di Aristotele<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> e una selezione di proposizioni tratte dagli <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Elementi di teologia<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Proclo, rielaborata nel <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Libro di Aristotele sull\u2019esposizione del Bene Puro<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> \u2013 il <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Liber de Causis<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> latino. Quest\u2019ultimo, una volta giunto nel mondo latino nel XII sec., fu <\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">studiato e commentato nelle universit\u00e0 di tutta l\u2019Europa medievale, quale scritto di Aristotele, sino allo svelamento, come opera di Proclo, operata da Tommaso d\u2019Aquino.<\/span><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> In questo primo gruppo di lavoro non solo viene elaborata una terminologia coerente per la <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">falsafa<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, ma si concepisce il primo progetto metafisico originale come si vede bene dalla principale opera di al-Kindi, la <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Filosofia Prima.<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> In essa al-Kindi propone un\u2019ontologia compatibile con la fede di quanti aderiscono al <\/span><i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">tawhid<\/span><\/i><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> della religione coranica, ossia di quanti, come lui, credono in un Dio che \u00e8 Causa prima ed Intelletto primo e che ha voluto creare dal nulla l\u2019universo fisico nel tempo. Il rifiuto dell\u2019infinit\u00e0 del tempo lo mise in contrasto con la quasi totalit\u00e0 della falsafa. Per quanto riguarda l\u2019indagine sul processo del pensare dell\u2019uomo, al-Kindi fu il primo a presupporre in ogni singola anima tre gradi di conoscenza intellettuale: l\u2019intelletto potenziale (cio\u00e8 la possibilit\u00e0 che ha l\u2019uomo di pensare), l\u2019attualizzato o acquisito (che si \u00e8 gi\u00e0 appropriato di una conoscenza ma non se ne serve in atto), e l\u2019intelletto in atto (che si serve effettivamente del saper acquisito, e in tal modo diviene visibile all\u2019esterno). <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"margin-top: 5.0pt; margin-bottom: 5.0pt; text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Al-Farabi<\/span><\/b><span style=\"color: #00000a; font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> (870-950), il secondo filosofo di cui ci occupiamo, pu\u00f2 essere considerato il master architect della filosofia islamica, per molti motivi: fu in un certo senso il fondatore dello studio della logica nel mondo musulmano; precis\u00f2 ulteriormente una terminologia specifica per la filosofia, partendo anche dal fatto che ebbe la possibilit\u00e0 di accedere alla traduzione completa di quasi tutte le opere greche di filosofia; perch\u00e9 per la prima volta formul\u00f2 in modo consapevole e propriamente filosofico, alcuni grandi temi del pensiero metafisico e cosmologico, tra cui la distinzione di essenza ed esistenza e il sistema cosmologico emanativo; e infine perch\u00e9 fu il fondatore della filosofia politica islamica. Non \u00e8 un caso che fosse chiamato \u201cil secondo maestro\u201d, secondo appunto solo ad Aristotele. Interessante poi la sua idea riguardo al fatto che la filosofia non sia coltivata in tutto il mondo, perch\u00e9 ci sono sempre soltanto pochi uomini in grado di comprenderla e farla sviluppare; e di come i centri in cui \u00e8 stata coltivata siano stati diversi nel tempo: partendo da Atene, passando per Alessandria ed approdando nella sua Baghdad, dove aveva trovato una nuova patria nel centro del mondo islamico.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Ibn Sina<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, l\u2019Avicenna della filosofia occidentale (908-1037), \u00e8 il terzo filosofo di cui ci occupiamo. In realt\u00e0 Ibn Sina \u00e8 stato uno degli uomini di cultura pi\u00f9 straordinari che siano mai apparsi sulla terra; medico, matematico, fisico; un autentico sapiente! La sua produzione filosofica si pu\u00f2 suddividere in <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">summae <\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">che \u2013 divise in genere (ma non sempre) in quattro parti (logica, fisica, matematica e metafisica)\u2013 comprendono tutte le scienze dell\u2019epoca, e trattati di breve estensione su singoli argomenti. Del primo tipo si possono ricordare: il <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Kit\u0101b al-Shif\u0101\u2019 <\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">(\u00abIl libro della guarigione\u00bb, dove \u00e8 sottinteso \u00abdell\u2019anima dall\u2019errore\u00bb), di cui nel Medioevo furono tradotte in latino diverse parti; \u201cIl libro della salvezza\u201d e il <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">\u201c<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Libro della scienza\u201d. La <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">\u1e24ikma Mashriqiyya <\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">(\u00abFilosofia orientale\u00bb), giunta solo in minima parte, ha costituito il centro di un\u2019importante questione storiografica. <\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Alcuni testi sembrano proporla come la vera filosofia di Avicenna<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\">. La critica \u00e8 per\u00f2 ormai propensa a rifiutare l\u2019idea di una cesura nel pensiero avicenniano e a ricusare la tesi di una sua dimensione esoterica, anche se non si pu\u00f2 negare che non furono estranee al pensiero di Avicenna le riflessioni misticheggianti dei teosofi sulla gerarchia delle luci, sulle entit\u00e0 spirituali angeliche e sulla profezia cos\u00ec come sul cammino soteriologico dell\u2019anima. Del resto, \u00e8 questa inclinazione gnostica della sua filosofia che ne ha fatto il rivendicato capostipite di tradizioni come l\u2019Illuminativismo di al-Suhrawardi, o del Bildungsroman del \u201cricercatore solitario\u201d di Ibn Tufayl (filosofo andaluso del XII sec.), un eremita che arriva a cogliere e a gustare Dio nella pienezza delle spiritualit\u00e0. In effetti il tema della \u201cFilosofia orientale\u201d ci spinge a riflettere sulla natura stessa della filosofia islamica e dei suoi rapporti col razionalismo greco e il pensiero gnostico iranico. Dal punto di vista scientifico abbiamo il suo capolavoro medico, il <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Kit\u0101b al-Q\u0101n\u016bn <\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">(<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Canone della medicina<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">) rivolto a ordinare sistematicamente le dottrine mediche di Ippocrate e Galeno nonch\u00e9 quelle biologiche di Aristotele. Esso ebbe grande diffusione in Occidente, prima nella versione latina di Gerardo da Cremona (12\u00b0 sec.), poi migliorata da Andrea Alpago (16\u00b0sec.) e fu stampato nel testo arabo per la prima volta a Roma nel 1593. Nella sua dottrina filosofica Ibn Sina intese rinnovare l\u2019aristotelismo, accogliendo per altro le diverse istanze del neoplatonismo gi\u00e0 vive nella filosofia a lui precedente; costante \u00e8 poi il confronto con le dottrine della teologia musulmana, che fu profondamente influenzata dal suo pensiero. Nel sistema di Ibn Sina il mondo \u00e8 coeterno a Dio, essere eterno, necessario e unico, da cui emana (cosmogonia emanatistica) un primo essere intelligente e quindi, per mediazione di questo, l\u2019intero mondo celeste (composto di intelligenze, anime e corpi), e infine la materia e le forme che la forgiano nell\u2019uno o altro essere del mondo sublunare. Nell\u2019azione divina \u00e8 quindi essenziale il ruolo mediatore delle sostanze celesti. Poich\u00e9 infatti alla perfezione di Dio ripugna la molteplicit\u00e0, \u00e8 per mezzo di esseri intermedi, chiamati anche \u00abdatori delle forme\u00bb, emananti in ordine degradante dal principio, che vengono assicurati il passaggio dall\u2019uno al molteplice, la cosmologia e l\u2019informazione della materia sublunare: l\u2019intelligenza prima, che procede dall\u2019unit\u00e0 assoluta di Dio, d\u00e0 quindi luogo a una seconda intelligenza cos\u00ec da avere poi l\u2019intelligenza, l\u2019anima e il corpo del cielo, secondo un processo triadico che si reitera identico fino all\u2019intelligenza della sfera lunare, l\u2019intelletto agente. L\u2019intelletto agente \u00e8 la causa immediata delle trasformazioni che avvengono nel mondo sublunare, garantendo a un tempo l\u2019irradiarsi delle forme sostanziali nella materia e l\u2019attualizzazione dell\u2019intelletto umano con le forme intelligibili. Nel processo di informazione e determinazione un ruolo \u00e8 attribuito per\u00f2 anche alla preparazione della materia e al processo astrattivo dell\u2019intelletto umano. Se l\u2019anima umana \u2013 sostanza spirituale e individuale \u2013 intende per l\u2019azione che su di essa svolge l\u2019intelletto agente universale e unico, che imprime in essa gli intelligibili, l\u2019intendere resta un\u2019attivit\u00e0 individuale, in quanto l\u2019intelletto possibile \u00e8 pi\u00f9 o meno \u00abpreparato\u00bb a ricevere l\u2019illuminazione dell\u2019intelletto agente; al vertice del processo conoscitivo \u2013 per una pi\u00f9 intima congiunzione dell\u2019intelletto umano con il<\/span><i> <\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">datore dell\u2019intelletto e poi pi\u00f9 su con le altre intelligenze celesti \u2013 si pongono l\u2019estasi e la profezia. Altro elemento fondamentale della sua riflessione \u00e8 la distinzione che fa tra essenza ed esistenza. Ibn Sina ritiene l\u2019esistenza accidentale all\u2019essenza negli esseri creati, mentre l\u2019esistenza \u00e8 attributo inerente all\u2019essenza del Creatore. Gli esseri creati sono meramente possibili (la loro inesistenza non implica contraddizione) e diventano necessari per l\u2019intervento esterno di Dio. Mentre Dio, il Necessariamente Esistente, \u00e8 appunto necessario in s\u00e9 e la non esistenza sarebbe per lui contraddizione. In realt\u00e0, che l\u2019essenza sia superiore all\u2019esistenza per Avicenna \u00e8 una questione dibattuta, e molti hanno ritenuto il contrario. Ibn Sina. ebbe un\u2019influenza notevole sul pensiero del Medioevo latino. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">al-Ghaz\u0101l\u012b<\/span><\/b> <span style=\"font-family: 'Cambria Math';\">\u27e8<\/span> <i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Algazel<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">) ( <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1058<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> &#8211; <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1111<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">). Teologo, mistico, filosofo e giurista, pu\u00f2 essere considerato l\u2019intellettuale musulmano per eccellenza. Nell&#8217;anno <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1091<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> lo troviamo ad insegnare alla madrasa Ni\u1e93\u0101miyya di Baghdad, dove divenne uno dei personaggi pi\u00f9 eminenti. Nel <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1095<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, in seguito a una malattia nervosa-crisi esistenziale, abbandon\u00f2 la sua carriera di giurista e teologo per dedicarsi a una vita tutta rivolta al sufismo, nell&#8217;ambito del quale rappresent\u00f2 l&#8217;iniziatore dell&#8217;ala moderata. In questi anni scrisse il suo capolavoro: la &#8220;Rivivificazione delle scienze religiose&#8221;, in <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">40<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> volumi, che tratta rispettivamente delle pratiche del culto, dei costumi sociali, dei viz\u00ee e delle virt\u00f9. Esso \u00e8 un manuale completo per raggiungere Dio attraverso il perfezionamento etico-spirituale, ma \u00e8 anche un trattato teologico, ricco di digressioni dogmatiche, morali e speculative. In seguito compose la <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Tah\u0101fut al-fal\u0101sifa<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> (&#8220;L&#8217;incoerenza dei filosofi&#8221;), terminata nel <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1095<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, in cui si sforz\u00f2 di determinare quelle che per lui erano le contraddizioni dei filosofi, affermando che pur essendo sinceri nella ricerca della verit\u00e0, non possiedono gli strumenti adeguati per raggiungerla. Egli non nega affatto la validit\u00e0 delle scienze come la matematica e la logica, i cui risultati non possono essere messi in dubbio, ma afferma che la realt\u00e0 delle cose divine non pu\u00f2 essere espressa in categorie logiche. Prese particolarmente di mira le teorie dell&#8217;eternit\u00e0 del mondo (cui oppose la creazione fatta da un Dio personale), della processione delle sfere (cui contrappose la teoria dell&#8217;onnipotenza di Dio e della sua libert\u00e0 d&#8217;azione) e della causa naturale, nel senso che l\u2019unico autentico agente \u00e8 Dio, l\u2019unico essere dotato di volont\u00e0 autonoma, per cui ci\u00f2 che accade non \u00e8 imputabile ad un mero effetto meccanico, indipendente dalla volont\u00e0 di Dio. Come giurista scrisse numerosi trattati di diritto e dedic\u00f2 particolare interesse alla teologia dogmatica. Nel dicembre del <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">1111<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> si ritir\u00f2 a \u1e6c\u016bs, ove fond\u00f2 un istituto di accoglienza per i \u1e63\u016bf\u012b, in cui venivano formati i giovani suoi discepoli. In complesso l&#8217;opera di al-Ghazali favor\u00ec il definitivo accoglimento del sufismo moderato entro l&#8217;ortodossia e ravviv\u00f2 con un&#8217;esperienza mistica la religiosit\u00e0 ufficiale, che minacciava di inaridire in un puro formalismo. Un dibattito storiografico, ormai secolare, verte sul fatto che la filosofia arabo-islamica sarebbe morta dopo le critiche rivoltele da Al-Ghazali nell\u2019Incoerenza dei filosofi, e dopo che Averro\u00e8, di cui stiamo per trattare, non ebbe epigoni che ne continuassero l\u2019opera razionalistica nel mondo arabo. A mio avviso n\u00e9 la scienza, n\u00e9 la filosofia ebbero fine, ma subirono sicuramente un fortissimo ridimensionamento. In particolare, per alcuni, la filosofia si ri-indirizz\u00f2 in senso gnostico e teosofico, al-Din-Suhrawardi prima e Mulla Sadra dopo. Un ruolo fu giocato anche dal sufismo speculativo. Quindi non solo \u201cresponsabilit\u00e0\u201d della riflessione teologico-filosofica di Al-Ghazali, ma anche dei successivi impatti storici che destrutturano completamente l\u2019assetto del mondo islamico. Mi riferisco al devastante affermarsi del dominio delle genti turco-mongole da un lato, e alla circumnavigazione dell\u2019Africa fatta da Vasco de Gama, unitamente alla scoperta dell\u2019America fatta da Cristoforo Colombo dall\u2019altro, che ridimensionarono in modo impressionante il ruolo dell\u2019universo arabo-islamico come trade-union tra l\u2019Europa e l\u2019Asia. Un esempio per tutti: solo recentemente in Iran \u00e8 iniziata la costruzione di un osservatorio astronomico, dopo circa 500 anni dall\u2019ultimo che aveva visto la luce nel mondo islamico, quando per secoli l\u2019astronomia era stata tra le scienze pi\u00f9 studiate. L\u2019epoca d\u2019oro della civilt\u00e0 arabo-islamica era fatalmente e definitivamente tramontata. Non era pi\u00f9 lei il faro della civilt\u00e0 mondiale. Con i successivi imperi Moghul (India), Safavide (Persia) e Ottomano (Turchia) fior\u00ec una meravigliosa sensibilit\u00e0 estetica, ma solo quella.<\/span><b> <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Averro\u00e8<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> \u00e8 il nome con il quale \u00e8 noto in Occidente il filosofo, giurista, medico e astronomo arabo di Spagna <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Ab\u016b l- Wal\u012bd Mu\u1e25ammad ibn Rushd<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> (1126-1198).\u00a0Tra le sue numerosissime opere\u00a0sono celebri in particolare i <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Commentari<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> ad Aristotele e alcuni scritti originali, tra i quali il pi\u00f9 noto \u00e8 il <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">Tah\u0101fut at-tah\u0101fut<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> (l\u2019\u201dIncoerenza dell\u2019incoerenza dei filosofi\u201d), decisa confutazione dell\u2019\u201dIncoerenza dei filosofi\u201d di al-Ghazali. Tre la sue tesi, che influenzarono la cultura occidentale: l&#8217;indipendenza delle verit\u00e0 di ragione da quelle di fede, l&#8217;eternit\u00e0 della materia e del mondo, la negazione dell&#8217;immortalit\u00e0 dell&#8217;anima individuale. Grande ammiratore di Aristotele, Averro\u00e8 combatte spesso Avicenna come deviante dal peripatetismo puro: suo intento infatti era di liberare il pensiero aristotelico dalle deformazioni neoplatoniche dei precedenti commentatori. Anche Avicenna concepisce secondo uno schema emanatistico il processo eterno di derivazione del mondo da Dio, tuttavia ritiene che la materia coeterna a Dio, non \u00e8, come vuole Avicenna, informe per s\u00e9 stessa, e ricevente quindi dal di fuori le forme, ma <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">ab aeterno<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> le contiene in potenza. Le cose quindi si formano, in quanto dalla materia le Intelligenze superiori (non derivanti l&#8217;una dall&#8217;altra, secondo l&#8217;opinione di Avicenna, ma dall&#8217;unico loro principio, Dio) traggono (<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">extractio<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, non <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">creatio<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">) all&#8217;atto le forme. Ma la teoria averroistica che maggiormente attrasse l&#8217;interesse della cristianit\u00e0 fu quella dell&#8217;intelletto e del suo rapporto con l&#8217;anima umana. Contro la concezione dominante nella filosofia araba dell&#8217;intelletto potenziale (detto anche <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">materiale<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> perch\u00e9, come la materia, ha per sua caratteristica di essere <\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">in potenza<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">) come intelletto umano, ossia come parte razionale dell&#8217;anima umana, Averro\u00e8 separa dall&#8217;anima non solo l&#8217;intelletto agente universale, ma anche l&#8217;intelletto materiale, giacch\u00e9 anche questo \u00e8 semplice, ingenerato, incorruttibile e immortale e costituisce un intelletto unico per tutti gli uomini. <\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">L&#8217;intelletto potenziale \u00e8 impersonale, e impersonale \u00e8 quindi l&#8217;immortalit\u00e0<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\">. Questa teoria, che fa estranea all&#8217;anima umana l&#8217;intelligenza e nega l&#8217;immortalit\u00e0 individuale, fu combattuta sul terreno filosofico da Tommaso D\u2019Aquino. Respingendo il tentativo di conciliare Aristotele con la religione musulmana, Averro\u00e8 riduceva la fede a un complesso di &#8220;miti&#8221; e di norme pratiche, necessarie per il popolo ma non per i filosofi che ne vedono il fondamento mitologico. Il suo pensiero, che tanta eco ebbe nell\u2019occidente cristiano latino, non trov\u00f2 sviluppo in terra d\u2019islam. Solo recentemente, nel pensiero arabo-islamico, si \u00e8 assistito ad un suo rifiorire, anche se con qualche libert\u00e0 interpretativa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Ibn Khaldun n<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\">acque a Tunisi nel 1332 d. C. Studi\u00f2 le varie discipline dello scibile musulmano, e fin da giovane ebbe alte cariche, <\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">alle quali lo chiamavano le tradizioni della sua<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> famiglia, lo spessore culturale e il suo ingegno politico. Lo scorrere della vita lo port\u00f2 in Spagna, in Africa e poi in Egitto, ove fu per alcuni anni giudice supremo m\u0101likita al Cairo. Mor\u00ec nel 1406 d. C<\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">. E\u2019 stato non solo il primo vero filosofo della storia del mondo occidentale mediterraneo medievale, compresa quindi anche l\u2019Europa cristiana, ma soprattutto afferm\u00f2, aristotelicamente, che la storia \u00e8 scienza delle cause degli avvenimenti umani e che quindi pu\u00f2 essere considerata, a pieno titolo, una branca del sapere. Quindi \u00e8 uno dei padri fondatori della storiografia. Viene anche considerato un sociologo <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">ante litteram, ed uno dei primi economisti<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">.<\/span><\/i><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> Da molti accostato a Hobbes, Vico, Marx, rappresenta la coscienza critica dell\u2019islam che, dopo l\u2019apogeo, si avviava verso la decadenza, da cui si inizier\u00e0 a riprendersi solo dopo alcuni secoli. La fama di Ibn Khaldun, in Oriente e in Europa, \u00e8 dovuta alla sua grande storia universale, e particolarmente ai Prolegomeni<\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\"> (<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">al<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">&#8211;<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">Muqaddimah<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">)<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\"> di essa, nei quali egli fissa anzitutto alcuni canoni di critica storica, studia poi le condizioni generali che regolano lo sviluppo delle societ\u00e0 umane, a cominciare dall&#8217;influenza del clima, collegando con questa i due tipi principali di vita associata, il nomade e il sedentario, i cui caratteri e le reciproche reazioni appaiono cos\u00ec chiari e ricchi di conseguenze nella storia della conquista araba e in quella dell&#8217;Africa del nord. In tali tipi di civilt\u00e0 egli indaga poi le forze di propulsione, prima tra tutte la \u201b<\/span><i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">a\u1e63abiyyah<\/span><\/i><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, cio\u00e8 lo spirito di solidariet\u00e0 o di corpo, proprio dei popoli giovani e <\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">so<\/span><span style=\"font-family: 'Calibri';\">prattutto dei nomadi, e le cause di decadenza, che fatalmente intaccano le civilt\u00e0 sedentarie e producono le condizioni per nuove invasioni e vittorie di popoli \u201cpi\u00f9 giovani\u201d e specialmente nomadi, in cicli storici determinati. Ma la ciclicit\u00e0 non \u00e8 tutto, infatti c\u2019\u00e8 un cammino lineare che li sottende, che ad ogni nuovo ciclo fa compiere alla civilt\u00e0 un piccolo passo in avanti. Nei Prolegomeni troviamo, poi, studi su il divenire degli stati e delle citt\u00e0, l&#8217;amministrazione, la guerra, le lingue, l&#8217;economia, la religione, la cultura, etc. Per l&#8217;originalit\u00e0 delle idee, l&#8217;accorta deduzione e applicazione dei suoi princip\u00ee alla storia concreta, dalla meditazione della quale essi sono nati, <\/span><b><span style=\"font-family: 'Calibri'; font-weight: bold;\">i Prolegomeni meritano un posto insigne nella letteratura universale<\/span><\/b><span style=\"font-family: 'Calibri';\">, e costituiscono nell&#8217;araba un fenomeno singolare. L&#8217;opera storica stessa non rappresenta, per molte delle sue parti, un progresso essenziale di fronte all&#8217;abbondante produzione araba anteriore, ma nell&#8217;ampia trattazione della storia dei Berberi e delle dinastie africane \u00e8 fonte preziosa. Il suo pensiero riaffiiorir\u00e0 in et\u00e0 contemporanea in relazione al confronto con la modernit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\"><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/GF-Villano-La-filosofia-Arabo-Islamica.pdf\">GF Villano La filosofia Arabo-Islamica<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3543\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3543\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3543\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3543\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Francesco Villano Iniziamo focalizzando l\u2019attenzione su di un fenomeno che troppo spesso sfugge alla nostra comprensione, ma che riveste un\u2019importanza straordinaria nella corretta percezione che ogni civilt\u00e0 dovrebbe avere di s\u00e9. Parafrasando un celebre titolo di un libro del grande mistico cristiano, Thomas Merton: \u201cNessun uomo \u00e8 un isola\u201d, possiamo affermare che nessuna cultura [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-arabo-islamica\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" 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sola, da un \u201cnulla\u201d\u2026","rel":"","context":"In &quot;Culture&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":4374,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-coppa-america\/","url_meta":{"origin":3543,"position":1},"title":"La coppa America","date":"9 Febbraio 2013","format":false,"excerpt":"di\u00a0 Francesco Villano Le regate della Coppa America, che vedranno Napoli, per il secondo anno consecutivo, come meraviglioso scenario internazionale della manifestazione, rappresentano un\u2019occasione irripetibile per avvicinare e sensibilizzare la popolazione tutta ed in particolare i giovani, non solo al meraviglioso universo del mare e dell\u2019andare a vela, ma anche\u2026","rel":"","context":"In 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L\u2019orrore per quelle\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/dacca2016-300x213.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":217,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/pedagogia-doggi-un-ruolo-per-la-terza-eta\/","url_meta":{"origin":3543,"position":4},"title":"Pedagogia d\u2019oggi, un ruolo per la terza et\u00e0","date":"20 Marzo 2016","format":false,"excerpt":"di Franco Blezza Il problema dell\u2019educazione \u00e8 un problema antico. 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