{"id":3920,"date":"2019-09-17T11:05:55","date_gmt":"2019-09-17T09:05:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3920"},"modified":"2019-09-17T15:31:41","modified_gmt":"2019-09-17T13:31:41","slug":"croce-ed-einaudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/","title":{"rendered":"Croce ed Einaudi"},"content":{"rendered":"<p>di Carlo Augusto Viano<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg\"><img data-attachment-id=\"3921\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg?fit=660%2C280&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"660,280\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"luigi einaudi e benedetto croce\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg?fit=300%2C127&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg?fit=660%2C280&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-3921 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce-300x127.jpg?resize=300%2C127\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"127\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg?resize=300%2C127&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/luigi-einaudi-e-benedetto-croce.jpg?w=660&amp;ssl=1 660w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel 1950 Einaudi ricordava che il primo a parlargli di Croce era stato Salvatore Cognetti de Martiis, che lo aveva descritto come un &#8220;erudito meraviglioso e infallibile&#8221;. Ma il primo incontro avvenne a Torino. nello &#8220;squallido ufficio&#8221; che Einaudi aveva alla &#8220;Gazzetta piemontese&#8221;. La prima lettera di Einaudi a Croce \u00e8 del 1902 e avvia lo scambio tra la &#8220;Critica&#8221; e la &#8220;Riforma sociale&#8221;. Poi si parla d\u00ec libri, degli incontri torinesi di Croce. di storiografia economica, di marxismo, e c&#8217;\u00e8 qualche suggerimento a Croce, diventato ministro della Pubblica istruzione nel governo Giolitti del 1920-21. Soltanto il 27 ottobre 1928 una lettera di Croce avvia la discussione su liberalismo e liberismo.<!--more--><\/p>\n<p>Sulla &#8220;Riforma sociale&#8221; Einaudi aveva discusso la tesi crociana, esposta tra il 1927 e il 1928, che il liberismo \u00e8 l&#8217;applicazione della libert\u00e0 in un campo specifico, mentre il liberalismo \u00e8 l&#8217;affermazione della libert\u00e0 in tutti i campi: pertanto il liberismo non pu\u00f2 diventare una \u00ablegge suprema della vita sociale\u00bb senza generare un conflitto con il liberalismo, perch\u00e9 non ci possono essere due leggi supreme. Il liberismo elevato a regola suprema sarebbe diventato una \u00abillegittima teoria etica,&#8230; una morale edonistica e utilitaria&#8230; che \u00e8 poi&#8230; la soddisfazione del libito individuale\u00bb. Il liberismo economico potrebbe essere vantaggioso, ma provvedimenti che i teorici dell&#8217;astratta economia classificano come socialisti potrebbero essere introdotti in un regime liberale e si potrebbe parlare di un &#8220;socialismo liberale&#8221;.<\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Fino a un certo punto Einaudi era d&#8217;accordo, perch\u00e9 anche lui considerava il liberismo una \u00abregola empirica\u00bb, cui indebitamente gli economisti avevano dato, spesso inconsapevolmente, valore di legge. Ormai per\u00f2 tutti riconoscevano che l&#8217;economista sceglie la soluzione che nelle condizioni date sia \u00abla pi\u00f9 adatta a raggiungere certi fini che possono essere economici, morali, demografici, politici, fini la cui graduatoria deve essere stabilita sulla base di una data concezione generale della vita\u00bb. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Nella lettera del 1928 Croce mostrava una condiscendente soddisfazione per il riconoscimento della superiorit\u00e0 della sull&#8217;economia e non dava segno di avvertire la sottile ritorsione di Einaudi: quando mai gli economisti si erano proposti \u00abil procacciamento dei beni materiali\u00bb? domandava Einaudi. Gli economisti, da Smith a Marshall e oltre, erano mossi da ideali morali, come lo erano pedino i popolarizzatori tipo Bastiat, l&#8217;unico di cui Croce facesse il nome, di solito per\u00f2 gli economisti non stabiliscono principi e lini, e si limitano a mostrare che certi mezzi sono inadeguati per raggiungere \u00ed fini che i politici s\u00ed propongono: in questa funzione il liberismo era stato particolarmente efficace nel mettere in guardia i politici contro i mali del protezionismo. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Croce non avvert\u00ec le riserve d\u00ed Einaudi sulla sua interpretazione dell&#8217;economia, e nella<\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> Storia d&#8217;Italia dal 1871 al 1915 <\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">afferm\u00f2, tutto compiaciuto, che la &#8220;Critica&#8221; aveva ispirato tutto quanto di concreto s\u00ed era fatto allora in Italia nella <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">filosofia dell&#8217;economia<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Einaudi ci rimase male e osserv\u00f2 che la filosofia crociana dell&#8217;economia con l&#8217;economia c&#8217;entrava poco, perch\u00e9 gli economisti si astenevano dal fare filosofia in pubblico, e se, come Pareto, ne facevano, non tenevano conto delle teorie crociane. Croce aveva costruito la propria filosofia dell&#8217;economia confrontandosi anche con Pareto. Come lui aveva sostenuto che il marxismo era una teoria economica sbagliata, non ricuperabile risalendo alle sue matrici hegeliane, come pensava di fare Labriola. Quella di Marx era una regola per cogliere nella realt\u00e0 storica il <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">momento economico<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, che \u00e8 perseguimento dell&#8217;utilit\u00e0, cui mira la politica, intesa come forza: in questo senso Marx era il nuovo Machiavelli. Anche Pareto svincolava l&#8217;utile da giudizi morali, ma facendo dell&#8217;utilit\u00e0 una grandezza misurabile e costruendo una &#8220;meccanica&#8221; delle relazioni economiche. Per Croce ci voleva invece una teoria <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">filosofica<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> che facesse dell&#8217;utilit\u00e0 l&#8217;\u00aboggetto di una volizione\u00bb, e non una grandezza da misurare. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">A Pareto si era rivolto Einaudi nel 1897 per perfezionare i calcoli contenuti nel suo studio sulla <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Distribuzione della ricchezza nel Massachusetts<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, poich\u00e9 riteneva di avere trovato un riscontro alla curva paretiana della ripartizione della ricchezza. Pareto gli aveva suggerito di ricavare una curva dai dati che aveva raccolto, ma Einaudi aveva trovato la cosa troppo difficile. Nella <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Rendita mineraria <\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">del 1900 Einaudi si ciment\u00f2 ancora con analisi marginalistiche e Pareto, in una recensione positiva, rilev\u00f2 alcuni errori teorici. Anche Einaudi, come Croce, messo di fronte alla teoria economica, si ritir\u00f2. Pareto aveva raccontato la resa di Einaudi di fronte alla matematica a Giovanni Vailati, che avrebbe recensito gli <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Studi sugli effetti delle imposte <\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">del 1902. Ne apprezzava l&#8217;impostazione metodologica, che attribuiva all&#8217;economia il compito di accertare gli effetti di provvedimenti economici, e sperava che Einaudi si sarebbe dedicato alla \u00abscienza pura\u00bb, lasciando perdere il giornalismo. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Vailati, allievo di Giuseppe Peano e studioso di logica e filosofia della scienza, forse si augurava che Einaudi trovasse in Pareto gli strumenti per liberarsi dall&#8217;\u00abammasso di cretinerie e di nonsensi\u00bb che \u2014 scriveva a Pareto \u2014 aveva trovato in uno scritto di Loria. Einaudi non gli diede retta e non abbandon\u00f2 il giornalismo. La sua &#8220;militanza\u201d lo aveva portato a collaborare, oltre che alla &#8220;Gazzetta piemontese&#8221;, alla &#8220;Critica sociale di Filippo Turati. Le idee socialiste erano di casa nella cultura torinese, da Peano a Cognetti de Martiis, che aveva iniziato Einaudi agli studi economici. Cognetti de Martiis era un positivista e non era attratto dalla nuova economia marginalistica, ma era molto interessato a indagini concrete sui modi nei quali si organizzava il lavoro nelle societ\u00e0 industriali. Nel 1893 aveva fondato a Torino il Laboratorio di economia politica, in cui si conducevano inchieste sugli scioperi, sulle otto ore, sul contratto di lavoro, sulle malattie nervose dei lavoratori, su salari e prezzi, sul lavoro femminile. Qui Solari, che aveva esordito con una ricerca sui S<\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">alari e i prezzi in Italia, negli Stati Uniti e in Inghilterra<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, avrebbe incontrato Einaudi, che pubblicava<\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> La distribuzione della propriet\u00e0 a Dogliani, L\u2019esportazione dei principali prodotti agrari dall\u2019Italia dal 1862 al 1892<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> e <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">La crisi agraria<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Il giovane Einaudi, che apprezzava l&#8217;impostazione storica di Achille Loria e le posizioni degli economisti protezionisti tedeschi, non mostrava allora nessuna simpatia per la <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">dottrina<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> liberistica e sosteneva che si adottano <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">pratiche<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> liberistiche protezionistiche secondo gli interessi dei gruppi dominanti.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Paradossalmente la \u201cCritica sociale\u201d fu il luogo in cui Einaudi diede inizio alla polemica contro il protezionismo. Non che fosse diventato un <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">teorico<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> del liberismo , perch\u00e9 <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">usava<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> schemi liberistici per mostrare gli <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">effetti<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> perversi del protezionismo. Ma il prudente liberista pragmatico non nascondeva la preferenza per la propriet\u00e0 terriera diffusa per I impresa industriale non troppo grande, l&#8217;avversione alla nazionalizzazione delle ferrovie e alla partecipazione dello stato agli utili delle imprese, l&#8217;interesse per lo sviluppo di un proletariato che non nascesse dalla degenerazione del ceto contadino. Tutte cose che andavano al di l\u00e0 degli umili compiti che Einaudi assegnava agli economisti sotto la superba sovranit\u00e0 dei filosofi di stile crociano. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Nel 1950 Einaudi avrebbe detto che soltanto Labriola e Croce, protagonisti, accanto a Bernstein e Sorel, della \u00abautocritica del marxismo\u00bb, avrebbero aiutato gli economisti a liberarsi dalla \u00abanalisi teorica raffinata, in cui Loria eccelleva\u00bb; ma era vero? Non fosse stato per gli ostici numeri di Parete, Einaudi avrebbe sostituito le teorie di Loria con quelle dei marginalisti. La revisione del marxismo era stata una faccenda pi\u00f9 grossa dell&#8217;erudizione che Cognetti attribuiva a Croce. Per\u00f2 quella revisione mirava a spostare il marxismo dalla teoria economica alla metodologia storiografica; e anche Einaudi, lasciando perdere le suggestioni paretiane, continuava a cercare nella storia, come avevano fatto i suoi maestri economisti, da Loria a Cognetti de Martiis, le indicazioni economiche. Croce, hegeliano, si riferiva alla storia in tutt&#8217;altro modo di Einaudi, perch\u00e9 il laboratorio di Cognetti, ospitato in via Po, in locali messi a disposizione dall&#8217;Istituto di patologia di Guido Bizzozero e dall&#8217;Istituto di medicina legale di Cesare Lombroso, era immerso nella Torino positivistica, in cui, fioriva la cultura scientifica, dalla matematica alla fisica e alla biologia, e da cui proveniva il Vailati che aveva sperato di fare di Einaudi un teorico. Non era la sua strada, ma egli non era neppure coinvolto nella rivolta contro il positivismo, e non ricacciava il sapere positivo nel limbo degli pseudoconcetti, n\u00e9 considerava i fenomeni economici, come quelli politici, pure manifestazioni di forza.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Diventato la personalit\u00e0 dominante della &#8220;Riforma sociale&#8221;, soppiantando Francesco Saverio Nitti, ne tenne lontana la teoria pura, ma anche l&#8217;ideologia democratica e statalistica, richiamandosi al liberismo pragmatico, che aveva incominciato a delineare. Pi\u00f9 che i marginalisti lo interessavano i classici dell&#8217;economia politica, soprattutto inglese, da Smith a Marshall, con particolare attenzione contro le bardature doganali, contro l&#8217;alleanza George: da questa matrice derivava la polemica industria protetta e agricoltura parassitaria. Einaudi estendeva a ogni reddito parassitario la critica ricardiana della rendita e sferzava contro i monopoli, pubblici e privati, per Ricardo, e gli ideali agrari alla Henry Giolitti, colpevole di non smantellare il protezionismo doganale. Lo stato non doveva neppure ridistribuire reddito o ricchezza con le tasse, che dovevano soddisfare al principio di uguaglianza solo evitando che qualcuno, tassato due volte, sul capitale e sul reddito, pagasse pi\u00f9 tasse degli altri: era meglio tassare i consumi. E andava al di l\u00e0 dello studio degli <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">effetti<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, assegnato agli economisti, perch\u00e9 sosteneva che vanno tassati i consumi <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">improduttivi<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, facendosi promotore di un programma politico. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Su tutto ci\u00f2 si abbatt\u00e9 la prima guerra inondiate. Nonostante tutto, Einaudi si schier\u00f2 a favore dell&#8217;ingresso dell&#8217;Italia a fianco dell&#8217;Intesa, ma divent\u00f2 definitivamente un moralista: nel 1920 raccoglier\u00e0 gli articoli del periodo bellico sotto il titolo di <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Prediche<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">. Contrariamente a ci\u00f2 che pensavano molti interventisti, la guerra doveva rafforzare i comportamenti sani dei tempi di pace: sprecare meno, risparmiare, amare il lavoro, evitare i consunti non necessari. Era uno sforzo estremo per salvare &#8220;il mondo di ieri&#8221;, un mondo distrutto; ed Einaudi dovette prenderne atto. La guerra, pi\u00f9 che la politica fiscale, aveva ridistribuito i redditi, messo il denaro in mani che non sapevano impiegarlo, fatto aumentare i salari, mentre proprietari, impiegati e risparmiatori erano stati sacrificati, e i costumi erano peggiorati. L&#8217;economia di guerra, sopravvissuta alla guerra, era la caricatura di un&#8217;economia socialista, che liberali democratici e statalisti come Nitti non intendevano smobilitare. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Einaudi non avvert\u00ec subito le novit\u00e0 del comunismo e del fascismo, che anzi nel 1922 consider\u00f2 un movimento liberista: la politica di Alberto De&#8217; Stefani, ministro delle finanze di Mussolini, gli sembrava un buon antidoto alle tendenze di socialisti e liberali democratici. Anche Croce vedeva nel fascismo un freno al socialismo e ai fermenti ereditati dall&#8217;interventismo: era insomma un elemento di forza, come la politica deve essere. Nel 1924 Einaudi incominci\u00f2 a pensare che gli industriali avessero sostenuto il fascismo per tornaconto; nel dicembre in Senato vot\u00f2 contro lo stato di previsione del ministero dell&#8217;interno e nel maggio 1925 sottoscrisse il manifesto degli intellettuali antifascisti. Frattanto Albertini dovette lasciare il &#8220;Corriere della sera&#8221; e De&#8217; Stefani fu sostituito da Giuseppe Volpi. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Il fascismo aveva indotto Croce a immettere nella politica vincoli etici. Per Croce era difficile mettere d&#8217;accordo l&#8217;idea che il progresso, da lui attribuito alla storia, \u00e8 un miglioramento etico, con l&#8217;interpretazione della politica come forza, non subordinata alla morale, ma dopo il 1924 egli prese a identificare il bene universale, oggetto della volont\u00e0 buona, con la storia stessa nel suo svolgimento eterno, la storia intesa come libert\u00e0 e indipendenza da ogni condizionamento. La libert\u00e0 diventava la manifestazione di uno spirito assoluto e oggetto di una &#8220;religione della libert\u00e0&#8221;. Ma Croce non invocava i &#8220;principi dell&#8217;89&#8221; e il suo era un liberalismo ideale, che non si riconosceva in nessuna forma storica particolare e che, contrariamente alle ideologie socialiste e fasciste, non ammetteva nessun momento finale della storia. Croce non rinunciava per\u00f2 a rivendicare l&#8217;autonomia della politica da regole tecniche e principi scientifici. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Einaudi riapr\u00ec la discussione del 1928 quando Croce nel 1931 incominci\u00f2 a pubblicare la <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Storia d&#8217;Europa nel secolo decimonono<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">, in cui sosteneva che un regime liberale non poteva \u00abrifiutare in principio la socializzazione di questi o quelli mezzi di produzione\u00bb. Per Einaudi era un&#8217;ammissione \u00abspaventevole\u00bb perch\u00e9, se \u00e8 vero che un economista \u00abnon pu\u00f2 essere mai n\u00e9 liberista, n\u00e9 interventista, n\u00e9 socialista ad ogni costo\u00bb e non pu\u00f2 nutrire una \u00abconcezione religiosa del liberismo\u00bb, costituita dalla \u00abidentificazione dell&#8217;interesse individuale e dell&#8217;interesse collettivo\u00bb, tuttavia \u00abgiova moltissimo che, di fronte all&#8217;andazzo di tutto chiedere allo stato, di tutto sperare dall&#8217;azione collettiva, si erga fieramente il liberista ad accusare di poltronaggine l&#8217;interventista e di avidit\u00e0 il protezionista\u00bb. Il liberista diventa una \u00abfigura morale\u00bb, che si erge \u00abnella vita pratica e politica di mille cubiti al di sopra dei suoi oppositori\u00bb. Adesso Einaudi capovolgeva il gioco: aveva strappato a Croce il riconoscimento che il liberismo non \u00e8 un principio economico e ne approfittava per farne un avvertimento <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">morale<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Croce era stato imprudente quando aveva detto che il liberalismo potrebbe promuovere la socializzazione dei mezzi di produzione, se il corso storico provasse che il capitalismo e la propriet\u00e0 privata potrebbero \u00abdanneggiare e scemare la produzione della ricchezza\u00bb. Per Einaudi ci\u00f2 equivaleva a ridurre il liberalismo a utilitarismo. Nel &#8217;28 Croce aveva sostenuto che il liberismo diventa un principio filosofico generale solo quando si appella all&#8217;utilitarismo, e ora Einaudi poteva ritorcere l&#8217;accusa contro il liberalismo crociano. Muovendo dal proprio liberismo etico Einaudi tracciava il quadro di una societ\u00e0 liberale diversa da quella che aveva in mente Croce. \u00abLa libert\u00e0 non \u00e8 capace di vivere in una societ\u00e0 economica nella quale non esista una varia e ricca fioritura di vite umane vive per virt\u00f9 propria, indipendenti le une dalle altre&#8230; Lo spirito, se \u00e8 libero, crea un&#8217;economia varia, in cui coesistono propriet\u00e0 privata e propriet\u00e0 di gruppi, di corpi, di amministrazioni statali, coesistono classi di industriali, di commercianti, di agricoltori, di professionisti, di artisti, le une dalle altre diverse, tutte traenti da sorgenti proprie i mezzi materiali di vita, capaci di vivere, se occorre, in povert\u00e0, ma senza dover chiedere l&#8217;elemosina del vivere ad un&#8217;unica forza, si chiami questa stato, tiranno, classe dominante, sacerdozio intollerante delle fedi diverse da quella ortodossa\u00bb. Finch\u00e9 si trattava di generici schemi filosofici, la subordinazione dell&#8217;economia alla filosofia poteva andar bene. Ma ora Croce aveva riscoperto lo stato come forza, che provvede a una chimerica utilit\u00e0 comune, mentre Einaudi additava i pericoli ai quali andava incontro la societ\u00e0 moderna con i suoi protezionismi e monopoli, con la formazione di un proletariato urbano potente, con la ridistribuzione violenta di ricchezza e redditi dovuta alla guerra. Non si trattava pi\u00f9 di liberismo e liberalismo, ma di due forme di liberalismo. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Einaudi era preoccupato di ci\u00f2 che accadeva perfino in un paese come gli Stati Uniti, dove \u00abl&#8217;assalto odierno rooseveltiano contro la Corte suprema&#8230; \u00e8 indizio di uno stato d&#8217;animo il quale non tollera&#8230; alcun ritardo all&#8217;attuazione di piani economici voluti da un gruppo di uomini, definiti &#8220;sapienti&#8221; o &#8220;periti&#8221; e fatti accettare a milioni di elettori dal fascino di un capo&#8230; La libert\u00e0 americana vede le sue sorti affidate non ai parlamenti ma all&#8217;esito della lotta fra il conformismo della stampa gialla, della radio&#8230; dei diversi spacciatori di ricette sociali&#8230; delle vetture automobili utilitarie, della propaganda volont\u00e0 e simili macchine stritolatrici della volont\u00e0 umana ed il tenace non conformismo. di uomini che vogliono vivere nella a propria casa&#8217; interpretare da s\u00e9 la bibbia, creare la propria scuola, sovvenire la propria chiesa dissidente dalle altre, rischiare la vita nella creazione del proprio affare\u00bb. Si dice spesso che il liberalismo einaudiano era di ascendenza anglosassone. In realt\u00e0 Einaudi aveva riserve nei fronti della societ\u00e0 anglosassone, in particolare di quella americana. Si era sentito vicino al Keynes interprete della prima guerra mondiale e della pace, ma diffidava sia delle sue teorie economiche sia dei suoi programmi di politica economica. Questi ultimi gli facevano venire in mente Roosevelt e i suoi saloni, all&#8217;opera in una societ\u00e0 prigioniera dell&#8217;uniformit\u00e0 di gusti e di giudizi. La crisi successiva alla pace era stata perfino pi\u00f9 rovinosa della guerra. Le proposte positive alle quali Einaudi teneva di pi\u00f9, quelle fiscali, sembravano destinate a rimanere lettera morta, dopo che nelle societ\u00e0 industriali le esigenze dello stato stavano crescendo e gli stati democratici e rappresentativi avevano bisogno di politiche fiscali ridistributive. Caduta la possibilit\u00e0 di realizzare quella che Einaudi considerava l&#8217;\u00abottima imposta\u00bb, le idee che l&#8217;avevano ispirata si trasferivano sul piano morale. Einaudi aveva ereditato da Mill, Marshall e Pigou l&#8217;idea che gli economisti dovessero anche educare i loro concittadini, e avrebbe voluto farlo con un programma fiscale pedagogico, che mirava a frenare i consumi improduttivi e a spingere i contribuenti a comportamenti virtuosi, all&#8217;amore del lavoro e al risparmio. La tassazione doveva avvenire non sui redditi reali, ma su quelli imputabili, e doveva cos\u00ec tracciare una specie di societ\u00e0 ideale verso la quale avviare i cittadini. Dopo la guerra non smise di rimpiangere e di riproporre un mondo che non c&#8217;era pi\u00f9, additando nei modi di vita americani e nelle politiche keynesiane le minacce ereditate dalla pace. E si mise a <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">predicare<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> comportamenti che sarebbero stati eccezionali perfino in tempi pi\u00f9 tranquilli. <\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Per difendersi dalle minacce ideologiche, Croce ed Einaudi si erano forgiati armi ti diverse: Croce tratteggiava il corso generale o della storia servendosi di metafore filosofiche, mentre Einaudi preferiva guardare alle autonome della vita associata e immaginare una societ\u00e0 non ancora contaminata dall\u2019urbanizzazione, dalla grande industria, dalla uniformit\u00e0 dei cos consumi su larga diverse: rappresentativa, la scala. Entrambi diffidavano della democrazia rappresentativa, ma guardavano ad alternative diverse: Croce alla grande borghesia meridionale, che aveva dato l&#8217;intellettualit\u00e0 all\u2019impresa&#8217; risorgimentale, Einaudi alla borghesia di medi proprietari e di medi imprenditori e agli operai non ancora del tutto proletarizzati, che incontrava nei suoi studi storici e che potevano sembrare gli eredi dello stato cavouriano. Di lontano, sulle riviste, Croce ed Einaudi discutevano su queste cose, con eloquenza e altezzosit\u00e0 il primo, in modo pi\u00f9 dimesso ma puntiglioso il secondo. Chiss\u00e0 se quando si incontravano ne discutevano a voce. Sappiamo poco di ci\u00f2 che si diceva nei circoli torinesi visitati da Croce. L\u2019impressione \u00e8 che non ne parlassero molto. Parlavano molto di libri, spesso di libri del passato, accomunati dalla passione che poteva sembrare antiquaria. Nel 1931 Einaudi entr\u00f2 per la prima volta a casa di Croce a Napoli, per sottoporgli un grave problema: doveva giurare fedelt\u00e0 al regime fascista o rinunciare all&#8217;insegnamento universitario? Non \u00e8 rimasta traccia del consiglio di Croce. In compenso nelle lettere che seguirono tutto l&#8217;interesse \u00e8 per il <\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">Breve trattato<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\"> di Antonio Serra, che Einaudi aveva visto nella biblioteca di Croce e che aveva guardato con avido interesse. La figlia di Croce se ne era accorta e ne aveva parlato al padre, che aveva indotto Benedetto Nicolini, figlio di Fausto, a regalare la propria preziosissima copia a Einaudi. Nelle lettere Einaudi sembra pi\u00f9 emozionato per questo dono che per la parole udite da Croce sulla questione del giuramento.<\/span><\/p>\n<p class=\"Normale\" style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Calibri';\">1) in Critica liberale, gennaio 2004, pp. 21-25<\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"Normale\"><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/GF-Viano-Croce-ed-Einaudi.pdf\">GF Viano Croce ed Einaudi<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3920\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3920\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3920\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3920\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Carlo Augusto Viano Nel 1950 Einaudi ricordava che il primo a parlargli di Croce era stato Salvatore Cognetti de Martiis, che lo aveva descritto come un &#8220;erudito meraviglioso e infallibile&#8221;. Ma il primo incontro avvenne a Torino. nello &#8220;squallido ufficio&#8221; che Einaudi aveva alla &#8220;Gazzetta piemontese&#8221;. La prima lettera di Einaudi a Croce \u00e8 [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-3920\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-3920\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-3920\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-3920\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/croce-ed-einaudi\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[3],"tags":[78],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-11e","jetpack-related-posts":[{"id":16,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-pedagogia-implicita-di-benedetto-croce\/","url_meta":{"origin":3920,"position":0},"title":"La pedagogia \u2018implicita\u2019 di Benedetto Croce","date":"22 Gennaio 2016","format":false,"excerpt":"GF saggi Cambi Pedagogia di Croce di Franco Cambi, Universit\u00e0 di Firenze Alla ricerca della pedagogia \u201cimplicita\u201d Due parole introduttive sulla nozione di \u201cpedagogia implicita\u201d. Ogni sapere ha sempre aspetti ideologici espressi o no, essi riguardano le idee di uomo, di cultura, di societ\u00e0. Ha una Weltanschauung di riferimento. Anche\u2026","rel":"","context":"In &quot;Giornale di Filosofia&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":824,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/concorso-2016-croce-e-leuropa\/","url_meta":{"origin":3920,"position":1},"title":"CONCORSO 2016 CROCE E L&#8217;EUROPA","date":"4 Novembre 2016","format":false,"excerpt":"Si \u00e8 istituito il Premio \u201cAg\u00f2n: Croce e l\u2019Europa\u201d del Centro Studi Collingwood per gli allievi dell\u2019ultimo anno dei licei dove si studia la filosofia. Potranno partecipare alla pubblicazione degli atti nel volume del convegno internazionale \u201c1924: Croce e l\u2019Europa\u201d i primi tre classificati del settore saggi (10 pp.); nel\u2026","rel":"","context":"In &quot;Eventi&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":4777,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/interviste-sul-partito-d-azione\/","url_meta":{"origin":3920,"position":2},"title":"Interviste sul Partito d\u2019Azione","date":"30 Aprile 2014","format":false,"excerpt":"di Redazione Per\u00a0interrogarsi sul futuro della libert\u00e0, come fece anni fa Fred Zakarias, ricordando la Storia del liberalismo europeo di De Ruggiero,[1] libro tradotto negli anni trenta da Collingwood e ancora presente nella cultura americana, vale la pena di ricordare il sorgere della Comunit\u00e0 Europea nel secondo dopoguerra, sotto l\u2019impulso\u2026","rel":"","context":"In &quot;Editoriale&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":3870,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-storia-del-regno-di-napoli-e-la-vita-della-memoria\/","url_meta":{"origin":3920,"position":3},"title":"La Storia del Regno di Napoli e la vita della memoria","date":"1 Settembre 2019","format":false,"excerpt":"di C. Gily Reda \u201cA che cosa serve la cultura storica? A intendere il presente; e questa proposizione \u00e8 poi una semplice reciproca dell\u2019altra onde si afferma che la condizione per intendere il passato \u00e8 il presente, un interesse del presente, e che ogni vera storia \u00e8 storia contemporanea. Intendere\u2026","rel":"","context":"In &quot;Storia&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]},{"id":350,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/carlo-antoni-e-la-restaurazione-del-diritto-di-natura-1\/","url_meta":{"origin":3920,"position":4},"title":"Carlo Antoni e la restaurazione del diritto di natura (1)","date":"19 Maggio 2016","format":false,"excerpt":"di C.Gily Reda Attuale? Attualissimo ripensare la storia, i problemi di ieri sono ancora i nostri.[1] Che lo storicismo abbia parlato di restaurazione del diritto di natura \u2013 \u00e8 cosa che pu\u00f2 stupire chi sa qualcosa di filosofia e in specie della filosofia del 900, quando l\u2019antitesi dell\u2019illuminismo e dello\u2026","rel":"","context":"In &quot;Europa&quot;","img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/federicoIIunina-300x287.png?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":653,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/storia-deuropa-o-sogno-europeo-convegno-internazionale-su-croce\/","url_meta":{"origin":3920,"position":5},"title":"Storia d\u2019Europa o Sogno Europeo? Convegno internazionale su Croce","date":"17 Settembre 2016","format":false,"excerpt":"di C. Gily Reda Nel dare notizia del Convegno della Fondazione Croce del 22-23 settembre, su Croce, il Centro Studi Collingwood di Napoli lancia un concorso per i licei, che approfondiscano il suo pensiero in questo riguardo. Due anni fa il Centro nacque celebrando i 90 anni dal 1924, che\u2026","rel":"","context":"In &quot;Editoriale&quot;","img":{"alt_text":"","src":"","width":0,"height":0},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3920"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3920"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3926,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3920\/revisions\/3926"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}