{"id":3997,"date":"2019-10-17T15:44:49","date_gmt":"2019-10-17T13:44:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=3997"},"modified":"2019-10-17T15:44:49","modified_gmt":"2019-10-17T13:44:49","slug":"invictus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/invictus\/","title":{"rendered":"Invictus"},"content":{"rendered":"<p>di Vincenzo Curion<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg\"><img data-attachment-id=\"3998\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/invictus\/invictus\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg?fit=420%2C601&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"420,601\" data-comments-opened=\"0\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Invictus\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg?fit=210%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg?fit=420%2C601&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-3998 size-medium\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus-210x300.jpg?resize=210%2C300\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg?resize=210%2C300&amp;ssl=1 210w, https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/Invictus.jpg?w=420&amp;ssl=1 420w\" sizes=\"(max-width: 210px) 100vw, 210px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p>Recentemente la squadra Sudafricana degli Springboks \u00e8 tornata sulle pagine di cronaca perch\u00e9 \u00e8 venuto a mancare Chester Williams, unico giocatore di colore della squadra che, nel 1995, comp\u00ec un\u2019impresa straordinaria arrivando a vincere la coppa del Mondo contro gli All Blacks, la squadra pluripremiata di Jonah Lomu, a Johannesburg, davanti a Nelson Mandela, primo Presidente di colore del Sud Africa, eletto appena un anno prima. Il giocatore, stroncato da un infarto a soli 49 anni, era molto noto e rappresentava un simbolo per tutta la comunit\u00e0 nera che, nonostante il regime segregazionista sia stato formalmente abolito, ancora porta le cicatrici di decenni di sofferenze e di oppressione. Recenti drammatici fatti di cronaca, testimoniano purtroppo una certa recrudescenza del fenomeno razzista, che non \u00e8 stato del tutto eradicato, malgrado i grandi sforzi, prima con Mandela, poi con i suoi predecessori, per creare una nazione multietnica e coesa.<!--more--><\/p>\n<p>Basti pensare che proprio il rugby, lo sport \u201cnazionale\u201d su cui Mandela fece leva per portare distensione in seno alla comunit\u00e0, continua a restare uno sport quasi solo per bianchi. Quando nel primo di tre test match contro l\u2019Inghilterra in programma all\u2019Ellis Park di Johannesburg il 9 giugno 2018, la fascia di capitano della nazionale degli Springboks and\u00f2 a Siya Kolisi, flanker di 26 anni, si parl\u00f2 di caduta di un tab\u00f9 per il rugby sudafricano. Per la prima volta, in 126 anni di storia, un giocatore di colore a guida della squadra.\u00a0 Nonostante in Sudafrica il regime di apartheid sia stato abolito nel 1994, la nomina a capitano di Kolisi fece scalpore. Del resto, malgrado i 25 anni dalla vittoria di Johannesburg, gli sport tutti, compreso il rugby ancora stentano ad essere vissuti e praticati assieme. A tal proposito anche la Federazione nazionale di Rugby, nel tentativo di favorire una maggiore apertura si \u00e8 impegnata, approvando un piano quinquennale all\u2019insegna della discriminazione positiva. L\u2019obiettivo \u00e8 che nel 2019 almeno la met\u00e0 dei giocatori dei campionati professionistici siano di colore.<\/p>\n<p>L\u2019impresa del 1995 fu raccontata nel libro <i>Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game that Made a Nation<\/i>, dal giornalista John Carlin. Dal volume di Carlin, fu poi tratto un gradevole film che seppe ben rappresentare, non la storia del neopresidente Nelson Mandela, premio Nobel per la pace nel 1993 a tre anni dalla scarcerazione avvenuta l&#8217;11 febbraio 1990, bens\u00ec la forza d\u2019animo che Madiba,<i>&#8211; il nome di Mandela all&#8217;interno della trib\u00f9 di appartenenza<\/i>-, seppe infondere ai giocatori della squadra degli Springboks, i quali, malgrado le ataviche antipatie che suscitavano nella comunit\u00e0 di colore che li vedeva come simbolo della minoranza opprimente bianca, scesero in campo per rappresentare una nazione, che era \u201cnata\u201d solo con le elezioni del 1994 che avevano visto una schiacciante vittoria, 62%, dell\u2019African National Congress, partito guidato proprio da Nelson Mandela, scarcerato nel 1990 dopo 27 anni di prigionia per le sue posizioni proprio anti apartheid.<\/p>\n<p>Il film inizia in Sudafrica, dopo le prime elezioni aperte a tutti i cittadini di qualunque razza, e l&#8217;insediamento di Nelson Mandela come presidente. Entrato in carica, Mandela, si pone prioritariamente l&#8217;obiettivo di riappacificare la popolazione del paese, ancora divisa dall&#8217;odio fra i neri e i bianchi. Il regista Clint Eastwood, fa partire il suo racconto a poche settimane prima della terza edizione dei Campionati del Mondo di Rugby, tenutisi in Sudafrica proprio per celebrare la fine dell\u2019Apartheid e la riammissione, nelle competizioni mondiali, della nazionale di rugby sudafricana, estromessa da circa un decennio, proprio per il regime razzista del Paese. La rappresentanza nazionale non godeva di grande fama. La squadra non partecipava da tempo a tornei di rilievo contro le altre rappresentanze pi\u00f9 blasonate, ma si limitava a rassegne e tour nei paesi dell\u2019emisfero australe, sempre segnate da scontri e manifestazioni di protesta perch\u00e9, a detta dei manifestanti, squadra rappresentante di un paese razzista. Inoltre \u00e8 reduce da una lunga serie di sconfitte. L\u2019inizio del film lascia presagire che gli Springboks andranno a malapena incontro a un buon piazzamento, ma nulla di pi\u00f9. Contrariamente a questa opinione comune, Mandela si interessa in prima persona delle sorti della squadra, augurandosi che un&#8217;eventuale vittoria contribuisca a rafforzare l&#8217;orgoglio nazionale e lo spirito di unit\u00e0 del paese. L\u2019impresa appare quanto mai incerta. La squadra sudafricana era sempre stata sostenuta fortemente dalla minoranza bianca, laddove la maggioranza nera, aveva sempre tifato contro, proprio perch\u00e9 non la sentiva propria.<\/p>\n<p>Fermamente convinto della propria idea, il neo Presidente entra in contatto con il capitano Fran\u00e7ois Pienaar, facendogli capire l&#8217;importanza politica della incombente competizione sportiva. Questa frequentazione fra Pienaar e Mandela, dove l\u2019ex prigioniero fa continuamente leva sull\u2019importanza della motivazione, sull\u2019importanza di fortificare lo spirito per essere pronti all\u2019azione, d\u00e0 origine a una serie di eventi che rafforzano il morale degli Springboks e li conducono in un fortunato cammino nella Coppa del Mondo, fino all\u2019incontro finale contro i temibili All Blacks. Questi ultimi, noti in tutto il mondo per la Haka, la danza tribale mahori con cui aprono ogni loro incontro, partivano favoriti per le numerose vittorie accumulate negli anni precedenti.\u00a0 I neozelandesi malgrado alcuni problemi, mantennero fede alle aspettative fino al termine dei supplementari, cedendo ai padroni di casa solo nei tempi supplementari. Dopo un ultima meta disputata, gli Springboks riuscirono ad alzare al cielo il trofeo. Il successo del team divenne motivo di riavvicinamento della popolazione nera alla popolazione bianca e fece s\u00ec che un altro passo avanti nel processo d\u2019integrazione fosse compiuto.<\/p>\n<p>Il film deve il titolo ad una poesia <i>Invictus<\/i>, scritta da William Ernest Henley che Mandela, interpretato da un sobrio e misurato Morgan Freeman, racconta fosse solito ripetersi per incoraggiarsi durante le dure giornate di lavori forzati e di isolamento a cui era costretto negli anni di prigionia. Henley, che visse una vita segnata da una gravissima forma di tubercolosi ossea che lo costrinse prima ad una amputazione e che poi lo condusse alla morte a soli 53 anni, seppe affrontare la propria condizione con grande coraggio riuscendo anche a praticare il lavoro di giornalista a Londra. Malgrado numerose pause dall\u2019attivit\u00e0, dovute all\u2019avanzare della malattia, seppe comunque vivere attivamente i suoi anni. Amico di Stevenson che si ispir\u00f2 alla sua figura per il personaggio di Long John Silver ne L&#8217;isola del tesoro, scrisse Invictus durante un suo ricovero in ospedale, testimonianza della sua strenua volont\u00e0 di non cedere alle avversit\u00e0 della sua condizione. I versi della poesia sono un forte messaggio di coraggio ed uno sprono a restare tenacemente al comando della propria anima, proprio come accadde a Mandela.<\/p>\n<p>Pienaar, il capitano interpretato da Matt Damon, che fino ad allora non aveva pensato con impegno a motivare i suoi compagni di squadra, subisce il carisma del neo eletto, e si lascia convincere non solo a prestare maggiore attenzione al suo proprio aspetto emotivo ed all\u2019aspetto emotivo di tutta la squadra, ma anche a recarsi assieme a tutti gli altri giocatori, a visitare il campo dove Mandela era stato prigioniero. Questa iniziativa rafforza il valore delle coraggiose parole di cui Mandela si serve per far sentire la squadra parte di un progetto pi\u00f9 grande. La declamazione della poesia di Henley, gi\u00e0 di per s\u00e9 molto evocativa e energica, acquista cos\u00ec un valore molto pi\u00f9 grande e potente, proprio perch\u00e9 Mandela, ha patito sofferenze analoghe a quelle dell\u2019autore per via delle sue idee anti apartheid.<\/p>\n<p><i>Dal profondo della notte che mi avvolge,<\/i><\/p>\n<p><i>Nera come un pozzo da un estremo all&#8217;altro,<\/i><\/p>\n<p><i>Ringrazio qualunque dio ci sia<\/i><\/p>\n<p><i>Per la mia anima invincibile.<\/i><\/p>\n<p><i>Nella stretta morsa delle avversit\u00e0<\/i><\/p>\n<p><i>Non mi sono tirato indietro n\u00e9 ho gridato.<\/i><\/p>\n<p><i>Sotto i colpi avversi della sorte<\/i><\/p>\n<p><i>Il mio capo sanguina, ma non si china.<\/i><\/p>\n<p><i>Oltre questo luogo di rabbia e lacrime<\/i><\/p>\n<p><i>Incombe solo l&#8217;orrore della fine.<\/i><\/p>\n<p><i>Eppure la minaccia degli anni<\/i><\/p>\n<p><i>Mi trova, e mi trover\u00e0, senza paura.<\/i><\/p>\n<p><i>Non importa quanto stretta sia la porta,<\/i><\/p>\n<p><i>Quanto impietosa sia la vita,<\/i><\/p>\n<p><i>Io sono il padrone del mio destino:<\/i><\/p>\n<p><i>Io sono il capitano della mia anima.<\/i><\/p>\n<p>L\u2019apartheid \u2013<i>dal boero, \u201cseparazione\u201d &#8211;<\/i>, il regime segregazionista, che cost\u00f2 non poche vittime e che caus\u00f2 diversi problemi allo stato Sudafricano, si afferm\u00f2 gradatamente durante il secondo dopoguerra con l\u2019entrata in vigore di una serie di leggi che negavano ogni diritto politico, sociale ed economico ai neri.\u00a0 Tuttavia elementi di segregazione razziale erano gi\u00e0 presenti nel Sudafrica fin dall\u2019inizio del XVII con i boeri, i primi colonizzatori di origine olandese da sempre favorevoli ad una politica razzistica che si stabilirono all\u2019epoca nella zona del Capo di Buona Speranza, lasciandola per spostarsi nell&#8217;entroterra sottraendosi al dominio britannico e creare nella seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, le repubbliche autonome dello Stato Libero dell&#8217;Orange e del Transvaal.<\/p>\n<p>Solo con la fuoriuscita dal Commonwealth nel 1961 e con la presidenza di Hendrik Frensch Verwoerd dal 1958 al 1966, questi elementi sfociarono in un sistema organico e pratico denominato \u201capartheid\u201d, che significa \u201cseparazione\u201d. Fu proprio Verwoerd, interessato a trovare una giustificazione filosofica teorica ad un vagheggiato sviluppo armonico separato delle etnie residenti in Sudafrica, e che per il suo lavoro \u00e8 di fatto considerato l\u2019&#8221;artefice dell&#8217;apartheid&#8221;, a teorizzare e attuare praticamente il sistema governativo. Convinto sostenitore della supremazia boera che, secondo la sua visione, era fondatrice dello Stato Sudafricano, l\u2019ex psicologo e sociologo, il 31 maggio 1961 proclam\u00f2 la Repubblica del Sudafrica, dopo che i territori, che avevano avuto l\u2019indipendenza dalla Corona Inglese nel 1931, divenendo <i>dominion<\/i> nel quadro del Commonwealth con il nome di Unione Sudafricana, furono estromessi dall\u2019organizzazione britannica proprio per via delle leggi razziali.\u00a0 Solo grazie a Mandela ed alla sua strenua lotta non violenta, alla sensibilizzazione crescente dell\u2019opinione pubblica internazionale, il regime razzista fu abolito e dal 1994 lo Stato Africano si impegna con grandi risorse per creare coesione tra le varie etnie che lo abitano.<\/p>\n<h3>Bibliografia e Sitografia<\/h3>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nazionale_di_rugby_a_15_del_Sudafrica\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nazionale_di_rugby_a_15_del_Sudafrica<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Invictus_-_L%27invincibile\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Invictus_-_L%27invincibile<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/dall-apartheid-alla-xenofobia-il-sudafrica-riscopre-gli-spettri\">https:\/\/www.avvenire.it\/mondo\/pagine\/dall-apartheid-alla-xenofobia-il-sudafrica-riscopre-gli-spettri<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coppa_del_Mondo_di_rugby_1995\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Coppa_del_Mondo_di_rugby_1995<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fran%C3%A7ois_Pienaar\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fran%C3%A7ois_Pienaar<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.rugbymeet.com\/it\/news\/internazionale\/gli-springboks-del-1995-una-nazionale-maledetta\">https:\/\/www.rugbymeet.com\/it\/news\/internazionale\/gli-springboks-del-1995-una-nazionale-maledetta<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/mysudafrica.com\/springboks\/?lang=it\">http:\/\/mysudafrica.com\/springboks\/?lang=it<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/John_Carlin\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/John_Carlin<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.johncarlin.eu\/\">http:\/\/www.johncarlin.eu\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/sport\/rugby\/chester_williams_morto_rugby_sudafrica_campione_mondo_nelson_mandela_springboks_oggi_ultime_notizie-4718094.html\">https:\/\/www.ilmessaggero.it\/sport\/rugby\/chester_williams_morto_rugby_sudafrica_campione_mondo_nelson_mandela_springboks_oggi_ultime_notizie-4718094.html<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.goodthingsguy.com\/sport\/grey-siya-kolisi-story\/\">https:\/\/www.goodthingsguy.com\/sport\/grey-siya-kolisi-story\/<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Siya_Kolisi\">https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Siya_Kolisi<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.gazzetta.it\/Rugby\/19-11-2014\/rugby-sudafrica-carr-io-nero-no-siamo-tutti-springboks-901084125060.shtml?refresh_ce-cp\">https:\/\/www.gazzetta.it\/Rugby\/19-11-2014\/rugby-sudafrica-carr-io-nero-no-siamo-tutti-springboks-901084125060.shtml?refresh_ce-cp<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Boeri\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Boeri<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.direttanews.it\/2011\/05\/30\/sudafrica-apartheid-31-maggio-1961-proclamazione-della-repubblica-del-sudafrica\/\">https:\/\/www.direttanews.it\/2011\/05\/30\/sudafrica-apartheid-31-maggio-1961-proclamazione-della-repubblica-del-sudafrica\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>PDF <a href=\"https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1b8F5Wh2k1NbBx7jioUzXMKto7ZIPPTih\/view?usp=sharing\">https:\/\/drive.google.com\/file\/d\/1b8F5Wh2k1NbBx7jioUzXMKto7ZIPPTih\/view?usp=sharing<\/a><\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/invictus\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/invictus\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" 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