{"id":4662,"date":"2014-01-22T10:54:29","date_gmt":"2014-01-22T09:54:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/2014\/01\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/"},"modified":"2014-01-22T10:54:29","modified_gmt":"2014-01-22T09:54:29","slug":"liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/","title":{"rendered":"Libert\u00e0 di pensiero, non discriminazione e tutela delle diversit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\">di<strong>\u00a0 F. D\u2019Isanto<\/strong>\u00a0e <strong>D. D\u2019Anna<\/strong><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ferdinando\/Downloads\/wolf%201.14\/ED%20D'Isanto%20D'Anna%20Liberta%20di%20pensiero.doc#_ftn1\" title=\"\"><em><strong>[1]<\/strong><\/em><\/a><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">1.Introduzione<\/span><\/strong><\/p>\n<p>Il rispetto delle diversit\u00e0 e delle identit\u00e0 degli individui, la libert\u00e0 di pensiero e la non discriminazione sono obiettivi prioritari per assicurare una coesistenza pacifica all\u2019interno del territorio europeo e nel mondo intero.<strong><\/strong><\/p>\n<p>Oggi le duplici tendenze della globalizzazione e della crescente diffusione delle tecnologie di informazione e di comunicazione hanno allargato la possibilit\u00e0 di interagire e comunicare pensieri e idee in tempo reale tra persone di ambienti diversi. Allo stesso tempo, tuttavia, si assiste ad un appiattimento od omogeneizzazione, derivato principalmente dal processo economico, che erode l\u2019unicit\u00e0 delle culture individuali. I crescenti flussi transazionali delle popolazioni portano spesso ad attriti culturali che rischiano di venire inaspriti \u201cdall\u2019intenzionale istigazione\u201d all\u2019odio e alla diffidenza. Le differenze e le caratteristiche distintive che potrebbero arricchire le nostre vite diventano\u00a0 invece bersaglio di attacchi o barriere di separazione tra le presone, che troppo spesso sfociano in conflitti violenti o generano altri tipi\u00a0 di minaccia all\u2019esistenza e alla dignit\u00e0 delle persone (Ikeda, Boulding, 2010).<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 uno degli obiettivi fondamentali che l\u2019Unione Europea si prefigge di perseguire \u00e8\u00a0 la difesa e la tutela delle diversit\u00e0. La diversit\u00e0 non \u00e8 semplicemente qualcosa che deve essere rispettato ma un\u2019occasione che pu\u00f2 arricchire di significato l\u2019esistenza di tutti i cittadini. Valorizzare le diversit\u00e0 significa creare opportunit\u00e0 di crescita e di sviluppo per ogni paese.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">2. La pluralit\u00e0 delle nostre identit\u00e0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p>L\u2019economista indiano Amartya Sen (2007), sostiene l\u2019idea che la pluralit\u00e0 delle nostre identit\u00e0 pu\u00f2 svolgere un ruolo chiave nell\u2019aiutare le persone a resistere\u00a0 alla forte spinta trascinatrice della psicologia di massa e alle istigazioni alla violenza che provocano conflitti. Egli ci avverte che: \u201cl\u2019insistenza, anche solo implicita sulla natura univoca, senza possibilit\u00e0 di scelta, dell\u2019identit\u00e0 umana, non \u00e8 soltanto riduttiva per noi tutti, ma ha anche effetti incendiari sul mondo (\u2026). La principale speranza di armonia nel nostro tormentato mondo risiede semmai nella pluralit\u00e0 delle nostre identit\u00e0, che si intrecciano l\u2019una con l\u2019altra e sono refrattarie a divisioni drastiche lungo linee di confine invalicabili a cui non si pu\u00f2 opporre resistenza\u201d.<\/p>\n<p>I membri di qualunque gruppo etnico non rappresentano un corpo unico nella loro identit\u00e0: gli ambienti in cui sono cresciuti, le loro occupazioni e i loro interessi come singoli individui sono diversi, come lo sono le loro convinzioni e i modo di vivere. E\u2019 grazie a questa diversit\u00e0 di identit\u00e0\u00a0 che, pur sussistendo differenze concrete di etnia, religione, idee politiche, \u00e8 sempre possibile trovare nello scambio umano da persona a persona punti di confluenza e risonanze reciproche. Come fa notare Sen, ci\u00f2 pu\u00f2 permetterci di superare \u201clinee di confine invalicabili\u201d e stabilire molteplici legami stratificati di non discriminazione, empatia e amicizia.<\/p>\n<p>In linea con l\u2019interesse di Amartya Sen per la pluralit\u00e0 umana, la filosofa politica tedesco-americana Hannan Arendt (1970) scrisse: \u201cPer quanto siamo colpiti dalle cose del mondo, per quanto profondamente possano scuoterci e stimolarci, esse diventano umane per noi solo quando possiamo discuterne con i nostri compagni\u201d. La Arendt prosegue chiarendo che la parola \u201ccompagni\u201d vuole indicare una relazione di amicizia e non di fratellanza, in particolare l\u2019amicizia tra persone con diverse visioni della verit\u00e0. E\u2019 proprio grazie a simili differenze che il mondo si umanizza attraverso il dialogo, e la ricca variet\u00e0 della vita umana risplende della sua magnificenza.<\/p>\n<p>Anche il presidente della SGI (Soka Gakkai Internazionale) Daisaku Ikeda (2003) ribadisce il valore di questo tipo di amicizia, basato sul rispetto della libert\u00e0 del pensiero altrui, che previene l\u2019ulteriore spaccatura delle societ\u00e0 in cui la differenza troppo spesso funge da marcatore per l\u2019esclusione. Sostenere questo tipo di amicizia \u00e8 cosa fondamentale per impedire che il senso di connessione empatica con gli altri esseri umani venga spazzato via da una cultura di discriminazione, da un vortice di odio e di violenza. Per contribuire a radicare una cultura di pace e di rispetto per la diversit\u00e0 \u00e8 necessario contrastare con pazienza ogni episodio di odio e di scontro che possa verificarsi. In quanto esseri umani gli uomini sono dotati degli strumenti che servono a questo scopo: 1) l\u2019autoriflessione grazie alla quale immaginare la\u00a0 condizione (e il dolore) degli altri come se fosse la nostra; 2) il ponte del dialogo per arrivare ad ogni persona, in ogni luogo; 3) la vanga e la zappa dell\u2019amicizia con cui coltivare terre pi\u00f9 aride e desolate. Egli afferma: \u201cun\u2019amicizia capace di sviluppare una vibrante cultura di non discriminazione ci far\u00e0 provare una gioia condivisa in quanto persone che vivono insieme su questo pianeta e ci far\u00e0 promettere di tutelare, a tutti i costi e nonostante qualsiasi differenza, la dignit\u00e0 innata in ciascuno di noi\u201d.<\/p>\n<p>Le Nazioni Unite, per trasformare la radicata propensione del genere umano alla guerra, hanno lavorato alla costruzione di una cultura di pace basandosi sulla Dichiarazione di Siviglia, un esempio di ci\u00f2 \u00e8 stato il Decennio Internazionale\u00a0 per una cultura di pace e nonviolenza per i bambini del mondo (2000-2010), e continuano ad impegnarsi a tale scopo.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Dal concetto di libert\u00e0 nel pensiero kantiano al Trattato di Lisbona<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La Comunit\u00e0 Europea (CE) trae la propria origine dal pensiero cosmopolitico che possiamo ritrovare nella \u201cPace perpetua\u201d di Immanuel Kant (1795). Egli \u00e8 stato l\u2019autore che pi\u00f9 di ogni altro si \u00e8 collocato all\u2019origine di un\u2019idea pacifica di Europa, che prendesse in considerazione anche il tema della propria unit\u00e0. Alla base del pensiero kantiano ritroviamo i fondamenti dell\u2019attuale Unione Europea (UE). Oltre alla centralizzazione del potere sotto un\u2019unica legislazione comune, il filosofo ottocentesco sosteneva la necessit\u00e0 di introdurre Costituzioni Repubblicane ove fossero elencati i principi di libert\u00e0 fondamentali dei cittadini, il principio della separazione del potere esecutivo da quello legislativo, l\u2019uguaglianza fra i membri senza discriminazione alcuna ed il diritto di visita. Tali concetti sono facilmente riscontrabili nell\u2019<em>acquis<\/em> comunitario seguito dall\u2019Organizzazione Sovranazionale europea; la Carta Europea dei Diritti fondamentali dell\u2019Uomo (CEDU), l\u2019introduzione della Cittadinanza Europea con il Trattato di Maastricht e il Trattato di Schengen rappresentano solo alcuni esempi delle conquiste che l\u2019epoca moderna ha ottenuto mediante un\u2019unione intergovernativa fra Stati europei.<\/p>\n<p>Il progetto kantiano ha introdotto nelle profonde radici dell\u2019Europa il senso di una societ\u00e0 aperta, legata a un processo di \u201cumanizzazione della storia\u201d.<\/p>\n<p>Basti considerare che il filosofo illuminista sosteneva l\u2019importanza di trasformare il diritto internazionale da mera separazione di molti stati indipendenti l\u2019uno dall\u2019altro a vera e propria federazione di liberi stati \u2013 e liberi popoli \u2013 in grado di porre fine alle guerre europee, le quali, nei secoli antecedenti la Comunit\u00e0 europea, avevano portato il Continente alla devastazione.<\/p>\n<p>Non bisogna, infatti, dimenticare che l&#8217;obiettivo della CECA era controllare la produzione di carbone e acciaio in Europa (specialmente di Germania e Francia) per scongiurare un&#8217;altra, definitiva, guerra in Europa e preservare la pace (aspetto questo che oggi non viene ricordato ma \u00e8 un merito dell&#8217;UE se non vi sono pi\u00f9 state belligeranze nell\u2019Europa moderna).<\/p>\n<p>In oltre cinquanta anni d\u2019integrazione, lo Stato europeo si \u00e8 evoluto allargando le sue competenze alle materie di carattere economico, politico e sociale, con la nascita della Comunit\u00e0 Economica Europea (la CEE aveva come obiettivo la creazione del Mercato Comune o unico europeo, obbiettivo raggiunto in parte, ma pur sempre da perfezionare), con la creazione di uno Spazio di Libert\u00e0, Sicurezza e Giustizia (SLSG) ed una Politica Estera Comune (PESC).<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 stata posta sugli aspetti di natura sociale.<\/p>\n<p>Il Trattato di Maastricht ha posto le basi per la creazione dello SLSG, mediante il quale l\u2019Unione Europea ha mirato ad assicurare la libera circolazione delle persone e ad offrire un livello elevato di protezione ai cittadini. E\u2019 stato legiferato in materia di spazio e cooperazione in ambito Schengen per assicurare la libera circolazione dei cittadini europei nell\u2019Unione e l\u2019attraversamento delle frontiere interne, sui diritti dei cittadini di Stati terzi, l\u2019immigrazione clandestina, i visti, l\u2019asilo, la riammissione e le relazioni con paesi terzi. Allo Spazio di libert\u00e0, sicurezza e giustizia compete, inoltre, il delicato compito della lotta contro le discriminazioni. Esso, infatti, dedica una parte consistente delle sue attivit\u00e0 alla lotta contro il razzismo, la xenofobia e l\u2019antisemitismo, oltre a favorire la parit\u00e0 di opportunit\u00e0 tra gli uomini e le donne.<\/p>\n<p>Di grande rilievo per la nostra trattazione, per\u00f2, risulta essere la proclamazione, durante il Consiglio europeo di Nizza del 2000, della Carta fondamentale dei Diritti dell\u2019Uomo.<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea ha, da sempre, proclamato il proprio impegno per il rispetto dei diritti dell\u2019uomo e delle libert\u00e0 fondamentali, confermando apertamente il proprio impegno riguardo ai diritti sociali fondamentali. Il primo passo verso la proclamazione di una Carta dei diritti con valenza giuridica \u00e8 stato attuato con il Trattato di Amsterdam.<\/p>\n<p>In tale occasione si \u00e8 insistito sul rispetto dei diritti fondamentali, in particolare quelli garantiti nella Convenzione europea dei diritti dell&#8217;uomo (CEDU), adottata a Roma nel 1950 dai membri del Consiglio d&#8217;Europa. Nel preambolo del Trattato UE si fa riferimento ai diritti sociali fondamentali definiti nella Carta sociale europea (Consiglio d&#8217;Europa) del 1961 e nella Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989.<\/p>\n<p>A norma del Trattato, l&#8217;UE ha acquisito il potere di prendere adeguati provvedimenti per combattere la discriminazione: possibili motivi d&#8217;intervento erano diventati le discriminazioni basate su sesso, razza o origine etnica, religione, credenze, minorazione, et\u00e0 o orientamento sessuale.<\/p>\n<p>Con il Trattato di Amsterdam \u00e8 stato conferito formalmente alla Corte di Giustizia europea il potere di vigilare sul rispetto dei diritti e delle libert\u00e0 fondamentali da parte delle Istituzioni europee. In seguito, l\u2019adozione della Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea, ha focalizzato l\u2019attenzione sulla necessit\u00e0 di un\u2019Unione democratica e solidale. La Carta \u00e8 stata preparata da rappresentanti dei Parlamenti nazionali, del Parlamento europeo, della Commissione e dei capi di Stato e di governo, su input iniziale e politico del Consiglio europeo di Colonia del 1999, poi \u201clanciata\u201d, infine, durante il Consiglio europeo di Nizza del dicembre 2000. L\u2019esito, in tale occasione, \u00e8 stato di lasciare ad una successiva fase di maturazione il compito di sciogliere il nodo della valenza giuridica della Carta, dunque di come costruire il rapporto con i trattati comunitari e di come renderla formalmente e solennemente vincolante. A tal fine, il rito normale di una conferenza e di un Trattato internazionale \u00e8 imprescindibile, quale che sia lo sbocco stabilito, se un testo separato ovvero una parte di un futuro trattato.<\/p>\n<p>La Carta dei diritti fondamentali sancisce un complesso di diritti fondamentali, insieme articolato sui valori della dignit\u00e0, della libert\u00e0, dell\u2019uguaglianza, della solidariet\u00e0, della cittadinanza europea e della giustizia. In definitiva, lo scopo dell\u2019iniziativa enunciato a Colonia era di rendere \u201cpi\u00f9 visibili\u201d i diritti fondamentali all\u2019interno dell\u2019esperienza comunitaria. Non si voleva innovare, dunque, ma rendere esplicita e solenne l\u2019affermazione di una serie di valori destinati a ispirare il vivere insieme dei popoli europei, nei limiti e secondo il quadro di competenze gi\u00e0 delineato con le dovute forme dei Trattati comunitari, dalla Convenzione di Roma sui diritti fondamentali, dalle Costituzioni degli Stati membri e, soprattutto, della giurisprudenza della Corte di Giustizia.<\/p>\n<p>Se si considera il suo significato rispetto ai valori che ispirano il processo d\u2019integrazione europea complessivamente considerato, la Carta ha fortemente contribuito a consolidare i principi comuni ai popoli europei e alle istituzioni comunitarie. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ci\u00f2, indipendentemente dal valore formale della Carta, ha rappresentato un passo avanti nel processo d\u2019integrazione, nella misura in cui accompagna sul piano dei valori un cammino, lento ma sicuro, verso l\u2019integrazione politica in senso lato. In qualche modo si \u00e8 trattato di un elemento che ha contribuito, sotto un profilo politico, a stimolare il completamento di un disegno cominciato con l\u2019integrazione economica e in particolare con la realizzazione di un mercato unico, nel quale i rapporti economici, sociali e culturali si sviluppano in uno spazio senza confini. Non va trascurato, peraltro, che il regime comunitario di libera circolazione delle persone aveva gi\u00e0 ridotto in maniera significativa ogni rilevanza della qualificazione della persona stessa, ormai di per s\u00e9 beneficiaria di quella libert\u00e0.<\/p>\n<p>Infine, con l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona, la Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea ha completato il suo <em>exursus<\/em> venendo inclusa nel Trattato stesso. La scrittura di una Carta dei diritti incorporata, come allegato, nel testo del Trattato europeo ha esaltato il ruolo costituzionale della Corte di Giustizia, anzitutto perch\u00e9 ha potenziato la sua legittimazione; in secondo luogo perch\u00e9 ha svincolato la Carta da una lettura meramente economica dei diritti fondamentali e le ha permesso di entrare nelle problematiche dei diritti fondamentali dalla \u201cstrada maestra\u201d, che \u00e8 quella del bilanciamento dei valori, non quella della integrazione economica; infine, perch\u00e9 il Trattato di Lisbona non ha espunto le altri fonti di ispirazione della giurisprudenza comunitaria, in materia di diritti fondamentali.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">4. Il diritto di voto come esercizio di libert\u00e0 <\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La Carta dei diritti non assorbe completamente le altre fonti di tutela dei diritti fondamentali, differenziandosi, cos\u00ec, dalla temuta <em>\u201cBill of Rights\u201d<\/em> in grado di trascinare con s\u00e9 l\u2019incremento di competenze delle Istituzioni europee. Infatti, nelle clausole finali, all\u2019articolo 51, par. 2, \u00e8 stato enunciato che \u201cLa presente Carta non estende l\u2019ambito di applicazione dell\u2019Unione al di l\u00e0 delle competenze dell\u2019Unione, n\u00e9 introduce competenze nuove o compiti nuovi per l\u2019Unione, n\u00e9 modifica le competenze e i compiti definiti nelle altre parti della Costituzione\u201d. Scongiurato, dunque, con le clausole finali, il rischio dell\u2019allargamento delle competenze, nella Carta sono potute comparire importanti novit\u00e0 contenutistiche alla tutela dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea. Nella Carta compaiono importanti diritti che non trovano traccia n\u00e9 nella giurisprudenza comunitaria pregressa, n\u00e9 nelle Costituzioni nazionali degli Stati membri, n\u00e9 nella Convenzione europea dei diritti dell\u2019uomo. Inoltre, i diritti gi\u00e0 conosciuti assumono spesso nuove connotazioni nel testo della Carta.<\/p>\n<p>Innanzitutto vi \u00e8 il riconoscimento di \u201cnuovi diritti\u201d che non erano mai stati codificati, ma solo occasionalmente anticipati dalle avanguardie delle giurisprudenze costituzionali ed europee. Inedito, specie per il lettore italiano, \u00e8 tutto il Titolo primo riguardante la Dignit\u00e0 umana e, in particolare, l\u2019articolo 3 che affronta il problema della ricerca medica e biologica sulla persona; ma anche l\u2019articolo 6 sul diritto alla libert\u00e0 e sicurezza lascia intravedere problematiche mai affrontate in forma di diritti fondamentali. La libert\u00e0 cui si allude non \u00e8 solo quella legata all\u2019<em>habeas <\/em>corpus e la sicurezza viene per la prima volta fraseggiata in termini di diritto fondamentale. Similmente gli artt. 24, 25 e 26 sui diritti del bambino, degli anziani e dei disabili non hanno corrispondenti nelle Costituzioni nazionali.<\/p>\n<p>In generale, la Carta dei diritti arricchisce i cataloghi dei diritti fondamentali dell\u2019uomo, facendosi carico di esigenze nuove indotte dall\u2019evoluzione della societ\u00e0, dal progresso sociale e dagli sviluppi scientifici e tecnologici, come si afferma nel Preambolo.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 da sperare che il dinamismo della giurisprudenza della Corte di Giustizia europea e l\u2019operato dell\u2019Agenzia europea dei diritti fondamentali, pur se cristallizzati fedelmente nella Carta, continuino a cogliere al giusto le spinte incessanti di una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 esigente su questi temi, adeguando di conseguenza e rapidamente il sistema.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima analisi va fatta sull\u2019introduzione, con il Trattato di Amsterdam, della cittadinanza dell\u2019Unione. La cittadinanza europea attiva porta con s\u00e9 alcuni valori imprescindibili. Innanzitutto l\u2019eguaglianza fra cittadini pone tutti i membri dell\u2019Unione sullo stesso piano giuridico-sociale; in pi\u00f9, la cittadinanza europea, conferisce a tutto il popolo dell\u2019Unione Europea, il diritto di voto e l\u2019eleggibilit\u00e0 alle elezioni municipali e del Parlamento europeo. Conseguenza diretta \u00e8, inoltre, la protezione diplomatica e consolare dei cittadini come sancito dall\u2019articolo 23 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Unione Europea (ex art. 20 TCE) secondo cui \u201cOgni cittadino dell\u2019Unione gode, nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui ha la cittadinanza non \u00e8 rappresentato, della tutela da parte delle autorit\u00e0 diplomatiche e consolari di qualsiasi Stato membro, alle stesse condizioni dei cittadini dello Stato\u201d.<\/p>\n<p>Il diritto di voto \u00e8 l\u2019espressione concreta della libert\u00e0 di pensiero, ed \u00e8 un principio indispensabile per le moderne democrazie. I cittadini, mediante l\u2019esercizio del voto, assumono la funzione di controllo dell\u2019operato dell\u2019esecutivo. Con la riforma dei poteri delle Istituzioni europee, il Parlamento europeo ha assunto un valore centrale all\u2019interno dell\u2019Unione. L\u2019articolo 14 del Trattato di Lisbona elenca le funzioni del Parlamento europeo: legislativa e di bilancio, esercitate congiuntamente con il Consiglio, di controllo politico e consultiva, nonch\u00e9 di elezione del Presidente della Commissione. La \u201cfiducia\u201d data dal Parlamento alla Commissione coinvolger\u00e0 anche il nuovo Alto Rappresentante per la politica estera dell\u2019Unione, che ricopre anche le vesti di vicepresidente della Commissione. Grazie a questo connaturato legame fiduciario, oltre alla lettura dei trattati, il Parlamento, se ne sar\u00e0 politicamente capace, potr\u00e0 condizionare la scelta dell\u2019uomo (e quindi la sua azione) cui spetter\u00e0 animare la politica estera dell\u2019Unione.\u00a0<\/p>\n<p>Ulteriore \u201cnovit\u00e0\u201d che figura fra le mansioni del Parlamento \u00e8 la possibilit\u00e0 di proporre modifiche ai trattati oltre che al compito di approvare gli accordi internazionali, anche non commerciali, siglati dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Dunque, i cittadini europei, attraverso il proprio voto, potranno rendersi partecipi della vita politica dell\u2019Organizzazione sovranazionale, limitando, se necessario, anche la politica estera dell\u2019Unione (fino ad ora prerogativa esclusiva degli esecutivi). Soltanto un Parlamento Europeo, forte di un\u2019ampia affluenza alle urne, sar\u00e0 in grado di risolvere le problematiche intrinseche all\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">5. Considerazioni conclusive<\/span><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Negli ultimi anni gli organismi internazionali e comunitari si stanno impegnando nel promuovere una visione del mondo basata sulla interconnessione. In un mondo sempre pi\u00f9 interdipendente tutto ci\u00f2 che sembra avere un impatto soltanto locale, ha inevitabilmente ripercussioni su scala globale, e l\u2019evoluzione di ciascun individuo, come lo sviluppo di un intero paese, non pu\u00f2 prescindere dall\u2019educazione ai diritti umani e dal rispetto delle identit\u00e0 altrui.<\/p>\n<p>Nel settembre del 2012,\u00a0 la rete internazionale degli Associati per l\u2019educazione ai diritti umani (Human Rights Education Associates, HREA) e l\u2019ufficio dell\u2019Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights, OHCHR) hanno presentato \u201c<em>A Path to Dignity. The Power of Human Rights Education<\/em> (Un sentiero verso la dignit\u00e0: il potere dell\u2019educazione ai diritti umani) per promuovere presso un pubblico pi\u00f9 ampio gli ideali e i principi della Dichiarazione delle nazioni Unite sull\u2019 educazione e formazione ai diritti umani adottata dall\u2019Assemblea generale dell\u2019ONU nel dicembre 2011.<\/p>\n<p>L\u2019equilibrio esistente nella relazione, tra libert\u00e0 individuale ed interconnessione con gli altri esseri umani, \u00e8 l\u2019essenza delle riflessioni che ci siamo proposti di analizzare in questo lavoro.<\/p>\n<p>Il nesso importante individuato nel pensiero seniano \u00e8 quello tra libert\u00e0 individuale e sviluppo sociale. In altri termini non pu\u00f2 esistere sviluppo sociale se non esiste libert\u00e0 individuale intendendo per essa quella che concretamente pu\u00f2 realizzarsi alla luce di vari fattori: le opportunit\u00e0 economiche, le libert\u00e0 politiche, i poteri sociali e le condizioni abilitanti. Ma, nello stesso tempo, sugli assetti istituzionali che rendono possibili queste condizioni agisce l\u2019esercizio delle libert\u00e0 individuali, mediato dalla libera partecipazione alle scelte sociali e alla formazione di decisioni (e tra queste rientra anche\u00a0 l\u2019esercizio del diritto di voto come esercizio della libert\u00e0 di pensiero e di partecipazione).<\/p>\n<p>Sen (1999) sostiene che la libert\u00e0 \u00e8 un elemento fondamentale nel processo di sviluppo per due ragioni fondamentali. La prima \u00e8 una \u201cragione valutativa\u201d: quando si giudica se c\u2019\u00e8 o non c\u2019\u00e8 progresso, ci si deve chiedere prima di tutto se vengono promosse le libert\u00e0 di cui godono gli esseri umani; la seconda \u00e8 la \u201cragione dell\u2019efficacia\u201d: la conquista dello sviluppo dipende, in tutto e per tutto, dalla libera azione degli esseri umani. Il concetto di libert\u00e0 porta con s\u00e9 varie considerazioni di valore, ma quando si parla di efficacia \u00e8 necessario guardare alle specifiche connessioni empiriche fra libert\u00e0 di diversi tipi. E\u2019 grazie a tali interconnessioni che l\u2019azione libera e sostenibile emerge come motore principale dello sviluppo. Egli sostiene che l\u2019azione libera non \u00e8 soltanto di per s\u00e9 una parte \u201ccostitutiva\u201d dello sviluppo, ma contribuisce anche a rafforzare altri generi di azione libera. Sono le connessioni empiriche a collegare i due aspetti dello sviluppo come libert\u00e0.<\/p>\n<p>Il concetto seniano di libert\u00e0 e la sua visione dello spazio d\u2019incidenza, pu\u00f2 essere considerata per certi aspetti come l\u2019 evoluzione del concetto kantiano di libert\u00e0. Quando si parla di libert\u00e0 di pensiero ci si riferisce alla sua fase genetica e alla possibilit\u00e0 che il pensiero abbia avuto di formarsi liberamente. Solo la\u00a0 scelta di un individuo che nasce all\u2019interno di uno spazio ampio di opportunit\u00e0, pu\u00f2 essere considerata una scelta secondo libert\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019altro scopo di questo lavoro \u00e8 stata la riflessione sugli effetti negativi che le disuguaglianze e le discriminazioni possono generare in ogni paese.<\/p>\n<p>I ricercatori britannici Richard Wilkinson a Kate Pickett (2009) hanno studiato gli effetti della discriminazione e della disuguaglianza\u00a0 sulle popolazioni, notando che associata ad una perdita economica essa ha un effetto corrosivo sia sulle relazioni individuali che sulla societ\u00e0 nell\u2019insieme. Nella loro opera <em>La misura dell\u2019anima<\/em>: <em>perch\u00e9 le disuguaglianza rendono le societ\u00e0 pi\u00f9 infelici <\/em>sottolineano che non solo le disuguaglianza economiche aggravano i problemi sanitari e sociali, ma che con una disuguaglianza maggiore le persone sono meno altruista l\u2019une con l\u2019altra, c\u2019\u00e8 una minore reciprocit\u00e0 nelle relazioni, le persone devono badare a se stesse e prendere quello che possono, cos\u00ec inevitabilmente, c\u2019\u00e8 una minore fiducia. Inoltre, poich\u00e9 \u201cla disuguaglianza sembra rendere le nazioni socialmente disfunzionali in una vasta gamma di risultati\u201d, nelle societ\u00e0 pi\u00f9 inique se la passano male non solo i poveri ma le persone di quasi tutti i livelli di reddito. La disuguaglianza, la discriminazione determinano deprivazione economica per determinati gruppi di individui. Tale situazione si aggrava quando le persone percepiscono che la loro stessa esistenza \u00e8 disprezzata, si sentono alienate e private di un ruolo significativo\u00a0 e di un posto all\u2019interno della societ\u00e0. In una persona che sta lottando\u00a0 per migliorare la propria esistenza in mezzo a tali condizioni difficili, reazioni fredde e insensibili (provenienti dall\u2019ambiente pi\u00f9 vicino o dalla societ\u00e0 nel suo insieme) intensificano la sensazione di isolamento e di insicurezza, e feriscono profondamente la dignit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 negli ultimi anni, oltre alle misure economiche per affrontare il problema della disuguaglianza, si \u00e8 sottolineata sempre pi\u00f9 l\u2019importanza di un approccio di inclusione sociale concentrato sul ripristino del senso di connessione con gli altri e di scopo nella vita. Ecco perch\u00e9 l\u2019importanza di questi temi per gli organismi internazionali e comunitari.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Arendt, H., \u00a0<em>\u201cMen in Dark Times\u201d<\/em>, Houghton Mifflin Harcourt, New York, 1970, pp. 24-25.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ikeda,\u00a0 D., Boulding E., \u00a0<em>\u201cInto Full Flower: Making Peace Cultures Happen\u201d, <\/em>Dialogue path Press, Cambridge, 2010, p.113.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Ikeda,\u00a0 D.., <em>\u201cL\u2019educazione Soka\u201d<\/em>,\u00a0 Esperia, Milano, 2003, pp. 79-80.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Kant,\u00a0 I., <em>\u201cPer la pace perpetua\u201d<\/em>, 1795, traduzione dall\u2019originale tedesco, di Maria Chiara Pietavolo sulla base degli appunti di Giuliano Marini, Bollettino telematico di filosofia politica.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Richard, W., Pickett, K., <em>\u201c The Spirit Level: Why More Equal Societies Almost Always Do Better\u201d, <\/em>Allen\u00a0 Lane London, 2009, p. 56.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sen, A., <em>\u201cIdentity and Violence: The illusion of Destiny\u201d, <\/em>Penguin Books, London , 2007,\u00a0 p.16.<span style=\"line-height: 1.3em;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sen, A., <em>\u201cDevelopment as Freedom\u201d<\/em>, Oxford University Press, Oxford, 1999.<\/p>\n<div><br clear=\"all\" \/><\/p>\n<hr width=\"33%\" size=\"1\" \/>\n<div>\n<p><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/ferdinando\/Downloads\/wolf%201.14\/ED%20D'Isanto%20D'Anna%20Liberta%20di%20pensiero.doc#_ftnref1\" title=\"\">[1]<\/a> I paragrafi 1, 2, 5 sono stati scritti da Federica D\u2019Isanto; i paragrafi 3 e 4 sono stati scritti da Daniele D\u2019Anna.<\/p>\n<\/p><\/div>\n<\/p><\/div>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-4662\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-4662\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-4662\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-4662\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0 F. D\u2019Isanto\u00a0e D. D\u2019Anna[1] 1.Introduzione Il rispetto delle diversit\u00e0 e delle identit\u00e0 degli individui, la libert\u00e0 di pensiero e la non discriminazione sono obiettivi prioritari per assicurare una coesistenza pacifica all\u2019interno del territorio europeo e nel mondo intero. Oggi le duplici tendenze della globalizzazione e della crescente diffusione delle tecnologie di informazione e di [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-4662\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-4662\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-4662\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-4662\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/liberta-di-pensiero-non-discriminazione-e-tutela-delle-diversita\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[117],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-1dc","jetpack-related-posts":[{"id":3426,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-politica-della-comunicazione-e-le-regole-il-grande-tribunale-dellopinione-pubblica-1\/","url_meta":{"origin":4662,"position":0},"title":"La politica della comunicazione e le regole: Il Grande Tribunale dell\u2019Opinione Pubblica (1)","date":"16 Aprile 2019","format":false,"excerpt":"di C. 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