{"id":536,"date":"2016-08-02T13:48:39","date_gmt":"2016-08-02T11:48:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=536"},"modified":"2016-09-15T17:59:17","modified_gmt":"2016-09-15T15:59:17","slug":"la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/","title":{"rendered":"La filosofia italiana, oggetto di discussione attuale (4)"},"content":{"rendered":"<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><em>di<\/em><strong> Clementina Gily<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg\"><img data-attachment-id=\"373\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/giovanni-gentile-un-autore-contemporaneo-1\/mo-phi\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg?fit=307%2C400&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"307,400\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"mo-phi\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg?fit=230%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg?fit=307%2C400&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-373 size-medium\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi-230x300.jpg?resize=230%2C300\" alt=\"mo-phi\" width=\"230\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg?resize=230%2C300&amp;ssl=1 230w, https:\/\/i0.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/mo-phi.jpg?w=307&amp;ssl=1 307w\" sizes=\"(max-width: 230px) 100vw, 230px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>J. Connelly, <em>Collingwood, Gentile and Italian neo Idealism in Britain<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>A. G. Pesce, <em>The Integral Philosophical Experience of actualism<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Saggi di B. Haddock (17-43), A. G. Pesce (45-72), J. Wakefield (73-103), A. Vincent (105-136), D. Coli (137-166), R. Peters (167-203), J. Connelly (205-2<\/p>\n<p>James Wakefields (<em>Giovanni Gentile as Moral Philosopher<\/em>, pp. 73-104) affronta il tema della morale in Giovanni Gentile, connettendosi alla visione di teoria politica, dove risulta chiara l\u2019azione del Gentile morale, chiamandolo nei passi della contraddizione Giovanni, per chiarire la differenza che ne deriva quando si passi dalla tesi all\u2019azione. In questo campo infatti si avverte direttamente il problema che deriva dall\u2019identit\u00e0 pensiero e azione. Qui infatti le alternative sono com-possibili, mostrano i pregi e difetti dell\u2019identit\u00e0 tra Io ed io, il problema gi\u00e0 indicato come coerente in teoria ma non sostenibile.<\/p>\n<p>L\u2019esempio classico \u00e8 scelto quando Giovanni si trova di fronte al delitto Matteotti, che esplicita la violenza caratteristica del regime totalitario nei confronti dell\u2019opposizione, e occorre scegliere tenendo presenti le conseguenze relative alla scelta, senza poter fare appello alla \u2018Provedenza\u2019, come diceva Vico, al logo concreto che tutti accomuna nell\u2019Io trascendentale. Allora Giovanni ha solo se stesso e la sua volont\u00e0 cui fare appello, l\u2019agire deve accettare le conseguenze negative dell\u2019opera senza poter fare appello a quella Ragione che Wakefield chiama al femminile, Lei\u00a0 &#8211; cio\u00e8 all\u2019Io trascendentale. La Ragione, l\u2019Anima del Mondo, la Filosofia: una terminologia come si vede suggestiva e piena di significato in teoria, e anche molto chiara \u2013 che rende pi\u00f9 facile orientarsi nelle difficolt\u00e0 linguistiche di Gentile, con i suoi termini di pensiero pensato e pensiero pensante, \u201cio ed Io\u201d crea, identificando elementi diversi solo talvolta uniti nella vita.<\/p>\n<p>La tesi di Wakefield \u00e8 che manchi in Gentile una trattazione della morale di coerenza paragonabile alle altre parti del sistema. Ci\u00f2 si deve al fatto segnalato dall\u2019autore, che la teoria di Gentile, centrata nell\u2019Atto, \u00e8 una teoria-pratica, come disse bene e con successo il <em>Sommario di Pedagogia<\/em> pi\u00f9 ancora che nella <em>Teoria generale dello spirito come atto puro<\/em>: e furono infatti queste opere, rispettivamente del 14 e del 13 a segnare il travolgente effetto di Gentile sui suoi pi\u00f9 attenti allievi e lettori. Molto prima quindi del fascismo Gentile aveva costruito il sistema, concludendolo nel \u201922 col secondo volume del <em>Sistema di Logica<\/em>, agli albori del fascismo: Croce, prima di lui ministro dell\u2019Istruzione, aveva scritto la riforma della scuola poi fu promulgata quando fu ministro Gentile nel primo governo fascista, una riforma che dava tanta importanza all\u2019estetica.<\/p>\n<p>La teoria morale quindi, pur mancando di un trattato specifico, si evince dalle tante parti del discorso filosofico in cui si tratta del tema: l\u2019uomo non \u00e8 un atomo, ma, dice <em>La<\/em> <em>Teoria<\/em>: \u201c we must estabilish, as the supreme aspiration of our being, a harmony, a unity, with everyone else and with all that is other\u2026we have to recognize the unreality of our being, conceived as an ego opposed to the other people and things that surround us and throught which our lives are actualized\u201d (p.83). Siamo tutti uniti in un\u2019Anima comune, unit\u00e0 armonica che tutti ci comprende ed ognuno \u00e8, non un ego contrapposto agli altri. Questa visione universale dell\u2019umanit\u00e0 sostiene le scelte di ognuno e si attua nell\u2019argomentazione: \u201cLanguage is not thought\u2019s clothing, it is its very body\u201d (il linguaggio non \u00e8 la veste del pensiero ma il suo vero corpo), dice il <em>Sommario<\/em>, dove l\u2019unica difesa dal soggettivismo \u00e8 la presenza negli argomenti di <em>claims,<\/em> affermazioni degne di fede nel particolare esempio presente \u2013 come poi sostenne Ugo Spirito riprendendo l\u2019onnicentrismo di Giordano Bruno. La la coerenza si fonda sulla fede, non necessariamente religiosa nel senso dell\u2019appartenenza ad una chiesa. In questo modo, \u201cWe make ourselves universal\u201d dice ne <em>Il problema morale<\/em> perch\u00e9 \u201cShe is free so far as she is autonomous, submitting to laws and norms that she imposes upon herself\u201d (p.88), le fede morale fonda nell\u2019autonomia della ragione nel rispettare leggi autoimposte. L\u2019unico peccato \u00e8 perci\u00f2 l\u2019ipocrisia (p.91), realizzando il socratismo dell\u2019autocoscienza nella versione recente dell\u2019autonomia della ragion pratica di Kant \u2013 che crea un \u201cinter-subjective \u2018space of reason\u2019 \u201d. Il vantaggio rispetto a Kant \u00e8 il superamento del <em>come se <\/em>della <em>Critica del Giudizio<\/em> e del <em>noumeno<\/em>, posti per impedire il relativismo ed il soggettivismo che Gentile ritiene di \u2018superare\u2019 con l\u2019Atto Puro. Nel ripensare a queste affermazioni dopo il successo negli anni \u201960 del <em>Linguistic Turn<\/em> e del contemporaneo <em>Iconic Turn<\/em>, che pongono il mondo nell\u2019uomo nel linguaggio e nelle immagini, nelle espressioni cio\u00e8 che l\u2019uomo sa argomentare con coerenza, la valutazione del discorso di Gentile si avvalora, si presenta come un primo manchevole passo verso queste svolte che oggi sono la base di nuove filosofie.<\/p>\n<p>Gentile quindi aveva gi\u00e0 nel \u201922 conseguito il suo equilibrio teoretico, di cui non colse mai a pieno le aporie nonostante le critiche \u2013 di cui teneva conto <em>Genesi e struttura <\/em>che per tanti fu perci\u00f2 (Wakefield lo contesta) la riesposizione matura della sintesi sistematica della politica-morale identiche. Una lettura iniziata col libro su Marx, scritto un anno dopo la pubblicazione della tesi di laurea su Rosmini e Gioberti. La societ\u00e0 \u00e8 quindi l\u2019Atto non solo come Io trascendentale, ma anche intersoggetivo. Ci\u00f2 perch\u00e9 l\u2019io si forma nella <em>societas in interiore homine, <\/em>io e Lei (la Ragione) sono un sol pensare, contesto, storia, passato, in cui si parla insieme di io e di tutti che insieme sono la costituzione del pensiero di ognuno.<\/p>\n<p>Ma Gentile si d\u00e0 a comporre <em>Genesi<\/em>, una volta caduto il regime italiano ma non la Repubblica di Sal\u00f2, in continuit\u00e0 col Gentile che scrisse la voce \u2018fascismo\u2019 nell\u2019Enciclopedia Treccani\u2019 diretta da Ugo Spirito, il suo allievo teorico del corporativismo: il mondo della cultura, ivi comprese la teoria economica del regime sono frutto della loro politica attiva, anche se la collaborazione al governo di Gentile si ferm\u00f2 poco dopo la riforma della scuola. Una politica culturale che andrebbe rimeditata, come dice giustamente Wakefield, epurandola del difetto totalitario ma cogliendone l\u2019efficacia e i pregi. Poteva forse anche citare l\u2019apprezzamento della gerarchia di Collingwood nella prefazione allo <em>Speculum mentis, <\/em>un apprezzamento pienamente liberale, visto che \u00e8 l\u00ec \u00e8 la premessa di dare ordine sociale al merito, sempre tendente ad esorbitare in prepotenza, e l\u2019ordine \u00e8 certo il fine di tutti i buoni governi \u2013 oggi si parla di ruoli nello stesso senso, di vincente spirito di team<em>. <\/em>Ma la diversit\u00e0 di un singolo punto in comune non pu\u00f2 ignorare la diversit\u00e0, invece di identit\u00e0 di teoria e pratica, Collingwood nel <em>Nuovo Leviatano <\/em>forniva un\u2019enciclopedia delle distinzioni indispensabili per muoversi senza pretendere alla supremazia degli ideali astratti dal pubblico bene \u2013 che necessita di regimi di polizia. Ed \u00e8 perci\u00f2 dottrina del potere assoluto.<\/p>\n<p>Se quel che \u00e8 vero in teoria pu\u00f2 non esserlo in pratica non doveva ignorare Gentile, che sottovalutando l\u2019importanza di tecnica e intelletto nella mente, s\u2019illuse che come la Ragione si potesse non badare ai mezzi: ignorando cos\u00ec sia gli <em>idola fori <\/em>di Bacone che la <em>boria della ragione <\/em>di Vico \u2013 che erano nella sua piena competenza culturale<em>.<\/em> Gentile nella bella affermazione dell\u2019Ego, del soggetto pensante universale, cadde in quel che sar\u00e0 la malattia del Novecento, l\u2019assenza di punti di riferimento stabili, i valori che sono sempre da ripensare nei nuovi tempi, e cio\u00e8 la morale, che priva di punti di riferimento stabili. Non basta Lei, il vero se stesso che a tutti s\u2019unisce, l\u2019Io trascendentale, a dare indicazioni di futuro, sostenuto dalla forza di una fede priva di contenuti, problema che \u00e8 anche dell\u2019etica della speranza di Ernst Bloch. N\u00e9 basta l\u2019onnicentrismo che Spirito riprende da Bruno, che pure insegna ad aver fede in una ottica. Quindi, c\u2019\u00e8 una morale in Gentile, Wakefield ha ragione, ed \u00e8 la morale del tempo nuovo, del postmoderno liquido: che non guida l\u2019azione quando resta solo il dubbio. La morale di Gentile educa l\u2019uomo al suo tempo e lo lascia immediatamente <em>libero <\/em>di ascoltare Lei; diverso sar\u00e0 Croce a dargli come maestra la storia.<\/p>\n<p>Certo, dice bene Wakefield, che non si pu\u00f2 costringere l\u2019attualismo ad una precettistica, che tra l\u2019altro non pare dare grandi prove nel pragmatismo e nella filosofia analitica. Ma per dire che l\u2019uomo morale sa da s\u00e9 cosa fare, non occorre parlare di etica. Wakefield sottolinea l\u2019importanza del tema del linguaggio in Gentile: ma appunto occorre comunicare in modo adeguato. L\u2019Io Trascendentale parla a pochi con equilibrio, agli studiosi dediti alla verit\u00e0, il cui compito \u00e8 anche scrivere la morale del tempo, nel linguaggio, per insegnare a cogliere e discutere le alternative.<\/p>\n<p>Wakefield stesso mostra l\u2019efficacia di un simile metodo quando, come accennavo, parla di Giovanni di fronte al delitto Matteotti; anche se dimentica la storia del dopoguerra e suppone che solo nel \u201824 Gentile conoscesse la violenza fascista.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> La questione della violenza bene pose invece nello stesso anno Croce, distinguendo da essa la forza necessaria allo Stato. Gentile la consider\u00f2 un eccesso inevitabile in tempi di rivoluzione \u2013 ricordando bene Marx, cui Popper rimprover\u00f2 proprio l\u2019equivoco sulla violenza in politica. Di fronte alla violenza esplicita, al delitto arrogantemente rivendicato da Mussolini in Parlamento, Giovanni dovette risolvere il dubbio considerando i pro e i contro: accettare la situazione &#8211; voleva dire avere il suo ruolo nella trasformazione e poter operare, rifiutarsi &#8211; come Croce, significava perdere anni importanti. Giovanni scelse la prima alternativa e Gentile non scrisse la sua morale: ma certo realizz\u00f2 un\u2019impresa culturale, con ipocrisia, per lui \u00e8 l\u2019unico peccato dell\u2019uomo attuale. Se si sostiene che si \u00e8 in toto responsabili del proprio pensiero- azione, Giovanni sconfisse Gentile.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 va detto, pur accettando che la morale di Gentile, portando a compimento la kantiana autonomia della ragione, \u00e8 la teoria della morale contemporanea detta in parole coerenti. Non una precettistica ma un\u2019argomentazione problematica teorica e pratica, storica, che giorno per giorno medita i valori in situazione. I valori consentono di inquadrare l\u2019essenziale cui dare risposta, di capire il \u2018che fare\u2019 da attuare. Meditare questi problemi e discuterli tra \u2018lui\u2019 e \u2018Lei\u2019, cercando la soluzione personale o politica pi\u00f9 adatta.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Daniela Coli (<em>Gentile and Modernity<\/em>, pp. 137-166) considera la modernit\u00e0 di Gentile ambientandolo tra i discorsi europei\u00a0 di Husserl, Heidegger, Arendt, Strauss, tutti tendenti a tornare con vie diverse ad una visione della filosofia come sapere rigoroso e scienza in progresso. Gentile ne differisce perch\u00e9 sviluppa da Hegel un processo che ne avvalora la fede nell\u2019universale: perch\u00e9 il mondo diversamente articolato della storia e del progresso ha un comune credo, l\u2019unit\u00e0 del mondo che la filosofia coglie facendone un sapere come scienza della logica, capace di dire dialetticamente la ragione del divenire. Gentile tutto ci\u00f2 condensa nella sottolineatura di una soggettivit\u00e0 integrale, capace di godere della specializzazione delle scienze mentre conserva la propria ottica filosofica. Senza porre la soggettivit\u00e0 come essere e sostanza, conserva il divenire, ne argomenta il costante sviluppo senza cadere nel vortice <em>maelstr\u00f6m<\/em> della fondazione: l\u2019atto, il logo concreto creatore del logo astratto, \u00e8 autopoietico.<\/p>\n<p>Con <em>La riforma della dialettica hegeliana<\/em> l\u2019hegeliano Gentile ripropone il problema base di Cartesio ed Hobbes alla luce dell\u2019ottica nuova di Bertrando Spaventa, di cui pubblica contestualmente il <em>Frammento inedito<\/em>. Cartesio ricorre alla fondazione con la fede con la risposta ultima al dubbio metodico, Hobbes fonda invece nella ricerca e nell\u2019ipotesi \u2013 ed entrambi non riescono, l\u2019uno perch\u00e9 congiunge la filosofia alla religione, l\u2019altra perch\u00e9 non sa superare la distinzione del soggetto e dell\u2019oggetto nell\u2019ipotesi. Il pensiero pensante di Gentile, che s\u2019avvicina vichianamente pi\u00f9 a Hobbes che a Cartesio, supera entrambe le difficolt\u00e0: non si confonde con la religione n\u00e9 lascia l\u2019unit\u00e0 senza parola \u2013 la molteplicit\u00e0 delle scienze, l\u2019esperienza e la storia hanno per il Logo Concreto solo efficacia dimostrativa, didattica. Come disse Galileo, la conoscenza umana \u00e8 limitata, ma quando sa mantenersi nel giusto limite raggiunge conclusioni \u2013 e sono esse i punti fermi che diventano mattoni per costruzioni poderose, le concezioni che nelle scienze e nella storia sono il logo astratto. Non sono il Logo concreto, la Verit\u00e0 storica, ma sono ci\u00f2 con cui occorre confrontarsi per attualizzare le conquiste e sviluppare nuovo pensiero.<\/p>\n<p>Il soggetto cos\u00ec non si colloca in una realt\u00e0 esterna al pensare. Si riprendono le categorie di Hegel per la loro funzione didascalica di argomentazione del processo: arte religione e filosofia sono i campi in cui la coscienza del pensiero pensato \u00e8 colta bene, introspettivamente ma con la capacit\u00e0 di ricostruirla, capace di vivere di nuovo il presente. Perci\u00f2 Del Noce in polemica con Ugo Spirito defin\u00ec Giovanni Gentile teologo del nichilismo: una simile concezione che vede l\u2019autopoiesi del Logo Concreto in pratica argomenta quella morte di Dio che era stata poco pi\u00f9 che un grande grido poetico, sebbene di tanta efficacia. Ma a Nietzsche e ad Heidegger il filosofo Gentile oppone la <em>societas in interiore homine<\/em>, vale a dire il mondo dei valori rinnovati nella storia.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 lo ricongiunse al Marx della prima giovinezza. Nel 1904 Gentile diceva di s\u00e9 che non poteva dirsi neohegeliano ma piuttosto cultore di Hegel, in quanto la sua teoria della storia non ha il carattere escatologico poi evidenziato da Marx: la sua \u00e8 una nuova logica, storicamente determinata, che si appella all\u2019esperienza e s\u2019intrinseca alla vita del pensare. \u00c8 quindi non una logica formale bens\u00ec trascendentale \u2013 e qui sta \u00e8 la grande differenza da tutti i pensatori precedenti. Perch\u00e9 \u00e8 una logica che non ha a che vedere con gli attori opposti, natura e pensiero, ma nemmeno si limita, come Croce, a porre questioni di metodo. Gentile tende molto fortemente a rivendicare le unit\u00e0 della storia, dice Garin, perch\u00e9 \u201cspeculative history must be an elaboration of the empirical history. Of course, real history is speculative, which is the empirical elaborated\u201d (p.158), parole tratte da una lettera scritta a Benedetto Croce: con ci\u00f2 la storia \u2018speculativa\u2019 si lega all\u2019 \u2018empirica\u2019 senza soluzione di continuit\u00e0 \u2013 astraendo dalla fatica del pensiero nello studio necessario a realizzare questa identit\u00e0. Come spesso accade, Gentile non considera la possibilit\u00e0 di fraintendere che quel che \u00e8 troppo ovvio per lui e per i contemporanei, uomini nati nell\u2019800 dove ancora la \u2018cultura\u2019 aveva un significato inconfondibile con l\u2019immediatezza della vita sociale, come poi la sociologia afferm\u00f2. La cultura per definizione per lui non era confondibile con l\u2019immediato, come oggi twitter impone.<\/p>\n<p>Per Gentile la filosofia \u00e8 la scienza per eccellenza, l\u2019unica scienza che tutto comprende in s\u00e9. Essenzialmente libera perch\u00e9 si pone per autoctisi, sviluppa l\u2019essere e l\u2019autocoscienza nel metodo dell\u2019immanenza che non fu mistico (l\u2019accusa di Croce). Piuttosto continua il processo che da Cartesio a Kant ed Hegel, passando per Hobbes, ha costruito un mondo fondato nel linguaggio, nelle affermazioni di cui occorre discutere e contestare, perch\u00e9 questo \u00e8 il mondo dell\u2019uomo di cui \u00e8 possibile avere scienza e coscienza, per costruire il mondo nuovo, andando anche contro il progresso, che se \u00e8 storico non ha la certezza dell\u2019illuminismo ma piuttosto l\u2019umilt\u00e0 di Vico: va difeso perch\u00e9 la barbarie \u00e8 sempre in agguato.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 Gentile fu grande storico, che pur tendendo a cercare precursori che andassero nel senso delle sue convinzioni, era capace di costruire in una grande storia filologicamente meditata ed approfondita, la forza del pensiero italiano, come suo contributo politico alla storia d\u2019Italia, come fu di quelli che si ritennero gli ultimi uomini del Risorgimento. Seppe tracciarne le figure esemplari che soprattutto oggi non sono certo apprezzate come dovrebbero, tranne che nelle fondazioni, gli attuali conventi medievali di saggezze irrelate.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/GF-RECENSIONI-Gily-La-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4.pdf\">GF RECENSIONI Gily La filosofia italiana, oggetto di discussione attuale (4)<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Preceduta dal biennio rosso, che aveva gi\u00e0 dato spazio alla prosecuzione della guerra nello stato di pace, la violenza fascista era cosa giornaliera e spaventosa \u2013 come la fase precedente. Oggi che i morti del terrorismo in Europa hanno prostrato lo spirito europeo, si pu\u00f2 capire che \u2018gli anni del consenso\u2019 italiano furono generato dalle piccole stragi, numerosissime, di estremisti, come oggi i terroristi. Tutto ci\u00f2 non poteva ignorare Gentile, bastava leggesse gli articoli durissimi di de Ruggiero, liberale militante, su importanti giornali nazionali.<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-536\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-536\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-536\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-536\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/la-filosofia-italiana-oggetto-di-discussione-attuale-4\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Clementina Gily J. Connelly, Collingwood, Gentile and Italian neo Idealism in Britain A. G. Pesce, The Integral Philosophical Experience of actualism Saggi di B. Haddock (17-43), A. G. Pesce (45-72), J. Wakefield (73-103), A. Vincent (105-136), D. Coli (137-166), R. Peters (167-203), J. 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