{"id":625,"date":"2016-09-12T09:58:53","date_gmt":"2016-09-12T07:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/?p=625"},"modified":"2016-10-07T09:21:26","modified_gmt":"2016-10-07T07:21:26","slug":"rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/","title":{"rendered":"Rosario Assunto e la poesia dei giardini (2)"},"content":{"rendered":"<p><i>di <\/i><b>Serena Gianpietro<\/b><\/p>\n<figure id=\"attachment_533\" aria-describedby=\"caption-attachment-533\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg\"><img data-attachment-id=\"533\" data-permalink=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini\/assunto\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg?fit=654%2C494&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"654,494\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"assunto\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Cesare Brandi, Elsa Morante, Rosario Assunto e la moglie&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg?fit=300%2C227&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg?fit=654%2C494&amp;ssl=1\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-533\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto-300x227.jpg?resize=300%2C227\" alt=\"Cesare Brandi, Elsa Morante, Rosario Assunto e la moglie\" width=\"300\" height=\"227\" srcset=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i1.wp.com\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/assunto.jpg?w=654&amp;ssl=1 654w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-533\" class=\"wp-caption-text\">Cesare Brandi, Elsa Morante, Rosario Assunto e la moglie<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Porsi la questione del paesaggio di per s\u00e9 vuol dire meditare la questione di fondo: se l\u2019uomo ne sia parte \u2013 per quanto attiva e condizionante \u2013 o se, al contrario, sia il paesaggio a costituire per l\u2019uomo il confine, il limite, tra il s\u00e9 e l\u2019Altro, tra il S\u00e9 e il per s\u00e9.<\/p>\n<p>Come \u00e8 evidente non \u00e8 solo una questione teorica, piuttosto \u00e8 la definizione di un campo d\u2019indagine; \u00e8 anche e soprattutto tema ontologico della definizione del soggetto conoscente stesso. Espresso nella forma classica del dilemma, apre al quesito ecologico, in un\u2019epoca in cui l\u2019influenza umana sulla natura \u00e8 divenuta elemento di cambiamento troppo forte e negativo in modo a volte irreversibile, assumendo una cogenza del tutto nuova. Nel passato l\u2019azione umana non aveva il potere distruttivo nei confronti del paesaggio che oggi consente la potenzia tecnica congiunta alla democrazia degli accessi, in un processo di cui \u00e8 difficile controllare la qualit\u00e0. L\u2019uomo non aveva con altrettanta potenza \u201cpreso possesso\u201d del paesaggio; le possibilit\u00e0 consistenti di costruzione erano affidate ad una selezione economica che rendeva necessario ricorrere all\u2019arte \u2013 estetica e tecnica sempre per la sua costante selezione di competenze. Allora la questione aveva una rilevanza diversa, il paesaggio occupava un campo di ricerca contemplativa e rassicurante: come \u201ccosa data\u201d, estranea ed interdetta dagli ag\u00ecti umani.<\/p>\n<p>L\u2019evoluzione della prospettiva, ad esempio, \u00e8 maturata nel lungo passaggio tra l\u2019approccio moderno della\u201d ragione umana che conosce\u201d a quello post romantico della \u201cragione umana che trasforma\u201d; torsione compiutamente realizzata con il pensiero marxiano (conoscenza come prassi) ed ulteriormente sviluppatasi nel secondo \u2018900 in seguito al diffondersi delle tematiche ambientaliste ed alla riflessione sull\u2019effetto dello sviluppo scientifico e tecnologico sulla visione d\u2019insieme del Mondo.<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Lo snodo fondamentale, nella maturazione di ogni riflessione praticabile al riguardo, \u00e8 dato dal lungo passaggio dalla visione romantica e prometeica dell\u2019uomo che realizza la propria \u201clibert\u00e0\u201d come azione non condizionata di assimilazione del paesaggio a se stesso.<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> L\u2019uomo di oggi, quello della societ\u00e0 post-industriale, \u00e8 costretto a pensare il paesaggio come ultimo bene comune dell\u2019Umanit\u00e0 da preservare (per quanto manipolato, alterato, irriconoscibile rispetto alla situazione preantropica) per salvare se stesso dal suicidio, per garantirsi la sopravvivenza come specie.<\/p>\n<p>All\u2019interno di una tale questione, si pu\u00f2 leggere in filigrana anche il mutamento delle prospettive teoretiche degli ultimi due secoli di filosofia occidentale, vale a dire il curvarsi della teoretica da un ambito eminentemente gnoseologico (la questione kantiana della dimostrabilit\u00e0 del noumeno) a quello pratico (il riconoscimento fichtiano dell\u2019altro come processo di superamento ed evoluzione della coscienza e quello hegeliano del posizionamento etico della conoscenza come processo di realizzazione attuale e non solo fenomenologica dell\u2019Essere).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, oggi non \u00e8 pi\u00f9 possibile pensare al rapporto uomo\/natura se non nel senso della ricomposizione di un conflitto che \u2013 perdurando \u2013 indurrebbe inevitabilmente alla morte di entrambi i contendenti il che ci porta, nella riflessione sul concetto di \u201cpaesaggio\u201d, a dover ripercorrere e risistemare la visione complessiva non solo della \u201cnatura\u201d ma di un \u201cnoi-naturale\u201d appeso al filo di complesse e poderose scelte politiche di conservazione del pianeta. Una sfida, per certi versi, che la filosofia ha da tempo saputo individuare ed analizzare.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>IL PAESAGGIO COME AMBITO DI RICERCA<\/strong><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em><u>UNA PROSPETTIVA \u201cTOLEMAICA\u201d<\/u><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Una sistemazione molto raffinata e problematica della questione del rapporto Uomo\/Natura e della funzione che il \u201cpaesaggio\u201d gioca nel quadro complesso cos\u00ec delineato, \u00e8 per Rosario Assunto offerta dall\u2019opera di Joachim Ritter che, gi\u00e0 all\u2019inizio degli anni \u201960 del secolo scorso, aveva posto il paesaggio come sfondo alternativo alla visione di un\u2019attivit\u00e0 umana ridottasi a mero sfruttamento del Pianeta a fini economici ed intesa a creare realt\u00e0 artefatte e contrapposte alla natura. \u00a0In tale visione, la civilt\u00e0 appare <em>\u201ccome realt\u00e0 artificiale di istituzioni razionali, in seno alle quali progressivamente l\u2019uomo dovr\u00e0 estraniarsi al suo proprio essere al mondo che a lui appartiene quale retaggio della sua storicit\u00e0<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p>Ed ecco che Ritter individua nella<em> \u201cnatura in quanto paesaggio esteticamente mediato\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><strong>[4]<\/strong><\/a><\/em> la possibilit\u00e0 di svincolarsi da simile visione riduttiva, cui si lega la continua distruzione della natura come evento necessario per la costruzione di un ambiente umano; per attingere a diversi punti di vista, in primo luogo l\u2019estetico, per ricostruire una visione oggettivata della natura, tale da porre all\u2019uomo rinnovati spazi di indagine libera e creativa.<\/p>\n<p>Sul piano filosofico, ci\u00f2 parrebbe solo un cambiamento di punto di vista, un rivolgersi ad altri approcci gnoseologici ma in realt\u00e0 l\u2019assunto \u00e8 di ben altra portata. Negare la visione meramente economicistica e scientista del rapporto uomo\/natura, non vuol dire chiudere gli occhi alla realt\u00e0 inoppugnabile dell\u2019inquinamento, sconvolgimenti climatici, stravolgimento degli assetti idrogeologici del Pianeta: la cosa \u00e8, infatti, di una tale e palmare evidenza da aver indotto, anche sul piano delle teorie economiche, al forte richiamo alla sostenibilit\u00e0 del perdurare di simile, devastante azione umana: \u201cLa parola d\u2019ordine della decrescita ha soprattutto lo scopo di sottolineare con forza la necessit\u00e0 dell\u2019abbandono dell\u2019obiettivo della crescita illimitata, obiettivo il cui motore \u00e8 essenzialmente la ricerca del profitto \u2026 con conseguenze disastrose per l\u2019ambiente e dunque per l\u2019umanit\u00e0\u201d.<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a><\/p>\n<p>La prospettiva individuata da Ritter \u00e8 invece avvolgente: partendo da altri punti di vista \u00e8 possibile ricomporre un nuovo spazio d\u2019azione per l\u2019uomo che incida sulla ricomposizione del conflitto indotto dallo sfruttamento economico. In apparenza l\u2019approccio ritteriano pare neoromantico, estetizzante: \u201cla natura viene portata dinanzi a noi non nel concetto, ma nel sentimento estetico; non nella scienza ma nella poesia e nell\u2019arte\u201d<em>.<\/em><a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a> In realt\u00e0, Ritter propone la rivoluzione al contrario, il ritorno ad una <em>visione tolemaica<\/em> in cui la Natura conservi la sua propria alterit\u00e0 rispetto all\u2019uomo e ne determini la condizione di osservatore che la pone al centro del sistema, opposta specularmente alla <em>copernicana, <\/em>in cui la natura \u00e8 reificata a mero campo d\u2019azione. L\u2019azione umana \u00e8 un <em>adattamento<\/em> dell\u2019uomo alla natura, \u00e8 ricerca e scoperta di uno spazio eticamente percorribile che consenta di scongiurare per l\u2019uomo l\u2019esito \u2013ineludibile e nefasto &#8211; del \u201cpossesso\u201d della natura, semplice oggetto del conoscere e dell\u2019agire umano.<\/p>\n<p>In questo senso, il paesaggio si propone come spazio in cui l\u2019uomo deve adattarsi: \u00e8 la costante di un\u2019equazione le cui variabili sono l\u2019economia, l\u2019arte, l\u2019urbanistica, la pianificazione del territorio. Ecco come concretamente si ribalta la prospettiva: la costante non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019economia, la natura non \u00e8 una variabile del profitto: la filosofia propone un mutamento dell\u2019assetto prammatico. Assunto riconosce che, parlando 50 anni prima, Ritter non consider\u00f2 le estreme conseguenze della sua prospettiva oltre &#8211; filosofica; questa sua <em>rivoluzione tolemaica<\/em> in realt\u00e0 minima \u201cnon essendo ancora a qual tempo esplosa in tutta la sua drammaticit\u00e0 la crisi in cui gli uomini sono stati gettati dal pericolo di una totale distruzione della natura conseguente a quell\u2019atteggiamento <em>copernicano<\/em> del quale il Ritter scriveva\u201d.<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a><\/p>\n<p>Ci\u00f2 non di meno, sul piano filosofico la rottura proposta da Ritter non \u00e8 di poco conto. Perch\u00e9 la questione non \u00e8 riconoscere nel giudizio riflettente della terza <em>Critica<\/em> kantiana la possibilit\u00e0 dell\u2019indagine non scientifica sul noumeno; non si tratta di discutere la duplicit\u00e0 kantiana di giudizio determinante e riflettente. Il problema non \u00e8 teoretico ontologico ma squisitamente etico, pratico e valoriale: la conoscenza trova la sua ragion d\u2019essere a partire dalla Ragione Pratica, perch\u00e9 solo nel ragionare di azione e delle sue certezze indimostrabili, l\u2019essere trova l\u2019unica strada per la propria autocoscienza nel conoscere. Ci\u00f2 restituisce alla Ragion Pratica una rinnovata centralit\u00e0. La necessit\u00e0 di salvare il Pianeta obbliga oggi ad un\u2019azione che non prenda le mosse da un approccio meramente gnoseologico, quello delle scienze positive, n\u00e9 da una prospettiva esteticamente contemplativa: la visione <em>tolemaica<\/em> di Ritter guida ad un\u2019azione eticamente e scientificamente fondata, ad organizzare un\u2019estetica fondata nello spazio umano. \u00c8 una nuova missione per la scienza e per l\u2019economia, fondare sull\u2019etica della responsabilit\u00e0,<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> anche nei confronti del paesaggio: l\u2019altro-da-s\u00e9 inviolabile quanto quotidianamente vissuto e praticato dall\u2019uomo. Il paesaggio \u00e8 cos\u00ec lo <em>spazio<\/em> dell\u2019azione eticamente fondata, condizione necessaria ma non sufficiente per la salvezza della natura.\u00a0 \u00c8 spazio complesso e strutturato, fisico per i fatti della natura; spazio etico, per l\u2019azione umana; spazio teoretico, in cui le scienze naturali e umane ridefiniscono l\u2019epistemologia come conoscenza e trasformazione sostenibile dei processi produttivi e delle interazioni sociali.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><em><u>IL PAESAGGIO\u00a0\u00a0 DINAMICO\u00a0 E\u00a0 LA\u00a0 VOLONTA\u2019\u00a0 FABBRILE<\/u><\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>A questo punto il discorso porta dal piano teoretico a quello etico a quello dinamico: il paesaggio \u00e8, a questo punto, definibile come qualcosa di diverso dalla natura e di diverso dall\u2019uomo. Il paesaggio non \u00e8 natura, non bastano a determinarlo le risultanze delle scienze, n\u00e9 la misurazione dei suoi fenomeni con le relative relazioni fisiche e chimiche, n\u00e9 le varie forme della fenomenologia. Non \u00e8 oggetto variabile in funzione dell\u2019 utilit\u00e0, si definisce culturalmente come spazio del gioco dialettico uomo\/natura che determina la cifra di riconoscimento di una civilt\u00e0. \u00c8 elemento decisivo di tensioni, desideri e proiezioni di una comunit\u00e0. Il suo ambito di riferimento privilegiato \u00e8 l\u2019antropologia culturale: una<\/p>\n<p>cos\u00ec impegnativa affermazione parte da riflessioni sulla dinamicit\u00e0 del paesaggio e dal suo continuo modificarsi in spirale, ciclico per le stagioni, lineare per l\u2019erosione umana.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 dell\u2019uomo ha il suo limite nella conservazione dello spazio in cui tale libert\u00e0 pu\u00f2 esercitarsi e della materia con cui essa pu\u00f2 agire, poggia sulla sostenibilit\u00e0 e compatibilit\u00e0 dell\u2019opera di trasformazione della natura: \u201cLa fabbrilit\u00e0 dell\u2019uomo, diciamo, in quanto sia tale che con la propria praxis non distrugga la natura come paesaggio, ma la metamorfosizzi, provocando la transazione da un paesaggio all\u2019altro\u2026assumendo la natura a materia cui la cultura d\u00e0 forma\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. \u00c8 l\u2019orizzonte culturale a definire la linea del cambiamento, non la sola cultura teorica, anche della cultura diffusa della comunit\u00e0. Acquisizioni scientifiche, valori morali, senso comune, costituiscono l\u2019humus antropologico della trasformazione e dell\u2019evoluzione tanto delle comunit\u00e0 quanto dello spazio fisico, etico e teoretico in cui essa vive. \u201cIl solo contributo che alla giusta formulazione di questo problema possa portare una trattazione speculativa intorno al paesaggio, consiste nel dedicare la pi\u00f9 attenta indagine teorica alla natura modificata dall\u2019essere umano, nel suo configurarsi, ancora, come nuovo paesaggio: un ulteriore orizzonte per la libert\u00e0 dell\u2019uomo\u201d<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> .<\/p>\n<p>Libert\u00e0 \u00e8 scelta, prendere atto delle condizioni, cui corrispondono gli esiti conformi. Il margine di sfasatura tra atteso e realizzato dipende dall\u2019 imprevedibilit\u00e0 non eliminabile dovuta ad errori di calcolo &#8211; una collina che frana, distorsioni di sistema &#8211; lo speculatore che modifica il piano, il velleitarismo speculativo \u2013 le <em>cattedrali nel deserto<\/em>, gli eventi naturali disastrosi. Il problema per la comunit\u00e0 \u00e8 compensare il disavanzo con azioni di modifica sostenibile, per ristabilire una linea di paesaggio riconoscibile. Anche in casi abnormi, la <em>volont\u00e0 fabbrile<\/em> \u00e8 l\u2019esercizio intenzionale e condiviso di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Si presenta cos\u00ec un secondo carattere del paesaggio da esaminare, quando alla dinamicit\u00e0 finalisticamente orientata dall\u2019azione di governo del territorio si affianca il carattere condiviso di tali dinamiche. Il cambiamento \u00e8 sempre opera di un \u201cfabbro collettivo\u201d che esercita con mille mani, il cambiamento \u00e8 la risultante di forze contrastanti il cui vettore risultante indica la linea di sviluppo della societ\u00e0, le forze dominanti e i ceti egemoni della sua trasformazione: superando ogni individualismo prometeico ed eroico, l\u2019esito finale della trasformazione non \u00e8 solo frutto delle decisioni dei soggetti giuridicamente preposti alla pianificazione, spesso vi si esercitano forme di dominio illecito e violento o anche consuetudinario. Tutte esse vanno considerate, si riconoscono anche nella lettura dinamica del paesaggio in filigrana, come stratificazioni e dinamiche forti, da tenere in considerazione come costitutive di una comunit\u00e0. Cos\u00ec la fabbrilit\u00e0 pu\u00f2 esplicarsi come \u201cproduzione di paesaggi\u201d invece che come \u201cdistruzione del paesaggio\u201d.<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><\/p>\n<p>Perci\u00f2, non si pu\u00f2 del tutto rinunciare alla \u201cprospettiva contemplativa\u201d, rifiutata come aristocratica e consolatoria del paesaggio come \u201cbello assoluto\u201d. \u00c8 la retorica illuministica del <em>beau souvage<\/em>, il bozzetto arcadico e idilliaco della pittura neoclassica che pareva scomparso nell\u2019industrializzazione. Modificata dalla rivoluzione modernista di Le Corbusier e della Bauhaus, torna nel \u201cbello\u201d che si lega alla fruibilit\u00e0 e riproducibilit\u00e0 di massa.<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a> Teoricamente, l\u2019estetica continua a determina la \u201cforma\u201d del paesaggio. La volont\u00e0 umana di produrre paesaggi si genera dal \u201ccostituirsi come libert\u00e0 fabbrile della libert\u00e0 contemplativa, che nasce dalla scoperta di un paesaggio in quanto natura disponibile all\u2019uomo, forma per il suo sentire e insieme materia alla quale la cultura possa dare nuova forma\u201d.<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a><\/p>\n<p>Sulla produzione di paesaggi prevale, oggi come ieri, la necessit\u00e0 di rendere produttivo il territorio. \u201cL\u2019uomo, lavorando per trasformare la natura in vista di finalit\u00e0 utilitarie\u201d consegue risultati del <em>finalismo senza scopo<\/em> della natura.<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a> \u00c8 \u00a0<em>come se<\/em> l\u2019opera del suo lavoro fosse stata \u201c<em>ordinata e modellata in vista della contemplazione disponendone bellamente i prodotti<\/em>\u201d.<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a> L\u2019opera dell\u2019uomo diventa elemento degno di contemplazione se incardinata come tessera \u201cnaturale\u201d del paesaggio \u2013 ad arte. L\u2019oggetto artistico si qualifica per la sua autosufficienza se esaurisce in s\u00e9 la funzione di oggetto estetico &#8211; il paesaggio elevato ad arte inserisce il suo valore d\u2019uso in un contesto finalizzato come esteticamente rilevante: diviene oggetto di contemplazione perch\u00e9 si inserisce in un contesto culturalmente riconoscibile bench\u00e9 sia un paesaggio, una scena naturale.<\/p>\n<p>La definizione dinamica del paesaggio come processo di adattamento tra natura ed uomo costruisce un \u201cserbatoio della memoria collettiva\u201d di cose, idee e fedi nella loro stratificazione, nella memoria di una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>In questo senso, l\u2019architettura paesaggistica di un Paese come l\u2019Italia poggia su un patrimonio solido, \u00e8 il \u201crisultato estetico di una gamma vastissima di fattori e particolarmente di alcune componenti spirituali che si travasano nel territorio mediate il lavoro dell\u2019uomo\u201d:<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a> alti afflati spirituali, leggende terrene e credenze popolari si intrecciano inestricabilmente con la particolarit\u00e0 dell\u2019orografia delle pianure alluvionali e dei vulcani, delle nevi perenni e delle isole mediterranee. Coltivati tipici come vite e ulivo unendosi alle variet\u00e0 arboree convergono in una produzione umana che \u201cpostula una ideale riconversione dell\u2019arte <u>nel<\/u> paesaggio in arte <u>del<\/u> paesaggio.\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u00a0 L\u2019architetto paesaggista si pone come \u201cideatore di forme nuove e verificatore delle capacit\u00e0 dell\u2019ambiente di recepire un nuovo equilibrio ecologico\u201d,<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a> che va compresa per evitare gli equivoci.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/GF-TESI-DI-LAUREA-Giampietro-Rosario-Assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2.pdf\">gf-tesi-di-laurea-giampietro-rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> \u201cLa filosofia ambientale \u00e8 un processo che attinge conoscenza da ogni attivit\u00e0 umana (scienze, letteratura, arte, miti ecc.), la elabora in un processo di integrazione multidisciplinare per enunciare principi utili ai legislatori nel perseguire la sostenibilit\u00e0, l\u2019equilibrio e l\u2019armonia con la Natura\u201d\u00a0 Piergiacomo Pagano, <em>L\u2019ecocentrismo non basta<\/em>, XXIII Congresso mondiale di filosofia<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. R. Assunto, <em>Il paesaggio e l\u2019estetica<\/em>, Giannini ed., Napoli, 1973, vol. 2\u00b0, pag. 10.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> R. Assunto, op. cit., vol. 2\u00b0,\u00a0 pag. 3<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Ivi, vol. 2\u00b0,\u00a0 pag. 4<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Serge Latouche, <em>Breve trattato sulla decrescita serena<\/em>, Boringhieri,Torino 2007<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a>Jaachim Ritter,<em>\u00a0 Landschaft. Zur Funktion des Asthetischen in der modernen Gesellschaft<\/em>, 1964, in R. Assunto, op. cit., vol. 2\u00b0,\u00a0\u00a0 pag.4<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> R. Assunto, op.cit., vol. 2\u00b0,\u00a0\u00a0 pagg. 5-6<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Assunto si riferisce alla <em>Verantwortungsethik<\/em> \u00a0weberiana, l\u2019<em>etica della responsabilit\u00e0,<\/em> opposta all\u2019etica dei principi, come analisi di mezzi e fini compatibili con le condizioni sociali, sviluppata da H. Jonas ne <em>Il principio responsabilit\u00e0, <\/em>Einaudi, Torino 1990.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> R. Assunto, op.cit., vol. 2\u00b0,\u00a0 pag. 23<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Ibidem, pag. 19<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Ibidem, pag. 22<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> Cfr. il testo fondamentale di Walter Benjamin, <em>L\u2019opera d\u2019arte nell\u2019epoca della sua riproducibilit\u00e0 tecnica<\/em>,\u00a0 del 1936, oggi in Id., <em>Aura e choc, <\/em>Einaudi, Torino 2012.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> R. Assunto, op. cit., vol. 2\u00b0, \u00a0pag. 25<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Ibidem, vol. 2\u00b0,\u00a0\u00a0 pag. 41<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> Idem<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> G. Ferrara, <em>L\u2019architettura del paesaggio italiano<\/em>, Milano, 1969 in R. Assunto, op.cit. pag. 51.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> R.Assunto, op.cit., vol. 2\u00b0,\u00a0 pag. 53<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> Idem, pag. 53<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-625\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-625\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-625\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-625\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Serena Gianpietro &nbsp; Porsi la questione del paesaggio di per s\u00e9 vuol dire meditare la questione di fondo: se l\u2019uomo ne sia parte \u2013 per quanto attiva e condizionante \u2013 o se, al contrario, sia il paesaggio a costituire per l\u2019uomo il confine, il limite, tra il s\u00e9 e l\u2019Altro, tra il S\u00e9 e [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"sharedaddy sd-sharing-enabled\"><div class=\"robots-nocontent sd-block sd-social sd-social-icon sd-sharing\"><h3 class=\"sd-title\">Condividi:<\/h3><div class=\"sd-content\"><ul><li class=\"share-print\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-print sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per stampare\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per stampare (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-jetpack-whatsapp\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-jetpack-whatsapp sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=jetpack-whatsapp\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su WhatsApp\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-facebook\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-facebook-625\" class=\"share-facebook sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=facebook\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Facebook\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-twitter\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-twitter-625\" class=\"share-twitter sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=twitter\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Twitter\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-telegram\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"\" class=\"share-telegram sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=telegram\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic per condividere su Telegram\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic per condividere su Telegram (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-linkedin\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-linkedin-625\" class=\"share-linkedin sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=linkedin\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su LinkedIn\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-pinterest\"><a rel=\"nofollow noopener noreferrer\" data-shared=\"sharing-pinterest-625\" class=\"share-pinterest sd-button share-icon no-text\" href=\"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-2\/?share=pinterest\" target=\"_blank\" title=\"Fai clic qui per condividere su Pinterest\"><span><\/span><span class=\"sharing-screen-reader-text\">Fai clic qui per condividere su Pinterest (Si apre in una nuova finestra)<\/span><\/a><\/li><li class=\"share-end\"><\/li><\/ul><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"spay_email":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false},"categories":[2,4],"tags":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p7guiF-a5","jetpack-related-posts":[{"id":736,"url":"https:\/\/www.clementinagily.it\/wolf\/rosario-assunto-e-la-poesia-dei-giardini-4-la-possibilita-e-la-necessita-del-paesaggio-estetica-etica\/","url_meta":{"origin":625,"position":0},"title":"Rosario Assunto e la poesia dei giardini (4) &#8211; 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