La didattica della bellezza DALLO SPECCHIO ALLO SCHERMO

Cosa cambia nell’immagine quando si passa dallo specchio allo schermo? Il modo di capirla: non è un mistero da evocare ma un testo da leggere, una macchina linguistica. Non l’estatica ammirazione ma la conoscenza dei linguaggi consente di capirla. Di qui l’intento di istituire la formazione estetica, non con nuove materie ma con una nuova didattica. Per mostrarne quanto sia urgente educare la creatività e il pensare analogico, occorre allacciare tante diverse opinioni, confrontarsi con tanti diversi teorici. Scegliere degli esempi vale a capire come nelle teorie d’oggi si possa disegnare una linea paradigmatica che consente di vedere nell’estetica la via regia dell’educazione che parte dall’immagine, dall’Iconic Turn…

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Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica

Attualità di Croce ad 80 anni dalla pubblicazione di Etica e Politica. Seminario del 2004 interno al Corso di Estetica dell’Università Federico II, prof. Clementina Gily, sede Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

La moralità della vita politica è una questione annosa, che si ripropone sempre di nuovo: al potere si connettono decisioni che sconvolgono tutto e recano fortuna anche senza giocare al caso. Chi detiene il potere talvolta valica il rispetto dei cittadini, non agisce nel senso del bene pubblico anche ingenuamente. Perciò, il tema dell’etica necessaria nel politico per evitare si riproponga l’illecito – ma anche che sia chiaro il suo agire nel senso del bene pubblico anche nei progetti e nei controlli di quanto accade nelle segrete stanze – torna sempre attuale.

Nel 1924 Croce diceva queste cose, che è importante richiamare oggi che si propone un Manifesto per l’Etica Pubblica, che rivendichi il diritto del cittadino comune a garantirsi sugli effetti dovuti al suo libero esercizio del diritto di voto. Perché, se il politico è responsabile delle sue azioni solo dinanzi alla legge, non essendo il mandato elettorale un incarico da parte degli elettori per l’effettuazione di compiti ma un’elezione, l’eletto resta libero di prendere le decisioni opportune sui singoli casi. Se ne assume quindi la responsabilità piena. Ma ciò non risulta dalla comune esperienza dell’estrema longevità della vita politica, che non prevede pensionamenti obbligati.

Il politico, allora, può essere giudicato da chi lo eletto, solo se correttamente informato. Altra cosa che esula dalla comune esperienza.

Proprio per questo il genuino spirito liberale sin dal suo sorgere ha dato molta importanza al controllo dell’eletto da parte degli elettori, oltre che al controllo reciproco dei poteri come Montesquieu. Esercitato il diritto di voto, il cittadino anche se non vuole disinteressarsi dell’opera del rappresentante, o ha il tempo di seguirlo passo passo, oppure difficilmente è messo in condizine di giudicare. Oggi che l’informazione si lascia facilmente distrarre dalle questioni polemiche, oggi che i partiti politici sono in disarmo, oggi che le riunioni degli organismi politici danno luogo ad incomprensibili comunicati – l’organizzazione dal basso della società civile può rinverdire la moralizzazione della vita pubblica, pubblicizzando alcuni indicatori di qualità dell’azione politica con eventi sui normali dubbi di ogni elettore. Questo il senso dell’iniziativa trasversale del Manifesto per l’Etica Pubblica. http://slideplayer.it/slide/972073/

L’anno di questa iniziativa coincide con l’80° anniversario delle pubblicazione di Etica e Politica di Croce, la cui attualità si mostra in più punti, e la si discuterà il 26 maggio all’Istituto di Studi Filosofici in una lezione di Clementina Gily (Università di Napoli Federico II) e Patrick Ostermann (Università Di Dresda), cui presenzierà il prof. Lorenzo Zoppoli dell’Università di Napoli che inviterà a pubblicizzare il Manifesto. Essa consiste anche nella riflessione su quale sia la qualità predominante del liberalismo, teorizzando la differenza di qualità che separa il liberismo economico dal liberalismo, che non è solo il diritto ad eliminare le costrizioni statali all’economia (liberismo), ma è invece piuttosto una concezione della vita, basato sul rispetto che ogni cittadino ha per il diritto dell’altro. Non si tratta allora di formare un partito di galantuomini – disse Croce nel ’24 – l’onestà è la premessa indispensabile della vita civile – non è un criterio di adesione a un partito. Si tratta di avere a disposizione regole efficaci per attuare il patto di mutuo rispetto, eletto, elettore.

Insomma, l’etica nella politica non è un comando morale, ma l’esplicitazione di una corretta visione dell’utilità, che governa l’attività politica, ed ha anch’essa un polo positivo ed un polo negativo, ha un soggetto singolare e plurale – quel che vale in entrambi i casi è il conseguimento di un equilibrio che per eccellere in soddisfazione provochi anoressia o bulimia.

Il Manifesto per l’Etica Pubblica usa il nome di Etica, perché nel linguaggio corrente è necessario: ma in realtà l’etica pubblica è solamente una buona politica contro una cattiva politica, per i singoli e per la comunità: nel 1924 lo riconobbe persino il filosofo della distinzione. Non esiste una buona politica che non sia ispirata da criteri di etica profonda, da un mondo di valori – buoni o cattivi.

Ed ecco il saggio su Ostermann, pubblicato in Wolf

GF Saggi Ostermann Il concetto della stilistica nel lavoro di Karl Vossler

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa

L’articolo compare in Wolf no. 22 del 2017 per segnalare che nel sito clementinagily.it compariranno man mano le revisioni scritti ormai difficili da reperire, ma che sono interessanti per i lettori giusti.

Napoli è una città in cui si avvicendano le occasioni di filosofia, di teatro, di musica… Da sempre e tuttora, questa vita colta e raffinata fa poco rumore, ma tutti sanno che Gomorra quasi tutti i napoletani la vedono alla televisione, e si chiedono: fa sul serio Saviano? Come a Roma e Milano…

Sono tanti i resoconti di cose belle, che fa bene ricordare ad anni di distanza: ancora quest’anno a Suor Orsola Emma Giammattei e Giuseppe Galasso, hanno dialogato dei loro studi.

Una discussione su Croce, al Suor Orsola Benincasa

L’attualità di Scaravelli, Napoli, ESI 1991

1991 – SCARAVELLI (PDF)

Critica e metafisica in L. Scaravelli [1] 

Una benefica aria di serio ripensamento sembra percorrere riviste filosofiche e convegni: senza perciò mancare d’interessarsi alle novità interne e straniere, pare ci si voglia infine decidere al colloquio col pensiero italiano della prima metà del secolo, cui è toccata la strana sorte d’esser assolutamente dominante ai tempi in cui fu pensato e del tutto obliato poi; nei due casi, è difficile la serenità del giudizio, c’è sempre qualche esasperazione che solo quantitativamente bilancia l’altro squilibrio. Oggi da più parti si dice che è il tempo di avviare un dialogo sereno, per quanto possibile, ed è dunque, forse, il momento di provare a fare il punto, portando un contributo di riflessione; perché sono davvero tanti i volti interessanti del nostro 900, con figure che si stagliano quanto e più di tante oggi in auge. Perché partecipino ad un vero dialogo culturale, senza patire oltre la difficoltà di ascolto generata in gran parte, per ciò che riguarda i primi quarant’anni, dal continuo discorrere in filosofia di identità e distinzione, che generò una vera e propria retorica composta di specifici tropi, che rende difficile intendere il senso di singole polemiche senza tener presente questo linguaggio nel suo complesso. Esprimere il problema filosofico in un linguaggio precisamente datato non poteva che nuocere, nell’evolversi della storia del secolo: tanto più che per intendere occorre accettare quella lingua filosofica – in italiano, e saperla ripercorrere nelle sfumature significative, com’è vero per qualsiasi lingua, anche non così poco diffusa all’estero com’è oggi la nostra.

Leggi ancora

Didattica d’arte e formazione

pav_duomo_sienaPavimento del Duomo di Siena

Didattica d’arte e formazione PDF
di Clementina Gily. In M.Corsi – S.Ulivieri, Progetto Generazioni (pp. 537-548), ETS Pisa 2012,  isbn 978-884673448-8

In un progetto di formazione che pensa non solo ai ragazzi, la didattica d’arte è territorio già ricco di iniziative: che però mancano di didattiche adeguate a formare la conoscenza estetica. Occorre programmare unità didattiche, al museo ed a scuola.

La didattica della bellezza – Dallo specchio allo schermo

Edito da Rubbettino nel gennaio 2014, il primo volume teorico  sulla didattica della bellezza è stato presentato studiosi e formatori d’arte per discutere l’importanza della formazione estetica, da perseguire nelle istituzioni con appositi Laboratori di Estetica

ISTITUTO ITALIANO DI STUDI FILOSOFICI 29 aprile 2014

Edoardo Massimilla, Mariarosaria Strollo, Angela Orabona Aldo Trione, Guglielmo Trupiano

FONDAZIONE PELLEGRINI-PIGNATELLI Mercoledì 3 dicembre 2014

Mario De Cunzo,Marco De Gemmis,  Franco Lista, Maurizio Vitiello

Presentazione de “La didattica della bellezza – Dallo specchio allo schermo”

didabell Cosa cambia nell’immagine, quando si passa dallo specchio allo schermo? Il modo di capirla: non è un mistero da evocare ma un testo da leggere, una macchina linguistica. Non l’estatica ammirazione ma la conoscenza dei linguaggi consente di capirla. Di qui l’intento di istituire la formazione estetica, non con nuove materie ma con una nuova didattica.

Per mostrarne quanto sia urgente educare la creatività e il pensare analogico, occorre allacciare tante diverse opinioni, confrontarsi con tanti diversi teorici. Scegliere degli esempi vale a capire come nelle teorie d’oggi si possa disegnare una linea paradigmatica che consente di vedere nell’estetica la via regia dell’educazione che parte dall’immagine, dall’Iconic Turn.

I bambini, gli adolescenti e gli adulti hanno tutti necessità di ragionare di bellezza, di salute della mente, di entusiasmo: la formazione estetica è nella scuola ma soprattutto, da sempre, è nella vita.

Conoscere attraverso l’arte non è solo apprenderne la storia e goderne gli effetti: è sviluppare la mente creativa. La formazione estetica si attua presso le istituzioni di conservazione grazie alle attività del Curator of Art e degli Uffici Didattici; Laboratori di Estetica nelle scuole completano nelle scuole dell’autonomia l’azione educatrice del gusto.

La grande funzione formativa dell’educazione estetica e della sua didattica è affermata da Schiller nel 1796, da Dewey nel 1932: educa l’uomo in quanto tale, nella sua competenza, nel suo diritto di cittadinanza attiva. L’arte non è il sapere delle êlites culturali: è il diritto naturale di tutti.

Presentazione del volume teorico del corso La Pedagogia della Bellezza

Martedì 29 Aprile 2014, ore 15

Sede Istituto Italiano per gli Studi Filosofici

 

La Bellezza e le Architetture della Mente. Laboratorio di formazione docenti

Il Laboratorio illustra ai docenti interessati la sperimentazione in atto “La Pedagogia della Bellezza”, che ha per tema ”Ecfrastica Museale ed Urbana: raccontare il territorio con le immagini dell’arte” per realizzare una didattica dell’immagine adeguata al mondo d’oggi.

Incontro seminariale con Mario De Cunzo, Clementina Gily, Angela Orabona

Il corso ha attivato eventi comuni e laboratori presso le scuole nel quadro di un biennio di ricerca azione che vede la collaborazione di Lupt Oscom dell’Università Federico II e dell’USR Campania  e che prevede la pubblicazione di due volumi di didattica.

I docenti potranno saggiare la consistenza del progetto attraverso il resoconto dei direttori del corso e la proiezione dei filmati Laboratorio a Palazzo Reale e premio DOCARTE, che in parole ed immagini mostrano la consistenza e il metodo delle attività svolte.

I docenti partecipanti potranno iscrivere la loro scuola per calendarizzare una giornata di formazione presso la scuola già in corso d’anno o nel prossimo, così da poter valutare la partecipazione della scuola al progetto in corso nella programmazione delle attività del prossimo anno.

Nell’occasione sarà distribuito agli aderenti il primo volume teorico, in cui è esposta la linea guida didattica che fonda l’iniziativa; il volume sarà seguito a breve dal secondo volume (saranno a settembre disponibili estratti per iniziare i lavori), redatto facendo frutto dell’esperienza dei docenti delle scuole che hanno sperimentato la teoria nella didattica di scuole primarie e secondarie. Con le unità didattiche e modelli delle didattiche realizzabili al fine di realizzare una formazione estetica, che ha per obbiettivo di diffondere la cultura del territorio in una città d’arte, di educare alla Bellezza come conoscenza dei valori, di guidare la lettura del mondo attuale attraverso una corretta lettura dei testi in parole e immagini delle letterature dei media e della rete.

Ore 16,30 : presentazione del volume teorico

Edoardo Massimilla (Responsabile della Sezione di Filosofia del Dipartimento di Studi Umanistici – Università di Napoli Federico II) introduce la presentazione del volume di Clementina Gily

La Didattica della Bellezza. Dallo specchio allo schermo (Rubbettino 2014)

Relatori: Mario de Cunzo, Angela Orabona, Maria Rosaria Strollo, Aldo Trione,

Modera l’incontro Guglielmo Trupiano