Elsewhere perhaps – l’Utopia e la Distopia di Ghisi

di C. Gily Reda

Per chi vuol leggere e vedere l’intervento di Marc Luyckx Ghisi al Sum #03 basta vedere i filmati, il suo ultimo è del 6 aprile.

Vi si disegna insieme un’utopia ed una distopia: un modo di impostare un discorso politico e di riaprire il dibattito, che sembra sopito, sulle idee politiche – che non sono più quelle dei due secoli trascorsi, eguaglianza e libertà… o almeno, esse si articolano molto diversamente dai due secoli trascorsi, così terribilmente lontani nel tempo e nello spazio.

La Digital Democracy più che una ‘dottrina politica’ è un fatto, ma non si può riportare il discorso politico all’alzata di mano: come invece si vuole da tutti. Dal Rinascimento ad oggi si è lavorato perché si ragionasse sui diritti dell’uomo e sulla sua libertà di pensiero e di stampa: la democrazia digitale non facilita la partecipazione diretta e ragionata. Lo ha già dimostrato la storia recente, la liberaldemocrazia non si afferma con il voto one-to-one e il populismo partecipativo. C’è bisogno di nuovi metodi.

Forse che le grandi democrazie, coi loro referendum tipo Brexit, con le loro elezioni tipo Trump e tipo Bush jr non hanno dimostrato che la conta dei voti è un sistema che ha portato moltissimi a non votare, e i votanti ad andare pari? Accade persino che perde chi ha più voti. Continue reading “Elsewhere perhaps – l’Utopia e la Distopia di Ghisi”

Francesco Alessio. Arte a scuola

di C. Gily Reda

Francesco Alessio ha seguito studi regolari, Liceo Artistico ed Accademia (con Augusto Perez), ma ha manifestato subito il suo carattere, la sua tendenza all’ascolto, a cercare il contatto con chi guarda, lavorando al restauro dei dipinti su tela e su tavola, nel Laboratorio napoletano presso la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici nella Pinacoteca Nazionale di Capodimonte e al restauro archeologico anche con il C.N.R.S. francese.

In questo quadro, del tutto coerente la scelta successiva di lavorare nella scuola, naturalmente al liceo artistico. Le sue opere cercano la linearità nascosta degli archetipi navigando tra materiali diversi, assemblati secondo logiche grafiche col filo di ferro ma poi anche ricostruiti con il caldo plastico della ceramica ma poi frequentando ogni materiale – come dice Vitaliano Corbi cercandone il battito cardiaco. È un navigare tra le materie come fossero vive che cerca di ascoltare la melodia che segna la loro metamorfosi in cultura dello spazio. Ciò perché non si sintetizzano gli elementi ma piuttosto li si compone, non nella tradizione ma nel pop: lasciando cioè accostate più che indagate le analogie della costruzione. Continue reading “Francesco Alessio. Arte a scuola”

La gabbia

di Viviana Reda

La fuga era finita, finalmente. Quando mi voltai, in affanno, all’indietro, mi accorsi che i miei inseguitori erano svaniti, che di loro non era rimasta traccia. Solo un vago agitarsi del vento ricordava ancora i fremiti della corsa e le ansie del viaggio. Non so quanto tempo era durata la mia prigionia, non so se ore o secoli mi dividevano dalle cose note, dai sentieri inesplorati della mia terra. Tutti, ricordo, avrei voluto percorrerli, per giungere sempre qui, come oggi, in questa radura. Non so precisamente quale sia stato il luogo della reclusione, in cui le ore passavano, lente, a contare le ombre che cadevano tenui all’interno della gabbia. Forse qualcuno pensava che avessi un segreto nascosto, forse un tesoro, o un terribile mistero che tutti avrebbe annientato alla sua rivelazione. Continue reading “La gabbia”

Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il grande scalpore destato dal recente spiaggiamento a Porto Cervo del capodoglio femmina con in pancia un feto morto e ben 22 chili di plastica “indigesta” ha, pur nella sua gravità, dato risalto alla novità prodottasi proprio il giorno prima dell’evento.

Infatti Il 27 marzo, a Strasburgo, il Parlamento europeo ha dato parere positivo alla votazione della direttiva che riguarda la messa al bando sul territorio europeo di alcuni oggetti in plastica monouso. Tali oggetti se non smaltiti correttamente, finiscono troppo spesso in mare, passando per i fiumi e i laghi. L’Europa è, infatti, il secondo maggiore produttore di plastica al mondo dopo la Cina e riversa in mare ogni anno tra le 150 e le 500mila tonnellate di macroplastiche e tra le 70 e 130mila tonnellate di microplastiche.

Il voto ha fatto seguito all’accordo raggiunto nel dicembre 2018 da parte dell’Europarlamento con il Consiglio, introducendo in questo anche dei miglioramenti. Questi sono scaturiti dalla volontà di vietare alla fonte, e cioè alla produzione e al consumo, alcuni oggetti di ampia diffusione, che costituiscono il 70% di tutti i rifiuti marini, di cui esistono “alternative ecologiche facilmente disponibili”. Continue reading “Marine litter: quali strumenti per contrastare il dilagare del fenomeno?”

Tra Scilla e Cariddi

di Gaia (Federico Giandolfi)

Questa è una favola della nostra navigazione umana, spinta da venti favorevoli, ma tra pericolose sponde. Da un certo punto di vista spirituale, l’evoluzione umana è l’opera d’arte più grande che mai si sia vista, in progress. Occorre però avere la vista adatta. Come in ogni opera d’arte, vi sono gli errori, le prove, i rifacimenti e gli scarti. Alla nostra corta visione sembra infatti di stare alla soglia di piccole e grandi apocalissi. Abbondano le situazioni di disagio e sofferenza intorno a noi, molteplici e variate, vicine e lontane, e potremmo caratterizzarle come modalità di manifestazione del Male. Forse la vita non può essere disgiunta dalle sofferenze, e dunque dal Male. Le sofferenze possono comunque essere una lezione e una opportunità di trasformazione. Sappiamo anche che esse possono scemare, mutare in sollievo, che può apparire il Bene, e che forse una legge della vita sia proprio questa altalena. Forse l’incontro con le sofferenze e quindi col Male ci apre una porta per capire come raggiungere il Bene e acquistare quella visione dell’evoluzione nonostante gli scarti e gli errori. Continue reading “Tra Scilla e Cariddi”

La politica della comunicazione e le regole: Il Grande Tribunale dell’Opinione Pubblica (1)

di C. Gily Reda

Gaetano Filangieri
Gaetano Filangieri

1. Il problema della politica della comunicazione

Il tema della politica della comunicazione viene oggi affrontato spesso dalla scienza che le si dedica, perché in tutti i percorsi della governance la comunicazione ha un posto rilevante, perché si interseca praticamente con tutti i livelli della gestione del potere; la sua ottimizzazione è e deve essere obiettivo costante, perciò questa sociologia si divide in numerose altre scienze istituzionali, ciascuna delle quali mira appunto allo scopo della determinazione ulteriore del tema, nell’ottica in progress tipica della scienza, che consiste nel trarre conseguenze dalle premesse. Viene anche studiato dalla scienza politica, per osservare ed approfondire i metodi in quanto essi rioperano sulle forme di governo e contribuiscono a mutarne la concretezza storica: anche qui vale il motto più citato, forse, della scienza della comunicazione – Il mezzo è il messaggio, frase detta da McLuhan nel 1964, quando lo studio dei media non aveva ancora raggiunto linee generali di analisi teorica, mentre era già molto progredito come pratica tecnologica, artistica, di analisi scientifica. Un motto vero in special modo per i media, ma che riguarda tutta la tecnica come problema, staccarsi dal vero comporta la valutazione dei mezzi e l’adattamento ad essi. Perciò l’operato delle scienze sulla politica della comunicazione sono molto interessanti, anzi costituiscono una parte importante dell’esperienza del mondo. Perché anche se quel che viene in mente quando si pensa al termine esperienza è il fatto personale, la partecipazione ad un evento anche minimo- basta riflettere ed è chiaro come molte cose aiutino il contatto reale a divenire esperienza, anche prima del fatto virtuale c’è il senso comune, il gusto, il tessuto relazionale – tutte centrali esperienze. Oggi il mondo è globale e complesso, la vera esperienza in cui si acquista coscienza della storia, è sicuramente la seconda, analizzata appunto dalle scienza sociologiche e politiche. Continue reading “La politica della comunicazione e le regole: Il Grande Tribunale dell’Opinione Pubblica (1)”

Le radici montessoriane della ‘speciale normalità’

di Regina Brandolini

È oggi largamente diffusa nell’ambito della ricerca pedagogica l’idea che si debba sempre più arricchire la normalità del fare scuola di tutti gli strumenti, metodologie e più in generale di tutte le specificità tecniche codificate e utilizzate per gli alunni speciali, “normalizzandole e venendo da queste modificata in senso inclusivo”. Si auspica cioè l’inclusione dei principi attivi tecnici e speciali nella normalità, permettendo alla normalità e alla specialità di convivere ed essere contaminate l’una dall’altra, rendendo più efficace e vantaggiosa la vita scolastica di tutti gli alunni.

Questo arricchimento si rende ancor più necessario oggi, all’interno del mondo scolastico, dove gli insegnanti percepiscono, accanto alle consuete forme di disabilità, una nuova crescente complessità del disagio scolastico e delle nuove forme di difficoltà di apprendimento.

Nonostante la maggiore formazione degli insegnanti curriculari e l’ingresso di insegnanti di sostegno altamente formati, questa prospettiva incontra ancora oggi grandi resistenze. Indagarne le motivazioni richiederebbe largo spazio, qui invece mi interessa focalizzare l’attenzione sul fatto che questa prospettiva di speciale normalità affonda le sue radici nelle intuizioni che Maria Montessori ebbe già più di cento anni fa. Continue reading “Le radici montessoriane della ‘speciale normalità’”

Estetica e Musica. Alcuni temi (1)

di Vincenzo Curion

La conoscenza del sensibile.

Quando A. Baumgarten nel 1735 adotta per la prima volta il termine estetica, partendo da considerazioni sulla filosofia leibniziana, per la quale “la bellezza è il grado più alto della conoscenza sensibile, ancora ‘confusa’, per quanto non più ‘oscura’ come la mera sensazione, ma già ‘chiara’, sebbene non ancora ‘distinta’ come la conoscenza intellettiva”; egli sottolinea che si tratta pur sempre di una conoscenza sensibile. Nelle Meditatione philosophicae de nonnullis ad poëma pertinentibus, il filosofo tedesco muove dalla considerazione che, così come esiste una scienza dei contenuti intellettuali, la logica, allo stesso modo dovrebbe esistere una scienza dei dati sensibili della conoscenza, che andrebbe chiamata estetica.

“Si può chiamare aisthetiké (sottintendendo episteme) la disciplina che studia le sensazioni (táaisthetá) in modo simmetrico a quel che la logica (logiké episteme) fa con gli aspetti intellettuali e razionali (tánoetá)”.

Ricollegandosi a Leibniz, Baumgarten sottolinea che la conoscenza progredisce non solo attraverso le idee chiare e distinte fornite dall’intelletto, ma anche attraverso gli stimoli forniti dalle sensazioni. Nella sua visione, non c’è una contrapposizione radicale fra sensibilità e intelletto. Tra il sensibile e l’intellettuale-razionale c’è piuttosto un percorso ascendente, “così come si transita dal buio della notte alla luce del giorno con il progressivo diffondersi della luce dell’aurora”. Continue reading “Estetica e Musica. Alcuni temi (1)”

Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica

di C. Gily Reda

Un libro da promuovere, questo di Carlo Improta, un artista da poco in mostra al PAN con le sue opere. Le più recenti somigliano a questa copertina, un volto tratteggiato a matita o a pastello, finissimo nel ritrarre l’essenziale di un sguardo – come questa bimba di Auschwitz, che sembra chiedersi perché, o meglio ‘cosa accade?’ sbalordita – lo sguardo allucinato che non è quello del bambino povero, cui è stata sottratta l’infanzia, ma che poi diventa Edgard Allan Poe, Stephan Mallarmé, John Ruskin… Lo sbalordito è schiacciato dalla crudeltà possibile. Oggi che il realismo modale riafferma la positività dei mondi possibili, dimentica, come Leibniz, che sono infiniti anche i volti della crudeltà.

Da promuovere perché si fa leggere e perché conosce l’arte della parabola, di figurare scene per far intendere messaggi. Difficili, ma resi perfettamente comprensibili; sono un’estetica più che una poetica – cioè riflessioni degli artisti sul fare arte; invece qui c’è filosofia, ricerca di verità. Carlo Improta viene da un’esperienza pittorica di ricerca, ha praticato l’informale – alla mostra del sacro dell’anno scorso a San Domenico Maggiore, nota ai lettori di wolf, espose una scultura informale (qui sotto). Tra le tante esperienze fatte imparando l’arte, ma anche mettendola da parte, per esperire il tempo e la sua moda. Che come disse Mallarmé, non è futilità ma compagnia con gli altri artisti e la comunità – cosa importantissima, che gli ha dato dubbi e certezze, nel disegno di una propria via libera, con i rischi ovviamente della libertà. Continue reading “Un artista scrittore, Carlo Improta: più che una poetica”

La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica

di Anna Savarese, Architetto di Legambiente Campania

Il capodoglio – lutto ecologico
Il capodoglio – lutto ecologico

Le immagini sconcertanti dell’esemplare femmina di capodoglio la cui carcassa è approdata a Cala Romantica di Porto Cervo il 28 marzo sono un atto di accusa che rimanda alle nostre responsabilità e ai nostri errati stili di vita e modelli produttivi che impattano sulla biodiversità.

Aver trovato ad occupare i due terzi dello stomaco del cetaceo, un esemplare lungo otto metri e mezzo e pesante otto tonnellate, ben 22 chili di plastica ci dà la dimensione dello stato in cui versa il bacino del Mediterraneo.

Luca Bittau il biologo che con la sua associazione, la Onlus SeaMe Sardegna, che si occupa di tutela e conservazione del mare, è intervenuto insieme all’istituto zooprofilattico sardo per il recupero dell’animale, ha precisato che i capodogli vivono nel Mediterraneo senza varcare mai l’Oceano per cui la plastica trovata nello stomaco proviene senza dubbio dai fondali del Mediterraneo, nemmeno dalla superficie perché questi cetacei “pescano” il loro nutrimento nelle profondità marine. Continue reading “La femmina di capodoglio spiaggiata a Porto Cervo col ventre colmo di plastica”