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La festa delle Ninfe Tristi

di Massimo Luongo

Nel gran villaggio delle ninfe tristi

era l’attesa del giorno di festa;

persino i girasoli, quella notte

danzarono aspettando il sole nuovo.

L’alba sbocciò come una rosa in cielo

alla finestra della Gran Regina,

milioni di farfalle e colibrì

la ricondussero al più bel sorriso.

Un ospite d’onore fu invitato

per rallegrare il cuore delle ninfe,

veniva da un paese molto strano:

il borgo dei bugiardi stralunati.

Quel popolo, senza capo né coda,

scelse l’eletto in sua rappresentanza;

il delegato al viaggio fu un poeta

da tutti conosciuto come “Il pigro”.

Partì a cavallo di una nuvoletta

dormendo per sei giorni e sette notti;

quando arrivò alla corte delle ninfe

s’accorse che era nudo più di un verme.

Restò sorpreso, il pigro stralunato,

vedendo l’accoglienza del villaggio;

capì di essere un asino tra i suoni,

entrando nella sala delle feste.

Ma la regina delle ninfe tristi

con generosità gli offrì il suo seno

ed il poeta ricambiò quel gesto

riempendole il calice di versi.

Fu festa grande fino a notte tarda,

un tempo di felice cambiamento:

non ci fu più tristezza per le ninfe

e a quel poeta andò una veste nuova.

W Luongo La festa delle Ninfe Tristi

STANCO

di Massimo Luongo

Stanche,

Le gambe mi chiesero il riposo,

sfinite dal sostenere il peso

di questa mente ostinata

a pensare l’impensabile

e degli occhi distrutti

a vedere l’invisibile.

Stanco,

Trovai un albero infruttuoso

a ridosso del lungo passato,

là decisi di abbandonarmi

e nascondermi alla storia,

a me stesso, al mio Dio;

Ma presto mi raggiunse

un soffio di vento.

Stanco gli dissi:

-“Tu chi sei? Cosa puoi chiedermi?

Guardami, sono solo un artista”;

Rispose:-“Io sono ciò che sono

e resterò: ‘L’amore che ama’,

che ti chiede da sempre

d’imparare ad amare

per essere amato”.

W Luongo IL SENSO DEL SACRO 2019 – Stanco