Categoria: Narrazioni

L’autrice commenta sé: Mostra IL SENSO DEL SACRO

di Silia Pellegrino

Dall’umano al Divino, 2012, olio su tela

Al nodo che mi lega al mondo delle cose e delle musiche che risuonano nel senso dà forma solo un unico moto di cuore e pennello. In un istante, manifestata, si placa l’urgente necessità di fare spazio a questo profondo senso di appartenenza e di padronanza dell’universo che è la vita…
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’O chianto ’e l’Africano

di Adolfo Giuliani

I’ so’ africano,so’ niro ’e pelle,
ma ’o core nun è niro:
è tale e quale ’o vuosto!
E pure ’e figlie mieje
so’ tale e quale ’e vuoste:
chiagneno, rideno, mangiano…
E aspettano ’o pate
ca ce manna quaccosa ’e sorde pe’ campà.
È chisto ’o dulore ’e chi nun tene niente
o ha perzo tutte chello ca teneva:
’a terra, ’a famiglia e pure ’a libbertà!
I’ so’ emigrante
e stó ccà pe’ faticà…
E pure vuje, quanno jate luntano,
pe’ faticà…
site comm’ a me!
Picciò…
Addó sta ’a differenza tra me e vuje
ca nun vulite ca i’ stó ccà!
Quanno se sta sule e luntano d’ ’a famiglia
pe’ necessità,
se soffre comm’ a tutte quante!
Stateme a sentì nu poco…
Tante ’e vuje
vedeno sulo ’o culore d’ ’a pelle
e nun vedeno ’o dulore e ’o chianto
ca è comme ’o vuosto
e pure ’e llacreme so’ ’e stesse…     

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Io resto

di Massimo Luongo

Forse mi hai visto
ero solo, nascosto male,
immerso nell’acacia
del tuo sguardo sognante,
nella favola dei capelli
folgori corvine su quel viso
dal candore apparente.
Solo, finito male
senza una lingua di terra
per correrti incontro,
un soffio di cielo per averti,
una tasca per conservare
il seme del tuo sorriso.
Ho imparato ad amarti così
restando senza l'amore,
rotolandomi nel nulla,
spargendo il tuo profumo
sulle mie ustioni inguaribili.
Ora mi parlo, mi ascolto,
sento la tua assenza,
ma ti vedo, quasi ti tocco, 
degenero nella follia;
disconosco giorno e notte
verità, bugia, sogno e realtà.
Resto così, sfinito e finito
male o bene, non importa;
resto ma lascio tutto e tutti
tranne il pensiero di te.
Ovunque sarò, io resto!

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Toponomastica, ovvero la memoria esterna

di Federico Giandolfi

In the Houses of Saint Germain – (Paul Klee)

La persona che, mossa da un impulso inspiegabile, si avventurasse a Napoli sulla Via Vicinale Campanile, a ridosso della Strada Montagna Spaccata tra Soccavo e Pianura, e poi si spingesse tra quelle stradine che la intersecano da entrambi i lati, ne avrebbe gradita sorpresa. In questi luoghi periferici e lontani dall’immaginario collettivo, forse rimossi, i nostri Urbanisti del Comune di Napoli hanno pensato bene di dare nome e voce toponomastica a chi ci precedette nella grande avventura del pensiero.

Continue reading “Toponomastica, ovvero la memoria esterna”

La mostra sul senso del sacro 2019 (1)

Tra fragilità e incompiutezza

Anche quest’anno mi avvicino alle numerose opere senza disporre del catalogo, con l’entusiasmo che corrisponde allo sforzo organizzativo e alla generosa partecipazione. Questa volta indago preventivamente sui profili degli artisti, e scopro che molti di essi sono affermati talenti e inquiete spiritualità. Il mio è il percorso di chi si immerge ingenuamente nelle suggestioni che la Mostra esercita, per trovare fili conduttori e chiavi di lettura. Continue reading “La mostra sul senso del sacro 2019 (1)”

Una fiaba antroposofica

di Federico Giandolfi

Le fiabe nascono dalla realtà ma ne rappresentano al tempo stesso alternativa di narrazione più ricca, complessa e gravida di speranza. Ognuno è libero di intrepretare queste righe come vuole, prenderle per una favola o racconto fantastico. Ma faccio appello al sentimento per la verità che alberga in ciascuno di noi. Esso dapprima germoglia in solitudine, ma poco a poco quella verità si avvicina all’anima e le permette una maggiore comprensione degli enigmi dell’esistenza quando essa si dispone ad ascoltare senza pregiudizi. Continue reading “Una fiaba antroposofica”

Trasfigurazione o trasmutazione

Basato su uno studio preliminare di Bradford Riley

di Federico Giandolfi

Il 6 agosto si è compiuto un altro anniversario della esplosione nucleare nella città di Hiroshima avvenuta nel 1945. Voglio ricordare qui la tradizione cristiana che ha da secoli celebrato in quella stessa data la Trasfigurazione del Cristo sul Monte Tabor. Coincidenza di date?

Queste brevi note vogliono tentare una spiegazione esoterica ed antroposofica di tale intrigante parallelo. E’ nostra profonda convinzione che l’annunciata presenza eterica del Cristo nel Mondo a partire dal secolo XX sia stata ostacolata dalle forze avversarie. La luce derivata dall’esplosione nucleare, quel sole artificiale portatore di morte che falciò tante vite umane, rappresenta la tragica caricatura della Luce eterica che accompagna la Parusia di Cristo e ne vuole essere la orribile scimmiottatura. Un attacco in piena regola alla natura eterica della Terra e dell’Umanità che vive sostenuta dal Sole. Non dovremmo costruire un sole artificiale perché è un tentativo globale di oscurare l’impulso di Cristo nelle coscienze e nei corpi. Solo aggiungo qui che il primo test atomico negli USA ad Alamogordo fu chiamato Trinità in codice. Altra coincidenza, o sarcasmo? La trasmutazione della materia ha voluto essere l’inizio della trasformazione della Terra, dove le forze eteriche datrici di vita che provengono dal Sole sono state caricaturizzate orribilmente, mentre si sono prodotte altre forze per fini distruttivi. Continue reading “Trasfigurazione o trasmutazione”

La pietra filosofale

di Viviana Reda

L’inseguimento della pietra filosofale mi era già costato lunghi anni di lavoro ossessivo ed infruttuoso. L’ostinata ricerca di una metempsicosi che avrebbe trasformato i più lugubri e angosciosi incubi in una distesa di prati verdi di felicità sembrava essere giunta al suo punto più doloroso.

L’inesorabile alambicco meccanico d’un orologio a muro scandiva le accidiose ore del pomeriggio che, per una tragica necessità, continuavano ad inseguire quelle ancora più stanche della mattina. Le carte sul tavolo in perenne disordine indicavano stravolte i passaggi meticolosi della strada percorsa alludendo sgomente a cifre, formule e simboli che si illuminavano spegnendosi nel languore. Doveva esserci in quegli appunti un segno, anche accidentale, che indicasse il senso: esso sarebbe comparso all’improvviso, come per caso, dischiudendo la via alla parte pratica dell’esperimento, quella più terribile, che mi avrebbe finalmente condotto nel regno dell’insondabile, lì dove tutto avviene per allucinazione. Spesso ci ero andato molto vicino tanto vicino da sentirmi già travolto dalla forza potente del mistero dei sensi, e, cadendo in preda al delirio dello svenimento, mi era sembrato di scorgere i sentieri che conducono al Segreto del Mondo. Continue reading “La pietra filosofale”

Il nostro passato lunare

di Federico Giandolfi

Ora che si compiono 50 anni dalla discesa sulla Luna, grazie a R. Steiner, Eduard Schurè e Adam Michaelis sorgono i ricordi spirituali di quei tempi remotissimi quando la Luna si separò dalla Terra. Noi esseri umani abbiamo le facoltà attuali grazie a un processo cosmico complesso, in cui hanno agito mutevoli condizioni ambientali e successivi impulsi spirituali. I nostri organismi dovettero passare per profonde trasformazioni prima di ospitare l’Io individuale, a differenza degli animali che si sviluppavano parallelamente. Beninteso, mai avremmo attraversato le temibili tappe che ci hanno portato dalla animalità istintiva a una certa forma di animalità cosciente, senza gli Esseri superiori che ci dettero forma nei lunghi tempi dell’evoluzione cosmica. Fu allo stesso tempo una creazione e una cooperazione, un incessante rinascere e perfezionare. Gli Spiriti guida agirono di due forme, per impulsi spirituali, oppure assumendo corpi e camminando fra di noi. Fummo plasmati da dentro e da fuori. Siamo nostra propria opera e opera divina. In quei tempi, la Terra era una con la Luna e il Sole, una sola unità necessaria nelle fasi iniziali per gettare le basi dell’embrione di ciò che sarebbe divenuto l’essere umano. Continue reading “Il nostro passato lunare”